Autore: Redazione area-press.eu

  • Dal 4 al 18 maggio, a Monterotondo, un’antologica rende omaggio all’artista Guido Aloise, il pittore-poeta dell’animo umano

    Roma, 4 maggio 2013 – Dal 4 al 18 maggio, a Monterotondo, presso lo Showroom di Paola Romano (Via Giovanni Pascoli, 10/A), una mostra antologica dal titolo “Ricordando Guido” rende omaggio a Guido Aloise (1925-1986), “un uomo e un artista” – come ricorda Giuseppe Selvaggi – “di limpida lealtà”.

    Capace di utilizzare tecniche e linguaggi diversi (dall’olio su tela e tavola alla matita, dal carboncino alla tempera, dalla creta alla lavorazione su lastre d’oro), Aloise è un pittore straordinario e dalla sensibilità unica, perfettamente espressa in lavori che, come scrive Ettore Della Giovanna, “sono come i sogni di Baudelaire, che chiedeva alle donne di essere belle di un bellezza che avvince e tristi di una tristezza che soggioga”.

    L’esposizione, a ingresso libero, con la quale la famiglia ha scelto di rendere omaggio all’artista e all’uomo, padre e marito, punta a valorizzare e a divulgare la sua opera e offre al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della sua vasta e ricca attività. In mostra circa 50 pezzi, un’ampia raccolta di lavori pittorici, oli su tela o tavola, che rappresentano un interessante viaggio all’interno delle tematiche della sua produzione espresse dalle variazioni cromatiche dei diversi periodi: dal fortissimo legame con la sua terra d’origine, spesso concepita come madre e ritratta nei pochi paesaggi e nei molti componimenti onirici e di denuncia sociale, al mondo dei sogni e dell’inconscio fino alle atmosfere tristi e raffinate in cui si ritrovano le rappresentazioni simboliche di eroi malinconici e perdenti come Pulcinella e Don Chisciotte.

    Figura eclettica, nell’arte e nella vita, Guido Aloise, calabrese di nascita e romano d’adozione, dimostra fin da bambino un’innata capacità artistica premiata anche da alcuni concorsi indetti per le scuole elementari. Dopo un breve periodo all’Accademia di Belle Arti, incalzato dagli eventi bellici, decide di lasciare gli studi e cercare lavoro. Non per questo abbandona però la passione per l’arte che, anzi, per un lungo periodo riesce addirittura a far convivere con altri mestieri: il disegnatore tecnico-elettronico, il cartellonista cinematografico, l’illustratore di “affiches” pubblicitarie, il fotografo e addirittura l’attore di fotoromanzi. Intanto prende parte a note collettive, che gli valgono consensi di critica e pubblico, e, dal 1960, espone in mostre personali sia in Italia che all’estero. In questo periodo la sua produzione è caratterizzata da atmosfere cupe e da colori scuri, che sono l’espressione delle angosce e dei tumulti di un’epoca carica di conflitti sociali e accadimenti tragici. E’ solo con la fine degli anni ’70 e con il decennio successivo che la tavolozza si accende e la luce si fa strada nelle tele dell’artista, che diventano molto più vibranti e, forse, anche più sicure nel tratto e nella pennellata. Sono queste le opere della maturità, quelle in cui trovano spazio i quadri a carattere onirico, veri e propri racconti dell’inconscio, dove le paure e il trauma infantile per la perdita della madre, vissuto come un abbandono, sono ben visibili e ricorrenti. Intanto dal 1976, rassicurato anche dalla sempre maggiore richiesta da parte di galleristi e mercanti, decide di dedicarsi completamente alla pittura. La ricerca di forme espressive sempre nuove lo porta frattanto a cimentarsi anche nella scultura e nella riproduzione dei suoi lavori su lastre d’oro. Artista autodidatta dallo spiccato talento, Aloise dipinge per un bisogno istintuale, emotivo, quasi terapeutico tanto che la sua pittura è una sorta di “analisi psicologica”, come dimostra anche la sua attenzione verso il mondo dei sogni. Di indole indipendente, non cede ai compromessi o ai sodalizi politici, non si nasconde dietro la tessera di un partito o tra le fila dei pittori maledetti, non frequenta gli ambienti che contano e non è un “radical chic”. La droga non fa per lui così come la sperimentazione di “tecniche estreme”. Tutto questo lo rende poco appetibile agli occhi della Roma pseudo-intellettuale del periodo. Ciononostante il pubblico e alcuni critici attenti riconoscono la profondità del suo talento e ammirano i suoi lavori, sia quando sono volti a rappresentare tematiche sociali o oniriche, sia quando sono soltanto purezza figurativa ed estetica. Da ricordare, tra i suoi lavori, l’affresco dell’altare maggiore nella Chiesa di Sant’Aniello a Cosenza, monumentale e stupenda raffigurazione del Giudizio Universale, e i due dipinti, dedicati all’Ultima Cena e alla Deposizione, nell’abside della Chiesa di Santa Maria Addolorata a Roma. Molte anche le donazioni fatte dall’artista alle istituzioni pubbliche. Tra queste l’omaggio di una “Testa di Cristo” al Pontefice Giovanni Paolo II nel 1979, un murales nella cittadina calabra di Fuscaldo Marina e due bozzetti su tela per il mosaico absidale della Chiesa di San Francesco di Paola a Catona (RC). Scompare a Roma, all’età di soli 60 anni, nel 1986.

