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Nuove Frontiere onlus
Se riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta già cambiando
Mensile n.7
gennaio 2008
In questo numero
· Editoriale
· Un ostello per immigrati
· Adozioni nazionali
· Il liberalismo totalizzante
· Sostieni Nuove Frontiere
· SOS risorse naturali in esaurimento
· Leoni per agnelli
Conto corrente postale: N. 75144824
Intestato a: Associazione Nuove Frontiere
Via Aldo Banzi 135 – 00128 Roma
Contact Uswww.nuovefrontiere.net
Editoriale
Iniziamo questo 2008 certamente non nel migliore dei modi, crisi di governo, rifiuti (morali e materiali), inquisiti e condannati che fanno fatica a dare le dimissioni& Eppure questo Paese è straordinario perché straordinario è questo popolo. Non sono io a dirlo ma è la storia a gridarlo.
Il relativismo, la moralità dei secondo me , anziché rafforzare il senso critico della persona e della società nel suo complesso, ha fatto terra bruciata. Edonismo ed individualismo ci rendono incapaci di pensare al bene comune, al noi: noi come coppie, famiglia, società.
La distruzione della famiglia, la disintegrazione sociale e la crisi politico-istituzionale sono la prova provata che nei fatti quello in cui viviamo non è più uno Stato laico, ma laicista e la televisione ne è stata e ne è la principale responsabile assieme ai poteri a cui, consapevolmente o meno, risponde. Come già Pierpaolo Pasolini profeticamente denunciava: non esiste niente di più feroce della banalissima televisione che tutto omologa e tutto appiattisce.
Risultato: come barchette sbattute dal vento, senza meta e punti di orientamento cerchiamo di rimanere a galla sul mare mosso della vita. Ma già Seneca avvisava che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare .
Per questo nel nostro piccolo abbiamo cercato di mettere in piedi una web-tv, con l intenzione di intrattenere per un oretta in maniera speriamo intelligente e piacevole e con un idea fissa che fa da filo conduttore: cambiare è possibile. Con il tempo faremo in modo di cambiare quotidianamente il palinsesto, ma ci vuole un po di pazienza.
Come onlus crediamo altresì in quel salto generazionale, già auspicato da Giovanni Falcone, che grazie alla scuola, coadiuvata dai media e dalla società civile, veda ristabiliti principi quali il rispetto della legalità e della laicità, il senso dello Stato e del bene comune, la solidarietà, senza i quali tutto è perduto.
Per questo abbiamo portato avanti la petizione in difesa del diritto dei minori all istruzione L art 731 codice penale risulta inadeguato a tutelare il diritto d istruzione, inteso come diritto fondamentale della persona umana ex art 2 della Costituzione Italiana. La norma risulta essere, inoltre, inadeguata a contrastare il fenomeno della dispersione ed evasione scolastica, non tutela il diritto dei minori a ricevere un adeguata istruzione atta a sviluppare la propria personalità, ma essendo collocata fra le contravvenzioni concernenti l attività sociale della p.a. , tutela l interesse statale all istruzione dei minori. L art 731 c.p. tutela, quindi, solo un aspetto della complessa fattispecie in esame, non considera che l istruzione è innanzitutto un diritto inviolabile dell individuo, oltre un dovere di solidarietà economica-sociale. Sarebbe, pertanto, più appropriato tutelare due beni giuridici: l interesse statale all istruzione dei minore e il diritto soggettivo alla costruzione della propria personalità (V.Caputo);
E stiamo portando avanti una riforma sulle adozioni che preveda non solo uno snellimento delle procedure burocratiche, ma anche e soprattutto una revisione dei tempi e modi che portano alla sentenza di adottabilità da una parte e la decadenza della patria potestà dall altra.
C’è un’emergenza minori in questo Paese (1 milione di bambini assiste o è vittima di maltrattamenti in famiglia, mezzo milione viene sfruttato per ragioni economiche, 50mila sono costretti all’accattonaggio, il 16,3% vive al di sotto della soglia di povertà nazionale) e Nuove Frontiere onlus si batterà per una profonda revisione del sistema delle adozioni e per l’abbattimento di quel “moloc” che è la patria potestà che rimane nei fatti inscalfito anche a fronte di abusi, violenze e sfruttamento.
Ad oggi, nonostante le cifre di cui sopra, abbiamo appena un migliaio di sentenze di adottabilità l’anno.
Peccato che anche nel caso specifico non si riesca a scavalcare la burocrazia e a concedere al minore quel diritto alla famiglia baluardo della legge 184/1993 lasciando ancora una volta le famiglie affidatarie e i minori stessi nell angoscia a che la procedura non si completi e che quindi l affidamento non si trasformi in adozione, negando pertanto quel diritto ad un infanzia felice che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini (N.Mancini).
