Autore: Redazione area-press.eu

  • CROCE ORO GAGGIANO “UNA REALTA’ IN CONTINUA CRESCITA”

    La croce oro di Gaggiano è un’associazione onlus no profit formata e composta da volontari e dipendenti che offrono i propri servizi di assistenza pubblica a copertura di un’ampia zona del territorio.

    L’associazione è stata fondata nel 2001 da 15 soci e nel tempo si è sviluppata arrivando ad oggi ad avere 10 dipendenti e oltre 100 volontari.

    L’associazione, grazie al contributo dei volontari, effettua trasporti, mediante l’utilizzo di mezzi, a servizio di disabili e persone che devono effettuare terapie e/o visite presso tutte le strutture ospedaliere di Milano e provincia e Pavia e provincia.

    Dal 1 gennaio 2013 La croce Oro di Gaggiano è diventata titolare della convenzione continuativa H 12 per la centrale operativa 118.

    Per questo motivo un’ambulanza è in servizio dalle ore 8:30 alle ore 20:30 nei giorni di sabato e domenica in stazionamento a Milano ed una seconda ambulanza è operativa dalle ore 10:00 alle ore 22:00 in stazionamento presso il Comune di Bubbiano; quest’ultima ambulanza ha competenza di copertura di un vasto territorio ovvero quello dei Comuni di Bubbiano, Casorate Primo, Motta Visconti, Rosate, Besate, Moncucco, Vernate, Vermezzo, Gudo Visconti e Gaggiano per un bacino di utenza di circa 30.000 abitanti.

    Dall’inizio della convenzione H12 di cui sopra, l’associazione Croce Oro Gaggiano ha prestato soccorso a molte persone mettendo sempre in campo e dimostrando con i fatti quelle che sono le due principali prerogative dell’associazione ovvero competenza e disponibilità.

    Questa realtà, che permette di agire su di un così vasto territorio, è possibile, oltre che alla generosità e alla grande disponibilità dei soccorritori volontari e dipendenti, anche grazie all’amministrazione del Comune di Bubbiano che ha creduto nel progetto e ha contribuito fattivamente all’iniziativa donando all’associazione i locali necessari ai soccorritori (sala computer per emergenze, posto riservato all’ambulanza e magazzino) al fine di poter rendere operativa “la colonnina” ovvero al fine di poter rendere operativo il servizio 118.

    Per questa ragione tutti i dirigenti dell’associazione Croce Oro Gaggiano ringraziano vivamente e sentitamente il Sindaco Stefano Cantoni e tutta l’amministrazione pubblica del comune di Bubbiano per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrato al fine di rendere tutto ciò possibile.

    In particolare, il presidente dell’Associazione Elio Rossi, dichiara “L’amministrazione pubblica di Bubbiano si è sempre dimostrata celere nell’affrontare ogni tipologia di problema che si è riscontrato durante l’operatività risolvendolo in tempi strettissimi, sono molto soddisfatto della collaborazione ottenuta e spero in un prossimo futuro di crescita con il loro supporto”

    Si informano inoltre tutti i cittadini che volessero dare un aiuto concreto all’associazione che è possibile donare il 5×1000 indicando il seguente numero 97301320152

    Il Presidente Croce Oro Gaggiano

    Dott. Elio Rossi

    Per maggiori informazioni www.croceorogaggiano.it per prenotazione servizi e assistenze tel. 02/90843445

  • PRIMA CLASSE REAL ESTATE: SOLUZIONI RAPIDE E REFERENZIATE..

    Agenzia immobiliare punto di riferimento nel campo delle intermediazioni, Prima Classe ha costruito nel tempo un pacchetto clienti ampio e affidabile: banche, multinazionali, professionisti e società di riferimento si rivolgono al suo personale per individuare appartamenti e attività sia in vendita sia in affitto. Prima Classe si distingue per il portfolio, diversificato e di assoluto valore, che include appartamenti, ristoranti, bar e negozi. L’obiettivo di Prima Classe è far realizzare ai suoi clienti la miglior vendita o locazione che il mercato permetta, nel minor tempo possibile. Per riuscirci, si affida anche ai canali pubblicitari sul web. Attualmente è alla ricerca di immobili, di tutte le dimensioni, in affitto o in vendita, per una società bancaria. Una soluzione sicura ed affidabile.

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  • CANZONE DELLA TENDA è il primo singolo di CARLO DONEDDU

    E’un brano dalla grande ironia che richiama, musicalmente e narrativamente, gli archetipi della canzone estiva del passato fondendosi con la grande canzone d’autore italiana e facendo coesistere al suo interno gli stili di importanti autori come PAOLO CONTE, FABRIZIO DE ANDRE’, GIOVANNA MARINI e RINO GAETANO.