    Di lui hanno detto: “Guido Aloise è un pittore. La buon’anima del Vasari forse, non avrebbe detto una parola di più, o una di meno. Un pittore, si, e mi pare molto, poiché lo si può dire di pochi…. I suoi quadri sono come i sogni di Baudelaire, che chiedeva alle donne di essere “belle e tristi”, ma belle di una bellezza che avvince e tristi di una tristezza che soggioga, i gialli si confondono con i verdi, le figure hanno un significato che richiama secoli di passioni e di sofferenze dell’umanità intera, le composizioni sono complete e finite, proprio, “finite”, come diceva la buon’anima del Vasari. Tutto questo è molto bello. Ci rimane un dubbio. Siamo vicino ad un pittore, o a un poeta? O a un filosofo, che è anche pittore di vaglia e poeta senza saperlo?” (Ettore Della Giovanna,1976)

    “L’asse della produzione artistica di Aloise ruota – mi sembra – attorno a due poli: il ricordo struggente dell’infanzia, la sorprendente intuizione di un modo metafisico che egli bene esprime pur rimanendo ancorato al vero, alla realtà di tutti gli uomini, non di una casta, di una élite. Qualunque sia il tema, non c’è tela che lasci perplessi, che non sia intellegibile all’immediato, che non susciti emozioni pervase a volte di dolcezza poetica e di sentimentali abbandoni o cariche invece della drammaticità e del pathos che gli derivano da una sensibilità e una formazione tutte meridionali”. (Marco Raviart, 1977)

    “…Feci il Flaminio, Piazza del Popolo, incalzato dalla ressa, tamponato dai microfoni del comizio: un incubo. Alla fine camminai per via Margutta, fino all’83/A. L’incubo mio era finito; oltre la soglia dell’83/A c’era però l’incubo di Guido: la prima tela, anticipo delle altre in fila sui muri, alla personale di Guido Aloise. In questo incubo pittorico, Guido appare sconvolto e sereno al contempo; le figure incappucciate sui lati del salone dell’antico castello lo sospingono senza minimamente sfiorarlo, verso un’uscita, la liberazione che non è visibile ma esiste: va cercata sulle altre tele, sentiero dopo sentiero. …. Sono i dubbi, le angosce e, al centro di tutto, l’interrogativo su Dio e su Cristo. Il Figlio dell’Uomo è ritratto di profilo, di prospetto, di spalle, in croce e non. Ma è presente in Spirito dovunque: come nel dipinto della pesca: la miracolosa pesca evangelica in tono moderno, calamitante nelle sue positure anatomiche ed espressive. Il Cristo, sorgente di pace e di vita. Da questa sorgente scaturisce l’intera gamma delle suggestive coloriture, regolate da un pennello accortissimo che nel corso del pensoso, faticato ritrarre il mistero esistenziale può anche permettersi il vezzo di porre sulla tela le sembianze di dolcissime creature femminili: il pittore vi trova una fragile tregua. Al tramonto, esco dalla galleria e mi riesce di afferrare un bus. Scossoni, semafori inceppati e tutto il resto. Pazienza. Ero andato per vedere Guido e l’ho visto. Un artista calabrese che, stranamente, non dipinge la Calabria. Ha preferito la ben più vasta e fascinosa regione dell’animo umano: nel bene e nel male, nella gioia e nella tristezza”. (Sepp D’Amore, 1981)

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 4 maggio 2013 dalle 17.30 alle 20.00.

    Showroom & Atelier di Paola Romano – Via Giovanni Pascoli, 10/A Monterotondo (Roma)

    Contatti: 393/1415677 – [email protected]

    Sito: www.guidoaloise.org[email protected]

    Mostra: Ricordando Guido. Mostra antologica di Guido Aloise.

    Vernissage cocktail: sabato 4 maggio 2013, ore 17.30 – 20.00.

    La mostra si protrarrà fino al 18 maggio 2013. Per visitare la mostra durante l’esposizione contattare il numero 393/1415677.