Noi però rimaniamo ottimisti perché il tempo, come si dice, gioca a nostro favore: arriverà il momento in cui ci si renderà tutti conto che il futuro o sarà solidale o non sarà, lo sviluppo eco-compatibile o non sarà, la democrazia laica (non laicista) o non sarà, l uomo umano o non sarà.
Oggi si ha bisogno di speranza, ma si può avere speranza solo se si ha un progetto.
Gabriele Felice
Un ostello per immigrati

Dalla sintesi dei precedenti articoli (vedi mensili NF n. e n. /2007) emerge come la piena integrazione multietnica possa attuarsi attraverso due canali: ISTITUZIONALE e di POLITICA URBANA.
Operare lungo questi percorsi bipolari risulta necessario per indirizzare le così designate POLITICHE DI CONTRASTO, limitate alla gestione dei flussi migratori e delle frontiere, verso una solidale interlocuzione con gli enti locali.
Il DIRITTO ALLA CITTA è affidato ancora oggi quasi esclusivamente allo stesso migrante e alla sua capacità di relazionarsi, coadiuvato o meno da associazioni e corpi intermedi della società.
In assenza di POLITICHE URBANE PER L IMMIGRAZIONE, la natura permeabile del tessuto urbano assorbe forme di nomadismo e comportamenti sociali invasivi associati a stili di vita inusuali.
L odierna metropoli è un CONDENSATORE SIMBOLICO e MATERIALE al tempo stesso di ambienti costruiti e di soggetti: gli uni e gli altri hanno un aspetto fisico che favorisce associazioni simboliche ed evoca opportunita d azione ma anche CORTOCIRCUITI e INTOLLERANZA.
Smontare questi cortocircuiti è un operazione difficile ma indispensabile e necessita della conoscenza delle sensazioni della popolazione, integrando politica e sapere , capacità di dialogo e collaborazioni specialistiche inedite . Ma, soprattutto, richiede una PROGETTUALITA A TUTTO CAMPO, basata sul riconoscimento dell esistenza di una stretta interazione tra DIMENSIONE FISICA e SOCIALE degli spazi urbani.
La recente approvazione del Patto d Integrazione con Delibera del Consiglio Comunale di Roma, il centro per studenti della CASA INTERNAZIONALE DELLE CULTURE attivo nell VIII Municipio, nonché l istituzione di un Fondo per l inclusione sociale degli immigrati previsto dalla stessa Legge Finanziaria 2007 rappresentano positivamente la reale volontà di creare premesse di conoscenza, coesione e convivenza civile, indispensabili allo sviluppo di qualsiasi tipo di forma associativa umana.
E da queste considerazioni che NF suggerisce di istituire dei CENTRI DI ACCOGLIENZA secondo il modello degli ostelli della gioventù.
Il CENTRO impostato su un MODULO BASE RIPETIBILE deve avere due caratteristiche:
– un tetto massimo di 60 fruitori;
– una dislocazione sul territorio sufficiente da evitare la creazione di enclave etniche .
Il NPRG di Roma propone una nuova struttura di CITTA POLICENTRICA, formata cioè da 18 NUOVE CENTRALITA URBANE (ad esempio, Tor Vergata) identificabili singolarmente, ma COMUNICANTI con i quartieri cittadini attraverso un nuovo organismo A RETE di trasporto alternativo a quello privato. Per facilitare l accessibilità interna ed esterna alla città è stato attuato un nuovo piano per la MOBILITA potenziando anche l attuale trasposto su ferro .
DI PIU : le università romane devono ormai accogliere un numero sempre crescente di studenti fuori sede, docenti e ricercatori, ma il PIANO D ASSETTO GENERALE ha previsto anche 3 nuovi campus, cioè pensionati ed ostelli per permanenze a lungo termine.
Lungo questa direttiva l OSTELLO PER IMMIGRATI trova un suo inserimento NON CASUALE,
è un MODULO ELEMENTARE RIPETIBILE seguendo uno schema distributivo A RETE con raggi d influenza minimi, a copertura dell intero tessuto urbano. Sconfinando oltre l anello periferico, raggiunge le aree dei quartieri più centrali affiancandosi ai centri di assistenza e di cultura straniera e non.
Il NPRG prevede c.a 30 milioni di MC. destinati alle NUOVE RESIDENZE, di cui però il 16% già in fase di realizzazione per le 18 CENTRALITA previste.
La DIMENSIONE NATURALE della grande città si offre come luogo di mediazione nella costruzione dei processi di relazione e lo spazio dell immigrazione diventa così principale campo d indagine: aree industriali dimesse, terre di nessuno, argini di fiumi sono diventati i luoghi dell integrazione.
L esempio forse più eclatante di come si è lasciato fare alla NATURA DELLA CITTA è proprio quello della CASA.
