Autore: Redazione area-press.eu

  • La piastra induzione.

    La piastra ad induzione è un tipo di fornello che si basa sul principio dell’induzione elettromagnetica per scaldare le pentole utilizzate per la cottura dei cibi. Infatti è costituito da una bobina in cui scorre la corrente elettrica e forma un campo magnetico al pari della corrente generata producendo così il calore.Queste attrezzature professionali funzionano solo a contatto di materiali metallici la cui forma favorisca lo scorrere delle correnti (cioè si attivano esclusivamente in presenza di pentolame con fondo magnetico e si disattivano non appena il pentolame viene tolto). Ottimi sono pentole e tegami con fondi lisci e circolari. Questi tecnologici fornelli hanno un piano in vetroceramica.

    Ci sono molteplici vantaggi nell’usare questo, come:

    _assenza di fiamme e dei rischi di ustioni;

    _assenza di emissioni dovute alla combustione e alle perdite di gas;

    _risparmio energetico;

    _cottura uniforme, dovuta alla diffusione omogenea del calore su tutto il fondo della pentola;

    _velocità di riscaldamento;

    _massima precisione nel regolare la potenza;

    _nessuna parte del piano si scalda (la pentola stessa si scalda ma il piano resta freddo);

    _nessun rischio di combustione o carbonizzazione dei cibi o dei liquidi accidentalmente caduti sul piano

    _le zone di cottura dispongono di riconoscimento automatico della pentola;

    _comodità nella pulizia del piano in vetroceramica, completamente liscio.

    Ma ci sono anche svantaggi, quali:

    _per un uso intensivo è necessario un allacciamento superiore ai 3 kW;

    _costo poco più maggiore ai tradizionali piani di cottura;

    _richiede l’uso di pentole adatte (in genere sul fondo è presente il simbolo del solenoide), a fondo piatto e in materiale ferromagnetico. Quelle in ceramica possono essere usate a patto di interfacciarle attraverso un adattatore o pannello ferromagnetico;

    _l’operatività dipende dalla presenza di tensione di rete: l’elettrodomestico non può funzionare, ad esempio, durante un black out;

    _è consigliabile non adoperare utensili, mestoli e posate in metallo (usati ad esempio per girare i cibi nelle pentole), per evitare che correnti derivate li attraversino e arrivino nel corpo;

    _limitatezza nelle dimensioni dei forni.

    Chi avesse provato sia i fuochi a gas tradizionali che questi “fuochi” innovativi può essersi fatto un’idea sulle diversità che li distinguono. Certo, a ognuno il suo ma la praticità e la velocità di utilizzo delle piastre ad induzione vanno a sostituire oramai i fuochi a gas nelle cucine domestiche.

    Eventualmente, esitono online siti che offrono ai migliori prezzi del web ogni genere di forni, anche tradizionali. Potete scegliere tra una vasta gamma sul sito di Attrezzature Professionali.

  • Le attrezzature professionali per cucine e bar.


    Se pensi di aprire una nuova attività ristorativa o di cambiare arredamento ed utensili alla tua cucina o bar abbiamo la soluzione ai tuoi bisogni. Puoi trovare una vasta gamma di attrezzature che possono semplificare il servizio da te offerto. Anche per uso domestico.
    Ad esempio, per un ristorante abbiamo: forni elettrici a convenzione, lavapiatti e lavastoviglie, cucine a gas, cappe aspirazione, lavatoi, e tanto altro.
    Per bar, invece: piastre elettriche per panini e toast, frullatori e frullini, vetrine refrigerate, forni a microonde, solo per citarne alcuni…

    Tutti i nostri prodotti sono Made in Italy, garantiti a marchio CE e soddisfano appieno tutte le normative vigenti sulla sicurezza igienico sanitaria. Con la possibilità di personalizzare, dove possibile, i diversi articoli scelti. Per qualsiasi curiosità o specifiche tecniche sui nostri prodotti non esitare a conttattarci. Visita fiducioso il sito di Attrezzature Professionali. Sapremmo aiutarti con serietà e professionalità.

