Autore: Redazione area-press.eu

  • PRIMA CLASSE REAL ESTATE CERCA UFFICI IN ZONA MILANO CENTRO

    Agenzia immobiliare di Milano, Prima Classe vanta collaboratori altamente qualificati e con competenze specifiche in tutti i settori: compravendita immobiliare, locazione, compravendita delle attività commerciali. Il suo portfolio è diversificato e super-garantito: comprende uffici, appartamenti, ristoranti, bar e negozi. Al suo staff si rivolgono frequentemente banche, multinazionali, professionisti e società di riferimento alla ricerca di appartamenti e uffici sia in vendita sia in affitto. In questo periodo Prima Classe è alla ricerca di uffici da 150 – 200 mq in zona San Babila – Duomo per importanti società assicurative e di negozi provvisti di canna fumaria in zone di passaggio a Milano Centro. Serietà, affidabilità e professionalità sono tra le parole chiave del Gruppo.

    Prima Classe

    Piazza Cincinnato, 4

    20124 – Milano

    Tel. 0267170543

    [email protected]

    www.gruppoprimaclasse.it

  • Agriturismo Vento di Mare? Solo prodotti genuini

    L’ agriturismo vento di mare , sito a Fondi nel Sud Pontino, offre ai propri ospiti solo prodotti genuini. All’immediata disponibilità di ogni frutto o verdura, cui siamo abituati in qualsiasi periodo dell’anno, viene preferita la stagionalità di ogni prodotto.

    L’ agriturismo fondi Vento di Mare, inoltre, propone solo pietanze e prodotti locali; tra questi, anche DOP come la zucchina col fiore, il sedano bianco di Sperlonga e il pomodoro a grappolo.

    L’amore per la “tradizione”, tuttavia, non ha limitato la fantasia e la creatività dei nostri chef nella preparazione dei piatti.

    Chi arriva all’ agriturismo lazio Vento di Mare sa che per noi il mangiar bene è un fattore importante, sia durante una semplice gita sia per un prolungato soggiorno di relax.

  • Rivista Natura Blog: Video esclusivo, pesce palla droga il delfino

    Da qualche anno i delfini hanno perso almeno una parte della loro reputazione di animali “simpatici” e sorridenti. Si è scoperto, infatti, che sono a volte brutali con i loro simili e sessualmente molto disinibiti, arrivando in rari casi a tentare di violentare i subacquei. Ma, della complicata vita sessuale dei delfini vi parleremo un’altra volta. Questa incredibile varietà di comportamenti è una conseguenza della straordinaria intelligenza di questi animali: ogni delfino è un individuo, con comportamenti peculiari che spesso fanno parte di una “cultura” regionale, come le particolari tecniche di caccia usate soltanto da singole popolazioni.

    Tursiope, Tursiops truncatus, all'Acquario di Genova

    Nonostante la loro originalità nessuno probabilmente si aspettava che i delfini facessero uso di droghe in modo così creativo e consapevole, come svelato da un recente documentario della BBC – Dolphins: Spy in the pod,appena uscito in DVD. In questa serie di due puntate, che ha visto episodi precedenti dedicati ad altri mammiferi (Spy in the huddle, con i pinguini; Spy in the jungle, con le tigri…), la squadra di tecnici e cameramen dell’emittente inglese ha utilizzato telecamere telecomandate nascoste, o camuffate da altri animali, quali tonni e tartarughe, per seguire i comportamenti naturali dei mammiferi, senza interferire con essi. E così è stato possibile documentare per la prima volta l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei delfini, in questo caso tursiopi (Tursiops truncatus) lungo le coste dell’Africa orientale. Nelle riprese un piccolo gruppo di cetacei sfrutta per “sballarsi” i pesci palla che, se vengono infastiditi, incamerano acqua gonfiandosi fino a diventare sferici e spesso rilasciano in modeste quantità un veleno molto potente, la tetraodontotossina che, se viene assunta in piccole quantità, ha un effetto narcotico. I singoli delfini si passano con una certa attenzione il pesce palla arrabbiato, tenendolo per la coda. Si vede che non vogliono mangiarlo e neanche ferirlo in modo grave, e le conseguenze di questo trattamento non lasciano dubbi: i cetacei rimangano inebetiti a pancia in su, guardano i loro riflessi sulla superficie del mare e muovendosi lentamente, come se fossero in trance.