Il trend di crescita della domanda abitativa straniera è in aumento. Tuttavia, l acquisto dell alloggio è la scelta, obbligata dall assenza di reali alternative, di una minoranza di migranti. Gli immigrati comprano in molti casi ciò che viene scartato, o che andrebbe invenduto come, nel caso della Provincia di Roma, le case degradate dei CENTRI STORICI MINORI e ancora, ciò che viene reintrodotto sul mercato come seconde case non più utilizzata per la villeggiatura perché in contesti oramai compromessi dal punto di vista paesistico-ambientale.
La presenza straniera in alcuni centri minori emiliani sfiora il 20% della popolazione residente, favorendo però il ripopolamento. Grazie alla politica di favorire i ricongiungimenti familiari e di consentire loro l accesso alle CASE POPOLARI, prevedendo la formazione di cooperative, particolari finanziamenti per esperienze di AUTO-COSTRUZIONE o COABITAZIONE, è stato possibile un percorso d integrazione a piccola scala urbana ma estendibile a previsioni urbanistiche a medio e lungo termine.
Parte del Fondo per l inclusione sociale degli immigrati è destinata ad assicurare assistenza per situazioni locali di degrado sociale e di disagio abitativo.
E da queste analisi che NF propone di associare tipologie come RESIDENZE COLLETTIVE, strutture ricettive a carattere sociale, cioè OSTELLI e CASE DI OSPITALITA (L.R. n.44/ 85)
alle previsioni dei PIANI DI RIQUALIFICAZIONE (c.d. Articoli 2 ) e di RECUPERO (c.d. Articoli 11 , le ex zone o e i c.d. Toponimi ) per la risoluzione delle aree periferiche romane, ex borgate abusive ed altri agglomerati spontanei.
Il tempo di attuazione medio di ogni programma di recupero a 4-6 anni, mentre entro il 30 settembre di ogni anno viene redatto uno schema di PROGRAMMA TRIENNALE, aggiornato annualmente ( DMLLPP. 21/06/2000 ).
La Legge 109/ 94 all art. 14 stabilisce, inoltre, che un lavoro può essere inserito nell elenco annuale limitatamente ad 1 o più lotti, SOLO se viene approvata la PROGETTAZIONE PRELIMINARE con allegato QUADRO ECONOMICO, e SOLTANTO se il progetto stesso con importo = oppure > a 1.000.000 euro è conforme agli strumenti urbanistici vigenti o adottati .
Lo SPAZIO VIVIBILE ed il DIRITTO ALLA CITTA sono i parametri entro cui si colloca il PROGETTO DELL OSTELLO PER IMMIGRATI proposto da NF: escludendo una CITTA NELLA CITTA , ogni luogo cittadino deve essere COMUNE e ABITABILE ancor prima che COSTRUIBILE.
Entrando nei dettagli tecnici, riporto in ALLEGATO i DATI progettuali, il QUADRO ECONOMICO e lo SCHEMA DISTRIBUTIVO degli ambienti privati, di socializzazione e di servizio.
Elaborati di progetto (in formato 3ds MAX vs. 6,00):
SCHEMI PRELIMINARI
PLAN-MASTER
VOLUMETRIA
PIANTE AI VARI LIVELLI.
Renata Giovenco
Adozioni nazionali
La disciplina delle adozioni è attualmente regolamentata dalla L. 149/2001 che ha modificato la precedente legge 184 del 1983.
I punti salienti della riforma possono essere sintetizzati:
– abolizione degli orfanotrofi;
– valutazione degli anni di convivenza;
– aumento della differenza di età tra adottante e adottando;
– possibilità di conoscere i genitori naturali;
– dichiarazione di adattabilità del minore.
Analizziamo nel dettaglio le novità introdotte dalla Riforma delle adozioni del 2001: l abolizione degli orfanotrofi comporta la creazione e l inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato, che abbia sede preferibilmente nel luogo più vicino a quello in cui stabilmente risiede il nucleo familiare di provenienza. Per i minori di età inferiore a sei anni l’inserimento può avvenire solo presso una comunità di tipo familiare. ( art. 2 c. 2 L. 149/2001).
Gli orfanotrofi sono stati quindi sostituiti da affidamenti in famiglia e comunità, ma solo fino al 31 dicembre 2006 mentre a partire dal 2007 entrambi sono stati sostituiti dalle case famiglia.
La Riforma all art. 6 ha altresì previsto che l ‘adozione e’ consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto. I coniugi devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare. L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando .
Tale termine di tre anni può essere ridotto laddove i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni accertato dal Tribunale per i Minorenni.
Riguardo la differenza di età è stabilito che l’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando ( la precedente normativa fissava tale limite in quaranta anni), con la possibilità di deroga in caso di danno grave per il minore . In ogni caso non è preclusa l’adozione quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni.