    INGREDIENTI:

    -Un intro 60’ alla Edoardo Vianello

    -Cori Beach Boys/Speedy Gonzales

    -Una disperata storia d’amore estiva

    -Un ritornello accattivante

    -Un pizzico di Fabrizio De Andrè in versione da spiaggia

    -Un epilogo Rino Gaetano su un giro del surf

    -L’uomo ragno in lontananza

    ELABORAZIONE:

    -Accendere abusivamente il fuoco sulla spiaggia e mettere la pentola sulla brace

    -immergerci Edoardo Vianello, preferibilmente vivo

    -attendere l’inizio delle urla alla “Beach Boys”

    -disperarsi per una donna

    -ascoltare “l’Eroe” di Giovanna Marini nella versione del quartetto vocale (18 minuti)

    -aggiungere De Andrè

    -mescolare Vianello e De Andrè in senso antiorario.

    -bere un bicchiere di vino Cannonau d’un fiato

    – un po’ di Rino Gaetano prima che passi l’effetto del vino

    -prima di togliere dal fuoco aggiungere un quarto di cucchiaino di “Hanno ucciso l’uomo ragno” degli 883.

    -La canzone dell’estate è servita, buon appetito!

    Le canzoni dell’estate” sono le sensazioni della nostra infanzia al mare, i ricordi della nostra adolescenza, sono dei “vestiti leggeri che ondeggiano al ritmo dei passi”. Sono il calore dell’auto lasciata tutto il giorno sotto il sole, il mangiadischi arancione sotto l’ombrellone, delle voci in lontananza sulla spiaggia, un ventilatore nella penombra di una stanza.

    Le canzoni dell’estate” sono i ricordi di tutti. Di un’ estate di tanti anni fa e di quella che arriverà.

    Una produzione ambiziosa che vede coinvolti circa quaranta musicisti, totalmente arrangiata da Carlo Doneddu e finanziata tramite una divertentissima campagna di crowdfunding attraverso la piattaforma Musicraiser.

    Le canzoni dell’estate” è anche uno spettacolo live. Carlo Doneddu, cantante e chitarrista, è accompagnato dalle chitarre di Fabio Selis, il basso di Pier Piras e la batteria di Andrea Lubino. Un quartetto che sintetizza alla perfezione gli elaborati arrangiamenti del disco e che muta la sua forma nel corso del concerto, trasformando la performance di un cantautore nello spettacolo di una divertentissima rock’n roll band.

    Carlo Doneddu è un chitarrista, compositore e cantautore sardo. Laureato in chitarra classica nel 2002 al conservatorio di Sassari sotto la guida del maestro Amando Marrosu si perfeziona in seguito presso l’Escuela Luthier di Barcellona, con Fernando Rodriguez, dove prende il titolo di postgrado come concertista. Attivo musicalmente fin da giovanissima età fonda nel 2002 il gruppo dei Figli di Iubal con cui pubblica due dischi. Il primo omonimo, nel 2003, edito dalla Sciopero Records degli YoYo Mundi e distribuito in Italia da Sony Music, e il secondo nel 2006 ,“Un anno sull’altipiano”, che diventerà in seguito uno spettacolo teatrale e musicale. Nel corso degli ultimi anni collabora con gruppi di varie estrazioni musicali, dal jazz alla canzone d’autore, dalla musica classica alla musica popolare. Nel 2009 presenta lo spettacolo “La Buona Novella di Fabrizio de Andrè” con la cantante Antonella Ruggiero, L’ensemble Laborintus e il coro della polifonica Santa Cecilia, esperienza che prosegue tutt’ora come unico cantante del progetto. Fra i progetti attivi “L’omaggio a Mercedes Sosa” in duo con il percussionista Andrea Lubino, La “Carraioru Social Band” progetto di world music prodotto dal festival Abbabula e il duo con la cantante Vanessa Bissiri del gruppo Spagnolo dei Dinatatak.

    Ha inoltre composto colonne sonore per documentari, cortometraggi e lungometraggi fra cui i due film del regista Bonifacio Angius “SaGràscia” presente ai festival internazionali di San Paolo del Brasile e Internationales Film Festival Mannheim-Heidelberg e del film Perfidia, in uscita nel 2014. In questo anno anche la presentazione della sua opera prima come cantautore “Le Canzoni dell’estate, progetto finanziato tramite crowfunding attraverso la piattaforma MusicRaiser.

    Carlo Doneddu: Chitarra acustica, slide e arrangiamenti.

    Fabio Selis: Chitarra elettrica.

    Massimo Canu: Basso elettrico.

    Andrea Lubino: Batteria.

    Giancarlo Murranca: Tamburello.