    Dolphins purposely 'getting high' on pufferfish

    Quello che impressiona di più di questo video in cui i delfini si drogano è la consapevolezza: i tursiopi non stanno esplorando. Sanno quello che stanno facendo con “quel” pesce, che ha certe caratteristiche. Per questo lo “utilizzano”, rilasciandolo quando l’effetto è abbastanza intenso. Quello che non è ancora chiaro, è quanto sia diffuso questo comportamento tra le varie popolazioni di delfini e, sicuramente, le prossime ricerche andranno in questa direzione. E’ ormai certo che gli animali assumono droghe, e questo è l’ultimo episodio di una lunga lista che vede protagonisti moltissimi gruppi, dalle api fino agli elefanti.

    Fonte: Rivista Natura Blog

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    Ufficio Stampa Edinat – Laura Floris
    La Rivista della Natura
    [email protected]
    Tel. +39 (0) 39.92.39.108

  • ERIKA BIAVATI “Ho scordato un cavallo in cantina” è il singolo che anticipa il suo album d’esordio

    Alle ottime doti vocali ed espressive affianca alle competenze tecniche la profondità compositiva che la porta ad affermarsi come cantautrice raffinata e di forte impatto emotivo. Nelle sue canzoni racconta la sofferenza, la speranza, la paura e i sogni, attraverso testi semplici e suggestivi, valorizzati appieno dall’accompagnamento strumentale, che regala un’atmosfera intima ed evocativa.


    La canzone racconta di un sogno, in cui la protagonista ritrova in cantina un cavallo in fin di vita, da lei stessa dimenticato. L’atmosfera cinematografica viene enfatizzata sia dal testo che dalla parte musicale, che presenta volutamente delle disparità ritmiche, per portare l’ascoltatore ad un climax emotivo, in sintonia con lo scorrere del pezzo. Il cavallo dimenticato rappresenta il senso di colpa, la paura di non essersi presi cura di chi ne aveva bisogno. L’ arrangiamento è basato sulla commistione dei diversi suoni e dalle dinamiche musicali che vedono la massima forza nel ritornello, nel quale la protagonista non si capacita di una tale situazione e si racconta, nel suo intimo e spasmodico cercare di non dimenticare. La voce è espressione di questo viaggio onirico ed emotivo. Al risveglio le sensazioni restano vive e resta il bisogno di chiedere perdono.

    Il videoclip di questo brano, (riprese Donato Testoni, montaggio Simone Masina) si ambienta in 2 luoghi differenti, in momenti diversi. La fabbrica è un luogo in disuso, ma molto illuminato, in piena estate. Nelle riprese fatte al mare siamo poco dopo il tramonto, in inverno. In entrambe le situazioni l’atmosfera è desolata, solitaria, quasi surreale. Erika si trova nella fabbrica, con un abito molto elegante, in forte dissonanza col setting, per sottolineare il contrasto tra ciò che cerca di essere (precisa, affidabile, matura) e ciò che scopre essere (distratta, superficiale, inaffidabile). Nelle scene sulla spiaggia si rappresenta il lento contatto con la parte più nascosta di sé, la presa di coscienza della non perfezione. Erika canta in mezzo al mare, con i vestiti addosso, come se non le interessasse più ciò che la circonda.

    Un disco, quello di Erika Biavati, che pone l‘attenzione sugli angoli nascosti dell’animo umano, raccontati con grande profondità compositiva, maturata negli anni anche grazie al percorso lavorativo che vede Erika al sostegno di persone con disagio psicofisico. Le sonorità dei brani oscillano dalle atmosfere più acustiche, in cui primeggiano contrabbasso, fisarmonica, pianoforte, chitarra folk, fino ad espressioni musicali ricche di loop elettronici, dando vita ad un album di notevole spessore artistico, capace di essere al tempo stesso semplice e raffinato. Grazie alla raccolta fondi sostenuta tramite Musicraiser, è stato possibile realizzare questo disco dando anche un piccolo aiuto economico alla Cooperativa Sociale Campi D’arte, la cui sede è stata distrutta dal terremoto in Emilia Romagna nel 2012.

    A soli sette anni, muove i suoi primi passi nel mondo musicale e continua il suo cammino di crescita che la porta a diventare una persona di grande sensibilità umana e artistica.

    Il suo percorso si divide tra la musica e l’impegno sociale.