  • Il mito di Didone ed Enea tra giochi di luce e ombra

    Musikè, rassegna di spettacoli promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, inaugura gli appuntamenti rodigini martedì 30 aprile alle ore 21.00 al Teatro Sociale di Rovigo con Dido and Aeneas. A far rivivere sul palcoscenico l’opera più celebre del grande compositore inglese Henry Purcell, tra giochi di ombre e luci colorate, sarà la compagnia teatrale Controluce Teatro d’Ombre con l’Orchestra “Academia Montis Regalis” diretta da Claudio Chiavazza e il Coro Maghini diretto da Elena Camoletto. Le voci principali saranno quelle di Francesca Lombardi Mazzulli (Didone), Mauro Borgioni (Enea) ed Elena Biscuola (Maga). Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

    Rappresentata per la prima volta nel 1689 in un pensionato femminile di Londra, Dido and Aeneas è l’opera più celebre del grande compositore inglese Henry Purcell. Divisa in tre atti, su libretto di Nahum Tate, narra del soggiorno di Enea a Cartagine, ospite della regina Didone. Fra i due scoppierà un amore sventurato che si concluderà con la partenza dell’eroe, destinato a fondare Roma, e con il suicidio di Didone. La partitura è caratterizzata da un’estrema varietà di momenti espressivi, che spaziano dalle danze festose del primo atto al lamento finale di Didone, una delle pagine più intense e commoventi del repertorio vocale di tutti i tempi.

    La pittura, la letteratura e la musica hanno raccontato innumerevoli volte la storia di Didone ed Enea: una storia d’amore e d’abbandono. Nella versione di Purcell il mito cantato da Virgilio nel quarto libro dell’Eneide si stempera nella fiaba; streghe, apparizioni magiche e un’atmosfera quasi onirica concorrono a creare una squisita opera da camera, trionfo della poetica barocca della “meraviglia”.

    Il melodramma è un modo di raccontare storie che ci appartengono e ci accompagnano, perché sono alla radice della nostra cultura. La compagnia Controluce mette in scena Dido and Aeneas con luci colorate, ombre di silhouettes e ombre umane: una tecnica che unisce la pittura astratta e le tecniche del teatro d’ombre orientale creando una forma teatrale basata sull’interazione fra musica, immagine e movimento. Dall’immagine iniziale della barca di Enea che attraversa la scena fino alle vele-schermi, luogo ideale e simbolico dello svolgersi della storia, la vicenda di Didone ed Enea si trasforma in un grande mosaico della memoria del principe troiano, che si allontana per sempre da Cartagine per andare incontro al suo destino di eroe.

    Controluce Teatro d’Ombre è nata nel 1994 dall’incontro a Torino tra il pittore spagnolo Jenaro Meléndrez Chas e i musicisti Cora De Maria e Alberto Jona, accomunati dalla passione per il teatro. Dal 2007 Rosa Mogliasso, scrittrice, collabora stabilmente con la compagnia. Controluce ha partecipato a festival, rassegne e manifestazioni teatrali e musicali in Europa, Sud America, Asia e Nord Africa. La compagnia ha collaborato, tra gli altri, con Alessandro Baricco, Mario Brunello, Paolo Poli, la Compagnia Shizuku di danza Butoh di Tokyo, il Quartetto d’Archi di Torino, il Quartetto Terpsychordes di Ginevra, l’Orchestra d’Archi Italiana, il Teatro Regio di Torino e il Museo Nazionale del Cinema.

    Musikè tornerà in provincia di Rovigo venerdì 31 maggio al Teatro Sociale “Eugenio Balzan” di Badia Polesine, con l’Ensemble La Risonanza diretto da Fabio Bonizzoni che, assieme al soprano Roberta Invernizzi e al mezzosoprano rodigino Marina De Liso, proporrà un suggestivo programma dedicato alle cantate italiane di Haendel.

    Musikè 2013 è promosso e organizzato da
    Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo

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  • Le Quatuor: i giocolieri della musica al Teatro Verdi

    Il prossimo ospite di Musikèunica data italiana – sarà l’ensemble francese Le Quatuor, strepitoso quartetto d’archi, pioniere del teatro comico musicale, premiato con numerosi riconoscimenti internazionali (tra cui il Premio Molière nel 1994 e nel 2003, il Premio Molière et Victoire de la Musique nel 1998). Appuntamento martedì 21 maggio al Teatro Verdi di Padova alle ore 21.00.

    Sarà l’unico spettacolo a pagamento della rassegna: il ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza all’O.A.S.I. – Opera e Assistenza Scarcerati Italiani dei Padri Mercedari di Padova. Prevendita dal pomeriggio di lunedì 22 aprile presso la biglietteria del Teatro Verdi oppure on line sul sito di Musikè.