    Cori: Francesca Breschi,Cristina Lanzi, Elena Nulchis.

    www.carlodoneddu.com

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  • Lampadario a sospensione moderno

    Affascinante. Unica aggettivazione in grado di caratterizzare questo moderno lampadario, perfetta fusione di classico semprevederde e originalità. Avete presente quelle casine vecchie, abbandonate da qualche anno ma che conservano ancora quell’aspetto vissuto e quel penetrante odore di antico? Vi sarete sicuramente accorti della tappezzeria consumata, dell’irrinunciabile moquette e della luce soffusa, leggera che illumina qualsiasi piccolo soprammobile e dettaglio. Quell’atmosfera era creata sicuramente da un particolare lampadario, e questo modello ne è la fedele riproduzione. Rigorosamente a sospensione, color ruggine e con l’irrinunciabile lampadina a forma di candela. Da avere assolutamente per riprodurre un ambiente caldo e accogliente.

  • LUCIANO DAL PONT, scrittore e pilota

    Davvero singolare la storia e la carriera di Luciano Dal Pont, autore milanese di origini venete che ha fatto di recente il suo esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo, “Il comandante e la bambina” edito da Edizioni La Gru, una storia fantastica e surreale, una sorta di favola moderna sulla forza dei sogni e sulla capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà e ai fallimenti cui a volte la vita ci conduce, per continuare invece con caparbietà e perseveranza a perseguire i propri obiettivi fino a realizzare le proprie ambizioni e le proprie aspirazioni, mantenendosi sempre giovani nello spirito e senza stare troppo a preoccuparsi del tempo che passa né, per usare le parole dello stesso Luciano Dal Pont, di cose futili e prive d’importanza quali ad esempio l’età anagrafica. “Perché la giovinezza e la vecchiaia” sostiene ancora Dal Pont, “non sono altro che stati mentali che dipendono dalla percezione che ciascuno di noi ha di sé stesso. Si comincia a invecchiare quando si comincia a sentirsi vecchi, e a pensare e a ragionare come tali, e si comincia a morire un poco quando permettiamo ai nostri sogni di morire dentro di noi. Ma a me” aggiunge l’autore de “Il comandante e la bambina”, con negli occhi la luce e la grinta di chi continua a guardare al futuro con intatto entusiasmo nonostante le cinquantasette primavere, “questo non è mai successo e non permetterò che succeda finché mi resterà un anelito di linfa vitale”.

