Autore: Redazione area-press.eu

  • Assoelettrica: “Non possiamo pagare da soli il conto della crisi”

    Tra crisi del settore elettrico, overcapacity e le recenti polemiche sul fotovoltaico, Assoelettrica chiede “equità” verso gli impianti termoelettrici. L’intervista di Chicco Testa alla Staffetta Quotidiana

    Chicco Testa La polemica tra fotovoltaici ed elettrici “tradizionali” si è già surriscaldata, ma ancora non è del tutto chiaro di cosa si parli, quali siano le opzioni in campo. Opzioni che riguardano un problema comune: come gestire questa situazione di overcapacity. Cosa chiede Assoelettrica?

    Intanto vorrei chiarire una questione personale. Oltre alla presidenza di Telit (una società che produce tecnologie per le telecomunicazioni, ndr) ho un’azienda che si chiama Eva. Sette-otto anni fa ho investito insieme a Franco Bernabè in una società di giovani ingegneri bresciani il cui obiettivo era la realizzazione di piccoli impianti idroelettrici. Sviluppare un impianto idro comporta una fatica considerevole perché ogni impianto ha una sua caratteristica, localizzazione, territorio, portata, geologia, idrogeologia ecc. Abbiamo fatto 4-5 impianti e poi ci siamo accorti degli incentivi al fotovoltaico e abbiamo investito. È una cosa molto più semplice, gli impianti sono tutti uguali. Il primo lo abbiamo fatto con l’aiuto di un Epc, poi ci siamo resi conto che l’ingegneria è semplicissima e ce li siamo fatti in casa.

    I pannelli li avete comprati in Cina?

    Ovviamente. E abbiamo realizzato 13 MW. Quando guardo i conti… facciamo 7 milioni di fatturato di cui 5 di Ebitda.

    Tornando al punto: cosa chiedete per uscire da questa situazione?

    Quando sono arrivato in Assoelettrica mi sono reso conto dello sconquasso che il sistema aveva subito. Una buona parte della situazione è compromessa. Il danno più grosso, ancor prima della questione dei costi, è quello prodotto sul sistema elettrico nazionale. La riforma Bersani era ottima (la liberalizzazione del mercato elettrico con il dlgs 79/99, ndr), ha spinto le aziende a fare investimenti importantissimi che hanno rinnovato completamente il parco termoelettrico italiano. Quando eravamo pronti a fare la nostra parte – tra l’altro con il prezzo del gas che scendeva – è arrivata questa botta che ha cambiato le carte in tavola e ha fatto sì che il mercato libero praticamente non esista più. Il 50% circa dei volumi e il 60% del fatturato del settore deriva da vari regimi amministrati. Insomma, il mercato contendibile si è ridotto a un 50% circa in termini di volumi e in termini di fatturato al 40% circa. Da questa situazione non risaliremo più, o comunque ci resteremo a lungo.

    Sul Corriere della sera e su Repubblica sono usciti qualche giorno fa due articoli (un editoriale di Alesina e Giavazzi e un commento di Iezzi) che chiedevano, rispettivamente, il taglio retroattivo degli incentivi alle rinnovabili e la revisione degli oneri di sistema. È d’accordo?

    Non voglio trasformare questa storia in una battaglia. Intanto bisogna mettersi d’accordo su cosa vogliamo. Per me è chiaro che l’Italia ha due obiettivi di politica energetica. Il primo è avere l’energia. Su questo punto siamo tutti d’accordo ma dieci anni fa questo non era un problema banale. Il secondo è avere energia a basso costo. E su questo non c’è accordo. Certo, abbiamo gli impegni di Kyoto e quelli assunti in sede europea, ma le cose andavano fatte in maniera completamente diversa. È stato fatto uno spreco di proporzioni gigantesche. Poi bisogna mettersi d’accordo sui numeri. Come si fa a sostenere che il fotovoltaico porta benefici sui prezzi dell’energia per 1,4 miliardi (il riferimento è al rapporto Irex di Althesys, ndr v. Staffetta XXX)? È chiaro che se aumento l’offerta di energia in determinate fasce, in quelle ore il Pun scende. Il problema è: quanto ho pagato per ottenere questo? Potrei fare anche energia con Chanel n. 5, e l’effetto sarebbe lo stesso, se qualcuno mi pagasse il profumo. Ma quanto mi costa? Senza contare che l’Italia è l’unico Paese che paga sia l’incentivo che l’energia. Un altro punto da chiarire è che non c’è un risparmio sul gas non importato, perché ai produttori fotovoltaici, quando prendono il prezzo marginale, paghiamo un prezzo che comprende anche quello del gas. Io chiedo equità per quanto riguarda gli impianti termoelettrici.

    Quindi la soluzione è un capacity payment? E come finanziarlo?

