Autore: Redazione area-press.eu

  • Abbigliamento metal, ecco qualche idea

    L’abbigliamento metal e quello gotico attirano, anno dopo anno, l’attenzione non solo da parte degli amanti di questo genere di stile, ma anche delle marche più famose, che realizzano splendidi abiti dai dettagli particolari e mai banali, perfetti per eventi e manifestazione esclusive.
    Vediamo qualche consiglio direttamente da Asgardland.com, il negozio online di Gothic Fantsy per eccellenza, ove potrete trovare i migliori brand del mercato, come Phaze, Laughing Vampire, Queen of Darkness e Spiral, apprezzati e conosciuti in tutto il mondo.

    Ecco qualche consiglio per un abbigliamento metal di successo

    Avete deciso di dare un tono graffiante ed audace alla vostra serata? Cercate l’abbigliamento metal ideale? Benissimo, optare per una tuta in PVC in stile catsuit, con chiusura zip frontale, un vero e proprio mix tra provocazione e trasgressione. Mentre per una serata rock, optate per un paio di calzature Demonia, che troverete visitando il sito sopraindicato e scegliete minidress e vestitini con stampe e raffigurazioni in stile gotico e fiabesco.

    Per sentirvi una vera e propria dark lolita, non c’è niente di più indicato di un miniabito con rouches e pizzi, le cui trasparenze, garantiscono un effetto veddo-non-vedo senza paragoni. Mentre se state cercando un look audace e ricercato al tempo stesso, scegliete un abito lungo in velluto nero stretch con coda nella parte posteriore, dotato di raffinata eleganza e in stile gotico. E che dire della magliette e delle T-shirt da abbinare a leggins in pelle oppure a gonne succinte ed aderenti? E dei pantaloni con dettagli come fibbie, borchie e ganci, per un look tra l’audace e il trasgressivo? Insomma, su http://www.asgardaland.com, troverete una vasta scelta di abiti ed accessori per completare con eleganza e trasgressione il vostro guardaroba metal e gotico.

    Non solo per donne, anche per uomini c’è una vasta scelta di pantaloni in pelle o in denim, camicie, magliette, felpe e cinture. Una serata particolare vi aspetta? O più semplicemente cercate il look ideale giornaliero? La risposta ai vostri interrogativi la troverete visitando il negozio online sopraindicato, ove bellissimi abiti e vestiti, dalle giacche ai pantaloni, dalle calzature ai mantelli, vi aspettano per completare il vostro abbigliamento metal. Fare un ordine è davvero semplicissimo: occorre registrarsi e inserire i prodotti prescelti nel carrello virtuale, richiedere e prenotare l’ordine e aspettare che i prodotti arrivino direttamente a casa vostra, in assoluta discrezione. Date un tocco di audacia al vostro guardaroba con l’ abbigliamento metal più esclusivo!

  • Pietro Colucci conclude importanti accordi con partner cinesi nel settore delle energie rinnovabili

    Presidente e Amministratore Delegato di Kinexia Spa, Pietro Colucci è un imprenditore di rinomato successo all’interno del panorama della green economy con particolare interesse verso il mercato delle energie rinnovabili e tutela ambientale. L’imprenditore italiano, in visita in Cina come membro della delegazione del Presidente del Consiglio Renzi, ha siglato accordi per due progetti ambientali stimati oltre 55 milioni di dollari.

    “Waste to Water Technology”, l’accordo siglato tra Pietro Colucci e la società Cecep

    Waste to Water Technology” è il nome del progetto sottoscritto recentemente tra Pietro Colucci, Presidente di Kinexia, e Mr. Haoming Liu, Executive Partner di Cecep Sustained Technolgy Innovation Found. Nel dettaglio, il progetto vede la realizzazione di un Memorandum of Understanding mirato ala progettazione e gestione di un impianto di trattamento acqua e scarti industriali all’interno della Repubblica Popolare Cinese, precisamente nel distretto di Yuyao. All’interno del medesimo ambiente, Pietro Colucci ha incontrato Mr. Wei Ceiliang, Presidente di Zhejiang Media, società attiva nel mercato della green economy cinese. L’accordo firmato tra le parti vede la realizzazione di un progetto stimato intorno ai venticinque milioni di dollari mirato alla realizzazione d’impianti per la produzione energetica mediante lo smaltimento di scarti industriali provenienti dal distretto tessile a sud della Cina.