    Del resto la breve nota biografica riportata sulla quarta di copertina la dice lunga sulla sfaccettata personalità di questo scrittore decisamente sui generis: “Poliedrico e irrequieto avventuriero scavezzacollo un po’ folle e un po’ sognatore, pilota d’aerei e corridore automobilistico, scrive fin da quando era bambino, anche se solo da un decennio a questa parte ha iniziato a farlo nell’ottica di pubblicare.”
    Ecco, di solito ci si aspetta che chi si dedica alla scrittura provenga da settori più tradizionalmente intellettuali; ad esempio c’è il giornalista affermato che a un certo punto decide di scrivere un saggio, o il famoso avvocato penalista che, forte della sua esperienza sul campo, si cimenta nella stesura di un thriller o di un noir, o il professore universitario oppure il noto attore o cantante che si riciclano nella narrativa.
    Niente di tutto questo, nel caso di Luciano Dal Pont, che in passato ha tentato la carriera del pilota automobilistico e che ancora oggi corre per hobby, e che per oltre dieci anni si è guadagnato da vivere pilotando aerei leggeri.
    “In effetti” racconta lo scrittore milanese, “ho lavorato per lungo tempo come istruttore di volo e pilota collaudatore in diverse scuole di pilotaggio e aziende aeronautiche specializzate in aviazione leggera, arrivando poi a fondare una mia scuola di volo che purtroppo, per una serie di circostanze sfavorevoli, non ha ottenuto il successo sperato. Oggi ho tutti i brevetti scaduti e non volo da qualche anno, ma intendo riprendere al più presto. Un mio obiettivo, per quanto riguarda il volo, è sempre stato quello di arrivare a fare acrobazia aerea, che considero la forma più estrema e avanzata della tecnica di pilotaggio di un aeroplano e che, seppure saltuariamente e in maniera limitata, ho già praticato in passato. Ma intanto continuo a correre in pista, per il momento con i kart anche se, appena possibile, voglio tornare a guidare auto da corsa, sia in pista che nei rally. È proprio questa, in effetti, la passione innata che mi porto dentro fin da bambino, insieme a quella per la scrittura. Quella per il volo e per gli aerei, invece, che forse è stata anch’essa sempre presente in me allo stato latente, è emersa in superficie più tardi, in età ormai adulta. Però, sia chiaro, quello che adesso davvero mi interessa è affermarmi come scrittore.”
    Non c’è che dire, potremmo paragonare Luciano Dal Pont a un suo illustre collega, quel Richard Bach che, dopo essere stato pilota dell’aeronautica militare statunitense, si è affermato proprio come scrittore arrivando ad avere un successo planetario.
    “Be’, io non sono mai stato pilota militare, ma per il resto il mio obiettivo è proprio quello di ripercorrere la stessa strada di Richard Bach, del quale tra l’altro ho letto tutti i libri, e di avere il suo stesso successo, pur se in generi letterari diversi.”
    Più difficile invece trovare paragoni con scrittori che siano stati anche piloti automobilistici, e non ci riferiamo tanto a coloro che magari hanno scritto un’autobiografia incentrata sulla loro carriera sportiva perché qui gli esempi si sprecherebbero, parliamo invece di corridori che poi si siano affermati come scrittori professionisti. Ci viene in mente Giorgio Faletti, che è sempre stato appassionato di automobilismo e che ha anche partecipato a numerose competizioni prima di dedicarsi alla letteratura.
    Ma i maggiori parallelismi li troviamo forse nel mondo del cinema. Personaggi mitici come Paul Newman, Steve McQueen e altri, hanno infatti portato avanti per anni l’attività di pilota automobilistico a fianco di quella di attore.
    “Steve McQueen è stato un mito vero, e non solo come attore e come pilota ma proprio come personaggio. La sua vita spericolata, cui accenna anche Vasco Rossi in una sua nota canzone, è per me fonte di ispirazione e di ammirazione. E poi era un appassionato di motori a 360 gradi, visto che correva anche in moto e aveva il brevetto di pilota d’aerei. Ma ho ammirato molto anche Paul Newman, capace di correre in gare prestigiose come la 24 ore di Daytona fino all’età di 82 anni; sebbene con un carattere e una personalità molto diverse rispetto a quelle di Steve McQueen, è stato anche lui un mito, assolutamente. Per quanto mi riguarda, la passione per i motori è innata in me quanto quella per la scrittura. Consideriamo che a 12 anni ho imparato a guidare l’automobile e intanto scrivevo poesie. Alcune di queste, mentre frequentavo la seconda media, furono lette in classe dalla professoressa di lettere. Su suo consiglio, le mandammo a una casa editrice che le apprezzò molto e mi incoraggiò a continuare, anche se non poté pubblicarle in quanto in numero troppo esiguo per poterne ricavare una raccolta. Invece la mia vena poetica si esaurì subito, e iniziai a scrivere i primi racconti. In quel periodo il mio intento era quello di frequentare il liceo classico per poi dedicarmi agli studi letterari a livello universitario, e il mio sogno, o meglio, uno dei due miei sogni, era proprio quello di affermarmi come scrittore.”
    Ma la vita certe volte ci conduce lungo strade diverse. L’altro grande sogno del Luciano Dal Pont bambino e poi adolescente, infatti, era quello di diventare un campione di automobilismo. Una passione davvero bruciante e per certi versi totalizzante, quella per le corse automobilistiche, che lo induce a compiere le prime esperienze in pista all’età di 15 anni, con i kart, mentre frequentava l’Istituto Tecnico Industriale Statale, e poi, poco dopo, a impiegarsi come apprendista meccanico presso un’officina di autoriparazioni, “per imparare a conoscere le macchine e i motori” come racconta lui stesso, “in vista di quella che ormai avevo deciso sarebbe stata la mia futura professione, quella del corridore automobilista.”