    Che l’Autorità per l’energia prenda in considerazione tre fattori fondamentali. Il primo è la sicurezza del Paese, cioè quanti impianti servono prendendo in considerazione il caso peggiore, quello in cui piove e non c’è vento e quindi non c’è produzione da rinnovabili intermittenti. Il secondo è la riserva e il terzo la flessibilità che gli impianti devono garantire per adattarsi alla curva di carico che viene determinata in gran parte del giorno dalla presenza o dall’assenza degli impianti fotovoltaici. Quanto costa tutto questo? Non lo so e non spetta a me dirlo. Sono le stesse condizioni che l’Autorità ha già considerato con le gare che vanno fatte quest’anno per il 2017. Ma da qui al 2017 c’è il rischio che una grande quantità di impianti termoelettrici vengano fermati. Insomma, mi sembra che sia giusto che il transitorio venga affrontato secondo questi principi. C’è poi da considerare che nella legge Sviluppo c’è un comma che dice che tutto questo deve avvenire senza oneri ulteriori per il sistema. Su questo sono d’accordo perché altrimenti ammazziamo i consumatori. E quindi i soldi devono essere presi con equilibrio e restando dentro il sistema, andando a prenderli da chi crea le disfunzioni. Se devo garantire la riserva a un impianto fotovoltaico mi sembra giusto che sia l’impianto fotovoltaico a pagarla.

    Dunque una sorta di solar tax, di cui ha parlato qualcuno?

    Qualsiasi misura viene presa l’importante è che le risorse restino all’interno del sistema. Non può essere un’altra tassa che finisce alle Finanze o a risanare il bilancio dello Stato. Anche la benzina ha degli oneri fiscali grossi e probabilmente ingiustificati. Lì però se non consumi benzina non paghi neanche le tasse. Invece gli oneri di sistema sono un ammontare fisso. E se riduciamo la base imponibile, come sta succedendo per il calo dei consumi, entriamo in un circolo vizioso per cui l’energia costa sempre più cara, se ne consuma sempre di meno, le aziende se ne vanno e gli oneri di sistema continuano ad aumentare percentualmente.

    Quindi chiedete un capacity payment transitorio.

    A mio modo di vedere ci vorrebbe un transitorio che risponda alle tre condizioni che ho detto, se vogliamo evitare una chiusura massiccia di impianti termoelettrici. E non sto parlando degli aspetti sociali, questo è un fattore che va trattato separatamente. Io parlo di sicurezza, riserva e capacità di rendere flessibile il nostro sistema elettrico.

    Non crede ci sia stato un eccessivo “entusiasmo” nell’investire in impianti termoelettrici negli anni scorsi?

    Se nel ’98 qualcuno avesse detto alle aziende elettriche che nel 2007 avrebbero fatto partire un ciclo di investimenti incentivato, forse si sarebbero comportate diversamente.

    Tornando alla sicurezza del sistema, in questo momento abbiamo una riserva colossale rispetto alla domanda effettiva. È veramente a rischio la sicurezza se chiude, diciamo, un 30% dell’attuale capacità?

    Non so. Dipende molto dalla situazione “estrema” che si prende in considerazione e dalle diverse zone del Paese. Certo, il margine di riserva oggi è molto alto, e dipende anche dalla recessione. Le nostre aziende stanno ricorrendo alla cassa integrazione. E so benissimo che anche il termoelettrico dovrà pagare il suo prezzo, e già lo sta facendo con la chiusura di piccoli impianti. Ma trovo politicamente ingiusto e sbagliato da un punto di vista generale che a pagare tutto questo debba essere solo l’industria termoelettrica. Io non voglio misure ad hoc che abbiano come obiettivo di salvare questo o quell’impianto. Se dobbiamo fare così, allora sarebbe meglio tornare ai prezzi amministrati. Penso invece che il Paese debba fare uno sforzo per salvare i principi di un mercato liberalizzato. Quindi chiedo provvedimenti che corrispondano a criteri oggettivi. Poi i termoelettrici si faranno i loro conti.

    Quel che è certo è che il sistema è cambiato e che probabilmente andrà sempre più nella direzione, non solo di un maggiore apporto di fonti rinnovabili, ma anche verso un generale aumento della generazione distribuita. Quale soluzione, quale ruolo per i termoelettrici “tradizionali”?

    Il punto è che ogni kWh che transita sulla rete o che usa la rete come magazzino o come sistema di scambio deve concorrere agli oneri di sistema. Non ci possono essere eccezioni. Punto. Se le reti interne di utenza o i sistemi efficienti di utenza sono un sistema per fare in modo che chi prende gli incentivi nemmeno paga gli oneri di sistema… Faccio un esempio: se un’azienda di distribuzione fa un contratto con un’azienda che utilizza come fonte integrativa un impianto a fonte rinnovabile intermittente, deve fornire a questa azienda anche il backup, la riserva. Quanto costa questo? Non può costare come costavano le vecchie tariffe amministrate. Le aziende di distribuzione questi discorsi cominciano a farli. I prezzi andranno rivisti per questo servizio di riserva, di disponibilità e di flessibilità.