  • Villa Sofia: apre un oasi tra il Lago di Como e Milano


    Immersa nel verde di un grande parco privato, Villa Sofia è il luogo ideale per trascorrere la vostra vacanza all’insegna di relax, natura e buona cucina italiana.
    Situata a Sirtori (LC), a pochi chilometri dal Lago di Como, la struttura concilia la tipica tranquillità della Brianza alla vicinanza a luoghi d’interesse come Milano e l’area Expo, il Lago di Garda e la Svizzera.


    Grazie alla convenzione con il ristorante stellato Pierino Penati, gestito dal rinomato chef Theo Penati, Villa Sofia saprà deliziare gli amanti dell’alta cucina attraverso i migliori piatti della gastronomia italiana e internazionale: con la massima comodità, è possibile ordinare lunch e dinner box con consegna a domicilio presso la Villa.


    Arredata in stile elegante e dotata di ogni genere di comfort, la struttura della Villa si sviluppa su tre differenti piani, per un totale di 700mq.

    Il piano terra, il cuore della villa, comprende la zona giorno con sala da pranzo, cucina e sala giochi per bambini. Il primo piano di Villa Sofia è invece adibito a zona notte, e conta 4 camere matrimoniali, 1 camera tripla, 3 bagni e una terrazza con vista sul parco, mentre il terzo piano si presenta come un luminoso open space, dotato di locale lavanderia e servizi.

    In tutti i locali della Villa, è presente connessione wi-fi gratuita a banda larga.

    Il parco di Villa Sofia, che ha dimensioni di ben 8000mq, è parte della splendida area protetta del Parco di Montevecchia e del Curone, e rappresenta una vera e propria oasi di tranquillità, grazie a una serie di servizi e comfort dedicati agli ospiti:

    · terrazza solarium di 150 mq

    · parco giochi per bambini

    · suggestivo pergolato di glicine

    · gazebo

    · barbecue per i vostri pranzi e cene all’aria aperta

    · forno a legna

    A richiesta, è inoltre possibile ordinare i seguenti servizi aggiuntivi:

    · trasferimenti auto con autista

    · personal trainer

    · fisioterapista

    · massaggiatore

    · cuoco

    · babysitter

    · colf

  • A VERZEGNIS IL DOMINATORE È MANCIN

    Il portacolori di Mach 3 Sport piazza una doppietta che stende l’agguerrita concorrenza in terra friulana al termine di una accesa lotta con l’Honda Civic di Bommartini.

    Rivà (Ro), 20 Maggio 2015 – Era chiamato ad una prestazione maiuscola e Michele Mancin non ha di certo tradito le attese andando a dominare la classe A1600 alla Cronoscalata Verzegnis – Sella Chianzutan, secondo round dell’Austrian Hill Climb Championship 2015.
    Il driver di Rivà, in gara con la consueta Citroen Saxo gruppo A sotto l’insegna della scuderia patavina Mach 3 Sport, ha sfruttato al meglio la ghiotta occasione fornita da un evento amico che spesso lo ha visto trionfare su queste strade.
    Al termine di uno spettacolare testa a testa con il veronese Bommartini, su Honda Civic, Mancin ha collezionato il bottino pieno rientrando dalla terra friulana con il massimo dei punti acquisibili.
    Anche nell’edizione di quest’anno il meteo ha cercato di rimescolare le carte rovesciando una pioggia incessante nella giornata di Venerdì per poi allentare la morsa Sabato e Domenica.

    “Fin dalle prove siamo balzati al comando” – racconta Mancin – “mantenendo salda la testa della classifica ma ci siamo resi subito conto che il nostro avversario più ostico sarebbe stato Bommartini con la sua Honda Civic che ci tallonava davvero da molto vicino mentre i riscontri cronometrici ci dicevano che gli altri quattro concorrenti non ci avrebbero dato troppi problemi”.

    Si inizia con gara 1 dove Mancin parte con il piede giusto andando a segnare il miglior tempo in 3’16”91 con Bommartini che si candida nella rosa dei pretendenti al successo finale staccando un ottimo 3’17”10.
    Il risicato margine, di poco meno di due decimi di secondo, non poteva far dormire sonni tranquilli al portacolori di Mach 3 Sport che nella prima salita lamentava una piccola noia alla frizione.
    Arginato il problema Mancin si lancia a testa bassa in gara 2 riuscendo ad avere ancora ragione di Bommartini, per due soli centesimi di secondo, siglando così il primato alla Verzegnis – Sella Chianzutan 2015.
    Alle spalle dei due sono rimaste solo le briciole con il terzo classificato che accusa un passivo di sette secondi.
    In ottica campionato opaca prestazione per l’austriaco Ritzberger, staccato di oltre dieci secondi con la sua Peugeot 306.

