Autore: Redazione area-press.eu

  • L’ affettatrice professionale, indispensabile per chi lavora nei banchi alimentari, ma utile anche per molte famiglie.

    Agli addetti al banco dei negozi alimentari, sia di tipo tradizionale, sia super o ipermercati, come anche gli addetti al banco del ristorante, al banco dei bar-tavole calde o al banco da pizzeria è richiesta autonomia nello svolgimento delle mansioni, disinvoltura, velocità e precisione. Le operazioni, infatti, che essi si trovano a compiere ogni giorno con ritmi serrati per soddisfare la vasta domanda del consumatore sono numerose e varie: taglio, disosso, diverse lavorazioni di carni, pollame, formaggi, salumi e molto altro. Per quanto questo profilo professionale possa sembrare estremamente semplice e puramente esecutivo, in realtà entrano in gioco diversi fattori che distinguono molto il prodotto e il servizio offerti da un locale rispetto ad un’altro. L’esperienza dell’operatore, le macchine alimentari che utilizza, la pulizia e la cura che lo caratterizza, il garbo e la predisposizione verso il cliente. Se la maggior parte di questi aspetti si riconducono prettamente alla persona e alle sue competenze e qualità, ve ne è uno che invece rimanda alle scelte che l’azienda per cui questo lavora compie a livello operativo, in altre parole alle attrezzature da ristorazione che gli mette a disposizione: esse devono essere necessariamente di qualità. Nel caso specifico si fa riferimento all’affettatrice professionale: agli operatori dei banchi alimentari si richiedono ottime capacità nell’utilizzo delle affettatrici professionali, e molto spesso si esige la conoscenza e una consolidata esperienza sulle principali tipologie esistenti. E’ un po’ quello che si verifica per l’addetto al banco bar: egli deve conoscere e usare con agilità e velocità tutte le attrezzature del bar: da quelle più tradizionali (distributori di bevande, granitore, spremiagrumi professionale), a macchine alimentari quali friggitrici professionali, frytop e pacojet, alle crepiere professionali, alla gelatiera e tanto altro. Parimenti, un addetto al banco alimentare di un negozio di qualsiasi dimensione deve padroneggiare caratteristiche e funzionamento di un’affettatrice a volano, così come di un’affettatrice verticale. Perché quello dell’affettatrice professionale, proprio come quello di molte altre macchine alimentari, è un po’ un mondo fatto di dettagli, evoluzione e costanti novità. E tra l’altro, questo mondo si rivolge anche a quanti, pur non avendo esigenze lavorative, amano gustare piatti tagliati finemente e accuratamente, tanto che in commercio, oltre alle affettatrici professionali usate dai ristoratori, si trovano anche molti modelli di affettatrici semi-professionali, destinati alle cucine casalinghe, magari quelle delle famiglie numerose, per cui l’impiego di una macchina alimentare efficiente è di grande comodità.
    Per quanti lavorano in una cucina professionale, e per tutti coloro che amano tagliare ad arte con un’affettatrice professionale o un’affettatrice semi-professionale si può visionare l’ampio assortimento dello store on line Allforfood.com, dove la quantità si accompagna alla qualità e anche a una buona convenienza di prezzi.

  • “AROUND THE WORLD” (Daft Punk rmx) nuovo brano internazionale in versione junk music di Capone & Bungt Bangt

    Una cover interamente rivisitata con gli incredibili strumenti della band. Il Tubolophon, creato con pezzi di grondaia tagliati per formare le diverse note, sostituisce il basso; la Mazzimba, una marimba fatta con pezzi di battiscopa, sostituisce le tastiere; la Scopa Elettrica, una comune scopa con un elastico da sarta come corda, prende il posto della chitarra; la Buatteria, formata da recipienti di vari materiali, è la batteria.

    Guarda qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=xZ7g885baAM

    Il sound è grezzo, minimalista, denso e pregnante. Si percepisce l’origine industriale degli strumenti e la grande vitalità tipica di Capone & Bungt Bangt. La band che dal 1999 è impegnata nella creazione di musica attraverso l’esclusivo utilizzo di materiali riciclati è molto apprezzata all’estero sia per i tanti concerti fatti sia per la sua unicità. Oggi si propone di proseguire ed allargare ancor di più gli orizzonti musicali, scegliendo di “riciclare” Around the World. Il brano ha già nel titolo un accenno al giro del mondo, un abbraccio all’intero pianeta che è quello che la band pratica quotidianamente nel perseguire i suoi obbiettivi ecologisti e sociali.

    Il confronto con questa cover internazionale non si ferma al riarrangiamento del brano ma suggerisce sonorità del tutto nuove da fare ascoltare anche oltre i confini italiani. Il progetto di radicalizzazione dei suoni, l’intenzione di far cogliere all’ascoltatore in modo chiaro la differenza tra gli strumenti canonici e quelli usati dalla band, avviato da Capone con “Tu Come Lo Fai” si arricchisce di un nuovo brano.

    In un momento storicamente così complesso questo estremismo sonoro è un contributo creativo e positivo per la ricerca di nuove strade musicali e, perchè no, anche sociali. Capone & Bungt Bangt sono un’avanguardia che resiste e che propone musica alternativa apprezzata

    trasversalmente nel senso culturale e generazionale. Ritmo, melodia, creatività sostenibile questi gli ingredienti della junk music o musica ecologica, uno ramo dell’urban music ormai riconosciuto a livello internazionale del quale Capone& Bungt Bangt sono gli indiscussi pionieri.

