La selezione del personale: fattore strategico per superare la crisi?

di Michele Natali

Perché scegliere le persone giuste è così importante, anche in un periodo così difficile?

Puntare su persone straordinarie diventa di vitale importanza per il successo di un’azienda,

perché ogni nostro scopo dipende dalle persone che abbiamo scelto, i nostri risultati, le

nostre performance, i nostri rischi e le nostre possibilità di crescita.

Quando iniziamo un nuovo lavoro, intraprendiamo una nuova esperienza le questioni

cruciali sono di diversi tipi, hanno a che fare con il “Come” fare il nostro lavoro, poi mano a

mano che avanziamo, dobbiamo preoccuparci del “Cosa” e, una volta che la nostra vita

professionale è ben avviata, se vogliamo fare la svolta importante, l’attenzione passa sul

“Chi”: chi saranno le persone che mi aiuteranno e come dovrò gestirle per ottenere dei

risultati?

Puntare sulle persone è condizione fondamentale per creare grandezza durevole e

soprattutto è dimostrato che è anche l’elemento più significativo da controllare attraverso

un impatto misurabile sul valore dell’organizzazione: in certi contesti la semplice scelta di

un capo può spiegare fino al 40% delle variazioni nel valore aziendale. Perché questo?

Una spiegazione la troviamo nella complessità degli incarichi ad alto livello e più

complesso sarà il lavoro, maggiore sarà la differenza tra le performance medie e quelle

eccellenti.

Se questo è sempre stato il caso, scegliere le giuste persone sta diventando sempre più

importante, 2 sono le ragioni: la prima è dovuta al fatto che quasi i tre quarti del valore

delle società moderne è costituito da beni intangibili, i quali riguardano le persone; la

seconda è che in un contesto sempre più instabile, le abilità richieste possono cambiare

velocemente e la frequenza delle decisioni critiche aumenta in maniera esponenziale.

Nella difficoltà quindi i contesti economici instabili, rappresentano un’opportunità

importante per investire in talenti giusti.

In situazioni economiche incerte, come quella che stiamo vivendo, alcuni talenti

eccezionali possono diventare disponibili, ma il loro investimento in periodo di crisi

diventa difficile da sostenere per un’azienda.

Allora che fare?

Spesso a causa delle nostre menti inquadrate eccessivamente, procrastiniamo molto

quando si tratta di persone; esageriamo i rischi del cambiamento e sottovalutiamo il costo

delle opportunità presenti, oppure quando agiamo lo facciamo in maniera affrettata.

Spesso diamo troppo valore alla prima impressione che abbiamo di una persona, oppure

diamo importanza ai dettagli tecnici indicati in un curriculum vitae, il quale non è

sottoposto a nessuna reale certificazione (almeno in Europa).

Quindi anche, e soprattutto, in situazioni di crisi come quella attuale, prendere le giuste

decisioni in materia di assunzione del personale, diventa strategicamente decisivo.

Anche se in crisi, l’azienda avrà sempre bisogno di persone per dare valore aggiunto alla

propria attività e superare il momento difficile.

Quindi selezionare risorse umane con attitudini emotive importanti, diventa veramente un

procedimento da attivare con estrema attenzione e disciplina.

Qualsiasi sia il motivo (rafforzare un’area commerciale, ottimizzare un processo

organizzativo interno, avviare una nuova filiale) in fase di selezione cerchiamo di seguire i

seguenti suggerimenti:

1) Nei periodi di incertezza e turbolenza economica, occorre prendere coscienza di

agire;

2) Bisogna superare gli impedimenti emotivi: è vero, assumere mentre si licenzia è

difficile, ma rimanere vivi e superare la crisi diventa imperativo;

3) Occorre essere proattivi (ovvero una volta avere preso coscienza di agire), agiamo.

4) Importante è sviluppare le competenze soft: mentre una rilevante esperienza è

necessaria quando non si ha molto tempo per imparare, contesti vorticosi,

richiedono elevate attitudini basate sull’intelligenza emotiva (capacità di agire in

contesti altamente competitivi, sopportazione allo stress, capacità di

intraprendenza: ad esempio);

5) Nonostante le urgenze è bene assicurarsi un buon numero di candidati, quindi

allarghiamo il bacino di utenza (più canali, avremo più curricula e di conseguenza

più candidati);

6) E’ bene valutare con disciplina facendosi aiutare da esperti selezionatori che

conducano colloqui strutturati: sia il procedimento che i partecipanti diventano

fattori chiave.

7) Bisogna affinare le proprie capacità: nonostante l’importanza decisiva, più volte

evidenziata di scegliere le persone giuste, molti non hanno studiato come farlo: per

fortuna selezionare le persone giuste non è un mistero né un’arte e nemmeno il

frutto di una fortuita coincidenza: è una capacità ma soprattutto una disciplina che,

a prescindere dal periodo economico, dovrebbe essere appresa.

Una volta applicati i punti precedenti bisognerebbe individuare le modalità di esecuzione

del colloquio di selezione: fare un solo colloquio diventa rischioso, anche se si hanno tempi

strettissimi o se un soggetto sembra particolarmente promettente, occorre fare in modo

che tutti i candidati vengano intervistati da più persone. Interessante sarebbe individuare

nella propria organizzazione qualcuno che abbia un talento speciale a riconoscere a prima

vista le figure talentuose o i brocchi: fidatevi di loro e sarebbe buona norma ascoltare il

collega fidato quando afferma che un certo candidato non gli va istintivamente a genio.

Ad un certo punto del processo di selezione esageriamo la complessità della posizione da

ricoprire, descriviamola nella giornata più nera, faticosa, irta di contrasti e piena di

incertezze. In questo momento, teniamo d’occhio il candidato: se continua a manifestare

un incondizionato entusiasmo è probabile che non abbia altre opzioni di impiego.

Valutiamo con favore il candidato se comincia ad incalzare con domande scomode come:

“In quanto tempo dovrei portare i risultati da voi descritti?” e siamo ancora più entusiasti

se il candidato fa domande sui valori dell’azienda.

Le difficoltà indurranno i candidati ad agitarsi in preda alla curiosità intrisa di fiducia nei

propri mezzi, che fa ben sperare.

Infine, finito il colloquio oltre che verificare le referenze del candidato, non limitiamoci ad

una conversazione superficiale: in questi casi obblighiamoci a mettere in discussione tutto

ciò che ci sembra poco chiaro e fidiamoci dei nostri appunti e delle nostre valutazioni e

cerchiamo di farci dare risposte più vicine possibile alla realtà.

Trovare le persone giuste è difficile, trovare persone di grande talento è difficilissimo.

Eppure non c’è nulla che sia più importante per ottenere risultati, che mettere in campo le

persone giuste. Le strategie più brillanti e le tecnologie più sofisticate ed avanzate non

servono a niente se non ci sono persone di valore in grado di applicarle con successo.

Ecco perché il processo di selezione è così importante, anche in un periodo di crisi. Mettere

in campo i giocatori più validi o dei collaboratori di qualità, può aiutarci ad uscire dai

momenti difficili o da situazioni economicamente drammatiche. Tali persone si possono

trovare ovunque, bisogna solo capire come sceglierle.

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