Città e architettura nella Lombardia napoleonica

COMUNICATO STAMPA

La conquista napoleonica d’Italia.
“Entusiasmo o odio, gloria e efficienza o furti e distruzioni?” Alain Pillepich, storico francese e maggiore esperto di storia franco-italiana partecipa al convegno

Città e architettura nella Lombardia napoleonica
Monza, 14 febbraio 2009

Nel corso di una fastosa cerimonia nel Duomo di Milano, il 26 maggio 1805 Napoleone cinse la corona del Regno d’Italia.

A distanza di due secoli, l’avventura italiana di Napoleone è ancora oggetto di vivaci controversie tra chi vede in essa l’occasione positiva di una prima emancipazione e modernizzazione dell’Italia e chi la considera una brutale occupazione straniera.

Questo convegno rievoca l’Italia napoleonica ricostruendone le caratteristiche per quanto riguarda l’arricchimento architettonico dell’epoca. A partire da Foro Bonaparte, dedicato appunto all’Imperatore.

Atti pubblici, corrispondenze private e cronache della seconda metà del Settecento documentano un’attività incessante su Milano. La città viene ripensata e resa più moderna con nuovi utilizzi di edifici preesistenti, un tempo destinati a scopi religiosi. I cambiamenti sono autorizzati, progettati e realizzati da poche persone.
La successiva gestione napoleonica introduce complessi sistemi normativi, imposta personale e mansioni e avvia un’intensa attività di progettazione, affidata a più architetti, a volte anche ‘stranieri’ tra le invidie e le ritorsioni degli operatori locali. Organizzati in una complessa scala gerarchica i protagonisti e i comprimari si moltiplicano, mossi da speranze e, spesso, da illusioni. La vicenda del Foro Bonaparte ne è la testimonianza più nota e che segna l’immagine della città più a lungo.
A parte gli esiti, la maggior parte delle volte falliti, la volontà di proporre ogni intervento come insieme o parte di un insieme ordinato, è evidentissima. Milano è ridisegnata con nuove strade e piazze. I progetti sono controllati da una Commissione d’Ornato.
La città è attraversata intensamente da nuovi percorsi (altri punti di attenzione sono proposti alla comunità: si pensi all’ubicazione di teatri in zone semicentrali); ma è anche luogo di dibattito e di organizzazione del senso e del consenso, luogo della comunicazione di nuovi ideali sociali e di nuovi comportamenti. Le questioni urbane appassionano esperti e cittadini, compaiono sulla stampa periodica, nutrono concorsi accademici.
Nella fase del Regno d’Italia il consolidato quadro dei processi di modernizzazione chiude definitivamente il periodo di anarchia rivoluzionaria e avvia un rétour à l’ordre, un ritorno “a un aspetto più regolare e dignitoso”.
E’ la volontà di Napoleone, ora imperatore, e dei suoi familiari, impegnati a inventare nuovi protocolli di corte e a ridefinire le residenze.

Città e architettura nella Lombardia napoleonica
Convegno nell’ambito di “Scene dalla Storia” un percorso per la divulgazione del patrimonio dei Musei e Archivi storici lombardi

14 febbraio 2009
Urban Center, via Turati 6, Monza

Mattino ore 10.00

Presiede: Gianni Mezzanotte
· Alain Pillepich, Un nuovo libro su Milano napoleonica rivisitata dal numero civico 1 al numero civico 5498
· Aurora Scotti, Il Foro Bonaparte a Milano
· Francesca Valli, L’accademia di Belle Arti di Brera
· Mario Signori, La pianta urbana di Milano degli Astronomi di Brera
· Giuliana Ricci, Prima della Commissione di Ornato. Costruzione di una normativa per la città di Milano
· Giovanna D’Amia, Il sistema delle porte urbane a Milano

Pomeriggio ore 15.00

Presiede: Giuliana Ricci
· Rita Cambria, I periodici a Milano
· Marica Forni L’editoria francese di architettura nelle raccolte librarie tra Milano e Pavia.
· Irene Giustina, Il progetto di Luigi Canonica per un palazzo Reale a Brescia
· Nicoletta Ossanna Cavadini, Il cantiere di Palazzo Serbelloni a Milano
· Chiara Nenci, Le memorie di Giuseppe Bossi
· Paola Cordera, Milano nelle illustrazioni

Ingresso libero fino a esaurimento posti
Informazioni tel. 02 55190545

Ufficio stampa – Katia Cusin – 348 7600766

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