Ai medesimi coniugi è altresì consentito di procedere a più adozioni anche con atti successivi, ma costituisce criterio preferenziale ai fini dell adozione l aver già adottato un fratello dell adottando o la richiesta di adottare più fratelli nonché la disponibilità dichiarata di adottare minori portatori di handicap.
Requisito imprescindibile e irrinunciabile è il possesso delle capacità di educare, istruire e mantenere il figlio adottivo.
Diventa più facile adottare bambini con più di 12 anni e portatori di handicap accertato. In questi casi, secondo quanto previsto dalla legge 104/1992, Stato, Enti e Regioni possono intervenire, nei limiti delle disponibilità finanziarie del loro bilancio, con specifiche misure economiche, eventualmente anche con misure di sostegno alla formazione e all inserimento sociale, fino alla maggiore età degli adottandi.
Nel caso specifico il minore deve essere sentito se ha tra i 12 e i 14 anni (e anche se ha meno di 12 anni in ragione delle sue capacità di discernimento) e deve prestare il suo consenso all’adozione se ha più di 14 anni.
L’adozione è preceduta da una dichiarazione di adottabilità del minore.
Lo stato di adottabilità del minore è dichiarato dal Tribunale per i Minorenni quando:
– i genitori e i parenti convocati per constatare lo stato di abbandono non si presentano, senza un giustificato motivo;
– l’audizione degli stessi dimostra il persistere della mancanza di assistenza morale e materiale e la non disponibilità ad ovviarvi;
– le prescrizioni impartite per garantire al minore assistenza morale, mantenimento, istruzione ed educazione sono rimaste inadempiute per responsabilità dei genitori.
Il decreto di adottabilità (disposto dal Tribunale per i minorenni) è notificato per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti entro il 4° grado e al tutore, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre reclamo presso il tribunale che ha pronunciato lo stato di adottabilità entro trenta giorni dalla notificazione.
Non appena il decreto di adottabilità diviene definitivo, il cancelliere del Tribunale per i minorenni può trascrivere lo stato di adottabilità del minore sul registro tenuto presso la cancelleria del Tribunale stesso.
I coniugi che intendono procedere all adozione di un minore devono presentare ad uno o più Tribunali per i Minorenni, dandone comunicazione a tutti i Tribunali precedentemente aditi, specificando se sussiste anche la disponibilità ad adottare fratelli o portatori di handicap.
La domanda ha validità tre anni (non più due) e allo scadere del termine può essere rinnovata.
A corredo della domanda possono essere presentati diversi documenti tra cui: certificato di nascita dei richiedenti; stato di famiglia; certificati economici (mod.101 o mod. 740 oppure busta paga); certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti.
La presentazione della domanda comporta l apertura di un fascicolo presso il Tribunale per i Minori che dà il via ad una indagine sociale sulla coppia (da concludersi entro 120 giorni e prorogabile una sola volta), per valutarne l’idoneità.
Per questo il Tribunale ricorre ai servizi socio-assistenziali degli enti locali insieme alle aziende sanitarie locali e ospedaliere.
Sulla base delle indagini effettuate il Tribunale sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda, quella più idonea per il minore.
Il provvedimento di affidamento preadottivo è disposto con ordinanza, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti dei richiedenti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici ed in alcuni casi anche il minore di età inferiore.
Nel corso dell’affidamento sarà svolta dal tribunale un’attività non solo di controllo ma anche di sostegno.
L’affidamento preadottivo può essere revocato in presenza di gravi difficoltà.
Il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, decorso un anno dall’affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, il pubblico ministero, il tutore e coloro che abbiano svolto attività di vigilanza o di sostegno, verifica che ricorrano tutte le condizioni previste dal presente capo e, senza altra formalità di procedura, provvede sull’adozione con sentenza in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all’adozione. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all’adozione nei confronti della coppia prescelta.
Con l’adozione cessano i rapporti dell’adottato con la famiglia di origine e
l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti ed il loro cognome.
L’adottato, raggiunta l’età di venticinque anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici. Può farlo anche raggiunta la maggiore età, se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. L’istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza.
Appare evidente che l intento del legislatore che ha posto in atto la Riforma del 2001 è quello di uno snellimento della procedura. Ma questo almeno per ora solo sulla carta.
Infatti, nonostante la modifica, bisogna ancora scontrarsi con la costante e implacabile burocrazia che nel nostro Paese blocca qualsiasi tipo di procedura allungandone i tempi in anni se non in decenni.
Peccato che anche nel caso specifico non si riesca a scavalcare la burocrazia e a concedere al minore quel diritto alla famiglia baluardo della legge 184/1993 lasciando ancora una volta le famiglie affidatarie e i minori stessi nell angoscia a che la procedura non si completi e che quindi l affidamento non si trasformi in adozione, negando pertanto quel diritto ad un infanzia felice che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini.