    Erika assiste persone disabili, portatori di handicap fisici e psichici. Questa esperienza l’arricchisce profondamente, portandola a guardare le cose da un punto di vista nuovo, silenzioso, ma attento e proprio grazie a questo, la sua produzione artistica ne viene fortemente influenzata.

    Erika affronta approfonditi studi sul canto (Premio per la didattica, con la tesi sul Registro di Fischio, al corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica) che tuttora prosegue. Si dedica alla ricerca e alla sperimentazione, con particolare interesse alla didattica del canto moderno.

    Il talento di Erika è valorizzato da importanti riconoscimenti da parte della trasmissione Demo-l’acchiappatalenti di Radio1 Rai, che la vuole ospite più volte in trasmissione e a manifestazioni quali il Lamezia Demofest, il premio Demo d’autore, il Demo’s Lady Awards e l’Allegromosso 2012.

    Ottiene ottimi risultati in numerosi concorsi e selezioni, fra cui:

    – Una Canzone In Cui Credere (2°classificata nel 2014) – CantiAmo La Vita (1°classificata nel 2013) – WALK ON RIGHTS, il concorso sui diritti umani di Amnesty International (1°classificata nel 2013) – Premio Lunezia (2°classificata nel 2012) – Biella Festival (3°classificata nel 2012) – Premio Musica Folk d’Autore by Etnoacustica (1°classificata nel 2011) – Premio Poggio Bustone (2009) – Premio Bianca D’Aponte (finalista nel 2006) – Bologna Music Festival (1°classificata nel 2005)

    Erika canta all’apertura di concerti di importanti artisti quali Ridillo, The Commitments, James Tylor Quartet, Antonella Ruggiero, Ron, Eric Tylor, Nina Van Horn e Bill Toms, che la vuole al suo fianco nelle date italiane dei suoi tour 2010, 2012, 2014. Prende parte a diverse edizioni del Ferrara Buskers Festival e di altri Festival dedicati agli artisti di strada.

    Numerosi le collaborazioni in qualità di cantante, tra le quali è corista in studio per il cantautore Paolo Simoni, per il gruppo hip hop Keep Out.

    Parallelamente al percorso cantautorale, Erika si esibisce in diverse formazioni, affrontando molteplici generi musicali: hip hop, blues, pop, dance, liscio, musical theater. Nel 2007 fonda la band di 10 elementi tributo ad Aretha Franklin SOUL SISTERS, di cui è voce leader.Cantante nel duo Baci di dama, accompagnata al pianoforte da Silvia Telloli.

    Inoltre Erika è ideatrice e realizzatrice di spettacoli musical-teatrali, porta avanti gli studi sulle relazioni tra canto-psiche e voce, si dedica alla formazione per gli insegnanti di canto e tiene seminari sulla didattica della vocalità “estrema”.

    Erika si esibisce accompagnata dagli stessi talenuosi musicisti con i quali lavora alla realizzazione dei brani “in studio”: – Ivan Fortini . pianoforte, fisarmonica- Valerio Fuiano . chitarra – Simone Masina . basso, contrabbasso – Simone Pozzi . batteria

    www.erikabiavati.it

    L’AltopArlAnte PromoRadio ||| PromoVideo ||| PromoStampa&Web www.laltoparlante.it[email protected] 3483650978

  • COQUIS PRENDE PARTE ALL’ 11° EDIZIONE DEL VINOFURUM

    Roma, 9 giugno 2014 – Coquis, Ateneo Italiano della cucina diretto dallo Chef stellato Angelo Troiani prende parte al Vinoforum di Roma: la partecipazione dell’istituto alla kermesse del buon gusto costituisce un’occasione unica per i giovani che aspirano ad entrare a far parte del mondo dell’enogastronomia e scoprire i segreti dell’alta ristorazione e di una cucina in costante evoluzione che mette al primo posto eccellenza e qualità delle materie prime.

    Un villaggio globale dedicato alla buona cucina volto a rafforzare il legame tra le eccellenze del mondo enologico e quello dell’universo gastronomico: tra i protagonisti dei 16 giorni di festa anche gli studenti dei corsi firmati Coquis, i quali si metteranno in gioco e faranno esperienza affiancando alcuni dei grandi nomi della ristorazione.