    Se è così bisognerà rimettere mano alle regole perché i Seu e le Riu sono esentati, così come lo scambio sul posto.

    Quando parlo di recuperare risorse all’interno del sistema intendo anche questo.

    Una volta ottenuta questa “perequazione”?

    Che nessuno pensi di fare nuovi incentivi. Non si può parlare di grid parity e poi chiedere, come hanno fatto al convegno del Free, un sesto Conto energia.

    Ma non si possono neanche toccare i diritti acquisiti, lo hanno detto anche i “saggi” nella loro relazione…

    Non c’è alcun dubbio che questo dei diritti acquisiti è un grosso problema. Ma un conto è parlare di taglio degli incentivi e un conto è parlare di allocare correttamente i costi. Il punto è che non c’è una chiara percezione di quanto sia cambiato il sistema elettrico. In un sistema pre-liberalizzazione c’è un monopolio e dei pasti gratis perché il monopolio copre tutto. Ora non può più essere così. Dico di più: io sono entrato a gamba tesa nella discussione sulle smart grid, perché come Assoelettrica chiedo ed esigo che ogni investimento sia fatto domandandosi se aumenta o diminuisce il costo dell’energia elettrica.

    Una delle accuse mosse dal fronte dei rinnovabili riguarda l’aumento dei prezzi serali. C’è chi ha parlato di collusione tra operatori termoelettrici.

    Se c’è da vedere qualche cosa si veda. Ma bisogna considerare che l’impianto che sta fermo tutto il giorno, nelle poche ore serali si deve pagare gli ammortamenti, i costi operativi, il gas. Inoltre, in partenza e in fermata le centrali hanno un’efficienza del 20-30%. Faccio una provocazione: se non volete il capacity payment, proviamo a far fluttuare i prezzi liberamente e vediamo dove arriva il MWh il giorno che piove in tutta Italia e posso fare il prezzo.

    I rinnovabili non sono i soli produttori a essere incentivati. Gli impianti essenziali e “must run” sono proliferati negli anni e hanno un costo rilevante. Anche questo “ammazza il mercato libero” e andrà ripensato.

    Come dicevo, dobbiamo trovare principi che valgano per tutti. Non possiamo costruire un sistema elettrico che è fatto tutto di eccezioni. Altrimenti non funziona. Con la gradualità necessaria ma va fatto.

    Sarà un compito non facile. Intanto, vede qualche terreno comune per tutti i produttori elettrici?

    Abbiamo due frontiere che dovrebbero essere comuni. Innanzitutto: come far ripartire i consumi energetici ed elettrici in questo Paese. Ci sono una serie di sbottigliamenti che potrebbero essere fatti, a prescindere dalla recessione, a cominciare dal rispetto delle curve tariffarie che scoraggiano i consumi di energia elettrica in maniera che non ha più nulla a che fare con il problema dell’efficienza o del risparmio. Oggi l’elettricità viene usata con livelli di efficienza molto alti e corrisponde all’idea del benessere. Se devo mettere una pompa di calore o un condizionatore devo passare a 6 kW e la bolletta mi schizza.

    Ma se cambiamo le tariffe in questo modo il cliente residente sotto i 3 kW vedrà aumentare i costi…

    Ma questo cliente avrà un ufficio o una bottega o un’attività: quello che risparmia a casa lo spende da un’altra parte. Alle associazioni dei consumatori dico: vogliamo difendere i consumatori o solo una categoria di consumatori? Allo stato attuale risparmiamo per i consumi in casa e poi le aziende chiudono. Che guadagno abbiamo ottenuto? In Italia c’è una parte dei consumatori che spende meno della media europea e un’altra parte che spende di più. Anche questo andrebbe riequilibrato. Bisogna avvicinarsi alla situazione in cui i prezzi corrispondono ai costi, invece che fare esenzioni e sovraccarichi. La seconda frontiera riguarda l’elettrificazione dei consumi finali di energia. Io non sono un fan sfegatato dell’auto elettrica ma se vogliamo ripulire le nostre città le dobbiamo elettrificare. Prima di parlare dell’auto elettrica vorrei parlare di filobus, tramvie, metropolitane, che sono trasporti con rendimenti enormi rispetto agli autobus a gasolio. In città abbiamo milioni di punti di combustione, motori delle auto e caldaie a gas: se elettrificassimo queste cose miglioreremmo i rendimenti e avremmo città molto più pulite.

    Fonte: Staffetta Quotidiana

  • Quali sono le migliori testate online?