    “Al termine di una elettrizzante lotta con Bommartini abbiamo colto il successo” – aggiunge Mancin – “con la nostra Saxo che, a parte un piccolo guasto alla frizione brillantemente risolto dai ragazzi di Mach 3 Sport, si è dimostrata ancora una volta molto competitiva. È stata davvero una lotta molto dura vissuta su distacchi davvero minimi ma siamo riusciti a far nostre entrambe le manche di gara incamerando il massimo dei punti disponibili nella nostra classe. Il ritardo di Ritzberger, abbastanza in ombra in questa occasione, ci lancia ulteriormente avanti nella serie austriaca. Bene anche nella classifica di gruppo dove abbiamo chiuso nella top ten con un buon ottavo posto assoluto. Speriamo che questo trend positivo continui così”.

    (immagine a cura di Nicola Biondo)

  • Modificazioni espansive dei genitali femminili presentato a Monaster di Treviso.

    Si terrà nella mattinata di sabato 23 maggio la prima presentazione ufficiale dell’ultima novità di casa Altravista: si tratta del saggio universitario Modificazioni espansive dei genitali femminili, tra eredità e ambiente. Africa: passaggi di età attraverso il rito, scritto da Pa Grassivaro Gallo e Lucrezia Catania. Le due autrici saranno presenti all’evento, garantendo così al pubblico la possibilità di conoscere a fondo il volume. L’appuntamento è al Centro Servizio agli Anziani “Villa delle Magnolie” in via Giovanni XXIII 5 a Monaster di Treviso.

    Il volume traccia un percorso monografico che affronta il fenomeno delle modificazioni genitali femminili di tipo espansivo in Africa, delineando i tratti fondamentali che tali interventi sottendono nel rito. Dal longininfismo nelle popolazioni ancestrali africane dei Boscimani-Ottentotti alle pratiche culturali, legate all’allungamento labiale, che si riscontrano oggi in alcune popolazioni del Centro e Sud Africa, sino alle esperienze riscontrate in Occidente – anche in Italia – come conseguenza dei flussi migratori. La morfologia, comune a molte donne africane, che tramite significati rituali e culturali si tramanda nel tempo e nello spazio, si riscopre nei territori nuovi dei traguardi migratori. È stata evidenziata ancora – identificata con il nome di ipertrofia labiale – nelle popolazioni occidentali, anche in Italia, nelle afferenze degli ambulatori ostetrici/ginecologici, misconosciuta e trascurata dai professionisti, finché non venga richiesta la riduzione labiale, attraverso l’intervento di labio-plastica. Un’analisi antropologica puntigliosa, che spazia dalla psicologia della sessualità, alla chirurgia estetica dell’apparato genitale femminile, alle interpretazioni dei significati culturali e rituali sottesi al fenomeno. Un testo fondamentale per completare il significato delle mutilazioni genitali femminili.

    Pia Grassivaro Gallo, già professore associato di Antropologia presso l’Università di Padova, dagli anni ’80 si è dedicata a ricerche sul campo in Africa. E’ autrice di numerose pubblicazioni sulle Mutilazioni Genitali Femminili tra le quali “Vincere l’infibulazione si può” (Torino, 2012). Lucrezia Catania, ginecologa esperta in sessuologia clinica, da anni è impegnata nella cura, prevenzione e ricerca sulle Mutilazioni Genitali Femminili. Oltre a numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, è autrice di “Ferite per sempre” (Roma, 2005).

    Scheda del libro>>> http://www.edizionialtravista.com/modificazioni-espansive-dei-genitali-femminili-tra-eredita-e-ambiente-pia-grassivaro-gallo-lucrezia-catania.html

  • PRIMA SENTENZA SU CRACK ARENA: MOVIMENTO CONSUMATORI FA RISARCIRE UNA COPPIA DI SUOI ASSOCIATI

    Movimento Consumatori, per una coppia di suoi associati, ha ottenuto dal tribunale di Torino la condanna di una banca al risarcimento dei danni subiti per l’azzeramento del valore delle obbligazioni Arena, acquistate dal 2002 e mai rimborsate né alla prima (2006) né alla seconda (2011) scadenza.