    Capone – voce, scopa elettrica, paletta della spazzatura, scatolophon, tubolophon, percussaglie

    Vincenzo “il rosso” Falco e Diego “Zelo” Leone – percussaglie, Alessandro “Mr. Paradais” Paradiso – basso da ponte, percussaglie, Salvatore “Maestro” Zannella – buatteria, percussaglie

    Nato a Napoli, inizia la sua attività artistica nell’ ambito del jazz grazie ad alcune preziose collaborazioni con musicisti afroamericani. Nell’82 incontra la cultura rock ed entra a far parte, come percussionista, dei 666 formazione con la quale condividerà otto anni di vita e di tour insieme ad Avion Travel , Denovo, Level 42, Fela Kuti, Aswad, Sergio Caputo. Anche le apparizioni T.V. non mancano: Doc (di R. Arbore), Notte rock (RAI 1), Maurizio Costanzo show, Và pensiero (RAI 3), San Remo Rock. Nell’84 si gira Blues metropolitano di S. Piscicelli ed i 666 compongono due brani per la colonna sonora, Capone è uno degli attori protagonisti del film che nel cast ha tra gli altri: Pino Daniele, Tony Esposito,Tullio De Piscopo, Ida Di Benedetto, Marina Suma. Di qui l’incontro con Pino Daniele come produttore dei 666 ed estimatore di Capone al quale verrà proposto il ruolo di percussionista nella band. La collaborazione con Pino Daniele dura tre anni e termina nell’87. Sempre interessato al jazz partecipa al disco di Antonio Onorato (Gaga), ha una nuova esperienza cinematografica questa volta con Nanni Loy in Scugnizzi dove viene anche scelto come voce di alcune canzoni della colonna sonora scritta da Claudio Mattone. Ed è proprio questa esperienza come interprete vocale a dare il definitivo start all’attività di Capone come cantante e nel’90 Capone inizia il suo viaggio da solista senza tralasciare importanti collaborazioni con: Phil Manzanera, Ray Lema, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Roberto Murolo, Alan Sorrenti. Ma perseguendo un progetto stilistico personale al quale più avanti darà il nome di: Sciarap. L’ingrediente principale è il ritmo con un’attenta ricerca all’interno delle culture africana, caraibica , afroamericana , miscelate a tammurriate, rumbe. Così nel’93 esce il primo album di Capone dal titolo omonimo (Capone BMG). Supporter dei Third World, Almamegretta, 99 Posse, Franky Hig Energy. ‘O Sang è Sang è brano di punta di Planet Rock e Stereo RAI. Viene invitato a Per voi giovani (Stereo RAI) ed è ospite dei 99 Posse in Curre curre guaiò. Nel 95 arriva il secondo disco La Foresta (Sciarap/Flying). Stereo Due Time dedica due monografie a Capone invitandolo a fare un concerto in diretta RAI. A maggio ’97 esce su SCIARAP 002 il terzo album di Capone. A novembre ’97 la partecipazione ad “HELP” di Red Ronnie. Finisce il millennio e Capone lo saluta con un nuovo disco magico ed emozionante: “Murmurii“. Altrettanto emozionante è l’accoglienza che riceve a “TARATATA” (RAI uno), da Red Ronnie ad “HELP!” (TMC2), ed a “COM’E’“(TELE+). Caterpillar il programma di Radio RAI 2 diffonde uno dei brani di punta , Core, quotidianamente. Nel ’99 prende vita il progetto “Capone & BungtBangt”, un concerto con un fortissimo impatto scenico incentrato su strumenti nati da materiali riciclati o con oggetti d’uso comune. Il debutto avviene nel 2000 con Junk!

    Nel maggio 2003 nasce una strepitosa versione di Caravan petrol di Carosone. I brani “Bungt & Bangte “Uaiò” vengono utilizzati come sigla del programmi radiofonici su Radio Rai1 e Radio Rai2. Intanto Capone & BungtBangt macinano concerti e tournée, vincono premi (Premio Troisi, Premio Focus) e condividono il palco con artisti prestigiosi. Partecipano a moltissimi festival e trasmissioni televisive (Costanzo Show, Buona Domenica, Alle Falde del Kilimangiaro, Screensaver, Non facciamoci prendere dal panico, Quelli che il calcio, Libero). Suonano dal vivo in programmi radiofonici trasmessi da Radio Rai 1, 2 e 3, RTL, Radio Popolare. Nel 2005 sono in tour in Giappone, guest Irene Grandi. Nel 2006 esce l’album “Lisca di pesce” (Camion Records/ChiaraSunMusic/ Sony) seguito a breve distanza dal singolo ‘“SU DI NOI…C’ERA UNA VOLTA” (diventato in un lampo tormentone rap in Svizzera, Canada e Usa) divertente versione del celebre brano di Pupo “Su di noi”. Rientrati dal tour promozionale che li ha portati fino in Giappone, conclusoci a Napoli ospiti dei Negramaro al Palapartenope, il 2006 vede i CaponeBungtBangt “aggirarsi” sempre più spesso, oltre che sui palcoscenici, in vari studi radiotelevisivi: guest più volte di “VivaRadio2” programma cult condotto da Fiorello e Marco Baldini, di Radio DEEJAY “Chiamate triuno triuno” condotta dal Trio Medusa e di Radio Rai1, si trasformano poi da attori/musicisti nell’episodio italiano ‘Ciro’ di Stefano Veneruso nel film “All The Invisible Children” di cui Capone scrive le musiche (film presentato da Maria Grazia Cucinotta, alla Mostra del Cinema di Venezia 2006); al Festival Pigro di Urbino rendono omaggio a un grande della musica italiana, Ivan Graziani, con una particolare versione di “Hora et labora” e “Pigro”; vengono invitati a fare i masti di festa (o meglio ‘veterani’) al Giffoni Music Concept dove ospitano Meg. Ospiti anche di Gianni Morandi nel programma “Non facciamoci prendere dal panico” in diretta su Rai1, poi del MEI e in collegamento con “Quelli che il calcio”, infine di Alessandro Siani a “Libero” in onda su RAI 2. Nel 2007 salgono sul palco di Sanremo ospiti del cantautore romano Daniele Silvestri, in gara con il brano ‘La paranza, la cui ‘versione BungtBangt’ risulta la più scaricata del festival su Youtube.

