Comunicato stampa LAV 6 luglio 2007
AGGREDITO
IL VICEPRESIDENTE DELLA LAV: UN ALLEVATORE, A LODI, TENTA DI BLOCCARE LA
CAMPAGNA LAV SULLO SCANDALO DELLE ILLEGALITA’ AI DANNI DELLE
“MUCCHE A TERRA”. DENUNCIATO PER LESIONI PERSONALI.
Un allevatore quarantenne
di Mulazzano (Lodi) ieri sera ha aggredito il Vicepresidente della LAV Roberto
Bennati all’ingresso di una sala del Comune di Lodi dove la LAV stava per
dare inizio a una conferenza stampa per presentare un video-denuncia che documenta gravi illegalità compiute ai
danni di mucche da latte a fine carriera (cioè giunte alla fine di un intensivo
ciclo di produzione e sfruttamento) nel macello Calzi a Bertonico (Lodi), ma
anche in altre strutture in Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.
L’allevatore,
identificato e portato in Questura grazie all’intervento della Polizia di
Stato, è stato denunciato per lesioni personali: ha colpito il Vicepresidente
della LAV al collo e all’orecchio provocando lesioni guaribili in alcuni
giorni. Ai fatti hanno assistito alcuni testimoni. L’aggressione non ha
però impedito lo svolgimento della conferenza stampa che ha avuto luogo
regolarmente.
“Questa
aggressione è la drammatica testimonianza della barbara involuzione del
problema delle illegalità commesse ai danni delle mucche giunte a fine
produzione, documentate dalla LAV in alcuni allevamenti e macelli, e rese
pubbliche al fine di impedire nuove violazioni e garantire il rispetto della
normativa in materia – dichiara Roberto
Bennati, vicepresidente della LAV – Da mesi, su questo tema
registriamo una netta ostilità da parte degli allevatori che difendono il loro
tornaconto trascurando il benessere di animali ai quali la normativa riconosce
una sia pur minima protezione; animali provati da anni di sfruttamento
economico, e quindi fisico, in quanto animali ‘da reddito’, che ci
si ostina a considerare oggetti e non esseri viventi”.
Il
video mostrato dalla LAV ieri a Lodi, documenta che gli animali sono stati
trasportati in violazione dell’art.12 del
Decreto Legislativo 333/98, relativo alla protezione degli animali
durante la macellazione o l’abbattimento, secondo cui “gli animali
feriti o malati devono essere abbattuti sul posto”, e in
violazione del decreto legislativo 532/92
(modificato dal D.Lgs.388/98), relativo alla protezione degli
animali durante il trasporto, secondo cui devono essere "trasportati soltanto animali idonei a
sopportare il viaggio previsto" e gli animali gravemente malati
o feriti non sono considerati idonei al trasporto. Il nuovo Regolamento (CE) n.1/2005 che dal 5 gennaio 2007 ha
sostituito il decreto legislativo 532/92 (modificato dal D.Lgs.388/98) ha
rafforzato e specificato il divieto di trasportare animali non idonei (non in
grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza o senza aiuto; in presenza di
ferite o prolasso), proibendo il ricorso a metodi coercitivi (calci, sollevare
animali per coda, orecchie, ecc.) e di arrecare lesioni o sofferenze inutili
durante il trasporto di animali idonei.
La
pratica di trasportare le “mucche a terra” (sono definiti così gli animali
da latte a fine carriera che non riescono più a sostenersi per le fatiche e lo
sfruttamento sopportato, il peso e/o l’età) ancorché vietata, è molto
frequente. Questo perché il trasporto dell’animale già morto ne
ridurrebbe notevolmente il prezzo.
Negli
gli allevamenti visitati sono state raccolte testimonianze per cui le “mucche a terra” non vengono macellate o
sottoposte a eutanasia in azienda, bensì caricate su un camion e trasportate al
macello, descrivendo i metodi per caricarle sui camion come segue:
con l’ausilio della pala di un trattore o di un elevatore a forca;
facendole rotolare su una piattaforma, che viene poi portata con un elevatore a
forca dentro il camion, lasciando poi rotolare giù dalla piattaforma la mucca;
sollevandole con due cinture fatte passare sotto l’animale, per spostarlo
poi all’interno del camion. Tutte pratiche fuorilegge.
06/07/2007
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