    I fattori determinanti delle riviste online

    Una volta connessi ad internet, per una corretta apprensione delle notizie, è bene valutare alcuni fattori molto importanti. Alcune riviste sono completamente dedite alla produzione di informazioni, ed in questo caso, il lavoro di ricerca si presta ad essere molto semplice, ma accade, anche, di ritrovarsi dinanzi a dei portali che, a causa della mancata attenzione, non consentono di identificare la tipologia di testata. Altro fattore da valutare è la frequenza con cui le riviste aggiornano il proprio sito. Per apprendere le ultime news è necessario che il giornale informi frequentemente il suo lettore. Nel caso si cercassero informazioni riguardo una propria tematica preferita sarebbe bene districarsi tra diversi portali, fino ad arrivare a quello che affronta gli argomenti da più punti di vista. La passione per uno sport o per un hobby può essere trattato in differente maniera: alcuni siti possono soltanto descriverlo, altri, invece, specificare i dettagli, il modo in cui praticarlo ed suggerire i giusti accorgimenti. L’importanza della frequenza è necessaria anche per differenziare un semplice blog, nel quale ci si limita ad una semplice esposizione di un argomento, da una testata giornalistica, la quale ha il compito di apportare, ad intervalli frequenti prestabiliti, i nuovi approfondimenti.

    I nuovi portali digitali

    Internet, oltre ad essere un’ottima fonte di informazione, è la vetrina ideale per poter esporre tutti i propri progetti imprenditoriali e le proprie idee. Ha colto questa grandissima occasione la rivista Uncò Magazine che, tramite il meccanismo delle riviste online, ha dato origine al nuovo curriculum lavorativo. Nonostante utilizzi un settore, il giornalismo, conosciuto da anni è stato capace di plasmarlo, proponendo così un nuovo modo di comunicare. Le interviste passano da persona in persona, ognuna di loro, infatti, riferisce all’intervistatore il nominativo del ragazzo al quale effettuare il prossimo colloquio. I ragazzi, in seguito a delle precise domande, riferiscono il loro percorso, i loro obiettivi e le loro esperienze. Uncò Magazine rappresenta, ad oggi, un portale innovativo che avvicina in maniera originale i giovani al mondo del lavoro. Il ruolo austero ricoperto dai social network, come Facebook, twitter, ha dato origine ad una nuova forma di giornalismo: le notizie di cronaca, politica, sport, vengono esposte al pubblico per tramite di immagini e video postati su questi portali. A tal proposito, un esperimento innovativo è stato realizzato nel 2013 da Riccardo Luna di Wired, che seguiva passo passo la campagna elettorale con tweet e commenti letti sul social network. L’unione del social network con le testate giornalistiche rappresenta una grande innovazione: in questo modo, non solo ci si avvicina di più ai giovani, ma li ci si rende partecipi, consentendo loro di poter esprimere tranquillamente la propria opinione.

  • Trattamenti al centro Tecnobios di Udine: scegli Residenza Via Toti 1

    Tecnobios di Udine è uno dei fiori all’occhiello per quanto riguarda le strutture in cui si effettuano i trattamenti di fecondazione assistita, ne è la dimostrazione il gran numero di donne che da tutta Italia vengono a Udine per effettuare delle cure specifiche presso questo centro.

    Per chi viene da molto lontano in particolare si pone la questione di dove alloggiare in modo confortevole ed al giusto prezzo. Il bed and breakfast di Udine Residenza Via Toti 1 ti spiega perché il suo appartamento da 90 mq è il posto giusto in cui pernottare.

    1) La struttura è posta su Viale Venezia e permette di raggiungere Tecnobios con soli 10 minuti di passeggiata

    2) Residenza Via Toti è localizzata in vicinanza all’uscita autostradale Udine-Centro

    3) Questo B&B viene lasciato in uso “esclusivo” agli ospiti che decidono di soggiornarvi. Un appartamento completamente arredato e molto spazioso completamente a vostra disposizione, con 3 camere, 2 bagni, uso cucina, terrazzo, soggiorno e parcheggio privato interno. Come essere a casa in altre parole.

    4) Per le signore che decidono di muoversi anche con altri figli è disponibile un servizio di baby sitting.

    5) L’estrema pulizia degli ambienti rende questa struttura l’ideale per le future mamme che tanto hanno bisogno di un ambiente super sterile.

    6) Nelle vicinanze potete comunque trovare supermercati, negozi e farmaci e tutti i principali servizi di cui avete bisogno.

    Residenza Via Toti 1 ricorda che sono disponibili sconti per gruppi e soggiorni lunghi. Lo staff è a vostra disposizione per rendere il vostro soggiorno ancora più piacevole.

  • Call Center Multicanale: i vantaggi di un Servizio Clienti efficiente

    Efficiente, veloce e preciso: è il Servizio Clienti ideale per i consumatori, in qualsiasi settore merceologico. Che si tratti di tecnologia, viaggi, acquisti o shopping online e a maggior ragione quando si tratta di servizi pubblici, la vera differenza la fa il Customer Care.