    Il 16 maggio 2008 il nuovo album “DURA LEX”. Con il brano ‘Bello’ i CaponeBungtBangt conquistano il primo posto delle classifiche Indie Music Like mantenendo la posizione per ben due mesi nell’estate 2008. Il 2009 si apre con un evento di grande potenza mediatica e di messaggio. Capone diventa una star del web grazie a www.comesuonailcaos.it un sito interamente dedicato all’arte di costruire strumenti riciclati. Anche Tg1, Tg3, Uno Mattina ed altre testate regionali hanno voluto partecipare e documentare l’evento che ha unito arte, ambiente e sensibilità sociale. Il sito, pensato nel nuovissimo linguaggio web2.0 quindi con grande capacità di interazione, con più di due milioni di visite diventa un caso attirando l’attenzione di molte testate nazionali come Repubblica, Corriere della Sera ecc. e Tv (Rai1, 2 e 3, Mediaset e LA7) che gli dedicano larghi spazi. Capone infatti viene invitato a partecipare come ospite fisso nella trasmissione di Mario Tozzi e Trio Medusa “La Gaia Scienza” su LA7. Comesuonailcaos.it vince diversi premi come miglior sito socio/educativo (TP Comunicare la Sostenibilità, PWI Italian Web Award, Interactive Key Award). Nel 2010 esce Bio Logic il disco con il quale Capone & BungtBangt festeggiano i 10 anni della loro carriera. Si tratta di una raccolta di 21 canzoni con versioni inedite ed un brano inedito, Project ReEvolution per sostenere Manitese e finanziare attività creative ed educative nei quartieri a rischio di Napoli e Città del Guatemala Per il lancio di Bio Logic viene realizzato il video di Un’Altra Canzone d’Amore con la collaborazione del museo d’arte moderna di Napoli. Nel 2011 CAPONE & BUNGTBANGT sono i “firmatari” del loro nuovo “manifesto ecologico”. “Il ballo del PorPonPof”, nuovo singolo e video candidati per il primo “tormentone ecologico” italiano; il “gemellaggio doc” con “Legambiente” e l’imminente partenza della tournèe “Eco Music live”: sono queste le tre idee-chiave su cui si fonda il “manifesto 2011” di un artista (e la sua band) che unisce all’amore per la musica quello per la natura. Contemporaneamente Capone cura la divulgazione della sua ricerca attraverso seminari e laboratori, tra cui un laboratorio-orchestra permanente, istituito nel 2001 dal comune di Sant’Antimo, periferia est di Napoli, con bambini della scuola elementare. Anche a Cuba crea un laboratorio nella Escuela de arte, e fonda il gruppo musicale BungtBangt con musicisti cubani. Seminari e workshop sono eventi ricorrenti e la divulgazione passa in maniera trasversale attraverso Conservatori, Università, Istituti Scolastici. Con più di 500 concerti all’attivo, CaponeBungtBangt sono amati un po’ da tutti. Dal pubblico e dai big che spesso hanno voluto “giocare” in scena: Jamiroquai, Planet Funk, Vinicio Capossela, e hanno collaborato con Edoardo Bennato nel brano “C’era una volta” in cui Capone ‘duetta’ con il cantautore partenopeo nella tracklist de “La fantastica storia del pifferaio magico”.

    www.caponebungtbangt.com

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  • COPPA EUROPA DI SCI ALPINO, LA THUILE CAPITALE DI DUE SUPER-G

    Coppa Europa a La Thuile i prossimi 8 e 9 febbraio

    Classifica generale in continuo aggiornamento: al comando c’è il francese Muffat

    Ultime rifiniture sulla pista 3-Franco Berthod

    La Thuile proiettata nell’olimpo delle “grandi” dello sci mondiale

    Countdown agli sgoccioli per il rendez-vous di Coppa Europa di sci alpino previsto i prossimi 8 e 9 febbraio a La Thuile (Aosta), che torna ad essere protagonista del palcoscenico continentale con due supergiganti.

    Lo scorso weekend con la Coppa Europa sul Monte Pora si è delineata una nuova classifica generale, che vede ora in testa il francese Victor Jeandet Muffat, nuovo leader grazie alla vittoria in slalom gigante ottenuta sulle nevi bergamasche (e impegnato con la Nazionale maggiore ai Mondiali di Schladming al via proprio domani). Alle sue spalle, a soli 18 punti, Aleksander Aamodt Kilde (NOR) darà quindi fuoco alle polveri e si lancerà a missile sulla pista 3-Franco Berthod, visto che avrà ben due occasioni di guadagnare punti importanti nella specialità a lui più congeniale, il super-g appunto, di cui è anche leader nella classifica di Coppa dedicata. Ma attenzione anche agli azzurri, perché l’aria di casa potrebbe regalare quella spinta in più per far risalire di posizioni Silvano Varettoni e Paolo Pangrazzi, al momento rispettivamente quarto e quinto nella graduatoria super-g. La classifica però potrà subire ulteriori variazioni prima che si approdi nella località ai piedi del Rutor, perché domani e dopo domani i riflettori saranno puntati a Les Menuires in Francia per due slalom giganti.