    Pietro Colucci, una forte condivisione tra Cina e Italia per una nuova economia mondiale

    Firmati gli accordi con le società attive nel mercato cinese, il Dott. Pietro Colucci ha espresso la propria soddisfazione per aver instaurato importanti sinergie all’interno della Repubblica Popolare Cinese. Kinexia, spiega il Presidente Pietro Colucci, in entrambi i progetti avrà il ruolo di referente in materia di conoscenze tecnologiche e gestionali con l’obiettivo di porre le basi per future partnership nel panorama della green economy, ponendo l’accento ulteriormente sulle potenzialità di sviluppo e crescita del sistema industriale italiano.


    Pietro Colucci, Presidente e Amministratore Delegato di Kinexia S.p.A.

  • Enrico Dal Covolo: “La speranza nell’educazione”, Riflessioni Rettore PUL

    Le riflessioni di Mons Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense sul senso dell’educazione salesiana. Dal Covolo parte da alcune osservazioni sui giovani, attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù: “Al di là del successo in termini di numeri, ci sono dei dati oggettivi: adolescenti e giovani, provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai loro educatori, si radunano per ascoltare dei messaggi impegnativi; per accogliere una visione antropologica ispirata dalla ragione in armonia con la fede del Vangelo: una visione molto impegnativa, che richiede sacrificio e dedizione”.

    Mons Enrico Dal Covolo La speranza nell Educazione
    Mons Enrico Dal Covolo, Rettore PUL

    Testo integrale dell’articolo apparso su Ans il 6 novembre 2013

    Lo scorso 30 ottobre, mons. Enrico dal Covolo, sdb, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, ha introdotto i lavori del II Incontro di Animatori della Pastorale Universitaria. Nell’occasione ha presentato alcuni spunti di riflessione sul senso dell’educazione salesiana, utili a qualsiasi educatore.

    Mons. dal Covolo è partito da alcune osservazioni sui giovani, attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù. “Al di là del successo in termini di numeri, ci sono dei dati oggettivi: adolescenti e giovani, provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai loro educatori, si radunano per ascoltare dei messaggi impegnativi; per accogliere una visione antropologica ispirata dalla ragione in armonia con la fede del Vangelo: una visione molto impegnativa, che richiede sacrificio e dedizione”.

    Successivamente, rifacendosi a seri studi scientifici, il presule salesiano ha toccato anche il problema opposto: il senso diffuso di sfiducia, il nichilismo presente tra tanti ragazzi; a questo problema ha però risposto ricordando la sicura speranza che manifestava già Benedetto XVI nella Lettera inviata alla diocesi di Roma sul compito urgente dell’educazione: “Non temete! Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. Sono piuttosto, per così dire, il rovescio della medaglia di quel dono grande e prezioso che è la nostra libertà, con la responsabilità che giustamente l’accompagna. (…) Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale”.

    Quindi mons. dal Covolo ha messo in campo il suo specifico apporto di educatore salesiano, richiamando il Sistema Preventivo di Don Bosco e in particolare il pilastro costituito dalla ragione: “Il termine ragione sottolinea, secondo l’autentica visione dell’umanesimo cristiano, il valore della persona, della coscienza, della natura umana, della cultura, del mondo del lavoro, del vivere sociale, ossia di quel vasto quadro di valori che è come il necessario corredo dell’uomo nella sua vita familiare, civile e politica” ha detto citando il beato Giovanni Paolo II. Compito dell’educatore, dunque, è quello di saper leggere attentamente i segni dei tempi per individuarne i valori emergenti che attraggono i giovani.

    Richiamando il celebre motto di Don Bosco “buoni cristiani e onesti cittadini” mons. dal Covoloha poi ricordato agli animatori pastorali come quel detto – che rappresenta anche la meta del processo educativo salesiano – condensi proprio l’idea di formare delle persone integralmente sviluppate, ciò che i Vescovi italiani domandano alle Università. E, ha poi suggerito di seguire la metodologia collaborativa di Don Bosco, che non aveva timore nel ricercare sostenitori e benefattori tra tutti i soggetti della società civile.

    E, per finire, mons. dal Covolo ha proposto l’esempio del Servo di Dio Giorgio La Pira, noto professore universitario, come esempio del fatto che la vocazione alla santità di un educatore si vive nell’educare allievi santi.