    Nel 1977 il ventenne Dal Pont si trovò a correre con le vetture monoposto della formula Monza contro un avversario di grande valore, che da lì a qualche anno si sarebbe imposto sulla scena internazionale: Michele Alboreto, futuro pilota della Ferrari in formula uno, vice campione del mondo nel 1985 proprio con la scuderia di Maranello.
    “Grande pilota e ragazzo stupendo, Michele. Non lo rividi più dopo quella stagione, anche perché la mia carriera, a differenza della sua, non decollò mai veramente a causa della cronica mancanza di sponsor e quindi prendemmo strade diverse, ma quando seppi del suo incidente, molti anni dopo, ne rimasi sconvolto.”
    Sul finire degli anni 80 ritroviamo Dal Pont, che nel frattempo aveva (temporaneamente) abbandonato le corse e aveva conseguito il brevetto di pilota d’aerei, impegnato come istruttore di volo professionista presso una scuola di pilotaggio nei pressi di Novara.
    “In effetti mi guadagnai da vivere con quel lavoro per più di dieci anni, prestando la mia opera in diverse scuole di volo e aziende aeronautiche, sia come istruttore che come pilota collaudatore, fino a fondare una mia scuola di volo che tuttavia chiusi dopo due anni. In seguito lavorai brevemente come pilota agricolo per un’azienda veneta, facevo passaggi a volo radente sui campi coltivati spargendo antiparassitari e cose del genere. Ma anche quell’attività non ebbe seguito. Nel 2000 tornai sporadicamente alle corse automobilistiche, poi fondai un’azienda di autotrasporti.”
    Durante tutto questo lungo periodo la vena letteraria di Luciano Dal Pont si era un po’ assopita; solo qualche breve racconto ogni tanto, spesso a sfondo erotico ma senza nessuna ambizione di pubblicazione. Chiusa però anche l’azienda di autotrasporti e trovandosi in seguito, per una serie di circostanze legate a problemi famigliari, ad avere molto tempo libero a disposizione, ecco riemergere in lui l’antica passione e questa volta finalizzata, finalmente, ad affermarsi davvero come scrittore. È stato un lungo percorso durante il quale ha collezionato un discreto numero di lettere di rifiuto da parte di varie case editrici, fino a quando, nel 2013, Edizioni La Gru ha accettato di pubblicare “Il comandante e la bambina” uscito poi nel marzo del 2014.
    “Trovare una casa editrice seria e professionale che ha creduto subito in me e nel mio lavoro è stata indubbiamente una soddisfazione enorme. Ho sempre snobbato l’editoria a pagamento, che, per inciso, fatico persino a definire editoria. Se avessi voluto pubblicare a pagamento lo avrei fatto molti anni prima, ma che significato avrebbe avuto? Chiunque può pubblicare a quelle condizioni, ma vuol dire buttarsi via come scrittore perché non si passa attraverso la ovvia selezione che fanno le case editrici degne di questo nome, le quali devono per forza di cose valutare la qualità dei lavori che ricevono prima di pubblicarli, visto che investono in prima persona sul lavoro degli autori che si propongono. Quelle a pagamento invece non hanno di questi problemi, pubblicano tutto, tanto l’autore si impegna fin da subito ad acquistare un certo numero di copie e loro con questo non solo hanno già pareggiato i conti, ma hanno anche realizzato un certo margine di guadagno.”
    Ma come è nato “Il comandante e la bambina”? È lo stesso autore che ce lo spiega.
    “Alcuni anni fa scrissi un libro che non saprei nemmeno come definire, non era né un romanzo né un saggio, si intitolava “Io, il migliore” ed era più che altro una raccolta di pensieri introspettivi a sfondo autobiografico che spaziava attraverso epoche ed eventi diversi della mia vita. A dire la verità non era nemmeno scritto un gran che bene, me ne sono reso conto rileggendolo dopo parecchio tempo, e capisco benissimo le case editrici che lo rifiutarono. Ma, proprio rileggendolo, ecco accendersi una luce nella mia mente: la parte introduttiva, la sola scritta in terza persona, mi diede lo spunto per ricavarne una storia che fosse una parabola sul sentiero della vita, sulla forza dei propri sogni e sull’importanza di non abbandonarli mai e di continuare a inseguirli con caparbietà e determinazione, senza lasciarsi scoraggiare dalle avversità e dagli insuccessi, senza lasciarsi condizionare dal tempo che passa e dall’età che avanza ma continuando invece a perseverare con grinta e coraggio, persino contro ogni logica apparente, non rinunciando mai a quella vena di sana follia che rende frizzante la vita. Devo ringraziare Edizioni La Gru per averci creduto, ora sotto con la promozione. A breve partirà un tour di presentazioni nelle maggiori città del nord Italia, la prima sarà a Pavia. E intanto sto continuando a lavorare sodo. Sono più o meno a metà della prima stesura di un altro romanzo che non saprei in che genere collocare visto che ci sarà un po’ di tutto: introspezione psicologica, amore, problematiche esistenziali, volontà di riscatto da una vita che non sente come veramente sua da parte del protagonista principale, un po’ di azione e di avventura, insomma uno spaccato di vita vera che riguarda una serie di personaggi che potrebbero benissimo essere i nostri vicini di casa. E poi ho diverse altre idee da sviluppare, svariati progetti che riguardano i generi più disparati, dal noir all’umorismo, dal thriller all’erotismo, dall’horror all’avventura.”