    Il tribunale, con la prima sentenza in Italia sul crack Arena, ha accertato che Unicredit, all’epoca CRT, non aveva adeguatamente informato i risparmiatori del rischio dell’investimento nelle obbligazioni emesse dalla società lussemburghese del gruppo molisano che gestiva il marchio di polli surgelati. I titoli, privi di rating, erano stati emessi per un valore complessivo di 135 milioni di euro dalla società lussemburghese Arena Finance, ed erano garantiti da Agria Holding S.p.A. (già Arena Holding S.p.A.) e Salumificio Marsilli S.p.A., entrambe società del Gruppo Arena, nato e cresciuto nel molisano su impulso dell’imprenditore Dante Di Dario, a seguito dell’acquisto nel 1995 del complesso industriale di Boiano e, successivamente, del marchio Pollo Arena, operativo nel settore dell’industria alimentare e, in particolare, nel settore dei prodotti avicoli sia freschi sia surgelati.

    Nonostante siano passati molti anni, il diritto al risarcimento dei danni non è prescritto è i risparmiatori titolari di obbligazioni Arena possono ottenere informazioni scrivendo a [email protected]

  • Ad Amici Vince il Decolleté di Sabrina Ferrilli

    Al sesto serale di Amici di Maria De Filippi ha vinto senza dubbio il decolleté di Sabrina Ferrilli.

    Guarda Qui >>> http://www.the-social-video.info/ad-amici-vince-il-decollete-di-sabrina-13113

  • NOVITÁ SUGLI SCHERMI DELLA 100 KM DEI FORTI, BIKE MARATHON PROTAGONISTA DI UN REALITY

    Domenica 14 giugno la 20.a 100 Km dei Forti a Lavarone (TN)

    Bike Channel dedica un reality alla gara dell’Alpe Cimbra

    Programma realizzato in collaborazione con Trentino Marketing

    Iscrizioni aperte per granfondo e 1000Grobbe Bike Challenge

    La 100 Km dei Forti dell’Alpe Cimbra è una gara storica nel panorama nazionale delle bike marathon e domenica 14 giugno in Trentino sarà tempo di festeggiare la 20esima edizione dell’evento. La prova assegna punti per gli affermati circuiti “Trentino MTB presented by crankbrothers” e Trek Zerowind Off Road Challenge ed è uno degli appuntamenti più sentiti della stagione delle ruote artigliate, con centinaia di bikers pronti a invadere Lavarone e godersi i due itinerari “classic” e “marathon” fra le fortezze della Grande Guerra e i boschi dell’Alpe Cimbra.

    Il fascino della 100 Km dei Forti, però, non si esaurisce con la bellezza dei percorsi e le emozioni della gara, perché da quest’anno la bike marathon organizzata dallo S.C. Millegrobbe sarà la protagonista di un nuovo reality show realizzato da Bike Channel in collaborazione con Trentino Marketing. Il programma si chiama “The Coach MTB” e sarà in onda a partire da mercoledì 20 maggio: due aspiranti bikers dovranno affrontare la sfida di preparare una granfondo come dei “pro” e verranno seguiti da due coach d’eccezione. Nelle diverse puntate della trasmissione i due concorrenti affronteranno allenamenti mirati sugli sterrati del Trentino, ma cureranno anche gli aspetti relativi all’alimentazione e alla preparazione mentale con l’obiettivo di portare a termine la 100 Km dei Forti.

    Domenica 14 giugno, poi, i due protagonisti di “The Coach MTB” verranno immortalati dalle telecamere di Bike Channel anche durante la gara, che propone a tutti i bikers il tracciato “marathon” da 92 km e 2700 metri di dislivello e il “classic” di 57 km e 1450 di dislivello, con quest’ultimo valido come prova conclusiva del 1000Grobbe Bike Challenge. Questo “mini-circuito” richiamerà gli appassionati sull’Alpe Cimbra per tre giorni in un crescendo di emozioni che comincerà venerdì 12 giugno alla Lavarone Bike (30 km e 450 metri di dislivello), proseguirà sabato 13 con la Nosellari Bike (42 km e 1000 metri di dislivello) per culminare la domenica fra le maestose fortezze della Prima Guerra Mondiale.