    FONTE: Ans

  • Farmaci biologici, la scelta terapeutica più sicura. Da Firenze medici e pazienti chiedono garanzie sull’alternativa biosimilare

    Tutelare le esigenze del paziente e il diritto ad avvalersi delle migliori terapie disponibili e al tempo stesso sfruttare un’opportunità di risparmio e razionalizzazione dei costi per il Servizio sanitario, “liberando” risorse da destinare all’innovazione e all’accesso alle terapie. È lungo questo difficile crinale che si gioca la partita dei farmaci biosimilari, l’opzione alternativa ai farmaci biologici di “marca” una volta che decade la copertura brevettuale. La possibilità di passare (switch) dai biologici ai corrispettivi biosimilari, più economici, se da una parte assicura un risparmio per la Sanità regionale dall’altra pone però alcuni inquietanti interrogativi sotto il profilo della sicurezza e dell’efficacia del biosimilare, della comparabilità clinica, dell’interscambiabilità tra biologico e biosimilare e, infine, del diritto alla libera scelta terapeutica.

    Proprio per affrontare a 360° queste tematiche complesse, la Fondazione Charta ha promosso in alcune città italiane una serie di incontri ad hoc dal titolo “Il valore del farmaco biologico tra continuità terapeutica e sostenibilità economica” nel quale si confrontano rappresentanti delle Istituzioni, clinici, farmacisti ospedalieri e farmacoeconomisti: a Firenze si svolge oggi il quarto incontro di questo ciclo, con la presenza dell’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Luigi Marroni e di diversi specialisti dei Presidi Ospedalieri di riferimento di Firenze e della regione.

    Il nodo intorno al quale si confrontano da alcuni anni decisori pubblici, specialisti e Associazioni pazienti è se un farmaco biosimilare equivalga in tutto e per tutto al farmaco originatore. Le norme di EMA ed AIFA parlano chiaro: il farmaco biosimilare è simile (analogo), ma non uguale, al farmaco biologico di riferimento, il cosiddetto originatore. Di conseguenza i due non sono automaticamente interscambiabili e non vale per loro il principio della sostituibilità automatica.

    C’è poi il problema, non di poco conto, degli studi clinici sui biosimilari, anche se il regolamento dell’EMA stabilisce la possibilità di trasferire al biosimilare le indicazioni approvate per il biologico originatore, la cosiddetta estrapolazione.

    «La problematica è duplice – afferma Vito Annese, Direttore della Gastroenterologia ospedaliera del “Careggi” di Firenze – da un lato c’è il paziente al quale si propone un trattamento per il quale il medico non ha nessuna evidenza diretta circa l’efficacia, dall’altro c’è il paziente che è in trattamento con l’originatore ma si potrebbe trovare nella condizione di passare dal biologico al biosimilare senza sapere con certezza se ci sarà una perdita di efficacia e di sicurezza».

    Regole a parte, lo scenario nazionale è quanto mai variegato: alcune Regioni, tra cui la Toscana (Delibera 592/2010), hanno emanato delle linee guida di massima per la prescrizione dei biosimilari, indicando sulla scia delle raccomandazioni AIFA che il biosimilare diventi il farmaco di prima scelta per il trattamento dei pazienti naive; altre hanno emanato documenti tecnici di valutazione clinica dei biosimilari; altre ancora non hanno preso alcun provvedimento in merito.

    I farmaci biosimilari rappresentano una ulteriore opzione terapeutica a disposizione dei medici ed è al medico che spetta la decisione ultima; su questo punto i criteri sono chiari. Sta ai medici decidere quale sia la strada da seguire: passare al biosimilare o scegliere il biologico.

    «Il rischio più grande – spiega Vito Anneseè che il medico possa essere messo sotto pressione da un budget che non deve sforare. La sostituibilità automatica, che noi medici non auspichiamo di certo, pone un gravoso problema di deontologia medica: il medico potrebbe essere costretto a sostituire il farmaco biologico che funziona con uno di cui non si sa quasi niente. Ad esempio, non sono stati condotti studi clinici per le patologie gastrointestinali a supporto dei dati di efficacia e sicurezza. Non abbiamo al momento nessuna esperienza diretta, è quindi difficile poter trasferire le indicazioni terapeutiche con certezze sui rischi e sui benefici».