    La partecipazione di Coquis sarà accompagnata anche dall’esposizione del proprio negozio al dettaglio e all’ingrosso dove trovare attrezzature da cucina destinate a professionisti, appassionati e profani: la vasta offerta di articoli spazia dal piccolo utensile alla coltelleria ricercata, da pentole e strumenti professionali delle migliori marche a libri firmati dai più grandi chef del panorama enogastronomico.

    Coquis, Ateneo Italiano della cucina, (www.coquis.it) nato dall’iniziativa dei fratelli Troiani, è la prima scuola di cucina con una struttura all’avanguardia di oltre 800 mq: 5 aule attrezzate con le più avanzate tecnologie disponibili oggi sul mercato e, annesso, un negozio specializzato con vendita al dettaglio e all’ingrosso. profano

    Considerata da Food&Wine, come una tra le 10 migliori scuole di cucina al mondo, Coquis vanta un’ampia offerta formativa qualificata, articolata in diversi corsi di formazione professionale ed amatoriale – cucina, pasticceria, pizzeria, vino e servizi di sala – tenuti dal corpo docente di alta professionalità, in questa struttura innovativa: il luogo di eccellenza per apprendere l’arte della gastronomia.

    Per Informazioni: Coquis – Ateneo Italiano della Cucina www.coquis.it

    Ingresso 1: Via Flaminia 575 (1°piano) – Ingresso 2: Corso Francia 124 A (ascensore 3° piano) – 00191 Roma

    Tel. +39 0633220082 Fax +39 0633222134 [email protected]

    Ufficio Stampa: IMAGINE Communication www.imaginecommunication.eu

    Via G. Barzellotti 9/ 9b – 00136 Roma Tel. 06.39750290 – Fax. 06.45599430

    Silvia Alesi [email protected] Lucilla De Luca [email protected]

  • La camicia azzurra: le nuove tendenze dell’estate

    Quali sono i nuovi trend dell’estate 2014? Pare proprio che tra la varie nuove tendenze ci sia quella della camicia azzurra. Sì, una camicetta azzurro chiaro, magari da abbinare a un paio di shorts o ad una gonna di colore bianco (altra tendenza di questo 2014). In effetti l’azzurro è forse il colore che più di tutti si intona e trova armonia con il fantastico cielo delle stagioni calde. Attenzione però: il celeste non va mai utilizzato in tonalità accese e vive ma sempre in tonalità delicate, un celeste pastello molto soft. Mantenendosi su tonalità chiare infatti non solo si avrà la certezza di preservare uno stile elegante, ma si avranno moltissime possibilità di abbinamento.

    Un ottimo abbinamento è ad esempio quello che si può ottenere indossando una gonna dai colori scuri e fantasie decise: il contrasto creato sarà davvero delizioso. Ma per uno stile più casual è possibile anche optare per jeans, sempre di colore blu scuro. Un altro abbinamento possibile, decisamente più sportivo, è quello con shorts e hot pants chiari, anche di colore chiaro.

    Per le scarpe meglio scegliere qualcosa dallo stile non troppo appariscente. Con camicia azzurra e jeans un paio di ballerine è perfetto in quanto dona un tocco di eleganza che va a fare da contrappeso allo stile sportivo dei pantaloncini. Ma anche un sandalo con tacco alto sortirebbe un effetto niente male, aggiungendo quel tocco di audace sensualità che è sempre ben accetto.

    Insomma, che siate donne sportive o eleganti, in quest’estate 2014 il vostro armadio non può essere sprovvisto di una camicia azzurra.

  • AL PULENTIN: TUTTA LA QUALITA’ DELLA CUCINA TIPICA ITALIANA

    Insalata di polipo tricolore con olive, pomodori, patate e ruchetta; spaghettino alle vongole con julienne di zucchine; pennette con crema di pistacchi, dadolata di pomodoro fresco e listelline di speck croccante; risottino alla vecchia Milano in cialda di Reggiano, tagliata di manzo alla crema di asparagi e brie: sono questi alcuni dei piatti di Al Pulentin, locale in zona Navigli. Ristorante, osteria, pizzeria e trattoria, è specializzato nella tradizione culinaria italiana e nella pizza cotta nel forno a legna; conserva, nella propria cantina, vini provenienti da tutto lo stivale. Dispone di circa 150 posti a sedere; nella sala principale le sedie sono dal design raffinato e i tavoli in legno scuro; numerose bottiglie di vino sono esposte lungo le pareti. La taverna, intima e accogliente, è ideale per addii al nubilato e al celibato, compleanni, feste di laurea, matrimoni. Il maxischermo è già pronto per i mondiali: a partire dal 12 giugno trasmetterà tutte le partite.

