Negli ultimi anni, il crescente numero di casi di ipoacusia acustica riscontrati in Europa ed il sempre più alto numero di ricorsi legali mossi dai dipendenti verso i datori di lavoro, ha portato alla luce la necessità di porre attenzione alle classi lavorative più facilmente descrivibili come a rischio.
Tra queste, la sempre più vasta classe degli impiegati d’ufficio e degli operatori telefonici, la quale è sempre più spesso colpita da malattie auditive, legate all’incontrollata esposizione acustica ad agenti fisici (il rumore), e che, se nell’episodio particolare non sollevano particolari problematiche, dopo un prolungato contatto, si sono scoperti portatori di ipoacusia acustica.
Tenuto conto che numerose indagini hanno evidenziato che più del 20% degli operatori di Call Center lavora tra gli 80 e gli 85 dB(A), il Consiglio Europeo ha deciso emanare, nel 2003, una direttiva che imponesse limiti più restrittivi all’esposizione acustica giornaliera dei lavoratori. In particolare, qualora vi fosse il rischio di superare la soglia di 80dB(A), chiamata “valore inferiore d’azione””
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