    Per i pazienti affetti da patologie gravi e debilitanti, un biologico ha il valore di un farmaco salvavita e le Associazioni chiedono che si scelga l’eventuale passaggio dal biologico originatore al biosimilare su dati clinici che ne avvalorino efficacia e sicurezza piuttosto che sul risparmio.

    «È indispensabile, come richiesto dalle linee guida EMA, un dossier di registrazione che riporti studi comparativi preclinici e clinici, per dimostrare che il farmaco possieda un profilo sovrapponibile a quello del prodotto di riferimento quanto ad efficacia, sicurezza e qualitàsottolinea Salvatore Leone, Direttore Generale AMICI, l’Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino – e 5 anni di farmacovigilanza attiva sul prodotto autorizzato, vale a dire lo stesso tempo previsto per un farmaco innovativo immesso sul mercato. Al momento continua Salvatore Leone sono pochi gli studi di confronto tra farmaco originatore e biosimilare in tal senso e, quindi, non è possibile parlare di una riduzione di costi legata all’introduzione dei biosimilari, ma esclusivamente di un possibile risparmio economico. Infine, non dobbiamo sottovalutare la safety: occorre che tutti questi farmaci vengano tracciati attraverso un passaporto “infusivo” dove annotare la singola fiala e il lotto e la corretta gestione del farmaco, fino alla sua somministrazione, così da poter registrare l’eventuale insorgenza di effetti collaterali riferiti ad uno piuttosto che all’altro farmaco».

    Specialisti e Associazioni dei pazienti, uniti in una sorta di Alleanza, ritengono necessaria a questo punto la creazione di un Manifesto condiviso per tutelare il diritto del paziente alla continuità terapeutica e per coinvolgere il più possibile i malati nelle scelte terapeutiche, considerato che ad oggi il solo strumento a tutela del paziente resta il Consenso Informato, che rischia di venir assoggettato in parte, come paventano le Associazioni, alle decisioni delle politiche regionali.

  • A “Spoleto Arte” le suggestioni pittoriche di Jole Caleffi Verzani ottengono ampio successo

    Alcune tra le più emblematiche opere di Jole Caleffi Verzani sono state inserite nella pregevole esposizione delle mostre di “Spoleto Arte” la cui curatela è affidata all’autorevole esperienza del Professor Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. L’iniziativa, di forte impatto mediatico, si svolge presso il Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, zona nevralgica di Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio con ingresso libero.

    Mentre Sgarbi ha individuato un arguto paragone di somiglianza e similitudine con il maestro Pollok, l’artista di lei racconta “Avendo studiato più volte la storia dell’arte, dai graffiti ai giorni nostri, direi di essere stata influenzata da tutto e da niente, in quanto io seguo un mio percorso, ma se proprio devo citare alcuni movimenti artistici, che mi appartengono direi il movimento futurista, l’informale, l’astrattismo, anche se a volte faccio opere figurative. La mia espressione artistica si basa soprattutto sulla necessità di comunicare con i mezzi, che mi sono più congeniali: la pittura, la poesia, le performance”.

    L’estrema flessibilità la rende difficilmente collocabile all’interno di un preciso e circoscritto movimento d’arte. La sua ricerca si muove in volo fluttuante tra le avanguardie del novecento e trova l’elemento ispiratore da una voce intima, che rende la sua evoluzione assolutamente sciolta, libera e svincolata da schemi riconfigurati e regole fisse e rigide.

  • Grandi last minute all’Hotel Mignon per i mesi di luglio e agosto.

    Luglio e agosto sono i mesi delle super-offerte all’Hotel Mignon di Riccione!
    Prenotando subito potrai trascorrere le tue vacanze sulle spiagge della Riviera Romagnola, in una delle mete più amate e conosciute di sempre: Riccione.
    La posizione strategica dell’hotel ti permetterà di raggiungere facilmente anche il centro e le località vicine sulla costa o nell’entroterra romagnolo.

    Il tuo soggiorno sarà inoltre allietato dai gustosi piatti serviti al Mignon, preparati secondo le regole della cucina tradizionale: pietanze uniche e genuine accarezzeranno il tuo palato regalandoti sapori unici e indimenticabili.