    Ristorante Al Pulentin

    Tel. 02/91578037

    Via Francesco de Sanctis, 1 – Milano

    www.alpulentin.it

  • Enrico Dal Covolo Chiesa e comunità politica A cinquant anni dal Concilio

    Simposio “Chiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio”. In apertura il saluto di Mons.Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense: “Vogliamo onorare, con questo Simposio, il duplice giubileo – sacerdotale ed episcopale – del Card. Agostino Vallini, ex-allievo, docente, e ora Gran Cancelliere di questo Ateneo.”

    Riportiamo di seguito il saluto di monsignor Enrico Dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense al Simposio Chiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio.

    Dal Covolo_ragazzi

    Vogliamo onorare, con questo Simposio, il duplice giubileo – sacerdotale ed episcopale – del Card. Agostino Vallini, ex-allievo, docente, e ora Gran Cancelliere di questo Ateneo.

    L’insigne opera di giurista svolta dal Cardinale è riassunta dai Curatori dalla raccolta di studi che ieri gli è stata offerta, cioè dai proff. Dalla Torre e Mirabelli, in Verità e metodo in giurisprudenza, LEV, Città del Vaticano 2014, pp. 9-10.

    Svolgo soltanto un’osservazione preliminare riguardo ai contenuti del nostro Simposio, intitolatoChiesa e comunità politica. A cinquant’anni dal Concilio.

    Sembrerà scontato ma, quando trattiamo della Chiesa, specie riferendoci al suo profilo istituzionale, facilmente si incorre nell’errore di intenderla solo come gerarchia ecclesiastica e non anche come comunità di fedeli chiamati, ciascuno secondo la propria condizione, a compiere nel mondo la missione ricevuta con il battesimo, ossia quella di annunciare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigono i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime (can. 747 § 2 Codice di Diritto canonico). Tutti conosciamo quanto il Concilio Vaticano II, in particolare attraverso la Costituzione Gaudium et spes al n. 76, ha proclamato sul rapporto tra Chiesa e comunità politica, entrambe a servizio della vocazione personale e sociale delle persone.

    In relazione a questo rapporto – sempre antico e sempre nuovo – vorrei focalizzare la nostra attenzione sull’aspetto profetico del pontificato di Papa Francesco, che è sotto gli occhi di tutti.

    Come non ricordare, anzitutto, che una delle prime cose che ha voluto fare Francesco, dopo essere diventato Pontefice, è stata la visita a Lampedusa, segno della presenza della Chiesa laddove, tutt’ora, si fugge da guerre, povertà e carestie… E ancora l’altro giorno, l’occasione dell’ennesimo barcone affondato e delle nuove vittime del mare, ha portato Papa Francesco a compiere un richiamo alla politica nazionale ed europea, proprio quando si discute sulle responsabilità che l’Unione Europea dovrebbe assumere nelle tragiche vicende del mediterraneo. Perciò, al termine dell’udienza generale di mercoledì scorso, Papa Francesco ammoniva: Si mettano al primo posto i diritti umani e si uniscano le forze per prevenire queste stragi vergognose; mentre giovedì, dinanzi ai nuovi ambasciatori intervenuti in Vaticano, ha ribadito con fermezza che è giunto il momento di affrontare questo problema con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i livelli: globale, continentale, di macro-regioni, di rapporti tra Nazioni, fino al livello nazionale e locale.

    Alquanto emblematica, inoltra, risulta quella scossa alla politica – sebbene celata e indiretta – che Papa Francesco ha rivolto ai parlamentari italiani, lo scorso 27 marzo 2014, riferendosi agli interessi di partito, alle lotte interne e alla corruzione che avevano colpito una certa classe dirigente al tempo di Gesù, con il rischio che quest’ultima possa continuare ad investire anche i nostri tempi.