Neria Mancini
Il liberalismo totalizzante
Il XX secolo è stato a mio avviso il secolo dei model- li totalizzanti ( nazifascismo, marxismo e liberismo perché nella misura in cui un ordine di idee afferma di dare la spiegazione e la soluzione ultima di tutte le cose è di per sé aggressivo e totalizzante -).
Bisogna stare quindi attenti ritengo, a non cadere nello estremismo, facendo del capitalismo l ottimo di tutte le cose o la nequizia assoluta.
In questo secondo caso, ci si comporta con la svelta semplicità dei gesuiti che alla voce finanza negli indici di Civiltà cattolica degli anni 30, seccamente rinviano a: Vedi colpa .
Un tabù che viene da lontano perché cattolicesimo e marxismo, valori laici e repubblicani, insegnano a disprezzarlo.
Io personalmente non condivido queste visioni demoniache del denaro, purché non si realizzi la profezia di Alain Minc (ex ispettore delle finanze francese, collaboratore alla Cerus di C. De Benedetti): Verrà un giorno in cui la arroganza del denaro si farà insopportabile, per le nuove diseguaglianze che ha creato, per gli incitamenti sfacciati che suscita, per l offesa che arreca a chi ha ancora memoria dell onesto lavoro. Per riequilibrare la situazione, per togliere al denaro la sua prepotenza, non c è la vertù, encore la vertù, toujours la vertù .
Ogni sistema economico ha un suo presupposto etico.
Da ciò ne consegue, per usare l affermazione dell economista cattolico Francesco Vito (1988): La inscindibilità di economia ed etica, sia nell ordine pratico, sia in quello dottrinario . Un inscindibilità che pare avere segnato, tutto intero, il percorso dello sviluppo economico e socio politico dell umanità.
Sono gli stessi presupposti filosofici (etici) del pensiero liberale ad avere fondato l odierno sistema economico liberista, se è vero che è sulla concezione natura- listica immanente di Adam Smith che si sviluppa la teoria del laissez faire ed è sugli impulsi (egoismo, de- siderio di libertà, senso della proprietà, abitudine al lavoro, tendenza a scambiare una cosa per l altra, simpatia), analizzati in Teoria dei sentimenti morali che si fonda la legge della concorrenza , quale elemento motore dell ordine naturale e quindi dell ordine economico . Fondamenti questi che rimandano ad un etica utilitaristica ed individualistica, per cui il sistema economico dovrebbe mirare solo alla realizzazione dei fini dei singoli.
Tale disagio oggi lo si respira nell aria, tant è che proliferano dibattiti, conferenze e saggi circa il rapporto tra etica ed economia al fine di dare un fondamento ad un ordine civile altrimenti debole, esposto com è all indifferenza e interiormente demotivato.
Ciò che a mio avviso ancora non si è recepito bene è che il nichilismo è una posizione esistenziale alla lunga insostenibile: l uomo, e tanto meno la società, non può vivere emarginando quelle esperienze che fanno vivere l appartenenza a una realtà più grande di sé.
Sono queste esperienze che sostengono la società.
Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di memorarsi, di farsi una famiglia e di trasmettere dei valori concreti.
Quelle nichiliste sono delle posizioni sterili.
Nell estate del 1989, quando stavano precipitando gli eventi nell Est dell Europa, ad Harvard, sulla rivista National Interest apparve un articolo intitolato The End of History ; ne è autore Francis Fukuyama, ex funzionario del Dipartimento di Stato di G.Bush.
La tesi sostenuta è schematicamente questa: La universalizzazione della democrazia liberale occidentale, come forma finale del governo umano, costituisce (meglio sarebbe dire costituirebbe) il punto terminale dell evoluzione ideologica dell umanità .
Il liberalismo non avrebbe più dunque davanti a sé un alternativa teorica o un antagonista credibile e quin- di la sua vittoria, ancorché non del tutto conseguita nel mondo reale, può considerarsi ottenuta nell ambito delle idee e delle coscienze: Alla fine della storia -dice Fukuyama- non è necessario che tutte le società si trasformino in società liberali riuscite, ma è sufficiente che esse rinuncino alla pretesa di rappresentare forme diverse e superiori dell organizzazione umana .
Conclude aggiungendo che l idea liberale tende a diventare su scala mondiale un fatto psicologicamente compiuto.
L immagine della fine della storia è ripresa dal commento di Kafeve alla fenomenologia di Hegel, dove si afferma che la storia è finita a Jena nel 1806 quando Napoleone ha sconfitto la Prussia determinando una nuova situazione universalmente irreversibile.