    Viaggerai insieme alla tua famiglia?
    Allora cogli al volo le occasioni e i last minute hotel Riccione che il Mignon ha da offrirti: prenota il tuo soggiorno nel periodo dal 27 luglio al 3 agosto e potrai trascorrere 7 giornate di vacanza all inclusive a 475€ a persona, esclusi bambini fino a 5 anni in camera con 2 adulti, che saranno ospitati gratuitamente.
    E’ tempo di vacanza! Prenota la tua all’Hotel Mignon, contattando lo staff all’indirizzo email [email protected] o chiamando al numero 0541 642016.

  • Licensing per i Beni di Lusso: Aperte le iscrizioni per la IV edizione del Corso di POLI.design

    Buone prospettive di lavoro e retributive per un professionista ad alta specializzazione”. Titola così l’approfondimento che Italia Oggi Sette ha dedicato al mercato delle licenze lo scorso dicembre, sottolineando come “le prospettive di lavoro del licensing manager sono buone grazie alla vastità e alla grande espansione generale del settore”. Queste potenzialità non sembrano però ancora pienamente sfruttate e, nel vuoto di proposte formative dedicate alla disciplina, il Corso di Alta Formazione in Licesing per i beni di Lusso organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, viene citato come unico percorso di studio specifico sulla materia.

    Partirà infatti il prossimo novembre la IV edizione del corso, diretto dal Professor Marco Turinetto, che esamina le variabili imprescindibili di avvio e gestione di un processo di licensing nell’alto di gamma, analizzando le relazioni sempre più stringenti con le attività di brand extension, contract sino al merchandising. Aree e attività oggi interconnesse con un obiettivo comune: ricercare la crescita del business attraverso applicazioni del marchio che creino valore.

    Un percorso didattico che ha visto negli anni la partecipazione di personalità di fama riconosciuta come, tra gli altri, Daniele Cordero di Montezemolo co-direttore del Corso, Matteo Marzotto, presidente della casa di moda Vionnet e della Fiera di Vicenza, Davide Oldani, rinomato Chef e proprietario del ristorante “D’O”, Antonio Ghini, per molti anni Direttore Comunicazione e Brand di Ferrari, Vincenzo Finizzola, Direttore del Four Seasons Hotel Milano e Paolo Balistrieri, Responsabile Anticontraffazione Sud Europa per Louis Vuitton.

    Un corso attuale che risponde ad una preciso andamento del mercato dei beni di lusso: come dimostra un’indagine condotta dal Politecnico di Milano, le licenze, che nel solo comparto moda valgono oltre 810 milioni di dollari in royalty, suscitano apprezzamento e affidabilità se associate a brand del lusso, garantendo declinazioni in settori anche molto lontani dal core business d’origine. Il tessuto delle piccole e medie imprese italiane gioca oltretutto un ruolo determinante nella costruzione della brand extension di grandi marchi, anche internazionali, come testimoniato dal fatto che circa l’80% delle licenze dei beni di lusso viene realizzato nel nostro Paese.

    Da qui l’esigenza di profili professionali in grado di comprendere e rispondere in modo adeguato alla necessità dei grandi marchi di ampliare la propria offerta spaziando, attraverso l’uso corrente e coerente del licensing e delle sue declinazioni, in settori molto diversi tra loro.

    Il corso ha inoltre l’obiettivo di spiegare ciò che maggiormente all’estero ci è invidiato: il saper fare e il “mind set” italiano: «Ci sono ancora molti spazi da conquistare e nuove opportunità da cogliere per le aziende italiane. Nel food come nelle imbarcazioni, nella tecnologia come nel wellness, per esempio, gli spazi sono non ancora saldamente presidiati, almeno non nelle menti dei rispondenti» afferma il Professor Marco Turinetto, Direttore del Corso.

    La voce e l’esperienza delle aziende si intrecciano con lezioni d’aula interattive, per garantire una sinergia continua tra mondo spiegato e mondo reale e assicurare ai partecipanti una preparazione adeguata.

    Nell’ambito della passata edizione, per esempio, alcuni studenti del corso hanno avuto la possibilità di partecipare alla Milano Design Week a fianco di Brother, azienda all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, presso il Temporary Museum for New Design. “Print-à-Porter”: questo il titolo del progetto ideato per il Fuorisalone che ha visto alcuni studenti del corso lavorare live, negli spazi della MyOwnGallery di Superstudio Più, coniugando nozioni di fashion design ai processi di stampa Brother.

    La natura attuale e innovativa del Corso si riflette oltretutto nella composizione della Faculty che affianca a docenti del Politecnico, manager, dirigenti, consulenti e esperti di settore in grado di portare l’esperienza diretta e quotidiana dell’azienda.

