Ancora due morti sulla strada. Ma non, come accade puntualmente ogni sabato sera sulle nostre strade, perchè stonati da una notte passata in discoteca tra musica a tutto volume e troppo alcol in corpo.
Il trasportatore spagnolo ed il suo collega portoghese stavano semplicemente difendendo il proprio lavoro, la propria piccola impresa colpite, come tutte le piccole imprese di autotrasporto europee dall’incessante aumento dei costi di gestione.
Chi li ha investiti, mentre cercavano di spiegare le ragioni della loro lotta, sono altri camionisti che, costretti a dover rispettare gli impegni impostigli dalla committenza, non hanno ritenuto di dovere o potere arrestare, anche solo per un momento, il proprio camion e manifestare solidarietà con i loro colleghi in lotta.
Un’assurda guerra tra poveri ha prodotto ancora altro sangue e rischia di arroventare, anche in Italia, il clima di un settore già esasperato.
Esprimiamo tutta la solidarietà dei trasportatori aderenti a TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR alle famiglie dei colleghi iberici ed alle loro organizzazioni sindacali.
Al tempo stesso non possiamo che ricordare, a titolo di monito, che anche in Italia la situazione dell’autotrasporto merci è una mina che rischia di esplodere a tempi brevissimi e con maggior fragore che nel recente passato, se non si troverà il modo di disinnescarla.
Non si tratta, come sembra credere il Governo e come ripetono anche molti rappresentanti delle Associazioni che con il Governo stanno trattando, di concedere o ottenere qualche risorsa straordinaria in più, destinata a esaurirsi al primo ulteriore balzo in avanti del prezzo del gasolio.
Occorre ridefinire le condizioni per cui l’attività imprenditoriale degli autotrasportatori possa essere riconosciuta in tutta la sua dignità e nella pienezza della sua utilità sociale.
Per far questo occorre che il Governo, che pure dice di voler operare in modo incisivo per riaffermare la legalità e la sicurezza, imponga a quanti commissionano il trasporto – ed ai molti di più che sul trasporto vivono di intermediazioni parassitarie – di riconoscere ai trasportatori quella che abbiamo chiamato “tariffa minima di sicurezza””.
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