    Due violini, una viola e un violoncello: un quartetto d’archi d’impostazione classica che gioca con la musica. Le Quatuor è da oltre vent’anni un punto di riferimento in materia di humour musicale, capace di trasformare la compita esibizione di un quartetto in un esilarante pastiche che mescola classica, blues, soul, gospel, canti folklorici, lirica, rap. Jean-Claude Camors e Laurent Vercambre (violino), Pierre Ganem (viola) e Jean-Yves Lacombe (violoncello) sono virtuosi del loro strumento e giocolieri della musica, acrobati, ballerini, cantanti lirici, mimi, in grado di eseguire le pagine più celebri (e anche le più serie) con effetti di sorprendente comicità.

    In questa nuova creazione sono sempre di rigore il frac e il quartetto d’archi, sia per riprodurre l’immagine della più esigente formazione di musica da camera, sia per continuare a servirsi della ricchezza inesauribile degli strumenti musicali. Dreamstrings, ancora una volta creato e messo in scena con la regia di Alain Sachs, non è una semplice sequenza di numeri musicali e umoristici: la musica, lo humour, i gesti e la poesia si mescolano intimamente, e la risata fanciullesca si unisce alla metafora più profonda, suscitando sorpresa e commozione.

    Musikè prosegue lunedì 27 maggio al Multisala MPX di Padova con Muri. Prima e dopo Basaglia, interpretato da Giulia Lazzarini su testo e regia di Renato Sarti. Lo spettacolo, vincitore del Premio Anima 2012, è il toccante monologo di un’infermiera entrata a lavorare nel manicomio di Trieste prima della legge Basaglia. Una persona semplice che prende coscienza del significato e del valore umano, prima ancora che scientifico, della rivoluzione introdotta da quel medico atipico. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

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  • Ritornano le Settimane Musicali al Teatro Olimpico Vicenza

    Dopo “Ambasciatori di note”, progetto artistico pluriennale, che ha toccato alcune delle più importanti capitali europee della musica del Settecento, le Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza ritornano con MOZART E LA SPAGNA: nuova proposta incentrata sull’allestimento di uno dei capolavori assoluti del teatro di tutti i tempi, ambientato nella città spagnola di Siviglia: LE NOZZE DI FIGARO di Wolfgang Amadé Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte. Il Festival, giunto quest’anno alla XXII edizione, prevede un ricco calendario di eventi: sedici in tutto, tra concerti di musica da camera, serate d’opera, incontri con compositori e progetti speciali, da venerdì 31 maggio a domenica 23 giugno 2013. La direzione artistica delle Settimane Musicali è affidata al fondatore del Festival, il direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon.

    Appuntamento cardine del Festival, l’opera del celebre salisburghese andrà in scena venerdì 7 giugno 2013, ore 20.00, presso il Teatro Olimpico di Vicenza. La versione proposta, prima ripresa in tempi moderni, sarà quella rappresentata a Napoli nel 1814, con tutti i recitativi accompagnati. Il coro I Polifonici Vicentini, istruito da Pierluigi Comparin e l’Orchestra di Padova e del Veneto saranno guidati dal maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon. Il prestigioso cast che sarà protagonista al Teatro Olimpico sarà formato da eccellenti voci. Il baritono napoletano Filippo Morace interpreterà il ruolo di Figaro; il giovane soprano vicentino Giulia Bolcato sarà Susanna; il baritono Gabriele Sagona e il soprano Giacinta Nicotra interpreteranno rispettivamente il Conte e la Contessa di Almaviva; al basso Domenico Colaianni saranno affidati i ruoli di Don Bartolo e Antonio; Candida Guida vestirà i panni di Marcellina, Laura Polverelli quelli di Cherubino, paggio del Conte, e Minni Diodati interpreterà Barbarina. La regia sarà affidata a Primo Antonio Petris, i costumi saranno curati da Marco Nateri. L’opera, realizzata in collaborazione con il Conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli, sarà riproposta, sempre presso il Teatro Olimpico di Vicenza, domenica 9, ore 18.00, martedì 11 e giovedì 13 giugno, ore 20.00.