    La pista 3-Franco Berthod sarà quindi palcoscenico di una lotta serrata alla ricerca di punti FIS: dopo La Thuile, ci sarà ancora solo una tappa di super-g a Sella Nevea, esattamente ad un mese di distanza dalla due giorni valdostana (8 e 9 marzo), dopodiché il supergigante sarà nuovamente in scena alle finali di Coppa sulle piste olimpiche di Sochi dal 13 al 17 marzo, dove si concluderà così la maratona (sono 42 le gare maschili nel programma di Coppa) continentale della stagione 2012/2013.

    Nel frattempo a La Thuile pare essere già quasi tutto pronto. Lo Sci Club La Thuile Rutor sta già operando a livello logistico-organizzativo (oltre cento gli iscritti) e a livello tecnico con la preparazione della pista 3-Franco Berthod che proprio da oggi sarà chiusa (assieme alla pista n. 2 Diretta) per permetterne la preparazione finale.

    Di fatto però l’approntamento del tracciato di gara è iniziato già qualche mese fa, soprattutto per garantire la sicurezza, a sottolineare quanto ormai l’esperienza del Club sia affinata e avvezza ai grandi eventi. La pista dedicata al campione thuilein sarà letteralmente tirata a lucido in tutti i suoi 3 km di lunghezza mozzafiato (il tempo di percorrenza è di circa 1’50” da fare in apnea) e non deluderà le aspettative dei temerari “supergiganti” che si ritroveranno catapultati tra curve, salti e voli sospesi nei 900 metri di dislivello del tracciato (si parte da Mont Terres Noires a 2.357m): riflessi rapidi e lamine affilate come artigli si dovranno districare tra “esse”, muri e pendenze (73% al Grand Muret) a una velocità che tocca quasi anche i 130 km/h, il tutto fino ai 1509m del traguardo, che dal Salto di Golette, e il suo volo di 40m, pare quasi un miraggio. Anche gli spettatori non resteranno delusi: le postazioni lungo il percorso permetteranno di vivere l’adrenalina dei “super-g-et” mentre il parterre all’arrivo garantirà la visione dello spettacolo dell’ultimo salto in 3D.

    La Thuile ha tutti i numeri per riconfermare il successo ottenuto lo scorso anno, un successo che è stato ripagato con la riassegnazione di una tappa di Coppa Europa ancora quest’anno, ma che non esclude che La Thuile e la Valle d’Aosta siano inserite a pieno diritto tra le località sciistiche regine di Coppa del Mondo in un immediato futuro: non è un segreto che la Valle d’Aosta ha candidato La Thuile per il 2015 in Coppa del Mondo. Ora l’attenzione è concentrata sull’appuntamento di questa settimana, la macchina organizzativa è ben oliata, i tanti ingranaggi (l’Amministrazione Regionale Valdostana, il Comune di La Thuile, le Funivie Piccolo San Bernardo, lo Sci Club La Thuile Rutor e anche la popolazione di La Thuile) sono armonicamente funzionanti.

    Non resta che aspettare venerdì 8 febbraio, quando alle 10.30 il cancelletto di partenza si aprirà per la prima giornata di supergigante in Valle d’Aosta.

    Info: www.lathuile.it

  • Un Lungo Ponte Sospeso – Metamorfosi celebra l’Amore per “sempre”

    Un libro che mescola passione e amore. Un libro da leggere insieme ripercorrendo il viaggio di Alessandro. Un Lungo ponte sospeso – Metamorfosi, l’ultimo libro di Silvano Anania, un libro per fantasticare insieme sull’amore eterno, un’avventura che tutti sognano.

    “- Sarei morta!

    -Anch’io se non fossi arrivato in tempo. Ora la tua vita mi appartiene, per sempre.

    -…

    – Non dici niente? – fece Alessandro con un sorriso di intesa, indietreggiando la testa per guardarla negli occhi.

    -Non esiste “per sempre”, -rispose Rebecca seria, stringendosi forte a lui.

    -L’importante è che sia “sempre” per me, – disse lui …”

    “Un lungo ponte sospeso – Metamorfosi”, un viatico surreale e ironico per imparare, in occasione della festa di San Valentino, ad amare “per sempre”, con le suggestioni di un viaggio incredibile che Alessandro intraprenderà dall’intrigo dei cento canali di Venezia fino ai misteriosi megaliti del Machu Picchu e della fortezza di Saqswaman, per rincorrere la bella Rebecca, la vera protagonista del romanzo, attraverso i sempre ribollenti vulcani andini con le sue fumose e inquiete presenze, forse di demoni bonari.

    “Un lungo ponte sospeso” di Silvano Anania si può acquistare anche via internet presso la Casa Editrice UNIVERSITALIA (www.universitaliasrl.it).

  • PICO : “GIANGI IN TUTA DI NYLON” è il nuovo singolo estratto da “La Danza Della Realtà”

    Interpretato anche da Mangoni (Elio e Le Storie Tese), che nel video interpreta il protagonista: un supereroe moderno che si definisce tale in virtù del suo alcolismo!

    Guarda il video! http://www.youtube.com/watch?v=VrAW4KJjoQE

    Coscienza cosmopolita nata e cresciuta tra le nebbie tossiche di Milano, con il fermo desiderio di creare ossigeno.