    Le iscrizioni a 100 Km dei Forti e 1000Grobbe Bike Challenge sono aperte e sino al 7 giugno restano in vigore le quote agevolate sia per le prove singole, sia per l’iscrizione cumulativa al circuito il cui prezzo rimane bloccato a 35 Euro. Dopo il termine della prima finestra d’iscrizioni le tariffe subiranno un leggero ritocco al rialzo e sarà possibile strappare un pettorale sino alle deadline delle ore 24.00 del 10 giugno, mentre solamente per gli escursionisti ci sarà ancora tempo sino al 12 giugno.

    La 100 Km dei Forti dà quindi appuntamento a tutti gli appassionati sugli sterrati dell’Alpe Cimbra e, manco a dirlo, sugli schermi di Bike Channel.

    Info: www.1000grobbe.it

  • Riccione, esperti a convegno sulle prospettive della virologia: riflettori puntati su epatite C e nuovi antivirali diretti

    Riviera romagnola protagonista della Virologia italiana: si chiude oggi a Riccione la settima edizione della Conferenza Italiana su Aids e Retrovirus (ICAR – Italian Conference on Aids and Retroviruses), appuntamento annuale che riunisce i maggiori esperti italiani e internazionali per discutere e confrontarsi sugli sviluppi della ricerca e dei trattamenti per l’infezione da HIV. Tra le tematiche di questa edizione, la medicina di genere, declinata non solo al femminile, e la resistenza naturale all’infezione da HIV; ma soprattutto, per la prima volta in assoluto, i riflettori della Conferenza sono stati puntati sulle epatiti virali, in particolare l’epatite C. Motivo, le nuove sfide terapeutiche e assistenziali rappresentate dalle recenti opportunità di cura per questa patologia, emerse con l’avvento di nuovi antivirali diretti sempre più potenti ed efficaci.

    «Impossibile non dedicare al tema dell’epatite C uno spazio importante – dice Erica Villa, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena visto il grande progresso nei risultati ottenuti dalle nuove terapie antivirali, risultati derivati non solo da trials clinici ma anche da numerosi studi in real life, ovvero su pazienti trattati nella pratica clinica quotidiana, che evidenziano dati a dir poco straordinari. Un altro motivo per cui in questa edizione di ICAR abbiamo deciso di non parlare solo di HIV è il fatto che l’infezione da HCV ha un impatto numericamente importante, dato che nelle varie regioni italiane il tasso delle persone HCV-positive varia da un 3% a un 10-15% con punte inferiori al Nord, ove tuttavia sono presenti sacche importanti di infezione, e picchi al Sud, in particolare Sicilia, Puglia, Campania e Calabria».

    L’epatite C è caratterizzata da una sintomatologia modesta, che spesso rende difficile la diagnosi, tanto che non è infrequente scoprire, al momento della valutazione clinica, una malattia in stadio molto avanzato. In Italia esiste una vasta popolazione ‘sommersa’ di persone infette da virus HCV, e l’Emilia Romagna non è da meno: «nella nostra regione uno studio di qualche anno fa stimava che almeno un 3% della popolazione sia entrata in contatto con il virus HCV ma non lo sa – spiega Erica Villa – la percentuale di soggetti che sanno di essere infetti è bassa e si tratta di coloro che hanno avuto la diagnosi per qualche specifico motivo. Secondo una valutazione di minima del Gruppo regionale HCV, in Emilia Romagna ci sarebbero 2-3.000 pazienti che sono noti ai Centri e che potrebbero entrare nei nuovi trattamenti secondo i 6 criteri prioritari stabiliti da AIFA».