    In calendario anche sei CONCERTI. Ad inaugurare la rassegna (venerdì 31 maggio) sarà un trio formato da interpreti di assoluto prestigio: la violinista italo-armena Sonig Tchakerian, vincitrice di numerosi premi tra cui il “Paganini” di Genova, docente all’Accademia di Santa Cecilia in Roma e responsabile artistica di questa sezione del Festival; Mario Brunello, violoncellista tra i più affermati a livello internazionale e Andrea Lucchesini, pianista italiano di grande fama, direttore della Scuola di Fiesole. Il concerto, intitolato “Figaro a spasso per l’Europa” propone musiche di Ravel, Beethoven, Castelnuovo-Tedesco e Cassadò. Altro grande protagonista del Festival sarà Giovanni Sollima. Il violoncellista e compositore di fama internazionale si esibirà (domenica 2 giugno) assieme ad un ensemble di violoncelli, in un concerto intitolato “Gesualdo: Tenebrae, il principe dei musici”, dedicato a Carlo Gesualdo da Venosa, in occasione dei quattrocento anni dalla morte. Venerdì 14 giugno sarà la volta di “Mozart e la Follia”: evento affidato ad un trio che unisce tradizioni musicali differenti, formato da Sonig Tchakerian, dal sassofonista Pietro Tonolo e dal pianista Paolo Birro. Due appuntamenti saranno dedicati a “Raccontare Bach”: progetto pluriennale, avviato nel 2012, che prevede la presentazione e l’esecuzione integrale delle 12 composizioni – Sonate, Partite, Suites – che il musicista tedesco dedicò al violino e violoncello solo. L’esecuzione di alcuni di questi capolavori sarà affidata al violoncellista Mario Brunello (martedì 18 giugno) e alla violinista Sonig Tchakerian (venerdì 21 giugno). La rassegna di concerti si chiuderà, (domenica 23 giugno) con “Vivaldi: Le quattro stagioni più…le mezze stagioni”: appuntamento dedicato alla lettura e al commento in musica dei quattro capolavori strumentali, che vedrà impegnati Sonig Tchakerian e Pietro Tonolo, accompagnati da “I solisti dell’Olimpico”.

    Tutti i concerti saranno ospitati all’interno della splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza e avranno inizio alle ore 21.00. Alcuni appuntamenti saranno preceduti da Conversazioni, che si terranno presso l’Odeo del Teatro Olimpico, ore 19.00, e che permetteranno di approfondire la conoscenza delle musiche proposte.

    Come di consueto, alcuni eventi saranno dedicati al PROGETTO GIOVANI, spazio riservato ai talenti, vincitori di importanti concorsi. Il primo appuntamento (sabato 8 giugno) vedrà protagonista Giulia Rossini, vincitrice del “Premio Venezia” 2012. Sabato 15 giugno sarà la volta del Vincitore della borsa di studio “Settimane Musicali al Teatro Olimpico” classe di pianoforte 2013, presso l’Accademia di Santa Cecilia. L’ultimo concerto (sabato 22 giugno) vedrà la partecipazione del pianista vincitore del “Premio Brunelli” 2013, premio istituito nel 2011 dalle Settimane Musicali e dalla Famiglia Brunelli. Tutti gli eventi del Progetto Giovani si terranno alle ore 17.00, presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, Vicenza.

    Il Festival di quest’anno si arricchirà di una nuova iniziativa intitolata INCONTRO CON I COMPOSITORI. Due gli appuntamenti in calendario: il primo (martedì 4 giugno) sarà un omaggio ai 65 anni di Claudio Ambrosini; il secondo (mercoledì 19 giugno) vedrà la presenza del compositore vicentino Diego Dall’Osto. Entrambi gli eventi si terranno presso Palazzo Baggio Giustiniani, Contrà S. Francesco 4, ore 21.00.

    Un’altra assoluta novità di quest’anno sarà l’evento che avrà luogo lunedì 17 giugno, ore 21.00, al Teatro Olimpico, intitolato “La musica riprodotta: l’arte del ben riprodurre”: una serata di ascolti, introdotti e commentati da Lorenzo Zen, nella quale si potrà incominciare a prendere confidenza con il mondo della musica riprodotta, elevando a dignità di concerto la musica registrata e riproposta. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con alcune tra le maggiori riviste del settore audiofilo internazionale.

    Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico fanno parte del grande circuito europeo di festival associati all’EFA, European Festival Association, tra cui BBC Proms, Lucerne Festival, Berliner Festspiele, Zurcher Festspiele, Prague Spring Festival e – in Italia – ROF di Pesaro, Ravenna Festival, Merano e Stresa Festival, MiTo Settembre Musica.

    Per Informazioni
    Segreteria Settimane Musicali 0444302425 -3474925005
    [email protected] – www.olimpico.vicenza.it
    Biglietteria Teatro Comunale tel. 0444.324442
    [email protected] – www.tcvi.it

  • Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia

    Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia

    IV edizione – 12-15 luglio 2013

    Per chi ama la grande musica e l’incantevole natura delle valli del Verbano, a due passi dal Lago Maggiore, torna la quarta edizione del Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia con quattro appuntamenti da venerdì 12 a lunedì 15 luglio 2013, tutti alle ore 21.00. La prestigiosa rassegna, punta di diamante della programmazione del festival Musica e letteratura tra gli affreschi, organizzata dall’Associazione Momenti Musicali, ha fatto parte, fin dalla sua prima edizione, del circuito tansfrontaliero Interreg cofinanziato dall’Unione Europea e sarà ospitata nell’elegante Teatro Municipale di Cassano Valcuvia, un gioiello del liberty in provincia di Varese, dove un magnifico pianoforte grancoda Fazioli farà da sfondo a graditi ritorni di nomi noti e apprezzati dal pubblico.

