I: Comunicato LAV, Pellicce di cani e gatti: approvato in prima lettura dal Parlamento UE stop a import e commercio. Grazie alla LAV, Italia “apripista” in Europa.

Da: LAV Ufficio stampa – Maria Falvo
[mailto:[email protected]] Per conto
di
Barbara Paladini
Inviato: martedì 19 giugno 2007
15.04
A: Maria Falvo
Oggetto: Comunicato LAV, Pellicce
di cani e gatti: approvato in prima lettura dal Parlamento UE stop a import e
commercio. Grazie alla LAV, Italia "apripista" in Europa.
Priorità: Alta

Comunicato
stampa LAV 19 giugno 2007

PELLICCE
DI CANI E GATTI: APPROVATO IN PRIMA LETTURA DAL PARLAMENTO UE IL DIVIETO DI
IMPORTAZIONE E COMMERCIO SU TUTTO IL TERRITORIO EUROPEO.

“GRAZIE
ALLE INVESTIGAZIONI DELLA LAV, L’ITALIA HA FATTO DA APRIPISTA IN EUROPA,
VIETANDO PER PRIMA TALE COMMERCIO”.

La LAV plaude al risultato
del voto odierno del Parlamento Europeo che ha approvato, in prima lettura (il
Consiglio deciderà nel mese di settembre) il divieto all’importazione e
al commercio di pelli di cani e gatti nei Paesi UE. L’Unione Europea si
unisce quindi a USA, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera, che avevano già
bandito il commercio di tali pelli, utilizzate come inserti nei prodotti di
abbigliamento e di alcuni giocattoli.

Finora solo cinque dei 27
Paesi che compongono l’Unione avevano bandito le pellicce provenienti
dall’uccisione di cani e gatti. L’origine della proposta messa in
votazione oggi è dovuta, in parte, proprio alle pressioni esercitate da questi
Paesi, ai quali l’Italia ha fatto da “apripista” divenendo il
primo Paese UE, e secondo nel mondo dopo gli USA, ad aver imposto un bando
nazionale all’importazione e commercio di tali pelli, prima con
l’Ordinanza dell’allora Ministro della Salute Sirchia, emessa nel
2001 e rinnovata nei due anni successivi, poi con l’inserimento del divieto
nella Legge 189/04 contro il maltrattamenti agli animali.

Questa approvazione costituisce il primo
importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato i vincoli
imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale, facendo scelte etiche
nei confronti degli animali, e arrivando a bandire un intero commercio

– commenta Roberto Bennati,
responsabile LAV campagne europee
.

E’ un risultato rilevante, frutto di anni di
solleciti ed azioni che hanno visto la LAV in prima fila in Italia, in seguito
ad investigazioni ed analisi su alcuni capi di abbigliamento con parti in
pelliccia, in vendita nei Paesi Europei
ricorda ancora Bennati In Italia le analisi commissionate dalla LAV
rivelarono la presenza di pellicce di cane e gatto in capi di abbigliamento in
vendita presso alcuni grandi magazzini. Tale scoperta diede origine ad
un’ondata di indignazione dell’opinione pubblica italiana, che
portò ai provvedimenti di divieto emanati in questi anni
”.

Questo provvedimento, che
introduce anche le modalità di attuazione dei controlli alle frontiere, è la
conclusione di un processo avviato nel dicembre del 2003 con l’adozione
da parte del Parlamento UE di una Dichiarazione scritta che chiedeva il bando
del commercio di pelli provenienti dall’uccisione di cani e gatti.

Diamo atto, inoltre, al Commissario europeo per i
consumatori, Markos Kyprianou, cui va il nostro plauso per aver confermato il
suo impegno politico su questo argomento, di aver sostenuto adeguatamente le
istanze ricevute dai consumatori europei, involontari complici di un mercato
estremamente cruento –
conclude
Bennati
.

Il commercio di pelli
provenienti da cani e gatti, infatti, uccide, ogni anno, circa due milioni di animali in Cina, Thailandia,
Filippine e Corea (stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per
confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei
cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali
randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni
indescrivibili fino al momento dell’uccisione, tuttaltro che incruenta.

19.06.2007

Ufficio Stampa LAV
064461325 – 3290398535 www.lav.it

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