    Il corso si rivolge a diplomati e laureati provenienti da scuole e facoltà di design, ingegneria e architettura, economia e commercio, marketing e comunicazione. Ai fini dell’ammissione, il profilo di candidati non riconducibili a tali categorie, potrà essere valutato dalla direzione.

    L’ammissione al corso, riservata ad un massimo di 15 partecipanti, è subordinata ad una selezione preventiva.

  • Domenica 7 luglio, Best of Golf 2014 al Golf Club Verona

    In linea con la filosofia rivolta all’eccellenza di Best of Golf 2014 e dei suoi sponsor, tra cui Hospitadella clinica odontoiatrica e centro di medicina e chirurgia estetica, il Golf Club Verona è uno dei circoli italiani più prestigiosi per il fascino del percorso, la club house, la sua storia e l’alto livello del personale.

    Anche il percorso è tra i più avvincenti: alle prime nove buche, strette da copiosa vegetazione e rese impegnative da greens ben difesi da mounds e bunkers, fa seguito una sequenza conclusiva caratterizzata da fairways ampi e ondulati, da sempre molto apprezzati. Domenica 7 luglio, Best of Golf 2014, il torneo di golf sponsorizzato da Hospitadella e da altre importanti eccellenze italiane, farà tappa al Golf Club Verona, Loc. Ca’ del Sale, 15.

    Il torneo che per la nona tappa si svolgerà al Golf Club Verona è promosso da Hospitadella, clinica odontoiatrica e centro di medicina e chirurgia estetica e da altre prestigiose realtà come il Centimetro, Freem, New Group Glass, Synthesis, B. Console, Well & Win by Angelini, CSS Security, oltre ai Media partner: Pocket, GolfPeople Magazine, Golf Today, www.allaroundgolf.it.

    La formula è 4 plm cat. unica. High level i premi e i gadget offerti dagli sponsor per ogni tappa. Ancora Top Secret la serata dedicata alle premiazioni finali di tutti i vincitori nel corso della quale, oltre ai premi già distribuiti ad ogni tappa, si aggiungeranno nuovi trofei e prodotti/servizi ad estrazione per tutti.

    Info e iscrizioni [email protected] www.bestofgolf2014.com twitter: @bestofgolf2014 facebook: facebook.com/bestofgolf2014 Per informazioni su Hospitadella clinica odontoiatrica e centro di medicina e chirurgia estetica [email protected] [email protected] www.hospitadellagolf.it/ twitter: @hospitadella facebook: facebook.com/hospitadella

  • La spettacolare trilogia fantasy di Kety Franzolin

    Dopo i libri “This is Me” e “Watch Me Burn”, l’ultimo capitolo della saga “Another Chance” è arrivato, svelando finalmente ai lettori il finale tanto agognato.

    Una saga fantasy notevole, per cui vale la pena di fermarsi e leggerla, assaporandone ogni dettaglio. La trama, ben strutturata e ricca di colpi di scena, non ha lasciato indifferenti né i lettori né giurie di concorsi nazionali, che li hanno più volte nominati e segnalati. Un successo di critica che, si augura la Franzolin, possa crescere sempre di più, conquistando quante più persone possibili. In una sua recente intervista tv a Canale Italia, la scrittrice dichiara: “Voglio far sognare il mondo”.

    Una storia, quella di Reiki e compagne, che ha coinvolto uno sponsor, la pizzeria “Al vecchio Corsaro”, una rock band, gli Innerload, che si sono prestati per la colonna sonora del secondo book trailer; professioniste della grafica e del disegno, come Silvia Crivellaro e Silvia Compagno per la realizzazione delle copertine. Su tutti, MGC Edizioni, che ha voluto subito in esclusiva tutta la trilogia.

    Insomma, Reiki il Fuoco, Adam e le Guerriere Leggendarie vogliono vivere a tutti i costi: da Atlantide, a una terra di mezzo, al mondo moderno, ovunque, purché la loro affascinante storia arrivi a ognuno di noi. E allora lasciamoglielo fare, apriamo la prima pagina di “This is Me” e tuffiamoci dentro: non vorrete più abbandonarle!

    Guarda i booktrailer dei libri di Kety Franzolin:

    Booktrailer di “This is me” http://youtu.be/brRQ0S-xWPM.