    Eclettico come autore ed eclettico come persona dunque, questo scrittore – pilota che pare uscito da uno dei suoi stessi racconti e al quale non manca il gusto dell’evento. A ennesima dimostrazione di ciò, eccolo tornare alle corse, nel 2012, dopo dodici anni di assenza dalle piste, con i kart. Ma questa è un’altra storia…

  • Rock per un bambino 6: il 24 maggio al Pala Cesaroni di Genzano di Roma

    (Genzano): E’ tutto pronto per la sesta edizione di Rock per un Bambino che si svolgerà alPalaCesaroni di Genzano (Roma) sabato 24 Maggio con il patrocinio dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e del Comune di Genzano. Tanti gli artisti che grazie alla loro presenza consentiranno di devolvere parte dell’incasso ad un progetto specifico condiviso con il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale pediatrico romano. Regina della serata sarà Anna Tatangelo. Sfileranno poi, presentati dai bravissimi Andrea Perroni e Tiziana Mammuccari, Mariella Nava, Manuela Villa, i Cugini di Campagna, Antonio Maggio, Giacomo Castellana, Roberta Scardola e Niccolo’ Centioni dei Cesaroni, Adriano Pennino, Martufello, Monsieur David,Carmine Franco, Nicola Paparusso, la scuola di danza Divertissement di Alessandra Nasoni con Dario Marini. Madrina della serata la splendida Micol Olivieri. “Saranno i miei meravigliosi compagni di viaggio”, spiega l’organizzatore Luca Guadagnini che proprio quella sera, con la sua Band, presenterà il nuovo album Tornerà l’Aurora.

    L’incasso di Rock per un bambino 6 contribuirà a finanziare il primo anno di ricerca di una tra le patologie pediatriche oggi ancora non adeguatamente trattabili, la “Sindrome da intestino corto” che, a seguito della perdita di oltre il 75% della lunghezza dell’intestino, rende obbligatoria la nutrizione artificiale per via endovenosa per evitare la morte per denutrizione. “Il programma di ricerca internazionale -dicono il medici del noto ospedale – avrà la durata presumibile di 3 anni ed è volto a razionalizzare ed uniformare il trattamento di questi casi in Europa ed attivare un “data base” europeo e la condivisione di un unico protocollo di approccio diagnostico e terapeutico“.

    COME NASCE ROCK PER UN BAMBINO?

    Rock per un bambino nasce nel 2009 per ricordare la piccola Aurora (la figlia di Luca Guadagnini, ex leader dei Vernice, morta per una rara patologia a soli 18 mesi) e nelle cinque edizioni precedenti ha consentito di acquistare un respiratore di terapia intensiva e un video-laringoscopio per il Reparto di Neonatologia del Bambino Gesù e il mobilio e gli arredi necessari per la riapertura del nuovo reparto di maternità-ostetricia dell’Ospedale De Santis di Genzano di Roma. In questi anni tanti sono i personaggi che hanno dato il loro sostegno a Guadagnini: Gigi D’Alessio, Noemi, Carmen Russo, Edwin Roberts, Claudio Lippi, Andrea Roncato, Dado, Alexia, Marco Masini, Edoardo Vianello, Antonio Giuliani. “Quando Aurora è morta mi sono chiuso nel mio studio a pensare”, ricorda oggi il cantante. “Pochi giorni prima che Aurora nascesse, con i Vernice, la mia band, eravamo andati a Padova alla Città della Speranza. Era un’associazione che si occupava dei familiari dei bambini malati di tumore. Io non sapevo nulla di quel mondo all’epoca. Pochi giorni dopo mi ci sarei trovato dentro da protagonista. Così, quando Aurora è morta, ho voluto che tutti conoscessero la sua storia. E che a nome suo potessero aiutare gli altri bambini malati”.

    COME SARA’ ROCK PER UN BAMBINO 6?

    Dalle 15,00 alle 18,00 ci saranno delle attività ludiche per bambini a cura di Allegria Eventi con la partecipazione straordinaria di Massimiliano Rodi J.D. Impersonator e la collaborazione della Vida Onlus e della Croce Rossa Italiana. Lo spettacolo vero e proprio inizierà alle 20,00. Il costo del biglietto è di 12 euro. Per acquistarli online www.ciaotickets.com

