Salerno- Arte antica e di profondo fascino, l’arazzo, a tutti gli effetti una narrazione per immagini, è in grado di generare continue suggestioni. Guarda appunto alla capacità di affabulazione di un tessuto che si fa eco della memoria la mostra “Gemini”, che l’artista Virginia Franceschi inaugurerà sabato 13 ottobre alle ore 17,30 presso le scuderie di Palazzo Genovesi. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 ottobre dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 20,30 e nell’ambito della manifestazione il fisarmonicista Gianfranco Rizzo si esibirà domenica 14 alle ore 18,30, mentre dalle 17,30 di lunedì 15 l’artista avvierà un laboratorio di “agoscrittura”, aperto a tutti. Le venticinque opere sono corredate dal catalogo curato da Mario Mele e impreziosito da due scritti di Rino Mele e Maria Giovanna Sessa e costituiscono tasselli immaginifici di un percorso in continuo oscillare tra il passato e il presente, tra il bisogno di liberare la forma e quello di imprigionarla, tra un’arte che si fa ascolto e un elogio della vita e della sensazione. “Le opere esposte offrono allo spettatore due dimensioni diverse: – scrive Maria Giovanna Sessa – dapprima coppie di scenari che vogliono testimoniare la costanza con cui in natura ogni identità implica un suo doppio, fatto di similitudini, di identificazioni anche simbiotiche e di contrasti”. E Rino Mele aggiunge: “Strisce di cotone, seta, su un supporto più duro (di iuta, ad esempio, di canapa) sono organizzate secondo una prospettiva orizzontale (le onde del mare, i solchi di un campo) che suggerisce, subito, la seduzione di un percorso e un invito di partecipazione: e lo spettatore è tentato di costruirvi il suo racconto”. Anche se l’allusione sottile è la via che più seduce Virginia Franceschi per la sua polisemia, ciò non toglie che abbia spazio la concretezza della linea, una materialità corposa che s’impone immediatamente e riassume in sé il respiro delle cose. Ciò che emerge dalla visione degli arazzi è l’esigenza di accogliere la bellezza senza finzioni o filtri.
Gemma Criscuoli
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