Spesso siamo portati ad identificare l’azienda per la quale lavoriamo come un’entità estranea che appartiene a persone più fortunate di noi, le sole a godere dei successi dell’azienda, le sole, allo stesso tempo, che debbono gestire le conseguenze di un eventuale insuccesso. Ciò che riguarda noi, invece, pensiamo sia ben più circoscritto: preservare, a buona ragione, il posto di lavoro e puntare, eventualmente, ad un avanzamento di carriera. Il riconoscimento delle nostre capacità, infatti, ci fa sentire più soddisfatti e realizzati nella vita, senza nascondere che, se le nostre disponibilità economiche aumentano, ci sentiamo anche più liberi di scegliere, ed ogni uomo, da che il mondo è mondo, desidera liberarsi. Così, al di là di quello che è il nostro tacito dovere, al di là di quelli che sono i nostri interessi economici contingenti, la vita dell’azienda in sé pare non sia affar nostro.
Ebbene, lo sforzo che le aziende devono compiere è indirizzato proprio al miglioramento di questo tipo di mentalità tra i collaboratori. Il lavoro, come la nostra Costituzione (Art. 4) sancisce, rimane un diritto e un dovere per ogni uomo, ma affinché le aziende crescano e affinché noi cresciamo con essa questi due valori non bastano: occorre risvegliare l’interesse (dal latino inter-esse= essere in mezzo), cioè il coinvolgimento, il grado di partecipazione, la condivisione ad ampio raggio di un sogno imprenditoriale. Esserci in azienda non deve voler dire solo essere presenti, ma essere in mezzo appunto ad una rete ben salda, fatta di uomini che partecipano insieme alla realizzazione di un sogno, alla costruzione di una prospettiva futura.
Null’altro che questo è la vision aziendale: il dove si vuole arrivare, la direzione appunto verso la quale convogliare gli sforzi, diretti e indiretti, di tutti; è la prospettiva futura di un mondo che immaginiamo di migliorare grazie al nostro prodotto o servizio. Pensiamo ad un viandante: l’ orizzonte, quello che la vista gli permette di scorgere, diventa la meta del suo cammino ed esso cambia, spostandosi sempre in avanti e assumendo aspetti differenti, man mano che la strada viene percorsa. Fuor di metafora, questo vale anche per la vision aziendale: la prospettiva futura che l’azienda immagina in un dato momento non può non cambiare col tempo, nel lungo periodo, al mutare dei contesti.
A questo punto, perché i collaboratori all’interno di un’azienda si sentano non solo motivati dall’onorare un diritto e dal rispettare un dovere, ma anche animati dal sogno, occorre che la vision aziendale venga loro comunicata in un modo tale che susciti entusiasmo, identità e senso d’appartenenza, ottimismo e fiducia. Trovare il miglior modo di comunicare chiaramente tutti questi valori è importante, per questo la comunicazione interna verso i dipendenti/collaboratori non va mai trascurata ma al contrario incentivata e migliorata affinché i legami diventino sempre più coesi e il lavoro di squadra risulti vincente. Guardiamo questo esempio:
VISION illy caffè
Vogliamo essere, nel mondo, il punto di riferimento della cultura e dell’eccellenza del caffè. Un’azienda innovativa che propone i migliori prodotti e luoghi di consumo e che, grazie a ciò cresce e diventa leader dell’alta gamma.
Una bella ambizione quella di Illy, tuttavia serve a farci capire bene come la vision sia il sogno dell’azienda, l’obiettivo forse di per sé irraggiungibile, ma che non bisogna mai perdere di vista perché in azienda rimangano vivi ispirazione e passione per il lavoro che si fa, qualunque sia il ruolo che rivestiamo all’interno.
Se attraverso la vision si definisce lo scopo (chi siamo e dove siamo diretti), con la mission si definisce concretamente il come si intende arrivarvi. La vision riguarda il futuro ed è un’idea. La mission riguarda il presente ed esprime quelle che concretamente sono le tappe che l’azienda deve percorrere per andare verso quell’orizzonte definito dalla vision.
MISSION illy caffè
Grazie al nostro entusiasmo, al nostro lavoro in team e ai nostri valori, vogliamo deliziare tutti coloro che, nel mondo, amano la qualità della vita, attraverso il migliore caffè che la natura possa offrire, esaltato dalle migliori tecnologie, dall’emozione e dal coinvolgimento intellettuale che nascono dalla ricerca del bello in tutto quello che facciamo.
Come si evince dall’esempio, nella mission si esplicita il bisogno che l’azienda tende a soddisfare, quali sono i destinatari del suo prodotto o servizio, e quali gli strumenti (i valori, le tecnologie) di cui vuole servirsi per soddisfarli.
Vision e mission devono essere pensati ed elaborati dalla Direzione dell’azienda alla luce dei valori e dell’immagine che si vuole trasmettere al mondo. Devono essere formulati in modo breve, chiaro, inequivocabile e comunicati in modo strategico, perché i collaboratori, ovvero i primi destinatari di questi messaggi, ne colgano pienamente il senso e associno a questo il significato di ogni loro comportamento in azienda.
Per finire, sembra quasi banale ricordarlo, ma le aziende sono fatte di uomini e di comportamenti. Le strategie aziendali non possono essere pensate senza il riconoscimento di questo presupposto. Il lavoro, oltre ad essere un diritto e un dovere, richiede inter-esse, dunque motivazione e coinvolgimento. L’azienda che cresce è un’azienda che sceglie di coltivare questi valori giorno dopo giorno, con i giusti strumenti e soprattutto in modo estremamente coerente.
Neide Loconte
Esperta in comunicazione e addetta stampa
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