Molto spesso, al termine del percorso universitario, ci si chiede se è il caso lanciarsi nel mondo del lavoro oppure proseguire gli studi iscrivendosi a corsi di specializzazione e master. La domanda che viene spontanea è sempre la stessa: i master servono davvero? In un periodo come questo durante il quale le notizie economiche riguardano principalmente la disoccupazione e la grave crisi economica questa domanda assume una rilevanza fondamentale.
A tal proposito sono molto interessanti i risultati di un’indagine condotta da cinque atenei (politecnico di Torino, Bologna, Siena, Salento e Ca’ Foscari di Venezia). L’indagine sperimentale si è basata su un modello di valutazione dal basso, molto spesso utilizzato per le indagini sui laureati. L’obbiettivo di tale indagine era di capire quale fosse la condizione occupazionale di coloro che avevano seguito un master nel 2007/2008.
L’indagine ha preso in considerazione realtà accademiche del sud, del nord e del centro Italia ed ha coinvolto i master di varie tipologie: da quelli a distanza, a quelli in sede estere, a quelli promossi dalle aziende). Sono stati intervistati bene 1900 diplomati appartenenti a 104 master differenti. In generale ciò che è emerso dalla ricerca è che c’è la necessità di una formazione permanente che riguardi non solo i neolaureati ma anche la popolazione più adulta. In Italia infatti abbiamo circa due milioni di laureati tra i 35 e i 50 anni che necessita di corsi di formazione di qualità.
Venendo invece ai risultati relativi all’occupazione è emerso che, ad un anno dalla conclusione dei master, hanno trovato un’occupazione circa 83 diplomati su cento. Si tratta insomma di una condizione occupazionale molto elevata che vede gran parte degli occupati proseguire l’attività iniziata prima dell’iscrizione; ciò significa che questo tipo di formazione viene scelta anche solo per motivi di arricchimento personale. Infine, confrontando i dati relativi all’occupazione dei laureati rispetto a coloro che hanno seguito un master posta laurea, emerge che questi ultimi hanno trovato con più facilità un’occupazione.
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