Non esiste forse parola più ambigua e al tempo stesso più nitida nel suo significato. La felicità è meta, sogno, inganno, ma anche armonia segreta tra l’individuo e il cosmo, tra un passato che non ha smesso di comunicare i suoi tesori e un presente sospeso nell’attesa di un rinnovamento che non sia solo un miraggio. Il corto “Filmfelicità – viaggio nei musei della provincia di Salerno” di Michele Schiavino ed Erminia Pellecchia, con la consulenza artistica di Pasquale De Cristofaro e Olga Chieffi, sarà presentato sabato 14 luglio, in occasione della giornata inaugurale della XLII edizione del Giffoni Film Festival, alle ore 20, presso il Convento di San Francesco, di Giffoni Valle Piana. Saranno inoltre proposti al pubblico il percorso espositivo e il catalogo del progetto “L’arte della felicità, le ragioni del sentimento”, ideato da Claudio Gubitosi, patron della kermesse e Barbara Cussino, dirigente dei Musei provinciali, coinvolgendo Vittoria Bonani e Floriana Gigantino, rispettivamente funzionarie del servizio Biblioteche e del servizio Musei, sostenuto dall’Assessorato alla cultura dell’amministrazione provinciale, guidato da Matteo Bottone. Dodici significativi pezzi tra reperti archeologici, ceramiche, batik, stoffe, quadri e libri creeranno un itinerario in cui la gioia del creare e del moltiplicarsi delle possibilità espressive porterà i visitatori a contatto con un cromatismo che si fa riflesso delle seduzioni artistiche. I quattro poeti Mario Fresa, Carmen Grattacaso, Francesco Iannone e Sigismondo Nastri, ispirandosi al florilegio di pezzi, hanno creato venti componimenti per il catalogo della mostra e il reading poetico del 14 luglio sarà accompagnato dal flauto di Pasquale Occhinegro del conservatorio “G.Martucci” di Salerno, che ha scelto di eseguire la partita in La minore BWV 1013 di Johann Sebastian Bach, una vera e propria riflessione sul suono, e la tipica contorsione discendente della melopea, su scala pentatonica, di “Syrinx”, di Claude Debussy. L’opera del regista Schiavino è un interrogare la materia attraverso il suono, una sinestesia amorosa che rende le note depositarie della concretezza del segno e scopre in quest’ultimo la materiale evanescenza della melodia. Se dunque i confini del tempo crollano sotto il peso della bellezza, è felice chi sa cogliere le misteriose assonanze tra le cose.
Gemma Criscuoli
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