    Booktrailer di “Watch me burn” http://www.youtube.com/watch?v=rIa5-hCbas0

    Booktrailer di “Another Chance” http://www.youtube.com/watch?v=q0l8OXQwOZo

  • Intervista di Alessia Mocci a Rita Stanzione ed al suo Spazio del sognare liquido

    “[…] Non esisto/ non esisti/ non distinguo più i corpi,/ cremosi impasti/ in sproloqui di spasimi.// Lingue sospinte/ vene incollate/ avvolgono le emozioni/ di umori selvatici. […]” – “Il Grido”

    L’inesistenza dell’Io che avvolge emozioni antiche, un istinto selvaggio che unisce due corpi in un unico umore, suono e grido. Una poetica struggente e melanconica.

    Spazio del sognare liquido” è una silloge poetica edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Heroides”. L’autrice Rita Stanzione celebra l’elemento di vita, l’acqua, e la dimensione onirica, considerando la relazione di creazione che interviene nella mente, immaginata come fiume che scorrendo genera la fantasia.

    La stessa acqua come fonte di vita, è vista fonte d’amore ed eros, la silloge rappresenta un circolo di desideri di completamento fisico e mentale.

    Rita Stanzione è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica. Buona lettura!

    A.M.: “Spazio del sognare liquido”, un titolo che affascina perché spiazzante e non di semplice interpretazione. Che cosa simboleggia il sogno liquido?

    Rita Stanzione: L’acqua è elemento che scorre, è la nostra prima compagna nell’abitacolo materno e fonte di ogni vita; e tutte le sostanze per poterci nutrire hanno bisogno di sciogliersi nell’acqua. Una mia breve poesia scritta di recente chiudeva con questi versi “fiammelle d’amore sui ghiacciai: “è d’acqua/ la vita”.
    Il titolo del libro, che coincide con il titolo di una delle poesie della raccolta, è dato dal fluido che attraversa la mente e “bagna” l’immaginazione, rendendola un divenire creativo. Ecco, vedo come un fiume la fantasia e quindi il sogno-visione che trascina anche il corpo e le sue peculiarità che sono la risultante di percezione e materia insieme. La poesia “Spazio del sognare liquido” è un percorso di ricerca dell’altro in uno spazio di ricordo fluente (un momento in cui con la fantasia il compagno viene posto lì accanto e raccoglie –inconsapevolmente – le sensazioni della donna) e lei stessa è come acqua, scivola nella notte senza una forma.

    A.M.: L’amore e l’eros è una grande tematica della tua silloge. Il tuo scrivere prende ispirazione dalla tua vita reale oppure è pura fantasia?

    Rita Stanzione: Credo che ci sia sempre una parte di sé in ciò che si scrive; a volte traggo i contenuti da miei vissuti, altre volte uso dei filtri personali per raccontare non di me, ma dell’uomo e della donna (amanti e amori, conflitto o idillio, attrazione, inganno, fatalità) in un ricorrente bisogno l’uno dell’altra, vuoi per il desiderio di completarsi, vuoi per vincere la solitudine verso la quale infine veniamo proiettati.

    A.M.: Nella poesia “Addomesticami” palesi un’invocazione amorosa di grande emozione, infatti, l’Io poetico richiede di essere addomesticato. Come senti oggi questi tuoi versi?

    Rita Stanzione: L’invito “addomesticami “, adesso come quando ho scritto questa poesia, deriva da una necessità di appartenenza, per il timore di vagare nella vita come monade o metà non appaiata. Si tratta di un’appartenenza che nulla ha a che vedere con il possesso (quest’ultimo ha una valenza solo come momento di gioco amoroso!), ma è riconoscersi in un contenitore di emozioni adatto al proprio essere, quale può essere l’unione completa con altra persona.

    A.M.: Se ti dico: “E bruciano le nostre membra/ in vorticose scintille/ mai sedate.”, tu rispondi con?

    Rita Stanzione: Rispondo che amare dovrebbe essere una fiamma che mai si spegne. Può piegarsi, affievolirsi, ma quando finiscono le scintille finisce la passione. “Una notte di me e di te” è un episodio: se ha forza, si ripete ancora e ancora.

    A.M.: Qual è la tua formazione letteraria?

