Comunicato stampa LAV
CANILE
DI STATTE (TARANTO) SEQUESTRATO DA NIRDA CFS, DUE DENUNCIATI: DA 10 ANNI NEL
MIRINO DELLA LAV. APPELLO A GOVERNO, PARLAMENTO E REGIONI PER INTEGRAZIONE
LEGGE 281/91.
La LAV esprime
soddisfazione per il sequestro preventivo del canile-rifugio di Statte
(Taranto), operato dal Nirda del Corpo Forestale dello Stato, dove di recente
alcuni cani sono stati trovati morti, denutriti e malati. Ma già dieci anni fa
la LAV lo aveva incluso nella “lista nera” delle strutture-lager
per quattrozampe, segnalando la sua grave inadeguatezza e il sovraffollamento
(600 cani ospitati a fronte di una capienza di circa 200).
“Seppure
con l’amarezza di aver dovuto attendere troppi anni e la morte di troppi
cani, prima di poter fermare questo orrore, ora speriamo che venga posta una
parola giudiziaria definitiva, a tutela degli animali e delle casse pubbliche –
dichiara Elisa D’Alessio, responsabile
nazionale LAV settore Randagismo – Sollecitiamo una tempestiva e
adeguata assistenza a questi cani, in attesa che sia accertata e punita ogni
eventuale responsabilità per tali drammatici fatti. Di recente abbiamo raccolto
più di 300.000 firme con le quali chiediamo un impegno concreto a Governo,
Parlamento e Regioni per una legge d’integrazione alla Legge quadro 281/91
sulla prevenzione del randagismo, che preveda maggiori vincoli e controlli a
coloro che gestiscono i canili, la chiusura dei canili-lager e il perseguimento
dei responsabili di maltrattamenti, le necessarie sterilizzazioni, un servizio
sanitario mutualistico per gli animali e sostegno al volontariato che accudisce
concretamente gli animali. E
grazie a queste firme raccolte, finalmente dalla prossima settimana la
Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati avvierà l’iter di
miglioramento della Legge 281, a sedici anni dal suo varo.”
Secondo le informazioni diffuse dall’Ufficio Stampa del Corpo Forestale
dello Stato, il rappresentante legale della società “Tarentum 2000
srl” e il gestore del canile, che opera in convenzione con i Comuni di
Taranto e Statte, sono stati denunciati a piede libero all’autorità
giudiziaria. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di uccisione e
maltrattamento di animali, detenzione di animali
in condizioni incompatibili con la loro natura, gestione di discarica non
autorizzata e smaltimento illegale di rifiuti ad alto rischio, costituiti da
sottoprodotti di origine animale. Il canile è stato affidato in custodia ai
sindaci di Taranto e Statte, e al direttore generale dell’Ausl di Taranto per
la vigilanza sanitaria, mentre la gestione degli animali
è stata affidata ad un’associazione zoofila. Nella nota il Corpo forestale dello
Stato sottolinea che le indagini non sono concluse perché sono al vaglio
"ipotesi di condotte criminose riguardanti reati contro la pubblica
amministrazione".
Pochi giorni fa, poi, un
centinaio di carcasse di cani sono state trovate, dal Corpo Forestale dello
Stato, a pochi chilometri dal canile: il magistrato ha disposto il sequestro e
l’autopsia su due di questi cani.
I recenti sopralluoghi e
le telecamere hanno mostrato cani sporchi e malnutriti, accasciati su un
pavimento lurido e infestato da topi, in mezzo ad un fetore insopportabile,
alcuni devastati da malattie non curate, come otiti, ascessi e forme tumorali:
è questo quanto hanno trovato nel canile di Statte i volontari del comando di
Polizia ecozoofila Aud di Milano. Il comando della Polizia Ecozoofila ha
diffuso la relazione dove viene descritta la gravissima situazione nel canile,
nel momento in cui i volontari ecozoofili sono entrati nella struttura, in una
missione compiuta a fine ottobre.
8.11.2007
Ufficio stampa LAV
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