In un tale tipo di società, Fukuyama ritiene che si sia già giunti, e che niente possa più ostacolarne o ritardarne l avvento; e manifesta il suo convincimento che il desiderio di avere successo nella società dei consumi, condurrà a breve tutti i popoli al liberalismo economico e politico, mentre immagina che il sistema occidentale sia estensibile e riproducibile all infinito.
Quindi i fenomeni di nazionalismo risorgente, il fon- damentalismo islamico, la dialettica Nord-Sud, una volta compiutosi il processo di omogeneizzazione dell emisfero nord, sembrano poco importanti a Fukuyama; si tratta infatti di fenomeni che possono riguardare popoli e regioni an- cora impantanati nella storia e che non contribuiscono alla evoluzione ideologica del mondo: in ogni caso non è certamente in funzione di qualche costume africano che si organizzerà il mondo .
A leggere Fukuyama si ha l impressione che il mondo sia stato ormai reso conforme alla ragione e che l umanità si stia avviando verso una sorta di mercato globale il cui unico proponimento sia quello di soddisfare bisogni e desideri materiali degli uomini. Nell articolo dal punto di vista ideologico non è che ci siano molte novità; inve- ce può essere emblematico di quelle che sono le condizio- ni di fondo della ideologia americana, perché secondo questa gli USA avrebbero scoperto in politica il segreto della felicità ; la formula politica che esprimerebbe tale scoperta, cioè la democrazia dei partiti, sarebbe esportabile e generalizzabile a tutto il pianeta Terra.
E tale unità sarebbe necessaria per poter concretamente attuare quello che è visto come il fine esclusivo della società, cioè il benessere economico equivalente alla felicità individuale.
Si sta instaurando una nuova fede il cui dogma è il seguente: Il mercato ha la capacità di risolvere tutti i problemi dell uomo .
Di fatto il boom degli investimenti esteri in questi ultimi dieci anni ha creato un economia così integrata che difficilmente si è in grado di utilizzare i vecchi parametri per seguire e misurare, ad esempio, l interscambio commerciale tra un paese e l altro; l import e l export di una nazione, ove si consideri che sfuggono a qualsiasi rileva- zione la composizione ed i riferimenti proprietari di mol- te aziende, non forniscono più alcun dato significativo.
Buona parte delle importazioni di uno Stato possono provenire da aziende multinazionali impiantate nel paese esportatore, ma controllate da gruppi industriali e capitali di pertinenza dello stesso paese importatore.
E ormai praticamente impossibile attribuire una nazionalità ai grandi gruppi di imprese multinazionali, che producono con un unica strategia di insideration gli stessi prodotti dall interno dei singoli paesi, senza nemmeno farli arrivare da fuori, in molti casi.
In tal modo si omogeneizzano gusti e preferenze della gente, si vorrebbe, a livello planetario, rendendo gli abitanti dei singoli Stati dei consumatori globali , tutti uguali tra loro, tutti con le stesse esigenze (create) e con gli stessi desideri (indotti), tutti con la stessa pos- sibilità di scegliere tra i prodotti messi a disposizione dagli apparati produttivi sul mercato internazionale.
Tutti, dico io, con la libertà di avere e non di essere in quanto il valore trascendentale dell agire si è completamente perso.
Ma questa di Fukuyama è a mio avviso una teoria oligocentrica e che pertanto è opportuno guardare alla realtà concreta, che è di una eloquenza senza pari.
Ci dobbiamo cioè rendere conto che esiste un Occidente opulento ma nichilista e che esiste una vasta parte dell umanità, nonostante tutti i tentativi fatti dal do- poguerra ad oggi in maniera più o meno convinta di inglobarla al modello di sviluppo occidentale (si pensi ai programmi di sviluppo portati avanti dall ONU nei decenni passati e puntualmente falliti) che è affamata perché indebitata e perché paga in termini di neodipendenza politica, economica e sociale che si traduce in: fame, povertà e appunto mortalità infantile.
Oggi l atteggiamento che risulta egemone è quello del disinteresse, dell atteggiamento che svaluta il problema, dell ottimismo di stampo nord-americano fondato sulla fede nella superiore capacità tecnologica ed economica dell Occidente, nel far piazza pulita di ogni ostacolo alla modernizzazione e nel risolvere per virtù propria le esplosive contraddizioni dello sviluppo.
I paesi del Terzo Mondo rifiutano o non sono in gra- do di imitare il nostro modello di vita? E affar loro .
Gli islamici -scrive Bruno Etienne (1988)- propongono una lettura a monte dell economia perché per loro non c è alcun dubbio che l imperializzazione e l occidentalizzazione rappresentino dei mali, ma compiono anche un anali- si interna delle società dominanti a partire dalla loro specificità, essenzialmente storica e culturale .
