La poesia dell’acquarello

A punta di pennello

L’acquarello è una tecnica pittorica che ci fa ritornare indietro nel tempo. Immaginiamo di salire su una macchina del tempo e viaggiamo a ritroso: eccoci bambini delle elementari alle prese con piccoli dischetti di vario colore e sottili pennellini intrisi d’acqua. Il foglio di carta da disegno è bagnato e sta assumendo il tipico aspetto “a onde” che, invano, stiamo cercando di spianare… le manine sono sporche, il grembiulino reclama un lavaggio, l’entusiasmo è alle stelle. Poi sono arrivati i primi tubetti di colore a tempera e a olio, ma il primo amore è stato per quelle tinte chiare e sfumate, annacquate dall’inesperienza, ma che erano il trionfo della nostra creatività infantile! Comprare un acquarello era un desiderio diffuso.

Una storia infinita

La storia di questa delicata tecnica pittorica risale a migliaia di anni fa, quando gli artisti e gli architetti dell’antico Egitto disegnavano e illustravano papiri con colori ottenuti dallo sminuzzamento di pigmenti naturali e miscelati con acqua. In Cina, nel terzo secolo a.C. (la carta comparve nel primo secolo d.C.) si dipingeva la seta usando la tecnica dell’acquarello che ingentiliva e impreziosiva il tessuto: animali e fiori erano i soggetti preferiti dai pittori. Comprare un acquarello era un privilegio. Nel Medioevo e nel Rinascimento l’acquarello veniva usato per gli schizzi preparatori di grandi opere e, dagli architetti, per i loro progetti. Comprare un acquarello era alla portata di pochi.

Il trionfo di un sogno

Nel Settecento e nell’Ottocento la tecnica dell’acquarello riprende vigore grazie ai pittori francesi e inglesi che la privilegiano per dipingere incantevoli paesaggi illuminati dai tenui raggi di sole. Anche nel novecento l’acquarello diventa il modo di dipingere la realtà e il sogno, ritratti e vedute di città e campagna. È una tecnica difficile, che si stende per velature sovrapposte di colore, dal più chiaro allo scuro, e non permette ripensamenti: è un’istantanea, un’illuminazione che riversa sul foglio le nostre impressioni “dell’attimo fuggente”. Comprare un acquarello e regalarlo è molto romantico!

L’arte in un istante

Dedicarsi all’acquarello può diventare un hobby gradito: è sufficiente procurarsi i colori (una miscela di pigmenti in polvere legati da gomma arabica e da pregiata gomma del Senegal) venduti in panetti o pastiglie da sciogliere con l’acqua, pennelli sottili e appuntiti e carta idonea: il foglio va tenuto orizzontale per evitare colature e sgocciolature indesiderate. Un cultore di questa arte? Il principe Carlo d’Inghilterra ha detto che dedicarsi all’acquarello è molto rilassante ed è meglio che la fotografia. I suoi lavori sono esposti e venduti per opere di beneficenza. Comprare un acquarello del principe Carlo fa bene anche allo spirito!

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