    Rita Stanzione: Sono stata trascinata da Gabriel Garcia Marquez: Cent’anni di solitudine è un capolavoro di bellezza che solleva dalla realtà e fa capire che un libro a volte è meglio di un viaggio. Leggevo con avidità Italo Calvino; amavo Nadine Gordimer, Elsa Morante e Marguerite Duras; ero incollata all’inquietudine di Kafka, affascinata da Dostoevskij, sofferente in Tolstoj, incantata da Tolkien. Tra i poeti che prediligevo, mi vengono in mente la Merini, Neruda, Prevért, Baudelaire. Col tempo ho conosciuto meglio e tanto apprezzato altri grandi. Per citarne alcuni: Emily Dickinson, Nazim Hikmet, Ghiannis Ritsos, Ada Negri, Sylvia Plath, Wislawa Szymborska, Marguerite Yourcenar e anche poetesse arabe contemporanee, la cui poesia è raffinatezza e coraggio. Ma l’elenco delle letture continuerebbe ed è sempre in evoluzione.

    A.M.: “Spazio del sognare liquido” è una silloge edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Hai pubblicato altre raccolte poetiche da allora?

    Rita Stanzione: Ho all’attivo altre raccolte di poesie oltre a “Spazio del sognare liquido”, ottenute come risultato di concorsi letterari a cui ho partecipato. Dello stesso anno, il 2012 “L’inchiostro è un fermento di macchie in cerca d’asilo” Libreria Editrice Urso; successivamente “Versi ri-versi” di Carta e Penna editore (novembre 2012), “Per non sentire freddo” ebook di Gds Diffusione Autori (dicembre 2012), “È a chiazze la mia bella stagione” di Libreria Editrice Urso (marzo 2013).

    A.M.: Hai qualche novità che vuoi svelare in anteprima ai nostri lettori?

    Rita Stanzione: Progetti particolari attualmente non ne ho, ma continuo sempre a scrivere -mi piace anche comporre haiku e aforismi- e partecipo a premi letterari, con i quali mi metto alla prova ( è la dimensione di ciò che altri leggono nei miei versi e anche un’ulteriore motivazione per proseguire in questa attività che mi prende molto). Sono stata più volte premiata con buoni riconoscimenti. Ne ricordo alcuni:

    1° posto poesia a tema libero al Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa. L’integrazione culturale per un mondo migliore”, 2011, del Centro Ecuadoriano di Arte e Cultura in Milano.

    1° posto poesia al Premio “Lo sguardo di Eros” ed.2012

    1° posto poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2013 La Guglia- Agugliano

    2° posto poesia a tema al Premio poesia Sacravita 2010-2011 Firenze

    2° posto poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2011 La Guglia- Agugliano

    Tra i sei finalisti poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2014 La Guglia- Agugliano

    2° posto poesia inedita a tema libero al Concorso Adriano Zunino 2011

    2° posto silloge poesie inedite alla selezione editoriale “Carta e penna” 2012

    2° posto raccolta poesie inedite al Premio internazionale di Poesia e Narrativa “Giovanni Descalzo”

    città di Sestri Levante Edizione 2012

    2° posto al Concorso Nazionale di Poesia “Premio Istrana 2013” XV edizione, sezione Lingua Italiana

    3° posto poesia al Premio Letterario “Spiragli di Poesia” 2012

    3° posto poesia al III Concorso Nazionale “Fame di parole” della S.I.P.S.e.C.

    3° posto al Premio Nazionale di teatro, narrativa e poesia “Citta’ di Mesagne” XI Edizione – Anno 2013 sezione Poesia

    3° posto al Premio Saffo 2013 – II Edizione Per la sezione Gabriele d’Annunzio (Poesia erotica)
    Una mia poesia è stata fra le 6 scelte del concorso di Scripta Volant “San Valenzine 2012”

    Varie volte ho aderito a raccolte di poesie di Autori Vari, perché la poesia va diffusa, sono in pochi a leggerla davvero.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Rita Stanzione: Non hai niente, se di quel niente la bellezza ti sfugge Rita Stanzione

    A.M.: Rita, ti ringrazio anche a nome di tutti i lettori per queste risposte rivelatrici. Aspetto con piacere la tua nuova pubblicazione e ti auguro di amare in questo modo profondo ad aeternum.

    Written by Alessia Mocci

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    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/07/01/intervista-di-alessia-mocci-a-rita-stanzione-ed-al-suo-spazio-del-sognare-liquido/