    Grazie ai passi avanti della ricerca e ai nuovi farmaci antivirali diretti in arrivo, le prospettive di cura per l’epatite C sono sempre migliori, anche per le popolazioni di pazienti considerate ‘difficili’.
    «In questo momento l’attività di ricerca è “effervescente” – afferma Erica Villa e il futuro sarà ancora migliore: a metà 2016 attendiamo altre combinazioni di antivirali, ancora migliorate, in grado di raggiungere una Risposta Virologica Sostenuta del 90%-95%, quella abituale negli studi registrativi, anche nelle popolazioni difficili. Questi nuovi antivirali, come ad esempio la combinazione grazoprevir/elbasvir, hanno una maggiore potenza, una non dipendenza dalle resistenze virali e un’alta tollerabilità con un forte rispetto per la funzione renale, il che li rende farmaci ideali da somministrare ai pazienti “difficili” con cirrosi, compensata o scompensata, e con insufficienza renale».

    «La combinazione grazoprevir/elbasvir ha un grande vantaggio – continua la Professoressa Villaanche per i pazienti con co-infezioni HIV/HCV, nei quali può essere utilizzata al meglio in quanto non presenta interazioni farmacologiche rilevanti; quindi può essere utilizzata nei pazienti co-infetti ma anche nei monoinfetti che assumano molti altri farmaci per patologie concomitanti, per i quali fino ad ora dovevamo fare molta attenzione. La potenza di questi antivirali diretti è tale che supera anche i precedenti fallimenti terapeutici: in questi pazienti si sono avute RVS più elevate persino rispetto al paziente naïve, fino al 95%».

    I nuovi antivirali diretti rappresentano una grande opportunità di trattamento e diversi Centri in Italia si sono attivati per offrirla ai pazienti. Tra questi, la Struttura Complessa di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena, che rappresenta uno dei Centri di riferimento per la diagnosi e il trattamento dell’epatite C dell’Emilia Romagna.

    «Al momento abbiamo in terapia con i nuovi antivirali circa 100 pazienti; metà di questi ricevono la prescrizione dal Servizio Sanitario Nazionale, gli altri ricevono il farmaco in accesso allargato o all’interno di studi registrativi – dice la professoressa Villa inoltre il gruppo provinciale HCV, che coordino, ha in trattamento circa altri 80 pazienti. Tutti sono inseriti in un database gestionale che contiene i dati del paziente, il genotipo e i trattamenti. A questo si aggiunge la compilazione della scheda AIFA e della scheda regionale che contengono, oltre alle caratteristiche del paziente, i criteri di severità della malattia necessari per prioritizzare i pazienti al trattamento. Tutti i soggetti che non rientrano nei criteri di priorità sono inseriti nell’accesso allargato o in studi registrativi; quando la malattia è molto blanda entrano in una lista d’attesa per il trattamento».

    Proprio la necessità di rendere più accessibili i nuovi farmaci è stato in questi giorni uno dei temi ‘caldi’ dell’ICAR, nelle diverse sessioni dedicate all’epatite e al virus HVC, insieme agli avanzamenti terapeutici e all’aggiornamento delle linee guida EASL 2015 sulle terapie e le categorie di pazienti prioritari per il trattamento.

  • Nuova ricerca del Ponemon Institute misura il tempo richiesto per identificare le minacce avanzate: 98 giorni nei servizi finanziari

    Le società di servizi finanziari e i retailer concordano: le minacce avanzate costituiscono la sfida più pericolosa per la sicurezza delle rispettive organizzazioni. Nonostante la preoccupazione, però, tutte queste aziende faticano a identificare gli attacchi una volta che sono penetrati nelle loro reti: è quanto ha messo in luce una nuova ricerca del Ponemon Institute sponsorizzata da Arbor Networks, leader nelle soluzioni per la protezione da attacchi DDoS e minacce avanzate rivolte a reti enterprise e service provider.

    Conosciuto come “periodo di sedimentazione”, il tempo necessario a identificare questi attacchi è di 98 giorni nel settore dei servizi finanziari e di 197 giorni nel retail. Nonostante questi dati, il 58% delle società di servizi finanziari e il 71% dei retailer affermano di non essere ottimisti circa la propria capacità di migliorare tali parametri nell’anno a venire. Nei servizi finanziari l’83% delle aziende registra oltre 50 attacchi al mese; nel retail lo stesso accade invece al 44% degli operatori.