    In particolare, tempi e modalità di gestione del Customer Care hanno un impatto diretto sul valore che il cliente attribuisce all’azienda o all’ente. Cortesia e affabilità non sono più sufficienti: affinché la percezione del cliente finale o del consumatore sia sempre e costantemente di valore, il Servizio Clienti deve saper soddisfare le richieste e creare un’esperienza positiva.

    Come? Riducendo i tempi di attesa telefonica, riducendo al minimo la gestione delle chiamate tramite IVR (Risposta automatica), canalizzando correttamente il traffico telefonico ad operatori specializzati, fornendo risposte immediate e precise. E, ultimo ma non meno importante, costruendo un rapporto diretto e personalizzato con il cliente che è dall’altra parte del telefono. O della chat, o del pc in caso di email.

    Altro importante fattore è la multicanalità: l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a registrare un rapporto uomo:cellulare/smartphone elevato. Gli italiani hanno in media almeno due cellulari: dei due, uno è uno smartphone ed è utilizzato per connettersi costantemente ai servizi di posta elettronica e a siti web. Proprio per questo motivo, un Call Center efficiente e al servizio del consumatore deve essere raggiungibile attraverso diversi canali: voice ma anche email e Live Chat.

    Ha sede a Napoli il Call Center Multicanale di Cesaweb, società specializzata nell’erogazione di servizi di Information & Communication Technology. Cesaweb unisce il know-how acquisito in oltre dieci anni nella gestione della clientela attraverso call center con le competenze specificamente tecniche di Information Tecnology.

    La combinazione di competenze e professionalità nelle telecomunicazione e nel Customer Care ne fa un’azienda protagonista del tessuto di PMI in Campania a cui si affida una clientela Business particolarmente esigente: Prestitalia, FF Retail Srl, IF Group, Metronapoli, Napolipark, Carpisa e Yamamay, Fracomina Shop Online, Roberta Biagi Shop Online.

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  • Marketingaziende.net : Strategie Online per le Piccole Imprese

    Una Professionale Strategia di Marketing è fondamentale ( e oggi, sempre piu’ INDISPENSABILE…) per promozione e sviluppo di un’ azienda. Il concetto vale per tutte le aziende, di piccola, media o grande dimensione, ma anche e soprattutto per una società di dimensioni più ridotte ( o ” familiari ” ), come pure per un’attività professionale. In questi casi, il marketing per una piccola società può comprendere, tra le diverse strategie di Internet marketing, anche una “ pubblicità locale “, per avere successo e aumentare vendite e clienti nell’ attuale economia globale. Chi decide di promuovere la sua attività online, tutta o in parte, DEVE sapere come impostare e sviluppare un’ efficace strategia di marketing aziende. Per una piccola impresa, ci sono cinque aree importanti di marketing online; alcune sono più importanti per le realtà locali non presenti su Internet, mentre altre aree risultano fondamentali per chi punta a ottimi risultati online. Molte di queste, locali o nazionali di varie dimensioni, si impegnano in tutte queste cinque aree :
    1) Marketing per essere trovato sui “ Motori di Ricerca ” . E’ una scelta molto importante per una piccola impresa, perché permette di competere con le imprese di maggiori dimensioni, e di avere la stessa visibilità nelle ricerche. Un numero sempre crescente di persone utilizza i motori di ricerca per trovare prodotti, servizi e informazioni, sia online che offline, quindi è FONDAMENTALE essere in prima pagina Google con la propria attività o professione. Gli esperti di marketing online devono assicurarsi che il sito dell’ azienda o della professione abbia la migliore visibilità possibile, per facilitare agli utenti le ricerche del prodotto o del servizio proposto. L’ OTTIMIZZAZIONE consiste nel modificare un sito web, del tutto o in parte, e queste modifiche combinate con altri strumenti, possono cambiare Radicalmente e in meglio, la visibilità dell’ azienda online .
    2) Marketing per la Ricerca LOCALE . Include l’ottimizzazione per i motori di ricerca, ma in aggiunta, integra la funzione di ricerca attraverso una mappa, per localizzare il punto preciso di chi propone Qualcosa. Questo vale soprattutto per Google, dove ogni riferimento viene integrato con una mappatura e con informazioni circa indirizzo, numero telefonico, sito web ed e- mail, offrendo al potenziale cliente tutte le informazioni necessarie per poter trovare facilmente quello che sta cercando.
    3) Marketing sui Contenuti . Questa strategia permette di offrire ad un potenziale cliente, molte informazioni, sia generiche che specifiche, su prodotti e servizi. TUTTE le aziende e le attività hanno un solo scopo : VENDERE!! Ma chi riesce a comunicare in modo chiaro, preciso e professionale, ha maggiori probabilità di essere scelto. Esperienza, competenza e professionalità sono caratteristiche che la gente apprezza e pretende al momento dell’acquisto, perché infondono fiducia nel consumatore. In passato il marketing sui contenuti si sviluppava quasi sempre con opuscoli stampati, depliant e guide, ma Oggi questi strumenti sono stati sostituiti da descrizioni, informazioni, foto e video pubblicati direttamente sul sito web dell’ azienda, o sui social network.
    4) Marketing Sui Social Media . Questo è il Marketing aziende più difficile da sviluppare. Oggi, l’utilizzo dei Social Media ( Youtube, Facebook e Twitter sono i più conosciuti ) garantisce una enorme condivisione di informazioni e contenuti, e una velocità di comunicazione unica e irrinunciabile. Per aziende e professionisti però, può essere difficile collegare i social media alla loro attività , e il GIUSTO strumento utilizzato dipende dall’ attività svolta. Per l’ azienda online che ha contatti frequenti con i suoi clienti, inviare notizie, aggiornamenti e proposte, può risultare un elemento di successo importante. Per alcune attività, come ad esempio un ristorante locale, una beauty farm o un negozio, l’utilizzo dei social media consente ai clienti di conoscere le ultime offerte speciali e le promozioni, gli sconti applicati, le novità e le nuove proposte. L’aspetto più importante dei social media è duplice : rafforzare la base dei propri clienti, e farsi conoscere da chi è alla ricerca di Qualcosa di specifico e ben identificato.
    5) Marketing via Mail . E’ Fondamentale per una piccola attività, sia essa online o offline. Lo scopo dell’ Email Marketing è quello di costruire un elenco di clienti, attuali e potenziali. Questa lista di nominativi collegati ad un indirizzo mail, è formato ESCLUSIVAMENTE da persone interessate a quello che promuovete e proponete, perché è stata una loro precisa scelta comunicarvi il loro indirizzo di posta elettronica, in cambio di un omaggio, di un’ offerta per successivi aggiornamenti su prodotti o servizi, o di coupons. Più numerose sono le mail delle persone, più l’elenco diventa prezioso. Tutti i Professionisti ritengono addirittura che, nel lungo periodo, questa sia la più Importante Strategia di Marketing per le piccole imprese !!
    La gestione di una piccola impresa o l’esercizio di una professione NON può prescindere, Oggi, dall’utilizzo di una o più strategie di marketing online, collegate tra loro. ASSOLUTAMENTE da escludere è il “fai da te”, troppo costoso in termini di denaro e di tempo perso. Solo i VERI Professionisti dell’ Internet marketing hanno competenza e capacità per garantire i migliori risultati; in caso contrario, si corre il rischio anche di un ritorno negativo in termini di immagine. Dovendo poi collegare tra loro i Social Media, i Motori di Ricerca e il Marketing delle aziende/realtà locali, è necessaria una profonda conoscenza specifica per affrontare i continui e necessari cambiamenti di strategie, specialmente nella fase iniziale.