  • Angeli Assassini, il romanzo di Nicola Paparusso

    “Questo libro mi è capitato un po’ per caso tra le mani. È un mix tra un saggio ed un insieme di riflessioni sui sentimenti, anzi sull’Amore con la A maiuscola. Ero un po’ scettico quando mi han chiesto di leggerlo. Non è il genere di narrativa che prediligo. Però la lettura è stata fluida, le considerazioni dell’autore in fondo acute. Alla fine ci invita a vivere i nostri sentimenti, senza troppe sovrastrutture che sono quelle che ci portano a vivere relazioni difficili o infelici. In fondo Paparusso si muove sullo stesso sentiero percorso dal più famoso Coelho. Vivi ed ama pienamente.” Questo scrive il critico Paolo Lucciola su “Angeli Assassini” di Nicola Paparusso. Le sue considerazioni sono coerenti con le vendite. Il libro e’ stato un vero successo. E’ piaciuto per i contenuti, per la fluidità coi cui si legge, per il sistema innovativo di veicolare i risultati di studi sociologici e renderli meno “pesanti” attraverso il sistema della narrativa, del romanzo. Efficace la novità di precedere ogni capitolo con un disegno che ne descrive il tema. Non meno lusinghiera la recensione del severo Diego Di Dio che afferma: “Angeli assassini, non è un manuale d’amore. Non vuole insegnare nulla perché non ha questa pretesa. È una disamina, a volte lucida a volte sognante, sul sentimento che move il sole e l’altre stelle. Diciamo la verità. Oggi si prova quasi imbarazzo a parlare d’amore. Come se fosse un fratellastro deforme da tenere nascosto in cantina, oppure un peccato così grave da non farne parola con nessuno. Ci sono una serie di argomenti, oggi, divenuti tabù, per una sorta di stravolgimento sociale. Stravolgimento che ci ha portati a credere che se può essere legittimo parlare di sesso in tutte le sue forme, d’altro canto non è conveniente parlare di argomenti scomodi e poco gettonati. Argomenti pesanti, in fondo, di cui molti vorrebbero liberarsi. Potremmo citare Dio. E potremmo citare l’amore. Ma questo libro, scevro da ogni illusione a buon mercato, affronta con piglio razionale, ma anche fiducioso, le varie fasi che possono caratterizzare quell’amore che più di ogni altro si presta ad analisi sociologiche: il rapporto di coppia. I quindici capitoli che compongono il volume non pretendono di fondare una nuova scuola di pensiero, né di fare facili proseliti. Hanno la speranza, piuttosto, di aprire gli occhi (a giovani e meno giovani) su quanto siano simili tra loro le storie d’amore. Le dinamiche, grossomodo, finiscono per rispettare logiche abbastanza note, ed è proprio su questo presupposto che l’autore costruisce una serie di consigli che possono aiutare a vedere un rapporto di coppia con maggiore distacco. Un distacco necessario ad affrontare meglio, per esempio, un abbandono. Un punto di vista lucido che può aiutarci a riconoscere i nostri errori, a fare marcia indietro, a non cadere in quei facili standard sentimentali che, soprattutto nei momenti bui, portano a puntare un dito accusatore contro l’altro. Anche le storie d’amore passate giocano un ruolo importante in questo “saggio”: dare il giusto peso agli ex è un’operazione difficile, che tuttavia può aiutare a vivere meglio il presente. Il fardello del passato non deve essere un ostacolo, ma un’esperienza da conservare e sviluppare. Da non dimenticare, infine, le parole dedicate alla passione e all’importanza dell’intimità: mantenere vivo il fuoco dell’attrazione è forse il sistema più sicuro per saldare il collante sentimentale tra due persone. Una lettura, -Angeli assassini-” interessante e istruttiva, che mi sento di consigliare a tutti. Perché tutti, chi prima chi dopo, chi più chi meno, ci siamo confrontati con questo universo.”
    E allora non ci rimane che leggere questo saggio frutto delle ultime risultanze di quegli studi sociologici messi a punto dallo scrittore e produttore televisivo Nicola Paparusso. Cinquant’anni e una impressionante somiglianza con Sean Connery. Una vita spesa in giro per il mondo. Ama Lecce, ma ha vissuto a Capri, Ischia e Roma. Separato e un figlio di vent’anni che definisce il suo migliore amico e un esempio di moralità. Una curiosità e una voglia di apprendere che ancora oggi lo incatena ai libri, alla ricerca. Plurilaureato, nel 2007 sfugge alle cattedre universitarie per accettare la nomina di Consigliere Giudirico del Presidente della Commissione Difesa del Senato e nel 2008 per quella di Consigliere Giuridico del Presidente della Delagazione Italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO. Sebben nel panorama nazionale e’ considerato un Politologo di fama e stimato per essere stato sempre equidistante dai vari colori politici, colto da un vero e proprio richiamo alla vocazione, si spoglia di ogni privilegio e ambizione istituzionale, per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e alla produzione televisiva e cinematografica. Tra i libri ricordiamo: “L’infiltrato” , “Caffè corretto” , “Angeli assassini” e “fuckafe’” mentre tra i successi televisivi e’ facile ricordare il programma di Rai Uno e Rai International “Sua Eccellenza Italia – il Gala del Made in Italy” condotto a edizioni alterne da Pippo Baudo e Claudio Lippi. Tanto altro ha prodotto, ma, Nicola Paparusso ama parlare dei progetti futuri piu che delle glorie vissute. Su nostra insistenza, ci accenna sornione del suo programma estivo scritto per la rai “Estate in Ballo” un talent itinerante per le più belle località balneari del Belpaese. Un programma che condivide con la sua socia Terry Devol e con l’amico Nicola Convertino. Un cast di tutto prestigio a partire dal conduttore Claudio Lippi e Flora Canto, ma ancora Raffaele Paganini, Natalia Titova, Massimiliano Rosololino, Enzo Salvi, Daniela del Secco D’Aragona, Maria Monse’ e l’amico Antony Peth. Insomma un uomo pieno di interessi ma soprattuto di energia e che mai perde di vista lo studio per l’amore con la A maiuscola. Le sue storie sentimentali hanno visto protagoniste donne famose del cinema, della televisione, della moda e dulcis in fundo della politica. Ma lui sorride sornione quando chiediamo l’autorizzazione a definirlo uno “sciupafemmine”. Paparusso si dichiara al contrario un monogamo, un iper-fedele e scherzando ci confida che, le storie sentimentali vissute negli ultimi anni sono da attribuire ad un bisogno di approfondire le sue ricerche sociologiche sui sentimenti e quindi utili nozioni per i suoi libri. Non sortisce la stessa reazione la domanda sulla fine della sua convivenza di due anni con la ballerina Samanta Togni. La risposta e’ secca: “non amo parlare del mio passato sentimentale sopratutto di Samanta. Lei l’ho rimossa del tutto. La persona di cui non mi stancherò mai di parlare e’ Isabella che ho sposata nel 1990 e che mi ha donato Axel un figlio meraviglioso. “Lei è una donna stupenda sotto ogni punto di vista. Un sostegno e riferimento. Colei che non mi ha mai voltato le spalle soprattutto in un recente momento molto doloroso della mia vita, lo stesso momento che al contrario ha fatto fuggire donne di piccole calibro che temevani riflessi negativi su un immagine inesistente, donne che parlano di reputazione dopo aver mostrato tutte e genitali a mezzo mondo attraverso le pagine di giornaletti. Sono felice della mia attuale situazione sentimentale e professionale e non c’è spazio nella mia vita per rancori e asti, preparatevi invece a guardare Estate in Ballo e leggere il mio ultimo libro in uscita per il prossimo natale “la particella di Dio”

