PRESS RELEASE
COMUNICATO
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ANIMALI, ATROCE RITROVAMENTO
DELLA LAV: “A RAGUSA C’È CHI GIOCA
AD IMPICCARE
ANIMALI”
Un cane impiccato
ad un albero con una grossa catena di metallo è stato trovato dai volontari della LAV nelle campagne di Comiso (Ragusa).
Questo il racconto del responsabile provinciale della LAV, Biagio
Battaglia:
“Nel versante ipparino della nostra provincia c’è
chi gioca ad impiccare animali. Dopo il tragico ritrovamento, di metà febbraio,
delle tre volpi appese al cavalcavia di contrada Dicchiara, lungo la s.s. 514
che collega la provincia di Ragusa con Catania, ieri mattina ci siamo imbattuti
in una nuova incredibile vicenda. In seguito ad una dettagliata segnalazione da
parte di simpatizzanti della nostra Associazione ci siamo recati in un
casolare abbandonato sito in contrada Billona, a poche decine di metri
dall’ingresso secondario del costruendo aeroporto di Comiso (RG) e
addirittura quasi a confine della
vecchia sede della nostra stessa Associazione”.
“All’interno del casolare dapprima ci siamo imbattuti in una serie di
stanze colme di rifiuti e sporcizia di ogni genere e soprattutto, immediatamente
dopo, ci siamo resi conto che le segnalazioni ricevute trovavano un primo
fondamento. Infatti sui muri della casa sono presenti delle
scritte e delle indicazioni, realizzate con vernice spray, che
indicano la presenza di un “cane impiccato”. Seguendo pertanto le
“frecce” all’interno di un labirinto di stanze, dopo pochi metri, abbiamo
trovato la carcassa di un cane impiccato ad un grosso albero,
ancora appeso con un gancio ed una catena al collo ed oramai in avanzato
stato di decomposizione”.
Per gli attivisti della LAV una scena
semplicemente raccapricciante! Prosegue Biagio Battaglia: “Mille le sensazioni
ricevute in pochi attimi. L’assurdità del gesto; la
compassione per l’agonia che questo animale abbia potuto soffrire;
la ferocia che alcuni esseri umani possono ancora esprimere nei
confronti dei più deboli; il disgusto per ciò che avevamo davanti agli occhi; la
pazzesca determinazione che ha portato l’autore, o gli autori, a commettere
un crimine così odioso. Ed infine degli interrogativi, che per
ora rimangono irrisolti:
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