  • E’ online il nuovo sito web dei forni a legna Happy Pizza.

    L’azienda Toscana Creare in Pietra, da anni attiva nel settore dei rivestimenti in pietra ricostituita, ha pubblicato nei giorni scorsi il nuovo sito web Happypizzaitaly.it dove presenta la collezione dei suoi innovativi forni per pizza da esterno, indicati sia per uso domestico che professionale.

    Le caratteristiche e le specifiche tecniche del forno a legna da giardino lo rendono infatti adatto sia per le necessità proprie dell’utenza privata che per quelle dei ristoranti e delle pizzerie: raggiunge la temperatura ottimale di cottura in pochissimi minuti, permette di cuocere fino a 3 pizze contemporaneamente e consuma un ridotto quantitativo di legna, fino a ben dieci volte in meno rispetto ad un forno a legna prefabbricato tradizionale.

    Le sue contenute dimensioni e la scelta dei materiali di costruzione fanno sì che questo piccolo forno a legna possa essere facilmente trasportato per essere impiegato ovunque vogliate a seconda delle necessità e dell’occasione. E’ possibile scegliere fra tre diversi materiali: lamiera verniciata, acciaio inox e mattoni faccia a vista.

    Il nuovo sito web http://www.happypizzaitaly.it comprende inoltre il negozio online dove è possibile ordinare direttamente i forni per pizza, oltre che tutta una serie di accessori dedicati. E’ inoltre possibile noleggiare il forno da pizza per le vostre occasioni speciali, ricevendo tutto l’occorrente comodamente a casa vostra.

  • Biografia di Gregorio Fogliani, presidente della QUI! Group su Professionisti Italiani

    Nato nel 1957, Gregorio Fogliani, imprenditore genovese dei buoni pasto, ha una significativa esperienza nel suo settore.

