Derivati UniCredit: infondate le accuse di Divania
contenute nell’articolo del settimanale l’Espresso
Con riferimento
all’articolo “Derivati Bugie e Videotape” pubblicato sul
numero de “L’Espresso” in edicola venerdì 8 febbraio 2008 il
Gruppo UniCredit si vede costretto a precisare che le informazioni in esso
contenute sono per larga parte inesatte e infondate.
Benché la Policy di gruppo preveda che in analoghe fattispecie (questione
rimessa al giudizio di un Tribunale) non si parli al di fuori della sede
appropriata, la gravità e falsità delle accuse impongono di rispondere con
immediatezza, anche se al di fuori della sede propria.
Senza ovviamente ripercorrere lo sviluppo delle difese depositate in Tribunale,
ci si limita ad osservare quanto segue. La società Divania, cliente di UniCredit Banca d’Impresa,
operava nel settore dei mobili imbottiti e realizzava il proprio fatturato
prevalentemente all’estero. Il settore, a livello nazionale, nel periodo
2003-4, ha subito le conseguenze della concorrenza portata sui mercati di
sbocco da produttori situati in Paesi con costi di produzione nettamente
inferiori. Gli effetti della congiuntura negativa hanno colpito Divania che nel
2003 è entrata in una profonda crisi industriale, peggiorata nel 2004. Il
fatturato della Società è crollato nel breve periodo compreso tra il 2002 e il
2004.
Non è, dunque, sostenibile che i risultati dell’attività in derivati abbiano
influenzato l’attività industriale o i risultati economici. Nelle stesse
Relazioni ai bilanci di Divania 2003 e 2004 si dichiara che la crisi ha natura
industriale e va ricondotta all’andamento del settore ed al brusco
peggioramento delle ragioni di scambio derivanti dall’apprezzamento
dell’Euro sul dollaro a partire dal 2001.
Le cifre citate nell’articolo rappresentano in modo fortemente
distorto i rapporti intercorsi tra banca ed impresa nel corso degli anni in
relazione all’operatività in derivati e determinano una situazione di
grave disinformazione. Il Gruppo
UniCredit si riserva, pertanto, di tutelare la propria immagine con tutti i
mezzi previsti dalla legge.
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Milano, 8 febbraio 2008
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