La cessione del quindo dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale che si differenzia dai finanziamenti classici, è infatti regolato da precise normative.
Questa norma (il D.P.R. del 05/01/1950) come si legge è presente nel nostro ordinamento fin dagli anni cinquanta ed è poi stata sottoposta nel corso degli anni a diverse modifiche e integrazioni.
Sulla cessione del quinto si sbaglia chi crede che il quinto in oggetto di trattenuta sia calcolato semplicemente dividendo lo stipendio lordo per cinque; per ottenere tale importo non è sufficiente la busta paga del lavoratore la quale, può servire solo per un preventivo generico e non per l’erogazione dell’intero prestito.
Quando il lavoratore chiede una cessione del quinto, la banca o la società finanziaria a cui si rivolge accerta delle informazioni (obbligatorie per legge) presso il datore di lavoro, quali la compilazione dei certificati dimostrativi della retribuzione. In questi fogli, vengono evidenziati lo stipendio lordo mensile, quello netto e le trattenute presenti nello stesso.
E’ facendo questa operazione che si va a calcolare la parte di stipendio su cui la società erogatrice del prestito può operare, dividendo per cinque e applicandolo sulla busta paga; dopo aver verificato questi requisiti la società erogatrice deciderà se emettere il prestito o meno.
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