    Sia nella lettura dell’esistente, sia nella proposta da realizzare, si avverte la centralità dell’aspetto profetico nel rapporto di Francesco con la politica: non l’anticipazione del futuro, ma la capacità di portare nel presente, con autorità, un messaggio eterno di cui la Chiesa si fa custode da oltre duemila anni. È la buona novella del Vangelo, che Papa Francesco è capace di trasmettere in modo credibile, rendendola attuale e non una mera utopia, attraverso una cultura dell’incontro declinata nella quotidianità. Il suo richiamo all’autenticità della fede, in piena continuità con il Concilio e con il magistero sociale, apre orizzonti nuovi anche all’impegno politico e sociale del cristiano, proponendo un’ideale di politica che, pur essendo laica, e che tale deve rimanere, non può fare a meno della dimensione trascendente. Il dovere cogente di giustizia sociale impone ad entrambi, Chiesa e comunità politica, di operare per ricomporre le relazioni impari e difettose, e di promuovere, attraverso una sana cooperatio, un mondo più umano, che abbia a cuore il bene comune inteso, come fine dell’azione politica ed ecclesiale.

    FONTE: Zenit

  • PICO RAMA: MANITU’ è il nuovo singolo dal suo album “IL SECCHIO E IL MARE”

    Una preghiera a Dio-Mondo, in tutte le sue forme e in tutti i suoi nomi: tratta l’annullamento dell’ego e la sintesi degli opposti, con riferimenti mistici e religiosi multiculturali e qualche accenno all’abbattimento della morale costituita. “Ogni angelo ed ogni mostro, ogni baccanale morboso con ogni vestale del chiostro: sia tu timorato o timoroso sei Manitù”

    PICO RAMA firma “Il Secchio E Il Mare”, album uscito il 21 maggio 2013 che si avvale di importanti collaborazioni e composto da un ciclo di 10 tracce, incastrate secondo la dialettica numerologica dei tarocchi (secondo un’interpretazione che compare sulla “legenda” contenuta nel booklet, in cui ad ogni pezzo sono associate alcune parole chiave). I testi sono quasi del tutto privi di intenti concettuali; si muovono tra una volontà simbolica passibile di diverse interpretazioni e il puro flusso di coscienza. Le produzioni musicali, di Marco Zangirolami uno tra i più noti arrangiatori e produttori musicali italiani (come ad esempio di J-Ax, Fabri Fibra, Dargen D’Amico, etc.) e Pico Rama, sono variegate e dinamiche, ai limiti del progressive, con una costante elettronica ben riconoscibile, dai tratti insieme moderni e psichedelici. Copertina e booklet sono arricchiti dalle illustrazioni della nota artista di origine bulgara Emila Sirakova, basate su soggetti di Pico Rama. Pico Rama con il suo genere musicale rap-raggamuffin elettro-mistico sperimentale e lo stile inconfondibile che lo contraddistingue – lunghi dreadlocks e l’immancabile cilindro – lascia un segno indelebile nella scena musicale italiana, in chi lo ascolta e in chi lo vede sul palco.

    AUDIOFOLLIA – Dategli una chance:vi si aprirà un mondo differente e in qualche strana maniera affascinante.

    Consigliato anche a chi di solito non mastica i testi parlati e le sonorità troppo moderne:potrebbe ricredersi.

    FUORI LE MURA – Pico Rama entra in testa come argento vivo nelle vene, catalizzando l’attenzione di chi lo ascolta e riproducendo un mondo che, chiudendo gli occhi, ciascuno di noi può rappresentare durante l’ascolto dell’album.

    SHAKE-GRANDI PALLE DI FUOCO – Un album brillante, intelligente ricco e vario da ogni punto di vista lo si guardi che non perde coesione nell’ascolto, anzi, man mano si evidenziano sempre più i tratti distintivi dell’opera.

    MUSICMAP – Accidenti, quest’album è una vera bomba… Un fulmine a ciel sereno, un’appassionante rivelazione…

    K DI COBAIN – Il disco si lascia ascoltare con piacere, e Pico ci sa fare…

    ROCKAMBULA – Un disco da ascoltare se vi piace la tecnica del rap come voce inconscia, se vi incuriosisce l’ambiente esoterico che permea i dieci brani, e soprattutto se avete l’apertura mentale per non farvi distrarre dalla mescolanza di stili e registri che Pico Rama mescola nel calderone, come un alchimista d’altri tempi.

    THE WEBZINE – La prova di talento raggiunge comunque la sua massima espressione con i testi.

    TERAPIE MUSICALI – il disco è uno psichedelico ponte spaziotemporale tra Occidente e Oriente in cui confluiscono sonorità contemporanee e classicheggianti, simboli e racconti di non sempre facile decifrazione, umori di un futuristico quotidiano e richiami a mondi perduti.