Detto in altre parole, anche il più umile e più incolto dei militanti terzomondisti avverte l importazione di tecnologia come qualcosa non dissimile dall importa- zione di ideologia : Il contatto con una civiltà a tecnologia superiore, i cui beni di consumo sono superiori, produce uno stato di ambivalenza verso la propria tradizione, i propri valori. E l ambivalenza produce disgregazione culturale…La società va in crisi anche se non c è stata oppressione fisica, perché la gente perde fiducia e l amore per se stessa. I singoli individui si fanno sedurre dai nuovi beni, dai nuovi costumi e tradiscono le proprie tradizioni, i propri costumi (F.Alberoni, 2000).
Se c è una tesi oggi dominante nel Terzo Mondo, almeno fra i politici e gli intellettuali, è che i PVS hanno poche speranze di emergere dalla povertà se non si liberano dalla loro attuale condizione di dipendenza dai paesi ricchi.
A mio giudizio, qualunque discussione sulle scelte politiche del Terzo Mondo deve cominciare dall assentire a questa tesi.
Gabriele Felice
Sostieni Nuove Frontiere

Cari personalmente ho abbracciato con entusiasmo questa realtà perché è nel suo dna il desiderio di cambiare questo Paese sempre più alle prese con una crisi che non è soltanto economica, ma sociale, civile e politica. Per questo Nuove Frontiere vuole essere anche un laboratorio di idee atte a migliorare la promozione sociale per la integrazione, la difesa dei minori e l aiuto alle donne, per lo più ragazze, alle prese con una gravidanza difficile.
Tra le attività avviate sottolineiamo in particolare la campagna “Per l’istruzione firma la petizione“, gli sportelli on-line per donne in gravidanza in difficoltà e gli extra-comunitari che vogliono usufruire di una consulenza legale, il laboratorio delle idee (da completare con ulteriori attività) Ma questo è solo l inizio e non vogliamo fermarci qui.
Abbiamo quindi bisogno del vostro aiuto per continuare ad incrementare il numero di iniziative e l efficacia di quelle già esistenti. Come? Se siete dei privati attraverso un vaglia sul ccp (N. 75144824, Intestato a: Associazione Nuove Frontiere, Via Aldo Banzi 135 – 00128 Roma), se siete un azienda acquistando il diritto a comparire sulla nostra newsletter e rivista e sul sito di nuove frontiere. La community di nuove frontiere è infatti in continua crescita (fra numero utenti sito, associati e iscritti alla community, tocchiamo i 9000).
Noi restiamo come sempre a vostra completa disposizione per qualsiasi informazione necessaria.
Donika Lafratta
SOS risorse naturali in esaurimento
Sono ben lieta di poter scrivere per un organizzazione umanitaria quale è Nuove Frontiere, il cui obiettivo prioritario è quello di porre attenzione e attivarsi in difesa del mantenimento e in molti casi dell acquisizione di valori comuni che sono, o dovrebbero essere alla base dell ordinamento democratico e che riguardano la tutela dei diritti di minori, donne e immigrati.
E necessario prendere coscienza , che attualmente questa fascia della popolazione rappresenta l anello più debole della società. Tuttavia,è mio parere includere in questo anello debole la salvaguardia ambientale, ormai gravemente compromessa.
Da sempre ho prestato un attenzione particolare alle problematiche connesse all ambiente, questo perché l ho sempre considerato un Patrimonio inestimabile, donatoci in eredità dai nostri padri e dato in prestito da chi verrà dopo di noi. Parlare di ambiente in generale sarebbe complesso, poiché concerne molti settori. E invece, mia intenzione porre l attenzione sulla questione rifiuti; fonte di accese discussioni che poi sono subito assopite. Mi accorgo, che la popolazione è ancora poco sensibile a tale problema e ancor più preoccupante è che non lo consideri come tale. Ci troviamo di fronte ad una vera emergenza, già più volte denunciata dai vari TG e quotidiani. Siamo arrivati al punto in cui, ormai le discariche sono incapaci di contenere i rifiuti e per cui a breve sarà oggettivamente problematico trovare i siti presso i quali poterli depositare. Ma aldilà del problema logistico, è interessante sottolineare, come praticando la Raccolta Differenziata dei Rifiuti si determini un risparmio delle risorse naturali nonché economiche.