  • Due identità, il nuovo video di Walton Zed fa luce sulla società odierna

    Vi siete mai chiesti quanto i Social Network influiscano sulle vostre scelte, sui vostri interessi e sulla vostra vita? Nasce Due Identità, il prodotto di video arte di Walton Zed dal taglio ironico che pone l’accento sull’impossibilità di rimanere immuni ai trend dell’oramai web 3.0.
    Share, like, comments, viral sono termini del gergo comune ormai, rientrati a forza in un sistema valoriale colletivo senza nemmeno che ce ne rendessimo conto. L’ uomo moderno, come l’attore del video, si oppone e tentando inutilmente di sfuggire ad una visione quasi forzata di quello che accade nel web e cosa succede? Si ritriva “infettato” da quella che potremmo definire un’epidemia di “normalità” . Un’epidemia che si insinua a poco a poco e trasforma e stravolge la sua realtà quotidiana. Nell’epoca in cui il viral marketing fa da padrone risulta strana agli occhi della colletività quella fetta di popolazione che vive con difficoltà, ancora oggi,il rapporto con questa nuova realtà virtuale che sta rubando sempre più spazio a quella reale. Tentare di opporsi ma venirne risucchiato. Effetto domino, non c’è scampo.

    Link al video https://www.youtube.com/watch?v=Qbo3B73XuD0

  • Trapianto Capelli 5500 Grafts Tecnica Fue, solo 2250 euro tutto incluso

    Trapianto Capelli 5500 Grafts Tecnica Fue, solo 2250 euro tutto incluso

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  • EUROPARK IDROSCALO MILANO: ADRENALINA E PREZZI SPECIALI PER TUTTA L’ESTATE

    40000 metri quadrati di adrenalina allo stato puro: questo è l’Europark Idroscalo Milano, un’area unica per location, attrazioni e divertimenti. Ci sono il Toro Meccanico in stile texano, il nuovo Horror House, novità 2014, per un viaggio da brivido , il Condor Star Flyer – l’ultima novità – che vi farà provare l’emozione di volare a 30 metri di altezza con i piedi nel vuoto, la Pista Go-kart per una sfida all’ultima curva, la Ruota Panoramica, romantica e suggestiva, il Galeone, imperdibile esperienza nel mondo dei pirati, le Funny Mouse Montagne Russe, ricche di saliscendi improvvisi… e questo non è che l’inizio.

    Il Flying Fury, uno dei migliori simulatori di volo esistenti, sarà a prezzo promozionale per tutto maggio: si potrà volare con soli 4 euro, 2 euro se provvisti di pass. E le promozioni non finiscono qui: da giugno fino a settembre tutti i martedì e i giovedì sera non festivi l’ingresso a tutte le attrazioni saranno al prezzo speciale di un euro ad ogni singolo giro; l’iniziativa del bracciale – risparmio sarà per queste due serate sospesa da giugno a settembre.

    Aperto tutte le sere, sabato, domenica e festivi compresi.

    Euro Park Idroscalo

    Via Rivoltana 64

    20090 – Segrate

    Tel. 0270201039

    www.lunaeuropark.it