    CAUSA ED EFFETTO – L’album di Pico Rama è un prodotto interessante, radiofonico e intenso. Miscela bene musicalità originale e testi complessi, un equilibrio che regala pezzi interessanti e ricchi di sfumature musicali di varie tipologie.

    CLAPBANDS MAGAZINE – Una freschissima ventata portata da Pico Rama nel piatto mondo della musica italiana e nello stantio e uguale a se stesso, mondo dell’hip-hop.

    BLOGFOOLK – Animato da una febbrile urgenza creativa Pico Rama rappresenta la parte intelligente della grande ondata rap che sta caratterizzando la scena musicale italiana, nelle sue canzoni nulla è scontato, ma anzi tante sono le belle sorprese che ci portano a pensare a lui come una delle next big thing del rap in Italia.

    EXTRA! MUSIC MAGAZINE – Testi e tematiche sono legati in un impianto squisitamente logico, quasi matematico, che di per sé merita attenzione e rispetto .

    LA MUSICA ROCK – Un album “Il Secchio e il Mare” composto da un mix di ottimi ingredienti..

    Immagine di Emila Sirakova

    CENNI BIOGRAFICI

    Nel 2011, a soli 21 anni, raccoglie il lavoro degli anni precedenti pubblicando il suo primo cd “La Danza della Realtà” (il titolo è tratto dall’omonimo scritto di Alejandro Jodorowsky), che ottiene un ottimo riscontro di critica e vendite. In parallelo comincia ad esibirsi on stage con un grande seguito. Influenzato oltre che dalla musica, anche dall’arte e dalla letteratura (Jodorowsky, Dalì, Jung, Nietzsche, Baudelaire, Dostoevskij), Pico, con questo lavoro, arriva alla prima tappa del suo percorso di artista-musicista. Alle 13 tracce del suo primo album affida i suoi pensieri, la narrazione critica, le storie di vita, la ricerca interiore o, come direbbe lui stesso, un delirio intellettuale che dovrebbe guidarlo verso la conoscenza del sé. “La Danza della Realtà” (distribuito Universal), viene anticipato dal lancio del primo singolo “Papa su Facebook”. Il brano, puntando il dito sull’ambivalenza del web e sulle incongruenze della chiesa cattolica, scatena da subito grosse polemiche in rete e sui giornali. Gli altri singoli estratti dall’album d’esordio sono “Insegnami l’amore’, “Lividi all’alba” e “Giangi in tuta di Nylon”, quest’ultimo feat. Le Situazioni Kafkiane e Mangoni (di Elio e Le Storie Tese). Nel marzo 2013 collabora con Moreno Donadoni (giovane rapper in gara in quest’ultima edizione di “Amici” di Maria De Filippi), incidendo il singolo inedito “Non Mi Cambieranno Mai”. Sempre nel marzo 2013 con un semplice tweet (“Il mio #nuovonome è Pico Rama”) e un autoscatto psichedelico e labirintico, annuncia il suo nuovo nome d’arte, frutto di una lunga e condivisa riflessione iniziata nell’estate 2012 con i fan su Twitter e Facebook, simbolo della rigenerazione artistica concretizzato nella nuova produzione musicale “Il Secchio e il Mare”, disco illustrato interamente come un’opera d’arte da EMILA SIRAKOVA, eccezionale disegnatrice dall’immaginazione mistica e surreale, perfettamente allineata con quella musicale e verbale di Pico Rama, coinvolta nella realizzazione dell’immagine di copertina e delle grafiche interne al booklet (vedi il sito di Emila Sirakova: http://emilasirakova.blogspot.it/). Il 21 maggio 2013 “Il Secchio E Il Mare”, prodotto da Anyway e distribuito da Self, si presenta pubblicamente con un insolito happening che avviene tra le pareti di un’erboristeria nel cuore di Milano, in cui si espongono per un giorno anche i bozzetti originali del booklet artistico. Dal medesimo giorno, le radio scoprono la nuova opera sperimentale di Pico Rama a partire dal singolo “Cani Bionici (Technotitlan)”, in featuiring con Dargen D’Amico.

