Il Comitato Direttivo di T.I. ASSOTIR ha indirizzato un messaggio chiaro alle Organizzazioni che hanno indetto il Fermo generale dell’autotrasporto nei giorni dal 10 al 14 dicembre prossimi.
La crisi del settore, secondo T.I. ASSOTIR, è così grave che non può essere risolta con i soliti pannicelli caldi.
Tanto meno con qualche mancia strappata al Governo e destinata ad essere vanificata dopo qualche settimana dall’aumento costante dei prezzi del gasolio e dall’aumento generalizzato dei costi operativi.
Occorre affrontare le ragioni profonde della crisi attuale: la controriforma del 2005 ha concesso uno strapotere alla committenza, che oggi può utilizzare l’autotrasporto al prezzo che solo essa decide e utilizza le imprese di trasporto per dare soluzione alle difficoltà competitive del sistema industriale logistico e commerciale italiano, scaricando sull’autotrasporto i costi legati alla tutela della sicurezza della circolazione e alla protezione dell’ambiente e dei lavoratori che dovrebbero essere, invece, un obiettivo ed un impegno per tutti.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ha deciso perciò che le imprese ad essa aderenti parteciperanno al Fermo del settore, ove venga confermato, solo se, tra i risultati che con questa iniziativa di mobilitazione ci si propone di raggiungere figureranno tre precisi obiettivi:
1. L’istituzione di una TARIFFA MINIMA DI SICUREZZA
Essa va definita in funzione dei costi minimi delle diverse tipologie di trasporto, per garantire che siano assicurati il rispetto delle norme sulla sicurezza della circolazione, la legalità e la trasparenza del mercato e gli equilibri economici di tutti gli operatori.
L’autotrasporto, infatti, deve rispettare precise e stringenti regolamentazioni – nazionali e comunitarie – che determinano costi certi e quantificabili per i trasportatori e per le diverse filiere del trasporto.
Occorre perciò che il rispetto delle condizioni minime di esercizio dell’attività nella legalità e nella sicurezza sia assicurato attraverso l’obbligo alle committenze perché esse si facciano carico dei costi che ciò comporta per i fornitori dei servizi di trasporto.
Solo il riconoscimento per legge di un livello minimo “di sicurezza” e la previsione di adeguate sanzioni per chi lo viola, potrà assicurare il successo di quelle attività di controllo che giustamente vengono rivendicate e potrà consentire l’espulsione dal mercato di avventurieri e di intermediari senza scrupoli che oggi invece vi nuotano come pesci nell’acqua.
2. Meccanismi certi di perseguimento delle responsabilità oggettiva di chiunque – committenti, intermediari, trasportatori, ecc. – violi le condizioni stabilite dalla Tariffa minima di sicurezza
La responsabilità del committente non può essere ricercata solo dopo che si è determinata l’infrazione o l’incidente. Essa va imposta quale pre-condizione allo svolgimento ordinato e regolare del servizio di trasporto.
Un corrispettivo minore della tariffa minima di sicurezza deve perciò essere riconosciuto – oggettivamente – come il principale elemento che ostacola il rispetto delle pre-condizioni per la sicurezza e fa scattare la responsabilità oggettiva di tutte le parti coinvolte nel trasporto.
3. Fornire agli autotrasportatori un immediato ristoro all’aumento insopportabile del costo del gasolio.
Esistano tutte le condizioni politiche e sociali perché, nel quadro della dichiarazione di crisi del settore prevista dalle normative europee, il Governo italiano che ha adottato una politica fiscale per il gasolio assai più penalizzante di quella prevista come minima dalla U.E., possa procedere, da subito, ad una riduzione delle accise anche prima dell’eventuale decisione della U.E. sull’istituzione del cosiddetto “gasolio professionale”.
Questo potrà contribuire a smascherare chi, dietro la favola dell’aumento del costo dei trasporti, specula sui prezzi al consumo e fa crescere l’inflazione, penalizzando pesantemente tutti i lavoratori ed i consumatori italiani.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR attende ora, su questi punti, una risposta chiara e definitiva da chi dice di voler fermare il Paese per difendere l’autotrasporto italiano.
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