Non siamo un popolo geniale e creativo piuttosto un Paese di teleidioti”.
“La moda attuale deve molto all’abbigliamento da lavoro
al quale si è sempre ispirata”.
CondéNet Italia, 14 gennaio 2009 – Non risparmia critiche e commenti a nessuno, il fotografo e pubblicitario più controverso d’Italia, creatore d’immagini e campagne dirompenti, oggi anche curatore, insieme a Olivier Saillard, di “Workwear. Lavoro Moda Seduzione”. La mostra appena inaugurata a Firenze, in occasione della 75° edizione di Pitti Immagine Uomo, è espressione del dialogo tra il mondo scintillante della moda e l’abbigliamento da lavoro, dagli inizi del ‘900 ai giorni nostri. Abiti, accessori, immagini, suoni, la mostra sottolinea come l’estetica semplice e funzionale dell’abbigliamento da lavoro sia una fonte inesauribile di creatività e ispirazione per il mondo della moda.
Style.it – punto di riferimento nel web per le donne che ricercano contenuti di qualità relativi a tutto ciò che fa tendenza e stile – ha intervistato Toscani, raccogliendo le sue dichiarazioni, come sempre dirette e schiette, sul mondo della moda, sulla classe politica italiana e la mancanza di cultura del nostro Paese.
“Workwear – dice Toscani – è un omaggio dovuto agli abiti da lavoro che tutti gli stilisti hanno copiato nei decenni. Si sono ispirati al loro comfort, al design, alla loro bellezza ed essenzialità, determinata da ragioni di sicurezza e praticità”.
Style.it racconta Workwear anche attraverso una photogallery – www.style.it/toscani – che ripercorre con le immagini i capi delle griffe più prestigiose ispirati al mondo del lavoro, divise e dispositivi di protezione, in una rappresentazione che diventa un gioco di scambi, rimandi e ispirazioni reciproche tra i due mondi.
La sicurezza sul lavoro, a cui la mostra dedicata una sala, ha una grande importanza, come dimostra purtroppo la cronaca. Tuttavia, dice Toscani, anche se gli operai stanno in condizioni pericolose “è difficilissimo obbligarli a vestirsi in modo adeguato perché in Italia si pensa che la divisa da lavoro sia socialmente sminuente, insomma quasi da disgraziato… Così molti preferiscono indossare l’abito della domenica dimesso”.
Ma anche in fatto di cultura Toscani non risparmia di dire ciò che pensa: “In Italia siamo un po’ un Paese del Terzo Mondo. La verità è che non siamo particolarmente creativi e soprattutto l’Italia non cura la cultura. La nostra cultura è quella televisiva”. E incalza: “I politici si riempiono la bocca di creatività e genialità, senza avere mezza idea. Litigano tra di loro, ma non propongono niente”.
Per Toscani provocare significa muovere un interesse, suscitare la curiosità delle persone. « Nel mio mestiere se non si provoca è inutile lavorare», ha dichiarato.
“Non sono un grande amante del mio Paese, dice il fotografo, purtroppo sono nato qui ma non l’ho scelto. Abbiamo una classe politica e una classe culturale che fanno schifo. Questo Paese funziona per la capacità di individui singoli, quindi non è un Paese”.
La versione integrale dell’intervista rilasciata a Style.it è disponibile all’indirizzo: www.style.it/toscani
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