    Contatti: www.picorama.it

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    [email protected] +39 348 3650978

  • I vantaggi della Coltivazione Organica – Ortoclick

    I primi studi sull’agricoltura organica sono iniziati all’alba del 1900 dal botanico sir Albert Howard, dopo aver passato una ventina di anni in India per studiare i vari metodi di coltura dei contadini autoctoni, con il desiderio di trovare metodologie alternative ma altrettanto efficaci di quelle in uso in Europa per la sconfitta delle malattie delle piante.

    Quasi subito si rese conto che i metodi tradizionali che in Europa erano stati accantonati come obsoleti avevano invece un importante valore aggiunto oltre a garantire piante più sane permettevano un risparmio in termini economici dato dalla diminuzione appunto delle malattie e quindi da un’ottimizzazione della produttività di verdure organiche. Questo lo porto ben presto all’elaborazione di un approccio differente nell’impostazione del processo di coltivazione.

    I principali fattori del nuovo approccio erano:

    – qualità e salubrità del terreno. Con la vicinanza agli agricoltori locali imparò presto che il mezzo più efficace per ottenere un raccolto di buona qualità consiste nell’occuparsi prima di tutto della salute del terreno.

    – sistema “indoor”: per il mantenimento delle condizioni di partenza ottimali è indispensabile dopo aver tolto al terreno restituire secondo una legge chiamata “legge del ritorno” gli scarti organici, ecco quindi che Sir Howard creò un fertilizzante basato su sostanze animali e vegetali che consentì ai terreni di ripristinare il doveroso equilibrio, fornendo così alle piante in fase di coltivazione il più giusto apporto di sostanze nutritive.

    -rispetto dei cicli naturali. Nelle sue opere sir Howard parla di “agricoltura naturale”, non dimenticando mai di porre l’accento che la cosa più importante su cui si basa il procedimento da lui indicato è il rispetto dell’armonia e delle leggi di natura durante l’attività agricola.

    In seguito a questa esperienza le idee di Sr Howard si diffusero con le opere di Lady Balfour in particolare tramite il testo “the living soil” in cui s’illustravano le ricerche effettuate e le attività svolte riguardo all’approccio alternativo alla coltivazione convenzionale costituendo una vera e propria disciplina che prese il nome di “agricoltura organica”, vista la considerazione data all’apporto dei singoli organismi che vanno a interagire con tutto il contesto agricolo ma anche perché concentrata sulle importanze delle sostanze organiche per mantenere piante e animali in condizioni ottimali.

    Questi scritti furono poi il punto di riferimento per gruppi di scienziati agricoltori e nutrizionisti che unendosi fondarono la Soil Association, un organismo tuttora esistente che si occupa della certificazione e sviluppo di tutti i prodotti provenienti da agricoltura organica, anche se sempre più spesso e sopratutto nei paesi anglosassoni il termine organico è divenuto sinonimo di biologico.

    Questo tipo di approccio alle coltivazioni non è più legato solo ai paesi sviluppati ma è presente commercialmente in 120 paesi, con trentuno milioni di ettari coltivati e un bacino di consumi di oltre 40 miliardi di dollari nel 2006 dati da un rapporto FAO presentato all’apertura della conferenza internazionale sull’agricoltura organica e sicurezza alimentare del maggio 2007.

    Questo rapporto oltre a fornire una stima economica del successo di questo tipo di coltivazione identifica tutti i punti di forza e di debolezza del sistema oltre a valutare il fondamentale contributo fornito per il raggiungimento di una sicurezza alimentare, contiene un’analisi dettagliata delle caratteristiche della catena alimentare biologia rapportandola al diritto al cibo e propone iniziative di ricerca e di attività politica per rinforzarne ulteriormente i risultati a livello nazionale e internazionale.

    I punti di maggior forza di questo metodo sono la totale indipendenza da combustibili fossili e l’affidamento pressoché totale su produzioni locali. La forte interazione con i processi naturali ottimizza i costi e la resistenza complessiva dell’ecosistema agricolo anche rispetto a condizioni climatiche difficili come si può leggere dal rapporto.

    Con una corretta gestione della biodiversità nel tempo e nello spazio gli agricoltori che applicano questo metodo, come Ortoclick by L’Orto in Casa, usano il lavoro e i servizi ambientali per aumentare la produzione rigorosamente in modo sostenibile, rompendo così anche un circolo improduttivo legato all’indebitamento cui i piccoli agricoltori sono costretti per l’acquisto dei mezzi di produzione che tra l’altro ha causato sopratutto in tempi di crisi un terribile aumento dei suicidi in questa categoria.