Mxp – Lin 9 Agosto 2007
IL DEFICIT ORGANIZZATIVO DELL’HANDLNG DI FIUMICINO SIA DI MONITO AGLI AEROPORTI LOMBARDI
Qualche politico lombardo, a seguito dei gravi disservizi accaduti a Fiumicino, ha tenuto a precisare che il Sistema aeroportuale milanese è più efficiente, sottovalutando però, a nostro avviso, le criticità che esistono sugli aeroporti lombardi e come queste vengono vissute dai lavoratori e dagli utenti.
Riteniamo dunque opportuno fare delle riflessioni con tutti coloro che intendono dare un contributo d’idee in merito alle” prevedibili” settimane nere di Roma e alla situazione poco efficiente del sistema Handling italiano, compreso, evidentemente, quello della Lombardia.
I disastrosi disservizi dei bagagli su Fiumicino sono strettamente legati alle miopi politiche di privatizzazione degli Aeroporti Romani e ad una liberalizzazione dei servizi di terra (Handling) blandamente regolate e controllate.
Chi scrive ha criticato in più occasioni la privatizzazione di ADR, il modo con cui è stata realizzata, l’assordante silenzio del mondo politico e la mancanza d’iniziativa del Sindacato rispetto ad una trasformazione profonda con conseguenze negative inevitabili sui lavoratori e sugli utenti.
Per queste ragioni abbiamo criticato l’ipotesi di privatizzazione della SEA dell’allora Sindaco Albertini che per fortuna non andò in porto.
La privatizzazione di ADR di circa 10 anni fa non è stata un’innovazione industriale moderna, bensì un accaparramento di un bene collettivo da parte di un gruppo di cordate, non certo amanti del libero mercato, ma prone a trasformare un monopolio pubblico in privato.
E’ accaduto che gli azionisti del Progetto Leonardo, dopo aver acquistato la Società per circa 4500 miliardi di vecchie lire con il meccanismo del “Leverage by out” (compro l’Azienda con i debiti garantiti dalle azioni dell’Azienda stessa), hanno operato continue speculazioni nelle vendite dei pacchetti azionari, ed hanno creato un sistema di rendita aeroportuale abbandonando i servizi di Handling in un regime di concorrenza “fai da te”.
Né le forze politiche di destra, né quelle di sinistra, né il Sindacato nel suo complesso, hanno mai contrastato questo processo nostrano di privatizzazione e liberalizzazione, in altre parole non hanno mai avvertito l’esigenza di tutelare per prima gli utenti, in seconda istanza i lavoratori, poi la comunità vicino agli aeroporti ed infine gli azionisti.
Le inefficienze di Aviapartener di Roma sono solo la punta dell’icesberg di un sistema di handling nazionale in forte crisi che, per lo più, offre tariffe stracciate ai vettori e servizi scadenti lucrando sul lavoro precario e sull’uso massiccio di cooperative che pagano 5 euro l’ora gli addetti del carico e scarico. Ciò accade sia per gli handlers passeggeri che merci, Malpensa e Linate non sono immuni a questo sistema di schiavitù e capolarato.
In queste realtà improvvisate, nate senza impronta imprenditoriale, formazione e addestramento sono fattori approssimativi se non inesistenti, sono entità amorfe, con organizzazioni del lavoro asfittiche, qui non può essere garantita né l’efficienza aeroportuale, né i diritti dei lavoratori.
La vendita di ADR Handling per 73 milioni d’euro al Gruppo spagnolo dal nome altisonante “ FLIGHT CARE” è un’operazione scandalosa attuata da azionisti speculatori che non hanno avuto a cuore né l’italianità né la funzionalità del sistema aeroportuale, ma solo il loro particolare interesse.
Nella complessa realtà aeroportuale non vale il principio generico della mano invisibile di Adamo Smith, secondo cui dall’interesse individuale discende quello collettivo; vale invece un sistema equilibrato dei diversi attori, (Vettori, Gestori, Handlers) costruito da un insieme di regole e controlli capaci di regolare e controllare con rigore il mercato.
Finora, da quando è partita la liberalizzazione dei servizi, abbiamo avuto uno sviluppo di Handlers (Merci e Passeggeri) caotico sul quale il ruolo di controllo di ENAC non ha inciso in modo efficace, basti considerare con neutralità l’intervento di ENAC su quanto è accaduto a Fiumicino, il suo comportamento contraddittorio e i suoi mancati controlli preventivi che potevano evitare gli incresciosi disservizi.
Di fronte ad un quadro così confuso, di lotta d’interessi particolari, instabile e turbolento, di un mercato dell’Handling sempre più caratterizzato da frammentazione e precarizzazione, in sostanza da una forte patologia disgregativa di sistema, dobbiamo riconoscere che la tesi di SEA che considera nel suo Piano Strategico 2007/2012 l’attività di Handling come un Settore Strategico per il Sistema Aeroportuale è, senza dubbio, una tesi realistica e lungimirante.
E’ una posizione completamente all’opposto dell’esperienza romana negativa, dipesa in gran parte da quella privatizzazione corsara che, per fortuna non si è realizzata con gli aeroporti lombardi.
Perciò concludiamo con l’impegno di dare dei contributi importanti nella ricostruzione dell’handling SEA e facendo appello al management e all’Azionista (Comune di Milano) di non ripetere, sia per la privatizzazione sia per il riassetto industriale dell’Handling, gli stessi errori degli Aeroporti di Roma.
SEGRETERIA REGIONALE
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Trasporti e Servizi
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