    Adoratore d’ogni forma d’arte e di bellezza sin dalle elementari, quando la nobile volontà di divenire guardia forestale fu cauterizzata dai miei primi passi nel catartico mondo della recitazione – che seguitò a cullarmi nel suo morbido velo per una decade e mezza. Parallelamente la mia anima di fanciullino comprendeva le scosse dell’impulso all’espressione, riservando un’importanza primaria alle facoltà immaginative che sublimava nella precoce creazione di valide opere in prosa (ricordiamo “Se fossi un pesce…” e “I genitori dovrebbero”) e a fumetti (“Hunter: gli attacchi dei Samors” è senza dubbio il più celebre). Il senso di potenza fu compensato dalla scintilla della consapevolezza dell’ignoranza socratica, che mi condusse volenteroso alla lettura e all’ammirazione dell’opera dei grandi. La musica dal canto suo, assumendo molteplici forme che andavano cangiando di ciclo in ciclo, m’accompagnava benevola nella scoperta del sublime: in principio furono i Beatles, grazie ai quali cominciai molto piccolo ad approfondire la lingua inglese; dischi su dischi si sovrapposero progressivamente alle musicassette dello Zecchino d’Oro (che mai rinnegherò!): il primo cd che acquistai coi miei soldini, alla tenera età di undici anni, fu un best dei Black Sabbath. Conobbi dunque, in concomitanza col progredire della rabbia adolescenziale, tutta la potenza dell’hard rock e l’energia del punk, gettando le solide radici d’una situazione che vede oggi il mio bagaglio musicale pregno nella sua maggior parte di composizioni che precedono la mia nascita. Alice Cooper! Jimi Hendrix, Who, Led Zeppelin, Doors, Sex Pistols, Ramones, Clash, Stranglers, Tom Waits, David Bowie, AC/DC, Iron Maiden, Kiss, Queen, Metallica, Steve Vai… Solo alcuni fra i tanti nomi che si sono imposti in me al punto da creare molteplici microdogmi dell’orecchio. Ciononostante la mia curiosità congenità mi riservò la facoltà di esplorare quasi tutti gli universi paralleli, dal jazz al reggae, dal blues alla classica, finchè inciampai nel gradino marmoreo del tempio pagano dell’hip-hop. N.W.A., Wu Tang Clan, Tupac e Notorious B.I.G., anche Eminem, dai… In alcuni trovavo una forza espressiva unica e spontanea, un’acutezza distruttiva paragonabile in un certo senso alle bottiglie che si prendeva in faccia Johnny Rotten ai concerti. In altri, ora in quasi tutti, prevaleva invece l’infantile buffonaggine autocelebrativa, con tanto di spot alla società dei consumi e delle apparenze, belle fighe, belle auto, belle catenazze. Li ho attraversati, fuoriuscendone illeso ed arricchito. Contro ogni mia previsione, la somiglianza alle competizioni aediche dei moderni contest di rime improvvisate m’affascino a tal punto che ne appresi le tecniche e la pignoleria metrica, sorvolando sulla zarraggine che pare intrinseca all’hip-hop; benchè anche la scena italiana m’abbia elargito delle soddisfazioni… Tre più uno, come in ogni numerologia religiosa; le mie fasi del gusto: Raige e Zonta in Tora-Ki, Kaos, Ghemon Scienz e, diverso e superiore, Caparezza (quest’ultimo, con Frank Zappa ed Elio e le Storie Tese, insegna qualcos’altro di fondamentale: il valore purificatorio di ironia e goliardia).

    Finchè la rabbia adolescenziale si esaurì con l’adolescenza, e proprio quando iniziai ad avvertire maggiormente la necessità di dedicarmi al mio Dio interiore, alla mia crescita spirituale, tolsi le bende dagli occhi rendendomi conto che i meravigliosi slogan di Bob Marley contenevano ben più di quello che avevo inteso precedentemente, che il reggae è un canto spirituale, veicolo d’una religione senza chiesa: dopo essermi dedicato per qualche anno al suo studio feci mia la morale Rastafarai, rendendola il perno del mio personalissimo sincretismo, profondamente influenzato dalla saggezza di tutte le culture mistiche.

    Oggi considero l’arte un sublime strumento di catarsi, alambicco dell’opera alchemica collettiva.

    A mia volta sarò strumento dell’arte, sempre più specchio e sempre meno filtro.

    www.pico.fm

    L’AltopArlAnte – PromoRadio & Ufficio Stampa www.laltoparlante.it[email protected]

  • MARCIA GRAN PARADISO SEMPRE PIÙ VICINA, ENTRO OGGI ISCRIZIONI AGEVOLATE

    Domenica 10 febbraio scatta la 33.a Marcia Gran Paradiso di Cogne (AO)

    Oggi ultimo giorno per iscriversi e risparmiare. Iscrizioni aperte anche venerdì e sabato

    Di Centa, Hjelmeset e Zorzi nel gruppo dei big

    Mini Marcia del sabato con le nuove generazioni di fondisti

    Sci di fondo protagonista assoluto in Valle d’Aosta domenica 10 febbraio, quando tra Cogne e il Parco Nazionale del Gran Paradiso tornerà in pista la storica Marcia Gran Paradiso. Dal quartier generale della Sport in Paradiso ASD arrivano le proiezioni sui numeri di questa 33.a edizione che dovrebbe superare le cifre dello scorso anno, quando in partenza sulle nevi di Cogne si presentarono oltre 700 appassionati sia italiani che stranieri. Le conferme di big come Giorgio Di Centa, Cristian Zorzi e del norvegese più volte campione del mondo Odd-Bjørn Hjelmeset, hanno senz’altro creato attesa intorno alla gara di 45 km in tecnica da sempre classica, che fino ad oggi consente l’iscrizione a tariffa agevolata di 50 Euro. Sarà poi possibile registrarsi anche venerdì 8 e sabato 9 febbraio (fino alle 19), ma la quota da versare sarà di 60 Euro.