    Gregorio Fogliani

    PROFILO PROFESSIONALE DI GREGORIO FOGLIANI

    Gregorio Fogliani ha un profilo professionale sul portale per professionisti “Professionisti Italiani“.
    Al suo interno sono raccolte numerose informazioni; ad esempio è possibile trovare la presentazione personale, una breve introduzione alla QUI! Group, azienda di cui è fondatore e presidente e informazioni sui settori in cui opera.
    Ma non solo. Sono raccolti alcuni dati societari e i riferimenti dell’azienda; fotografie dell’imprenditore Gregorio Fogliani e video che presentano alcune delle innovative iniziative da lui intraprese e che hanno avuto grande visibilità su tutto il panorama nazionale; documenti e articoli a Fogliani dedicati, così come anche il suo CV per conoscere maggiori dettagli sulla carriera; inoltre, risorse e collegamenti esterni a blog, siti web, portali e canali social.

    IMPRENDITORE GREGORIO FOGLIANI

    Gregorio Fogliani è da sempre stato un imprenditore; avviato alla carriera dall’esempio ricevuto dai genitori, imprenditori del settore ristorativo a loro volta, ha iniziato il suo cammino con una società nata in collaborazione con alcuni soci, la QUI! Group Spa. Con gli anni e con il grande impegno dedicato, la società è cresciuta in modo significativo. Con essa anche il ruolo di Gregorio Fogliani e la sua voglia di fare, elemento che lo ha portato a dare vita ad una seconda società, sempre in qualche modo connessa al mondo della ristorazione, ma attiva in un diverso ambito, quello della solidarietà e della beneficienza. Si tratta della QUI Foundation, nata nel 2008, che da allora ha permesso la realizzazione di numerose iniziative solidali.

    Visitate il profilo su “Professionisti IIaliani” dedicato a Gregorio Fogliani: troverete numerose informazioni ed approfondimenti.

  • Fotolia ti invita a Grafitalia dal 7 all’11 maggio, Fiera Milano Rho Pad. 01 – Stand R22

    Grafitalia tra le fiere leader in Europa nel campo delle arti grafiche, torna a Milano dal 7 all’11 maggio in contemporanea a Converflex fiera dedicata al mondo del converting, package printing e labelling.

    L’edizione 2013 si prospetta ricca di novità interessanti per attirare un pubblico maggiore e combattere i venti di crisi che caratterizzano ancora il mercato europeo.
    A partire da questa edizione all’interno della fiera saranno aperti 3 spazi espositivi collettivi per meglio presentare le diverse merceologie espositive:
    – L’area Software Club dedicata ai produttori di software per la stampa digitale e le arti grafiche;
    – L’ area dedicata ai Servizi per l’industria grafica ospiterà soluzioni “green e sostenibili” assieme a quelle per la stampa e la legatoria, e in questo spazio sarà presente lo Stand Fotolia;
    – L’area Siotec, raggrupperà aziende del settore serigrafico e della comunicazione visiva.

    Fotolia Leader in Europa nel mercato Microstock, offre una collezione online di più di 22 milioni di foto, illustrazioni vettoriali e video HD in licenza Royalty Free a prezzi micro. Nata nel 2004 da imprenditori francesi, si caratterizza per una spiccata vocazione europea, per tipologia di contenuti in contesti prettamente europei e ha lo scopo di dare un accesso economico alle immagini offrendo contenuti professionali a partire da 0,74 €.
    Posizionata sul mercato professionale, Fotolia offre sul suo sito, immagini di fotografi e immagini di creativi, ma ha anche immagini di agenzie fotografiche tra le più rinomate in tutto il mondo.

    L’evoluzione dei servizi per l’utenza business è sempre una priorità per Fotolia. Realtà societarie complesse e con multiple postazioni grafiche dispongono di strumenti avanzati di gestione e di reportistica che agevolano il controllo del budget e dei consumi.

    Tra i servizi avanzati che Fotolia ha pensato per le aziende il successo maggiore è registrato dal servizio di API gratuite: implementando uno dei kit API disponibili, attività commerciali online possono facilmente integrare l’offerta di immagini nei propri prodotti e servizi alla clientela, tramite l’importazione dell’intero database Fotolia nei siti partner.

    Fotolia conta oggi oltre 4 milioni di utenti nel mondo e i suoi servizi sono attivi in 13 lingue, e in 22 paesi dove Fotolia è fisicamente presente.

    Se la tua azienda si occupa di comunicazione, editoria, pubblicità, grafica, digital signage, realizzazione siti web, produzioni audiovisive, gadget, poster e calendari, fiere, vieni allo stand Fotolia per conoscere i nuovi servizi per l’utenza business, i nuovi mini abbonamenti mensili e le promozioni per il mercato attuale.

    Inoltre scoprirai:

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    Wilogo propone un servizio innovativo di creazioni loghi online specialmente dedicato alle piccole e medie imprese. Lancia il tuo brief sul sito www.wilogo.com ed ottieni in pochi giorni la creazione del tuo logo personalizzato secondo le tue richieste. E ti rivolgi direttamente a più di 20.000 grafici iscritti! Con Wilogo, ogni progetto grafico è nelle mani di esperti: ad un prezzo competitivo, ottieni entro qualche giorno creazioni inedite di qualità!

