Sotto la pelle del suono: il corpo (d)e(l)la musica. Quattro incontri sul rapporto corpo-musica

Sala conferenze dell’Emeroteca Queriniana, Brescia (cortile del Broletto).

Ore 21.00. Ingresso libero e gratuito.

MERCOLEDÌ 22 MAGGIO Cartografare il suono. La registrazione nella popular music come segno del corpo (relatore Alessandro Bratus)

Fin dall’invenzione del fonografo di Edison la registrazione del suono si è rivelata un aspetto cruciale nella produzione e nella diffusione dei repertori che vengono raccolti sotto la definizione comune di popular music. Questo processo tecnico, infatti, ha permesso da un lato di cambiare le modalità di distribuzione della musica, rendendola un bene di consumo di massa e modificandone l’assetto economico e industriale. Dall’altro lato, la registrazione ha dato ai musicisti possibilità prima inedite a livello compositivo, rivelando le potenzialità di processi quali il montaggio orizzontale e verticale del suono e facendo emergere in primo piano le qualità timbriche, performative, quali aspetti imprescindibili e fondanti della sua estetica. La qualità uditiva, ma al contempo anche tattile, che viene comunicata attraverso il suono fermato su un supporto diventa anche una delle qualità distintive della popular music in quanto forma d’arte fonografica, nella quale la fruizione stessa dell’evento dal vivo viene modellata e influenzata dalla registrazione. L’azione sullo strumento o la parola cantata non sono più una manifestazione estemporanea, ma acquistano una qualità testuale che rimette in gioco, nel corso del Novecento, diversi modi di intendere il concetto stesso di composizione specifico di questi repertori e di individuare i suoi parametri principali. Attraverso una serie di esempi si cercherà di tracciare un percorso che delinei le tappe fondamentali di un simile decorso storico, tenendo in conto sia gli effetti che questi fenomeni hanno sulla produzione, sia quelli legati alla ricezione e al cambiamento delle modalità di comunicazione nei confronti degli ascoltatori.

Alessandro Bratus è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze filologiche e paleografico-filologiche dell’Università di Pavia (Cremona), dove si è addottorato nel 2009. Il suo campo di interessi principale è lo studio della popular music, in particolare per le metodologie di analisi della canzone e dei prodotti audiovisivi. Ha presentato i suoi lavori in convegni in Italia ed all’estero, pubblicato diversi articoli su miscellanee e riviste specialistiche italiane e internazionali, oltre a monografie di taglio divulgativo e scientifico su Pink Floyd, Bob Dylan, Aphex Twin, Sonic Youth, Madonna, Lars Von Trier.

GIOVEDÌ 30 MAGGIO Il corpo nelle musiche del Novecento: dai balli terapeutici di Stravinsky agli sballi di fine millennio (relaore Luca Marconi)

Il problema della relazione tra la mente e il corpo è stato affrontato da diversi generi musicali del Novecento, spesso intrecciandosi con la riflessione sui rapporti tra le musiche colte e quelle popolari. Nell’ambito di questo intreccio di problematiche, attraverso alcuni esempi sonori e qualche documento audiovisivo, verrà presentato un percorso che trarrà spunto da due casi di musicoterapia implicati in due capolavori di Stravinsky (il Sacre du Printemps e l’Histoire du soldat), prenderà in considerazione alcuni episodi nella storia del jazz, della canzone e delle musiche d’avanguardia, per giungere ai fenomeni di riscoperta della trance musicale in Italia nell’ultima fase del secolo scorso.

Luca Marconi insegna Storia della popular music presso il conservatorio di Pescara. E’ autore del volume «Musica Espressione Emozione» (Clueb, 2001) e di altri saggi, che spesso si occupano del funzionamento comunicativo del rock, della canzone e di altri generi di popular music.

MERCOLEDÌ 5 GIUGNO Registrare con il corpo (relatore Nicola Scaldaferri)

Un ricercatore che studia sul campo dei fenomeni musicali e rituali non è solo un osservatore neutrale ed esterno, ma una presenza attiva, che spesso interagisce con quanto accade. Egli può anche giungere, grazie a particolari dispositivi tecnologici, a ricoprire un ruolo, anche dal punto di vista fisico, nei procedimenti di registrazione; è il caso, ad esempio delle registrazioni effettuate con l’utilizzo di microfoni collocati all’altezza delle orecchie in grado di registrare secondo la prospettiva di ascolto di chi li indossa. Nella relazione verranno presentati documenti sonori e audiovisivi relativi a ricerche, compiute in Italia e in Africa, in cui è il corpo stesso del ricercatore, in quanto entità fisica, a svolgere un ruolo nei processi di registrazione.

Nicola Scaldaferri è diplomato in composizione al conservatorio di Parma e laureato in Musicologia all’università di Bologna. E’ ricercatore di Etnomusicologia all’università di Milano. Ha pubblicato: Nel paese dei cupa cupa. Suoni e immagini della tradizione lucana»; «Musica nel laboratorio elettroacustico» «Pratiche musicali, poteri e segreti: Alhaji Abubakari Lunna tra il Dagbon e il Massachusetts»; «Perché scrivere la musica non scritta?», in Enciclopedia Einaudi della musica; «Montage und Syncronisation: Ein neues musicalisches Denken in der Musik von Luciano Berio und Bruno Maderna», in Elena Ungeheuer (Hg.), Elektroakustische Musik. Handbuch der Musik im 20. Jahrundert, Band 5.

MERCOLEDÌ 26 GIUGNO Frank Zappa. Basso corporeo come sfida linguistica (relatore Giordano Montecchi)

«Io parlo sporco» diceva Frank Zappa. Ma la sua musica parlava ancora più sporco. Nella sua urticante o esaltante molteplicità il linguaggio di Zappa ha sperimentato e ha fatto interagire da autentico virtuoso universi linguistici antitetici, dall’iper-colto al popular più trash, quasi come una sorta di moderno Rabelais. L’incontro offre l’occasione di riascoltare alcuni dei momenti più significativi della sterminata produzione musicale di questo artista straordinario imprigionato in una ricezione dai troppi stereotipi e la cui lezione non è stata ancora compresa a fondo.

Giordano Montecchi insegna Storia della musica al Conservatorio di Parma. Come studioso è interessato soprattutto alla musica d’oggi nelle sue molteplici diramazioni, dal pop alla sperimentazione, dal jazz alle musiche di tradizione orale. Fra le sue numerose pubblicazioni si segnala «Una storia della musica» (Rizzoli). Critico musicale, collabora con quotidiani e con riviste specializzate.

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