    Grazie al supporto tecnico della Fazioli, al contributo del Comune di Cassano Valcuvia, della Comunità Montana Valli del Verbano, di Sheva Collection, della Fondazione Comunitaria del Varesotto, di numerosi sponsor privati locali e al patrocinio dell’Agenzia del Turismo di Varese, è stato prodotto il video “Festival pianistico internazionale” – proiettato in anteprima giovedì 18 aprile presso il Punto Fazioli di Milano in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival – che sintetizza, in poco meno di due ore, tramite riprese dal vivo dei concerti e interviste a musicisti e appassionati, la cornice nella quale il festival si svolge.

    «Quest’anno il festival sarà incentrato principalmente sulle figure dei due grandi compositori Verdi e Wagner in occasione del loro bicentenario – spiega il pianista Adalberto Maria Riva, direttore artistico e fondatore del festival – Dopo il positivo test dello scorso anno sulle trascrizioni, che sono l’oggetto del video di presentazione, ripeteremo l’esperimento proponendo numerosi arrangiamenti pianistici ispirati alle opere dei due grandi operisti, senza dimenticare il grande repertorio e inserendo allo stesso tempo qualche piccola curiosità »

    Ad inaugurare la rassegna venerdì 12 luglio sarà Maurizio Baglini, pianista tra i più interessanti della scena internazionale, vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo e oggi tra gli interpreti di riferimento del repertorio romantico, che proporrà alcune trascrizioni di Liszt di celebri opere di Verdi e Wagner, accanto al Carnaval op. 9 di Schumann e alcune Sonate di Scarlatti.

    Nel concerto di sabato 13 luglio che lo vedrà impegnato in veste di solista, Adalberto Maria Riva proporrà un inedito percorso ispirato alle influenze vocali nella musica pianistica. Il programma, dall’intrigante titolo Quando il cantante è il pianista, affianca infatti Temi con variazioni di Schubert, Notturni di Chopin, Romanze senza parole di Fanny e Felix Mendelssohn, trascrizioni da Lieder e opere antiche, canto popolare spagnolo, e naturalmente Verdi e Wagner.

    Ancora un omaggio a Wagner domenica 14 luglio nell’appuntamento con Giuseppe Bruno, raffinato musicista e strumentista oltre che Direttore del Conservatorio di La Spezia, che si esibirà in una serie di trascrizioni per pianoforte del celebre compositore tedesco, appena apparse nel catalogo di Sheva collection. Da Liszt, Maio, Busoni, Tausig fino a due incursioni nel contemporaneo con la Parsifal Phantasie di Andrea Nicolini e Illustrations de Lohengrin di Louis Cramer.

    Chiude la rassegna lunedì 15 luglio la doppia proposta dell’americana Terry Eder che dividerà la serata con Adalberto Maria Riva con un programma tutto da scoprire che vedrà rispettivamente l’esecuzione delle migliori composizioni americane dell’Ottocento, pressoché sconosciute in Europa, e alcuni brani di Dohnany, precedute nella prima parte dal contemporaneo italiano, anch’esso non notissimo al grande pubblico, con la giovane Rosalba Quindici, una novità per il festival, la cui Suite op. 1 sarà affiancata da altre composizioni del Novecento italiano.

    Per informazioni
    Associazione Culturale Momenti Musicali
    Tel. +39 333 4770821
    E-mail: [email protected]
    web: www.momentimusicali.net

    Ufficio stampa
    Studio Pierrepi – Padova
    web: www.studiopierrepi.it

  • Pitbull Training (Video)

    Credo che a volte un bel video valga più di mille giri di parole!

    Come dicevo nel precedente post il Pitbull Training è un programma di allenamento funzionale ideato dal Coach Miletto con lo scopo di creare atleti con capacità condizionali e coordinative fuori dal comune.

    Leggi l’articolo intero su Miglioriamo il nostro benessere fisico e mentale! per saperne di più…

  • Scarpe da cerimonia: ogni occasione è buona per sfoggiare le tue nuove scarpe

    Matrimoni, battesimi ed altre occasioni speciali: con l’arrivo delle belle giornate comincia la stagione delle cerimonie ed un paio di scarpe eleganti è d’obbligo per essere sempre all’altezza della situazione. Niente di meglio quindi di un vestito color pastello brillante da abbinare ad una borsa ed un bel paio di scarpe all’insegna del minimalismo chic!

