Il test del Dna: come funziona?

Oggi, sempre più spesso, capita che si presenti l’esigenza di verificare la paternità di un figlio tramite l’analisi del Dna. Ma cosa è il test del Dna e come funziona praticamente? Negli ultimi tempi il test di paternità prenatale è divenuto uno strumento molto usato sopratutto da coloro che, provenendo da un’altra nazione, vogliono ottenere il cosiddetto ricongiungimento con la famiglia. In molti casi, invece, si tratta di coppie o singole persone che hanno molti dubbi relativamente alla paternità del proprio bambino. Secondo le recenti statistiche fornite dai laboratori di analisi nel 30% dei casi i dubbi dei genitori si rivelano fondati.

Per quanto riguarda le modalità di esecuzione del test vengono utilizzate tecnologie all’avanguardia che rendono questo esame assolutamente non invasivo (nella pagina test analisi Dna troverete maggiori informazioni in merito). È sufficiente infatti un semplice prelievo seguito da una comparazione dei campioni degli figlio e del padre. In particolare con questo esame vengono analizzate le cellule presenti nel sangue e nelle urine ed estratte dai linfociti. Nel caso specifico del test prenatale di paternità, invece, ad essere analizzate sono le cellule dei villi coriali e del liquido amniotico.

L’analisi del Dna si basa sul presupposto che il Dna è formato da strutture filamentose (dette cromosomi) differenti che sono distribuite in ventitré coppie. Quando il figlio viene concepito riceverà metà del patrimonio genetico dalla madre e la restante metà dal padre. Lo scopo del test di paternità è proprio quello di verificare che i marker estratti dal figlio e dal presunto padre combacino: se, quindi, due o più marker non combaciano allora il soggetto non può essere il padre del bambino. L’affidabilità di questi test sfiora il 100% in quanto vengono presi in esame un gran numero di marker. Nonostante l’attendibilità di questi test sia così alta non si può, comunque, escludere una bassissima percentuale di errore dovuta ad esempio ad una errata conservazione dei campioni oppure ad uno scambio involontario di questi ultimi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.