Comunicato LAV, Caccia: Governo impugna Legge quadro Regione Lombardia, davanti alla Corte Costituzionale. Plauso della LAV.

CACCIA:
PLAUSO DELLA LAV AL GOVERNO PER AVER IMPUGNATO LA LEGGE REGIONALE LOMBARDA
DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

INUTILI
LE SEDUTE STRAORDINARIE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA, AVVENUTE ANCHE
DI SABATO E DOMENICA, PER APPROVARE LA LEGGE AMMAZZA-FRINGUELLI.

La LAV esprime
soddisfazione per la decisione del Governo che ha impugnato davanti alla Corte
Costituzionale la Legge quadro n.20 del 2006 sulla caccia in deroga, approvata
dal Consiglio regionale della Lombardia.

Contro questo provvedimento,
infatti, la LAV aveva avviato una potente azione di contestazione mediatica
coinvolgendo migliaia di cittadini nell’invio di e-mail di protesta ai
gruppi consiliari sostenitori della proposta di legge, e tramite la
pubblicazione su importanti quotidiani di un appello provocatoriamente
intitolato “Non toccateci gli uccelli
rivolto ai consiglieri regionali per chiedere di non votare l’ennesima
legge illegittima.

La legge 20/06, che
consente di uccidere animali protetti dall’Unione Europea, era stata approvata
da tutti i Consiglieri di maggioranza presenti (eccetto Ferretto AN) con il
supporto di alcuni consiglieri della Margherita (eccetto Maria Grazia
Fabrizio).
A nulla era valso il tentativo di Verdi, IDV, PRC e alcuni consiglieri dei DS
di riportare la legalità in Aula.

Recentemente la
Lombardia, insieme alle regioni Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli
Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Toscana e Umbria, era stata deferita
alla Corte di Giustizia europea per due procedure di violazione frequente della
Direttiva europea sugli uccelli selvatici. Motivo del deferimento il fatto che
la legislazione italiana, sia a livello nazionale che nelle regioni sopra
indicate, permette la caccia ad alcune specie di uccelli in modo non conforme
alle condizioni specifiche di deroga previste dalla Direttiva europea.

Nell’Unione Europea la
caccia è disciplinata dalla Direttiva 79 del 1979 sugli uccelli selvatici, che
prevede misure di protezione, di gestione e di regolazione di tutte le specie
di uccelli viventi allo stato selvatico. Pur prevedendo il divieto generale di
ucciderli, la Direttiva consente la caccia ad alcune specie, se praticata al di
fuori dei periodi di riproduzione e di migrazione, ma non fissa periodi di
caccia precisi, dato che questi possono variare da regione a regione in
funzione delle specie e della localizzazione geografica. Spetta agli Stati
membri fissare il calendario venatorio, sulla base delle conoscenze
scientifiche relative ai periodi di riproduzione e di migrazione delle diverse
specie cacciabili.

Eccezionalmente le
autorità nazionali possono autorizzare la cattura o l’uccisione di uccelli
tutelati dalla direttiva mediante determinati metodi o al di fuori della
normale stagione di caccia per una serie limitata di motivi. Tuttavia, le
deroghe sono accordate soltanto se rispettano condizioni rigorose: quella della
Regione Lombardia, con addirittura l’approvazione di una legge quadro in
merito, è stata l’ennesima forzatura.

Ancora una volta la Regione Lombardia accusa il colpo
per i continui abusi dei propri poteri legislativi, troppo spesso
utilizzati per regalare ai cacciatori più oltranzisti nuove norme che rendono
più facile il saccheggio della fauna grazie alla illegalità venatoria istituzionalizzata
dichiara Simone Pavesi Coordinatore
LAV
Lombardia La legge
regionale in questione, oltre all’uccisione di uccelli tutelati dalla
Direttiva
79/409/CEE, prevede anche la cattura di questi animali da utilizzare come
richiami vivi e da fornire gratuitamente, ma a spese dei cittadini, ai
cacciatori lombardi”.

La LAV auspica che gli
amministratori regionali concentrino i loro sforzi, nell’immediato
futuro, per tutelare l’ambiente e non i cacciatori, nel rispetto della
volontà della maggior parte dei cittadini lombardi e nel rispetto dei diritti
degli animali, e annuncia che qualora la Corte Costituzionale dichiarasse
finalmente illegittima la Legge quadro n.20 del 2006, valuterà l’ipotesi
di una richiesta di risarcimento danni agli animali, uccisi in violazione della
Direttiva europea.

6 aprile 2007

LAV Lombardia: 320.4788075

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