    Marian si rivolge innanzitutto alle donne eleganti. Questa marca di scarpe di lusso nasce nel 1974, quando Thomas Anton Tremiño, a soli 23 anni decide di lanciarsi nella manufattura di scarpe. Col passare degli anni la ditta conosce una buona crescita: i laboratori di fabbricazione si ingrandiscono e le collezioni seguono le ultime tendenze. Oggi la filosofia della marca spinge i creatori a rinnovare il design dei propri prodotti, a cercare materiali e forme sempre nuovi per rispondere al bisogno e alle esigenze di tutte le donne affidandosi allo stile ed qualità dei modelli.

    Nata nel 1958 in Italia,Casadei è sinonimo di una ditta familiare, orgogliosa dei propri valori e delle proprie radici. La fabbricazione, interamente artigianale, si basa sempre su un livello qualitatitvo di altissimo livello. Le scarpe della marca rappresentano lo spirito stilistico italiano: femminilità e voluttà delle forme, eleganza dei colori, stravaganza delle curve e tacchi vertiginosi. Indossare scarpe Casadei significa osare l’eleganza per non passare inosservate.

    Amore per le scarpe, passione per l’ottima pelletteria e ricerca di una fabbricazione all’insegna della robustezza: Fericelli conosce bene i codici stilistici per creare scarpe sempre d’eccellenza. La sua esperienza nella moda, unita ad una manifattura dalle finiture impeccabili ne fa una marca intramontabile del settore, che sa dare soddisfazione sia agli uomini che alle donne. Per lui, si tratta di una collezione di derby, mocassini e stivali. Per lei, di décolleté e stivaletti. Per entrambi, la sicurezza di prodotti comodi e di qualità.

    Nata dalla mano dello stilista francese Frédéric Allard nel 1978, Nine West prende il suo nome dall’indirizzo dove fu creata, a New York. La sua filosofia è quella di proporre una moda che copra tutti gli stili, dal più classico al più stravagante. Il successo non si è fatto attendere e la marca ha iniziato ad essere distribuita in tutti i continenti fino a rappresentare ad oggi un importante punto di riferimento per l’alta moda.

    Creata negli anni ’70, la Sebastian si classifica già tra le più belle marche di scarpe d’alta moda. Sinonimo di eccellenza e di raffinatezza nel mondo intero, la marca italiana si rivolge alle donne attente all’eleganza. Le scarpe sono disegnate dai migliori stilisti e concepite nelle materie più nobili tanto da far perdere la testa a tutte le amanti della moda proponendo colori di tendenza, cura dei dettagli e stravaganza dei volumi.

    A proposito di spartoo.it : Il N°1 della scarpa in Italia

    Fondata nel 2006, Spartoo è il leader europeo della vendita on line di scarpe con più 400 marche (Converse, Geox, Timberland, Vans, Birkenstock…) e più di 15.000 modelli (stivali, sneakers, ballerina, decolleté, derby, sandali…). Presente in diversi paesi (Belgio, Lussemburgo, Francia, Regno Unito, Spagna, germania), Spartoo.com fa parte della top 10 dei siti e-commerce della moda e della top 10 delle società a più forte crescita in Europa (fonte : Mediamomentum.co.uk ).

    • Fatturato 2012 : 150 milioni di euro.
    • Fatturato 2011: 100 milioni di euro.
    • Fatturato 2010 : 50 milioni di euro.
    • Fatturato 2009 : 30 milioni di euro .
    • Fatturato 2008 : 15 milioni di euro.
    • Fatturato 2007 : 5 milioni di euro .
    • Più di 5 milioni di visitatori unici in dicembre 2010 (Médiametrie, Europa).
    • Top 10 dei siti e-commerce moda (Médiametrie, 2010).
    • Top 10 delle società a più forte crescità in Europa (Mediamomentum.co.uk, 2009).
  • Proteggersi ed abbronzarsi con le creme solari

    Quanto incide la protezione solare sull’abbronzatura? È una delle domande che spesso, alle porte della stagione estiva, vengono rivolte agli specialisti. Utilizzando la protezione di prodotti solari ottenere un’abbronzatura intensa è più difficile, ma allo stesso tempo, non proteggersi può provocare dei rischi alla pelle e alla salute.

