Le maglie da uomo raggiungono un primo traguardo storico nel 2013. Infatti, è quest’anno che la t-shirt compie un secolo. Una svolta nell’abbigliamento quotidiano – specialmente di quello primaverile ed estivo – targata USA.
Come molte delle rivoluzioni nei costumi e nei modi di vivere contemporanei, l’America rappresenta anche per le maglie da uomo un concreto punto di riferimento. Un’innovazione giunta fino a noi grazie al cinema, in cui divi del calibro di Marlon Brando e James Dean hanno indossato t-shirt per la prima volta nei loro film, accomunando lo spirito eversivo del ribelle a quello amante dell’ordine, tipico dei soldati.
I film con Brando e Dean furono proiettati nelle sale cinematografiche negli anni cinquanta, ma la t-shirt era già stata inventata. L’esercito americano la introdusse come capo obbligatorio, nel 1913, prima dei marinai e poi dei soldati. Con la seconda guerra mondiale divenne nota alle persone anche in Europa, grazie al girocollo e alle maniche corte che caratterizzavano i militari d’oltreoceano.
Queste maglie da uomo stanno alla base di una svolta creativa nel lifestyle della seconda metà del Novecento. Quanti di noi non hanno visto almeno una volta le immagini di hippie dai capelli lunghi, vestiti con t-shirt colorate? Chi non ricorda almeno una t-shirt stile anni settanta o dei primi anni ottanta con sopra impressi slogan politici o frasi irriverenti o ironiche? Celebre la scena di Forrest Gump, in cui un barbuto Tom Hanks imprime il suo volto su una maglia prestatagli per asciugarsi il sudore, mentre restituendola a chi gliel’aveva data gli dice: «Sorridi alla vita!»
Chi in una maniera e chi in un’altra, tutti quanti abbiamo qualche ricordo più o meno piacevole, più o meno significativo, che ci lega alla t-shirt. Da quando è stata creata, l’abbigliamento da uomo non è stato più lo stesso, perdendo molta della sua seriosità. E oggi, giovani e meno giovani non possono più pensare al loro guardaroba, senza includere un ampio numero di sgargianti t-shirt.
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