    L’interesse e la curiosità nei confronti della “Marcia” valdostana sono dimostrati anche dai tanti clic e commenti sulla pagina ufficiale Facebook dell’evento, dove si sta ancora cercando di scoprire in cosa consisterà il prezioso pacco gara personalizzato, che sarà consegnato a tutti i partecipanti di tutte le competizioni.

    Oltre alla 45 km che corre tra Cogne, Cretaz, Epinel, Valnontey, Valleille e Lillaz, con il Gran Paradiso a fare da giudice affascinante ed austero, il team organizzatore propone quest’anno anche la variante Light di 25 km, perfetta per coloro che intendono vivere l’evento in maniera meno impegnativa, ma comunque in assetto…da gara. L’evento non competitivo Marcia Gran Paradiso Day, invece, è aperto a tutti (quota di 40 Euro fino al giorno prima della gara) e consente davvero a chiunque di vivere la magia e il fascino che il Gran Paradiso offre d’inverno.

    Le condizioni del tracciato di gara sono perfette e, secondo le ultime previsioni meteo, non sono da escludersi nevicate proprio nel fine settimana, che darebbero l’ultimo tocco di bianco, perché anche l’occhio – parafrasando il noto proverbio – abbia la sua parte ancor più spettacolare.

    In oltre 30 anni di storia la “Marcia” di Cogne ha visto tantissimi campioni e campionesse avvicendarsi sui diversi podi. Maria Canins, Gabriella Paruzzi, Cristina Paluselli, Silvano Barco, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Giorgio Di Centa, i due norvegesi Hjelmeset e Aukland, sono solo alcuni “big” che in passato hanno infiammato la Marcia Gran Paradiso, con Guidina Dal Sasso regina assoluta dell’albo d’oro – 5 vittorie tra il 1983 e il 2003 – e Giovanni Gullo e Melissa Gorra ultimi mattatori.

    La Marcia Gran Paradiso quest’anno conferma l’appuntamento della vigilia (ore 10.00) con la “Mini Marcia Gran Paradiso” per i fondisti in erba. La tecnica classica sarà d’obbligo, con diversi percorsi a seconda della categoria di appartenenza: Baby Sprint (1 km), Baby (1,5 km), Cuccioli (2,5 km), Ragazzi (3,75 km), Allievi femminile (5 km) e Allievi maschile (7,5 km).

    Sul sito www.marciagranparadiso.it sono disponibili tutte le informazioni riguardanti le iscrizioni alla 33.a edizione della Marcia Gran Paradiso, i percorsi, il regolamento e alcune convenzioni per pernottare negli hotel della zona.

    Come da regolamento, un premio speciale verrà assegnato al primo atleta “cognein” (residente a Cogne), sia maschile che femminile nella gara di 45 km. Un ulteriore premio speciale intitolato “Nordesten Cup” sarà dedicato al primo atleta straniero (maschile o femminile) nella 45 km. È inoltre prevista una classifica combinata con la “Gran Paradiso Bike”, in programma a fine maggio e sempre orchestrata da Sport in Paradiso ASD.

    Info: www.marciagranparadiso.it

  • SUPERGIGANTE DI COPPA EUROPA, ECCO I PROTAGONISTI A LA THUILE

    8 e 9 febbraio: la Coppa Europa a La Thuile

    Oltre 100 gli iscritti alla tappa valdostana

    Grande attesa per il leader della classifica super-g Kilde

    Esercito azzurro presente sulla pista 3-Franco Berthod

    Aria frizzante a La Thuile (Aosta), non solo per le temperature e i fiocchi di neve, ma perché ormai si è nel rush finale verso i “super-giorni” dei due supergiganti di Coppa Europa di venerdì e sabato.

    Tutto è sotto controllo e lo staff dello Sci Club La Thuile Rutor è pronto ad accogliere la neve prevista nei prossimi giorni.

    Nel frattempo, in attesa che lo show abbia inizio, e mentre oltre confine, a Les Menuires (Francia) si è concluso oggi il primo dei due slalom giganti previsti (il secondo sarà domani), hanno già preso forma le starting list della due giorni ai piedi del Rutor, liste che lasciano presagire un vero e proprio film d’azione sul palco della pista 3-Franco Berthod. I più forti del circuito saranno al cancelletto di partenza di Mont Terres Noires a 2.357m decisi a guadagnarsi preziosi punti FIS.

    Primo fra tutti il norvegese Aleksander Aamodt Kilde, attualmente leader della classifica super-g e terzo in quella generale, capeggiata dal francese Victor Jeandet Muffat, grande assente a La Thuile perché convocato in Nazionale ai Mondiali di Schladming iniziati ieri. Kilde non mancherà quindi di approfittarne. L’anno scorso la coppa di specialità fu vinta dall’austriaco Florian Scheiber, che si aggiudicò anche la coppa generale e che da quest’anno è parte dello squadrone austriaco nel circuito di Coppa del Mondo. Questo a sottolineare quanto la Coppa Europa (organizzata dalla Federazione Internazionale Sci fin dalla stagione 1971-1972) insieme alla Nor-Am Cup sia di fatto il passaggio obbligato per le giovani leve degli sci, l’opportunità per gareggiare a livello internazionale e spesso di confrontarsi con gli atleti della Coppa del Mondo a caccia di punti FIS.