    Per la prima esposizione ai raggi del sole la pelle non sempre possiede un’adeguata protezione solare, data dalla melanina, che riesce ad offrire uno scudo efficace a contrastare l’azione dei raggi ultravioletti. Risulta dunque importante dare alla pelle il tempo di fabbricare questa protezione ed utilizzare creme solari per scongiurare il rischio di eritemi ed altre infiammazioni cutanee. Bisogna esporsi al sole in maniera graduale e chi ha una pelle molto chiara deve utilizzare delle protezioni solari.

    Per ottenere protezione solare e abbronzatura è necessario prendere in considerazione alcuni suggerimenti:

    • i raggi ultravioletti riescono a colpire la pelle anche quando si utilizzano protezioni solari molto alte, dopo circa un’ora dall’esposizione. Ci si può abbronzare lo stesso, perché si stimola la produzione di melanina, ma con le creme solari si eviteranno le scottature.

    • l’abbronzatura si ottiene lo stesso anche quando non ci si espone nelle ore centrali della giornata. Si tratta di un’abbronzatura più lenta ma meno dannosa.

    • sottoporre la pelle a troppe ore di sole significa accelerare il processo di invecchiamento cutaneo. Le creme solari garantiscono una barriera protettiva ai raggi UVA ed idratano la pelle.

    Caratteristiche, descrizioni e prezzi delle creme solari sono disponibili sul sito farmasprint.it, farmacia online, dove è possibile acquistare con un click i prodotti solari prescelti consultando il seguente link.

  • A GRANDE RICHIESTA TONI ZARPELLON PROLUNGA LA SUA MOSTRA ALLA “MILANO ART GALLERY”

    A fronte del grande successo ottenuto, la mostra “I Colori della Realta’” del maestro Toni Zarpellon, presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, è stata prorogata fino al 1 Maggio 2013. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, raccoglie un’ampia quantità di opere del poliedrico artista bassanese che ha fatto della radicata passione per l’arte e del talento innato una fonte d’ispirazione inesauribile, per dedicarsi ad un’intensa ricerca di sperimentazione.

    Le creazioni di Zarpellon sono complete, emblemi di ricerca stilistica e di indagine psicologica. Viene individuato un linguaggio essenziale, in una sorta di nuova ontologia sulla ricerca dell’essere e dell’esistere. Ha la capacità di scrutare la realtà attraverso una ritrovata verità introspettiva per spiegare il cuore umano e cancellare il dolore che, lo trafigge.

    La sofferenza e il tormento interiori vengono trasferiti sul piano della poetica del segno, come un diario virtuale e un linguaggio intimo che catturano e penetrano lo sguardo e l’animo dell’osservatore per trasportarlo oltre l’apparenza visiva e materica.

    Zarpellon afferma “Io credo che un rapporto primario con la realtà possa costituire l’inizio di un nuovo modo di essere nel mondo“.

  • Novità dal mondo del rap: Usher , Young Jeezy e Jermaine Dupri

    È recente la notizia di un’imminente nuova collaborazione tra tre dei più grandi esponenti del mondo del rap. Stiamo parlando di Usher , Young Jeezy e Jermaine Dupri che a quanto pare sono attualmente in studio di registrazione per dar vita a un nuovo lavoro.

    Usher è un artista eclettico, cantante ballerino e attore. Attualmente ha ben otto album all’attivo e diverse collaborazioni che hanno contribuito ad accrescere la sua notorietà. L’ultima di queste collaborazioni è quella del 2011 con il DJ David Guetta nella canzone Without You, terzo estratto dall’album di Guetta.

    Young Jeezy si è affermato come uno dei principali esponenti della scena rap americana collezionando, dal 2005 ad oggi, una serie di numerosi successi con i brani estratti dai suoi tre album Let’s Get It: Thug Motivation 101, The Inspiration: Thug Motivation 102, e The Recession.

    Jermaine Dupri, noto anche come JD, è un noto cantante, autore e produttore, anch’egli protagonista della scena rap statunitense. JD è proprietario di una sua etichetta discografica, la So So Def Records che ha lanciato numerosi artisti e gruppi. Tra le sue produzioni di maggior successo ricordiamo Burn e Confessions Part II (cantate dallo stesso Usher) e Like You (contenuta nel quarto album del rapper Bow Wow).

    Si tratta di una nuova collaborazione che si preannuncia particolarmente interessante soprattutto perché Usher, negli ultimi tempi, si era un po’ allontanato dal suo genere musicale, dedicandosi al Rev-Pop e a sperimentazioni elettroniche. È probabile che questo sodalizio con gli amici di sempre lo riconduca, almeno per il prossimo disco, alle sue origini musicali. Una cosa è certa: sarà una bella sorpresa per tutti gli appassionati di rap e di R&B. Le immagini del trio sono state postate sulla pagina Twitter di Jermaine Dupri, il quale ha confermato che i tre stanno lavorando sul nuovo album di Usher.