SICILIA. MALTEMPO E NUBIFRAGI, APPELLO LAV A PRESIDENTE REGIONE: STOP ALLA CACCIA, FAUNA IN DIFFICOLTA’

SICILIA. MALTEMPO E NUBIFRAGI, APPELLO LAV A
PRESIDENTE REGIONE: STOP ALLA CACCIA, FAUNA IN DIFFICOLTA’

Gli animalisti a Lombardo: “Anche la Sicilia segua l’esempio del Piemonte
che ha sospeso l’attività venatoria per freddo e
pioggia”


Sospendere
immediatamente ogni attività di caccia nelle aree colpite dall’ondata di
maltempo e dai nubifragi ed in quelle limitrofe, dove si rifugia la fauna
sopravvissuta. E’ questo l’appello che la LAV rivolge al Presidente della
Regione Siciliana, on. Raffaele Lombardo, in applicazione della legge statale
sulla caccia n. 157 del 1992 che, all’art. 19, affida alle regioni il
potere-dovere di sospendere la caccia in caso di avverse condizioni climatiche e
stagionali. La Giunta regionale del Piemonte ha già deliberato la sospensione
dell’attività venatoria proprio per tutelare gli animali da freddo e pioggia, e
la LAV chiede che anche la Sicilia segua
l’esempio.

“Chiediamo di
fermare i fucili dei circa 51mila cacciatori siciliani – dichiara Ennio
Bonfanti, responsabile regionale “fauna” della LAV – perché maltempo, freddo e alluvioni stanno già
debilitando e facendo soffrire migliaia di animali selvatici, che rischiano
anche la morte. La Regione Siciliana ha già chiesto ufficialmente al Governo la
dichiarazione dello stato di calamità per le attività umane in vaste aree,
chiediamo al Presidente Lombardo di essere coerente e, quindi, di occuparsi
anche dei gravi danni già subiti dal patrimonio
faunistico”.

La LAV
Sicilia rende note le specie più a rischio che necessitano di un immediato stop
della caccia: anzitutto i mammiferi, che non riescono più a trovare cibo e
rifugio nei prati e campi allagati. Per i conigli, inoltre, il danno si aggrava
in quanto sono già in riproduzione ed il vigente Calendario venatorio prevede,
in maniera scellerata, l’allungamento del periodo di caccia fino al 21 dicembre,
anche con l’uso del furetto nelle tane! Poi è la volta dei piccoli migratori che
da Europa e Russia raggiungono la Sicilia per svernare: tordi bottacci, tordi
sasselli, merli, ecc. Nei terreni allagati, inoltre, gli uccelli terricoli come
i fagiani hanno difficoltà a trovare cibo, mentre per volpi e cinghiali (anche in
riproduzione) le cacce con cani nella tana ed in battuta – autorizzate dal
Calendario in pieno inverno – in queste condizioni si trasformerebbero in vere
mattanze non lasciando alcuno scapo agli animali già
debilitati.

“E’
irrazionale che la Regione, da una parte, chiede la dichiarazione dello stato di
calamità per l’agricoltura e gli altri settori produttivi mentre, dall’altra,
non ferma le doppiette che uccidono la fauna scampata alle medesime calamità –
conclude Bonfanti – In queste condizioni peraltro gli animali, pur di trovare
cibo e salvezza, sono costretti ad avvicinarsi alle zone abitate, alle strade e
casolari di campagna, diventando così facili bersagli delle
doppiette”.

Palermo,
17.12.2008

www.lavsicilia.it

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