Alla crescita dello sviluppo produttivo, e quindi dei consumi è associata una crescita dei rifiuti prodotti. Il mio invito è quello di non gettarli indistintamente, ma separarli poiché, attraverso il processo di riciclo questi divengono un importante risorsa da riutilizzare. Ciò significa, innanzitutto bloccare lo sfruttamento irrazionale delle risorse di cui disponiamo, ma che non sono illimitate nel tempo. Oltretutto, una non corretta gestione dei rifiuti determina gravi fenomeni di inquinamento, compromettendo aria,acqua e suolo. Non va dimenticato poi, che lo sviluppo economico e l aumento dei consumi che è avvenuto nel secolo scorso hanno portato benessere per larghi strati della popolazione, determinando però dall altra parte l affermarsi di disuguaglianze sociali ed economiche sia tra le varie nazioni , che tra la popolazione interna a queste. Riguardo ciò, mi è doveroso ricordare che il 20% della popolazione mondiale utilizza più dell 80% delle risorse naturali disponibili, mentre un altro 20% rimane in condizioni di totale povertà. La conseguenza di ciò, è che i paesi più poveri dovranno in futuro accedere ad una maggiore quota di risorse per garantire alle proprie popolazioni salute ed eguaglianza sociale e questo concorrerà a degradare ancora di più l ambiente.
Cerchiamo da subito noi stessi, con piccole azioni quotidiane ad assumere comportamenti che mirino a tutelare l ambiente, come differenziare i rifiuti e risparmiare energia. Prendiamo coscienza che ciò è necessario se vogliamo continuare a vivere su questo splendido pianeta, che è la Terra.
Laura Buccioli
Leoni per agnelli
Per dare una svolta alla situazione afgana la Casa Bianca decide d attuare una nuova strategia militare. In una mattina di ottobre il senatore repubblicano Irving (Tom Cruise) un rampollo emergente del partito convoca una famosa giornalista democratica ormai sessantenne (Meryl Streep) per tentare di vendere questa strategia ai media democratici come risolutiva.
Nello stesso momento uno degli studenti più brillanti del corso di Scienze politiche all università di Berkley viene convocato dal professore di relazioni internazionali (Robert Redford) ex sessantottino ed ex reduce del Vietnam che si è accorto del progressivo peggioramento del suo rendimento scolastico. Contemporaneamente due studenti dello stesso corso, uno ispanico e l altro di colore, arruolatisi nelle forze speciali sono già a bordo di un elicottero per attuare il nuovo piano militare della Casa Bianca. La trama del film si svolge quindi su tre livelli temporali e spaziali. L esito del lungo colloquio tra la giornalista quantomai incerta e confusa e l abile senatore si risolve poi nella redazione del giornale democratico in una totale debacle di quest ultima. Ancora peggiore è il destino dei due militari ex studenti che alla ricerca di un impossibile riscatto democratico ed egualitario sotto le armi perderanno la vita mentre il colloquio tra il professore democratico e lo studente borghese naufragherà in un mare di vaghezza idealistica. Questo film, francamente brutto , la critica sostiene il più brutto apparso all ultimo Festival del Cinema di Roma, è lo specchio di una certa parte dei cosiddetti liberal americani, della loro inconcludenza e della loro incapacità di essere una seria ed incisiva opposizione democratica all aggressiva e supponente politica dell amministrazione Bush. Il film è lo specchio di un Robert Redford ormai appannato e quasi penoso nel suo impegno civile datato e legato ad un buonismo romantico idealistico incapace di contrastare le devastazioni politiche e sociali del liberismo selvaggio. Il film girato quasi interamente in interni presenta tutti i limiti ed i difetti di una certa cinematografia progressista ed intellettuale americana, verboso, poco incisivo e per nulla coinvolgente dal punto di vista emotivo è assurdo nel suo assunto di base. Costruire un film su una strategia militare (quella annunciata da sen. Irving) e consistente nell occupazione (in pieno inverno!) di sperdute montagne dell Afganistan da parte di piccoli gruppi di commandos allo scopo di controllare dall alto i talebani non è ridicola e semplicemente un idiozia che neppure il più cretino dei caporali prenderebbe in considerazione. Questa era la strategia di Cadorna nella guerra del 15-18 in uno scontro tra eserciti regolari non certo applicabile contro piccoli gruppi di guerriglieri che si spostano in continuazione e si celano nelle grotte o si mimetizzano nei villaggi. Non serve arrampicarsi sui picchi delle montagne innevate per controllare i talebani, i satelliti militari sono in grado di riconoscere una persona da 10 km d altezza. Ma le fesserie non finiscono qui, durante l azione di soccorso ai due militari bloccati nelle neve viene inviato un velivolo d attacco A10, questo cacciabombardiere (usato nella prima guerra irachena) è stato radiato dall USAF ormai da anni. Altrettanto fantasiosa è la scena con cui i comandanti sul campo seguono l evolversi dell azione militare, di notte e durante una tempesta di neve tramite un satellite a infrarossi. Insomma un vero papocchio che invece di portare acqua al mulino dei democratici ci fa dubitare della reale possibilità di cambiare le cose laggiù, meno male che ci sono ancora in circolazione registi come Michael Moore e Paul Haggis (non perdetevi l ultimo Nella valle di Elah).
Luciano Alberghini
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