Milano, 2 aprile 2009 – «Il cinema è la mia realtà, la mia professione, il mio modo di vivere. E’ una passione irrazionale…Ho fatto questo film con onestà. E con tanta fatica. Ho dedicato a esso quasi più di un anno della mia vita per potermi permettere di definirlo come un lavoro originale e nuovo, sperimentale e diverso dai precedenti».
Esordisce così il regista spagnolo, nell’intervista rilasciata a Madrid a MenStyle.it – www.menstyle.it/cinema – la versione integrale, che da maggio ritornerà sugli schermi cinematografici con il nuovo lavoro “Los abrazos rotos” (Gli abbracci interrotti). Un noir anni ’50 ma ambientato tra i Novanta e i giorni nostri, che sembra segnare per Almodovar un nuovo corso, una preferenza per il genere thriller iniziata con il film “La mala education”. Protagonista è la musa di sempre, Penelope Cruz nei panni di una ex prostituta tormentata.
«Los abrazos rotos è un film romantico, con storie d’amore e di passioni molto intense tra i quattro personaggi principali, che si intrecciano fra loro, e con una storia d’amore di fondo: la mia con il cinema».
Un storia noir, un giallo che ha anche come protagonisti un uomo d’affari senza scrupoli, un produttore improvvisato e perfido (interpretato dal bravissimo Josè Luis Gomez) che sembra non conoscere nessuna differenza tra il bene e il male, tra la cosa giusta e quella sbagliata….
«In ogni mio personaggio io vi vedo sia bontà che cattiveria, quest’ultima nella vita il più delle volte è causata dalla nostra ignoranza e noncuranza. Il film non si presta a divisioni tra buoni e cattivi. Queste cose vanno bene per i romanzi degli scrittori che riescono a separare i due aspetti creando così personaggi opposti».
Qual è per lei il personaggio che seduce di più nel suo film: la giovane aspirante attrice Lena con un passato da prostituta (interpretata da Penelope Cruz) o il giovane regista Mato Blanco (interpretato da Lluis Homar)?
«Il personaggio di Lena lo trovo molto ricco di sex appeal. E’ un bel personaggio femminile, con un sapiente e potente cocktail di consapevolezza di sé e di fiducia nel potere della sua personalità e della sua sensualità, nonostante sia una donna piena di tormenti».
“Los abrazos rotos” è il suo diciassettesimo film. In Italia per chi è superstizioso il numero 17 porta sfortuna. Lei è superstizioso ?
«Il fatto che questo film porti il numero 17, sì… non mi rende poi così tranquillo e sicuro. Ma, non sono superstizioso. Se fosse così non avrei fatto il regista, ma il cartomante».
Che cos’è per lei la vanità ?
«Un eccessivo e lodevole orgoglio o pessima autoconvinzione, il potere dell’illusione».
E la seduzione?
«Vincere o attirare l’amore o la bramosia di un’altra persona».
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