    Lo slalom gigante di oggi ha dato punti importanti a Florian Eisath, il finanziere ormai veterano del circuito maggiore, vincitore di entrambe le manche e ora al quarto posto nella classifica di specialità. Anche il settimo posto di oggi di Luca De Aliprandini, il giovane talento che già si è messo in luce anche in Coppa del Mondo e che l’anno scorso nella coppa continentale si piazzò settimo in classifica generale, sottolinea che sarà per certo tra i protagonisti della kermesse valdostana.

    L’Italia intera si darà da fare comunque perché nella graduatoria super-g Silvano Varettoni e Paolo Pangrazzi, attualmente quarto e quinto, possono guadagnare posizioni e togliersi qualche soddisfazione.

    A dare man forte ai colori azzurri ci sarà un vero e proprio esercito di atleti che sarà ulteriormente caricato dal fatto di giocare in casa: Henri Battilani, Carlo Beretta, Giulio Bosca, Guglielmo Bosca, Alessandro Brean, Emanuele Buzzi, Norman Cerini, Ivan Codega, Michele Cortella, Rocco Delsante, Michael Eisath, Pietro Franceschetti, Federico Gariboldi, Aaron Hofer, Alex Hofer, Luis Kupperlwieser, Pierre Lucianaz, Alex Martiner, Nicolò Menegalli, Maximilian Messner, Federico Paini, Giovanni Pasini, Matteo Pellissier, Andrea Ravelli, Luca Riorda.

    A dare filo da torcere invece non mancherà di certo Vincent Kriechmayr (AUT), attualmente secondo nella classifica di specialità, così come non mancherà lo svizzero Ralph Weber, quinto in classifica generale e primo in quella di discesa.

    Presenti anche Johannes Strolz (AUT), figlio di quel Hubert, atleta di punta del plotone austriaco e oro olimpico in combinata a Calgary 1988, e Silvan Zurbriggen, cugino del campionissimo Pirmin, una delle leggende dello sci elvetico e mondiale.

    Con la gara di domani ci saranno sicuramente ulteriori novità in classifica, dopodiché i riflettori saranno puntati sulla Valle d’Aosta. E lì a giocarsela saranno in tanti.

    Info: www.lathuile.it

  • Catapano, Il momento storico che viviamo

    In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di contenuti programmatici da parte di vari contendenti, si prospettano all’attenzione dei cittadini ricette di ogni sorta per il “buon governo” economico post elezioni, mentre poche appaiono le ricette a difesa dei diritti. Infatti, se non con qualche rara ma pur autorevole eccezione, ciò che viene proposto come risolutivo e addirittura ottimo, è quasi sempre un complesso di misure economiche dirette a risolvere quei gravissimi problemi che le più o meno analogie o similari ricette hanno malauguratamente creato. Le agende politiche, neppure vagamente, sembrano occuparsi invece di due fenomeni di ben diversa portata, ma che tuttavia concernono entrambi il diritto e le sue conseguenze sul benessere sociale. Il primo è rappresentato dalla recente “sentenza pilota” dell’8 gennaio della Corte europea dei diritti dell’uomo (Torreggiani e altri c. Italia), in cui l’Italia viene condannata all’unanimità dalla Corte per ripetuta violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (che proibisce la tortura e il trattamento inumano e degradante ), a causa del sovraffollamento delle carceri cha ha portato ad un trattamento inumano e degradante, nel caso specifico nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza. La difesa dello Stato italiano è risultata generica e del tutto imprecisa, sicché la Corte ha condannato il governo italiano ad affrontare e risolvere entro un anno, con una serie di effettivi provvedimenti interni, il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia. La Corte ha notato poi, sempre in relazione all’articolo 3 della Convenzione, altri aspetti della condizione di detenzione che dovevano essere presi in considerazione. Tra questi la mancanza di areazione e di luminosità, la scadente qualità di riscaldamento e il mancato rispetto di esigenze igieniche sanitarie di base, oltre ad una totale mancanza di intimità nelle celle.

  • Per paura di perdere il lavoro e non poter pagare le rate un italiano su quattro assicura il proprio prestito

    Di fronte ad una crisi economica sempre più forte, le paure degli italiani aumentano: così, chi ha bisogno di chiedere un prestito decide di proteggersi, anche a costo di spendere di più. Il broker online Prestiti.it (www.prestiti.it) ha preso in esame 30.000 preventivi di finanziamento compilati nel corso del 2012, evidenziando che, nel 26% dei casi, le richieste includevano anche un’assicurazione sul prestito.

    «La copertura assicurativa del credito – ha dichiarato Lorenzo Bacca, Responsabile business unit Prestiti.itè una forma di tutela che le banche offrono al titolare del finanziamento nel caso in cui non fosse in grado di sostenere il pagamento delle rate e che, al contempo, offre maggiori garanzie agli istituti finanziatori. In caso di insolvenza, ad esempio per perdita del lavoro, malattia, infortunio o decesso, è l’assicurazione che interviene, evitando che si interrompa il pagamento delle rate. Ovviamente, tutto secondo le clausole del contratto stipulato.»

