Comunicato LAV. INCENDI, ARRESTATI PIROMANI. LAV: DENUNCIATI PER UCCISIONE ANIMALI, LAV SARA’ PARTE CIVILE.

Comunicato
stampa LAV 13 agosto 2007

INCENDI,
LATINA: ARRESTATI DUE PIROMANI.

INIZIATIVA
INNOVATIVA DELL’UFFICIO LEGALE LAV: I PIROMANI SARANNO DENUNCIATI PER
UCCISIONE DI ANIMALI SELVATICI, SUL PRESUPPOSTO GIURIDICO DEL DOLO EVENTUALE, E
LA LAV SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE.

L’Ufficio
Legale della LAV è impegnato a presentare una denuncia per il reato di uccisione
di animali selvatici, a carico dei due piromani, di 58 e 38 anni, arrestati dal
NIPAF del Corpo Forestale dello Stato, su richiesta del Procuratore della
Repubblica di Latina, perché gravemente indiziati per due tentativi di incendio
boschivo doloso nelle campagne del Comune di Monte S.Biagio (Latina) e per la
fabbricazione, detenzione e trasporto di ordigni incendiari.

Analoga denuncia
sarà presentata dall’Ufficio Legale della LAV a carico di tutti gli altri
incendiari denunciati o arrestati per il reato di incendio boschivo commesso in
passato o che sarà commesso nel futuro; inoltre la LAV si costituirà parte
civile nei procedimenti penali che saranno avviati contro i piromani. Gli
incendi che puntualmente ogni estate distruggono migliaia di ettari di boschi –
6.983 ettari di foreste in fumo nel 2007, con 172 denunce in tutta Italia per
il reato di incendio boschivo (dati 2007 aggiornati al 29 luglio 2007, fonte:
Corpo Forestale dello Stato) – hanno come ulteriore effetto devastante
l’uccisione di miglia di animali e la distruzione del loro habitat
naturale: per ogni ettaro di
macchia mediterranea andato in fumo, secondo stime della Lipu, muoiono in media
400 animali.

“L’Ufficio
Legale della LAV ha deciso di attivare questa e tutte le altre denunce per
uccisione di animali, a carico di piromani, sul presupposto giuridico del dolo
eventuale: sebbene la mira principale dell’incendiario sia di distruggere
il verde dei nostri boschi, non c’è dubbio che l’incendiario, nel
momento in cui appicca il fuoco, è conscio che un enorme numero di animali
selvatici moriranno bruciati vivi, tra indicibili sofferenze, senza trovare
alcuna via di scampo – dichiara il dott.
Maurizio Santoloci, direttore dell’Ufficio Legale nazionale LAV

– Non si tratta di un fatto eventuale o probabile, bensì di un dato
assolutamente certo e non eventuale: il piromane accetta consapevolmente il
fatto, certo e non eventuale, di uccidere numerosi animali selvatici, pur se il
suo disegno criminale era rivolto a distruggere la vegetazione. Sussiste,
dunque, in concorso con l’art. 423 bis del Codice penale (incendio
boschivo doloso), il concorso diretto con il reato di uccisione gratuita di
animali, aggravata da inevitabili sofferenze. Inoltre, mettiamo in evidenza che
vi è un danno ambientale di
ulteriore livello perché la superficie boscata sterilizzata dal
fuoco impedisce la riproduzione futura anche delle specie animali eventualmente
sopravvissute, con danni incalcolabili”.

“Ricordiamo che il reato di uccisione di animali (art.544 bis del Codice penale) è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi – dichiara la dott.ssa Carla Campanaro dell’Ufficio Legale nazionale LAV – Ci impegneremo affinché l’uccisione di animali conseguente agli incendi boschivi sia perseguita d’ora in poi come autonoma e ulteriore tragica conseguenza degli incendi dolosi e siamo certi di un positivo riscontro della giurisprudenza in proposito: si tratta di una iniziativa doverosa e innovativa, che riguarda la vita di migliaia di animali, e per questo rivolgiamo un appello al Corpo Forestale dello Stato e a tutti gli organi di Polizia Giudiziaria affinché ci segnalino ogni caso di incendiari identificati.” 13 agosto 2007Ufficio Stampa LAV 06.4461325 – 339.1742586 www.lav.it

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