Il D.Lgs. 231 dell’8 giugno 2001 introduce nell’ordinamento italiano la responsabilità degli enti per la commissione di alcuni reati, specificamente indicati dal legislatore; permette di colpire (con sanzioni pecuniarie, l’interdizione dall’attività, il commissariamento, il divieto a contrarre con la Pubblica Amministrazione) direttamente l’Ente e, quindi, l’interesse economico dei soci. L’Ente, tuttavia, non risponde se dimostra di avere “adottato ed efficacemente attuato” un modello organizzativo idoneo a prevenire la commissione di reati della stessa fattispecie di quello verificatosi.
La legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” è una legge che prevede una serie di misure preventive e repressive contro la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione.
Con la Legge 190, sono dettate specifiche misure le quali hanno a oggetto la trasparenza dell’attività amministrativa, compresa l’attività relativa agli appalti pubblici e il ricorso agli arbitri; l’attribuzione di posizioni dirigenziali; l’assolvimento di obblighi informativi ai cittadini da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
L’incontro di studio si propone di offrire ai partecipanti un approfondimento sul D.Lgs. 231/01, anche alla luce delle recentissime novità portate dalla Legge n. 190/2012.
I temi sui quali sarà focalizzata l’attenzione saranno gli obblighi ex D.Lgs. 231/01 e quindi i sistemi di controlli interni e predisposizione del “Modello di organizzazione” e gli aspetti processuali penali, con l’esame dei reati presupposti commessi più di frequente e le novità giurisprudenziali riguardanti gli stessi.
Le finalità dell’incontro sono quella di offrire ai partecipanti nozioni che permettano loro di non incorrere nella violazione di alcuni reati e nella conseguente violazione del D.Lgs. 231/01.
RELATORE
Rinaldo Alvisi
Avvocato penalista
Massimiliano Soave
Dottore commercialista
SEDI
Roma, 11 luglio
Lascia un commento