    La cifra media di un prestito “assicurato” è di circa 10.000 euro, da rimborsare in cinque anni. Non tutti i finanziamenti, però, meritano la stessa attenzione: quelli per cui si è più prudenti sono quelli che implicano un impegno maggiore in termini di durata, tant’è che sotto i 36 mesi la richiesta di copertura è inferiore al 23%. Questo accade perché la paura maggiore è quella di un improvviso peggioramento della propria situazione finanziaria nel corso degli anni di durata del finanziamento.

    Per quanto riguarda le finalità, a vedere un maggior ricorso ad una polizza di copertura del credito sono quelle che implicano un investimento emotivo, oltre che finanziario: su tutte spiccano i prestiti per arredamento (31,7%), quelli per matrimoni e cerimonie (29,9%) e quelli per la ristrutturazione della casa (28,6%).

    Ma cosa implica la sottoscrizione di una copertura assicurativa? Parliamo, evidentemente, di un onere aggiuntivo per i clienti, che modifica la somma totale del finanziamento richiesto e l’ammontare della singola rata. L’incremento mensile varia da banca a banca e tiene in considerazione durata, somma richiesta ed età anagrafica del cliente. Per un prestito di 10.000 euro da restituire il 60 mesi e finalizzato alla ristrutturazione di un immobile, ad esempio, l’incremento medio mensile è di appena 4 euro.

    «La CPI, ovvero Credit Protection Insurance – continua Baccaè obbligatoria per legge solo nel caso in cui si faccia ricorso alla cessione del quinto; negli altri casi, la scelta di tutelarsi è lasciata al cliente. Va detto, tuttavia, che spesso l’incremento che questa implica sulla rata mensile può rappresentare un paracadute in caso di incidente che vale la pena prendere in considerazione.»

  • Catapano Giuseppe : il diritto alla vita.

    La condanna da parte della Corte di Strasburgo all’Italia per violazione dei diritti umani è particolarmente umiliante e si accompagna alle già ripetute condanne sull’inefficienza e il ritardo nell’applicazione della giustizia nel nostro Paese. Il secondo fenomeno, meno grave ma altrettanto emblematico, è la totale mancanza di attenzione al piano per l’ammodernamento del diritto delle società società e del governo societario in Europa, adottato il 12 settembre 2012 dalla Commissione Europea. Di questo non se ne è occupato nessuno, e c’è quindi da aspettarsi che, in mancanza di doverose sollecitazioni, il prossimo governo del Paese continuerà ad abbandonare il nostro diritto societario all’autoregolamentazione, alla normazione secondaria da parte delle agenzie di vigilanza e infine a interventi, sovente sconcertanti, della magistratura inquirente. I due recenti fenomeni sopra descritti fanno solo parte di una lunga serie di sintomi del malanno di cui soffre il nostro Paese, che è decisamente peggiorato nel tempo: la mancanza di certezza del diritto. Non è dunque solo in discussione la sovrabbondanza delle norme che riguardano i cittadini e le imprese, quanto piuttosto l’assoluto disordine nella loro applicazione. Non v’è infatti ormai una questione importante della vita economica e sociale, che non abbia un risvolto giudiziario, tanto da far giocare ai magistrati un ruolo talvolta inappropriato, ma sempre centrale anche nell’economia del Paese. A loro si sono poi aggiunte le autorità indipendenti, in singolare mimetismo con la magistratura, sia nelle strutture, sia nei modi di funzionamento. Ne deriva una conclusione di estrema gravità e che dovrebbe essere al centro delle considerazioni politiche di tutti i cittadini. Essa consiste nel fatto che, soprattutto in economia, la maggior parte delle funzioni politiche sono sottratte alle competenze del governo e la frammentazione e decomposizione dello Stato fa sorgere, in tutte le diverse forme di organizzazione in cui esso non necessariamente si articola, un’alternativa volontà di potere, che viene così esercitata nell’incertezza totale della legittimazione di chi di tali poteri si appropria. La grave conseguenza è che la stessa certezza del diritto soggiace alla regola del più forte in un sistema che è sempre meno gerarchico e sempre più di relazione, con corrivi e inquietanti riflessi con il mondo dell’informazione. Mi si potrebbe a questo punto obiettare che la principale ragione di ciò consiste nel fatto che l’economia globalizzata, retta invece che da norme inderogabile e che danno certezza del diritto, da quella sorta di nuova “lex mercatoria” che è altro non è se non il diritto dei contratti imposti dal feudalismo dei poteri finanziari internazionali, che tendono a privatizzare lo stesso potere degli Stati. Sarebbe facile rispondere che basta leggere le auree pagine della “Filosofia del diritto” di Hegel, quando sottlinea che il diritto privato è il momento negativo dello Stato del diritto, e che la sua supremazia non dà di per sé alcuna certezza, né ai cittadini, né alle imprese. E varrebbe forse anche allora avere un ulteriore certezza, della validità della diagnosi helegiana nelle lucide e quasi insospettabili pagine del Leviatano di Thomas Hobbes, quando descrive le “società parziali” come sistemi diretti alla conquista del potere, che “tolgono la spada dalle mani del governo” e non danno nessuna sicurezza al popolo. I conflitti nascono con eguale devastazione della democrazia fra poteri riconosciuti dello Stato, non solo e non tanto tra i tre maggiori, che tendono a invadere reciprocamente il campo altrui, ma in misura ancor peggiore fra organi indipendenti, deputati a vigilare e non a perseguire volontà di potere, a tutto danno di un sistema civile ed economico, travolto e impossibilitato a crescere dall’incertezza del diritto e dal conflittuale dominio di tutte le “società parziali”.