    “Quello che emerge principalmente dalla nostra ricerca è la necessità di investire di più nella sicurezza a livello sia di personale che di strumenti affinché le aziende possano rilevare e affrontare gli incidenti in modo più preciso ed efficiente”, ha dichiarato il Dr. Larry Ponemon, chairman e fondatore del Ponemon Institute. “Il tempo necessario a rilevare una minaccia avanzata è troppo lungo; gli attaccanti riescono a entrare e restare nascosti sufficientemente a lungo per causare danni irreparabili”.

    “È arrivato il momento di trovare un miglior equilibrio tra soluzioni tecnologiche, usabilità, workflow e le persone che le devono usare. Come produttori di sicurezza dobbiamo aiutare i nostri clienti affinché si possano adattare a questa nuova realtà della cyber-sicurezza che bilancia le minacce con le persone che le contrastano quotidianamente”, ha commentato Matthew Moynahan, presidente di Arbor Networks.

    In breve

    Sulla scia di grandi attacchi ad alto profilo, il Ponemon Institute ha svolto un sondaggio sulle società operanti nei servizi finanziari e nel retail in Nordamerica ed Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) per capire meglio come vengono affrontati gli attacchi diretti contro di esse. Il sondaggio ha chiesto a queste aziende come gestiscono l’esplosione delle minacce avanzate e degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) rivolti contro le loro infrastrutture; quanto efficaci (o meno) siano i loro investimenti IT; e come adattino le procedure di risposta integrando intelligence mirata per un miglior grado di visibilità, analisi e contesto.

    Principali dati inerenti le società di servizi finanziari

    Minacce avanzate

    Il 71% ritiene che le tecnologie che forniscono intelligence su reti e traffico siano le più promettenti per fermare o minimizzare le minacce avanzate nel corso delle sette fasi che costituiscono la Kill Chain

    Il 45% ha implementato procedure per rispondere agli incidenti

    Il 42% condivide informazioni sulle minacce con altre società o enti pubblici

    Attacchi DDoS

    Il 58% considera gli attacchi DDoS come una minaccia avanzata

    Il 48% è “fortemente d’accordo” o “d’accordo” nel ritenersi efficace nel contenimento degli attacchi DDoS

    Il 45% condivide informazioni sulle minacce con altre società o enti pubblici per minimizzare o contenere l’impatto degli attacchi DDoS

    Budget e personale

    I budget sono allocati per il 40% alla tecnologia, per il 37% al personale e per il 20% a servizi gestiti

    Principali dati inerenti gli operatori retail

    Minacce avanzate

    Il 64% ritiene che le tecnologie che forniscono intelligence su reti e traffico siano le più promettenti per fermare o minimizzare le minacce avanzate nel corso delle sette fasi che costituiscono la Kill Chain

    Il 34% ha implementato procedure per rispondere agli incidenti

    Il 17% condivide informazioni sulle minacce con altre società o enti pubblici

    Attacchi DDoS

    Il 50% considera gli attacchi DDoS come una minaccia avanzata

    Il 39% è “fortemente d’accordo” o “d’accordo” nel ritenersi efficace nel contenimento degli attacchi DDoS

    Il 13% condivide informazioni sulle minacce con altre società o enti pubblici per minimizzare o contenere l’impatto degli attacchi DDoS

    Budget e personale

    I budget sono allocati per il 34% alla tecnologia, per il 27% al personale e per il 34% a servizi gestiti

    Metodologia

    Le società di servizi finanziari interpellate comprendono 844 specialisti in IT e sicurezza IT del Nordamerica e di 14 Paesi dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa)

    Gli operatori retail intervistati comprendono 675 specialisti in IT e sicurezza IT del Nordamerica e di 14 Paesi dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa)

    In entrambi i casi sono stati selezionati solamente specialisti IT pratici delle difese delle rispettive società contro gli attacchi e aventi ruoli di responsabilità nella direzione delle attività di cyber-sicurezza

    Risorse a supporto

    Iscrizione al webinar: Ponemon Institute: The Cost of Time To Identify & Contain Advanced Threats; 21 maggio 2015 ore 17:00 (ora italiana)

    Download dei report (registrazione richiesta)

    Sul nostro blog un Q&A con Larry Ponemon a proposito di alcuni dei dati più sorprendenti emersi dai vari report

    Informazioni e infografiche su Twitter @arbornetworks