    Ten Collection by Fotolia: scopri tutte le opere PSD della nuova Season 2 inaugurata a gennaio 2013

    A gennaio 2013 Fotolia ha lanciato la seconda edizione del fortunato progetto TEN Collection, la collezione che ospita 10 tra i più prestigiosi artisti digitali della scena internazionale. Ogni immagine è partita da un tema libero per essere proposta a tutti i creativi in formato Photoshop completa di tutti i livelli di lavorazione. Ogni mese, per dieci mesi, un nuovo tema, un nuovo artista, una nuova immagine e un nuovo file PSD gratuito sul sito ufficiale www.tenbyfotolia.com per un’immersione totale nel lavoro di un artista di fama internazionale.
    Un’opportunità rara per accedere a tutti i livelli usati per la realizzazione dell’opera.

    Venerdì 10 maggio sarà disponibile gratuitamente per 24 ore il PSD gratuito dell’artista inglese Mike Harrison, scaricabile dalle ore 10 AM sul sito www.tenbyfotolia.com

    Su Fotolia l’immagine giusta per le tue esigenze, c’è!

    Ufficio stampa Fotolia
    [email protected]

  • Scarpe più originali e colorite di questa primavera-estate 2013

    Camper festeggia l’arrivo dell’estate con la creazione di modelli Twins ancor più originali e colorati.

    Come avviene di solito nell’ambito del concetto Twins, la scarpa di destra è diversa da quella di sinistra il che conferisce originalità anche a chi le indossa.

    Il primo modello da donna è rappresentato da un elegante paio di ballerine blu scuro in cotone e lino, abbellito da stelle ricamate di color bianco. Il secondo modello è costituito da un paio di sandali multicolore ideale da abbinare a i variopinti abiti estivi.

    Per l’uomo, Camper Twins propone un modello desert boot di color beige con tomaia in pelle abbellita da schizzi di colore di foggia artistica mentre l’altro modello è rappresentato da un bellissimo paio di sandali infradito con una divertente orma del piede raffigurante le parti del corpo per un look speciale.

    A proposito di Camper:

    Camper è la storia vivente di un’attività a conduzione familiare di un’insigne famiglia di innovatori le cui ultime quattro generazioni si sono dedicate, per oltre un secolo, all’industria della calzatura. Sebbene il marchio Camper sia nato nel 1975, per poterne capire l’essenza, i valori e l’impegno, bisogna risalire a oltre 120 anni or sono. Nel 1877, Antonio Fluxà, calzolaio esperto, partì alla volta dell’Inghilterra deciso a studiare nuovi metodi di fabbricazione industriale. Al ritorno, radunò i migliori artigiani del cuoio di Inca (Maiorca) e insegnò loro come utilizzare le prime macchine per la produzione di calzature. Un incredibile gesto di progressismo, uno spirito innovatore che si sarebbe tramandato di generazione in generazione, una soluzione rivoluzionaria, un profondo rispetto nutrito nei riguardi della propria professione, dei prodotti di qualità e, soprattutto, della funzionalità.

  • Gioielli Fatti a Mano, Tecniche di lavorazione

    Vendita online gioielli fatti a mano TECNICHE DI REALIZZAZIONE DI GIOIELLI FATTI A MANO GIOIELLI FATTI A MANO tecnica N.1 – LAMINAZIONE: metodo per concentrare la barra che nasce dallo scioglimento, in lamiera, rimpicciolendolo con movimento seguenti, di grandezza sempre più ridotta, oppure in filo, di sezione via, via, sempre più fino. http://www.gioiellioroargentopietre.it/servizi-orafo/creazione-gioielli.php GIOIELLI FATTI A MANO tecnica N.2 – SBALZO: Lo sbalzo su metallo si compie lavorando con specifici strumenti detti ceselli, il rovescio del pezzo, posto su una superficie che accetta la funzione di sagomazione, così da consentire la graduale deformazione del metallo utilizzato. In questo modo, il maestro realizza l’operazione “in negativo” , plasmando delle rientranze grandi o piccole che siano, nella pellicola, che saranno, a lavoro ultimato, messe in rilievo. I dettagli del disegno sui gioielli fatti a mano, si acquisiranno agendo sul lato superiore del pezzo, profilando l’immagine con ceselli più piccoli fino ad conquistare una maggiore definizione. Quest’ultimo procedimento viene denominato cesello. GIOIELLI FATTI A MANO tecnica N.3 – MARTELLATURA: Con la parola martellatura si intende la procedura che dà modo di imbutire a mano una piastra, dunque di modellarla e dargli forma e volume. Ecco le tecniche che il maestro orafo Danilo Bonucci utilizza per creare e dare vita ai suoi gioielli fatti a mano Gioielli fatti a mano vendita online