PRESS RELEASE
COMUNICATO STAMPA
LAV – Coordinamento
Regionale Siciliano
www.lavsicilia.it – Tel. Uff. Stampa
nazionale: 06.4461325
ANIMALI, EMERGENZA
AVVELENAMENTI: STRAGE DI CANI RANDAGI A PIEDIMONTE ETNEO (CT) E
LAMPEDUSA
LA LAV SCRIVE ALLE ISTITUZIONI LOCALI AFFINCHÈ SI INTERVENGA CON URGENZA
CONTRO GLI AVVELENAMENTI E PER ATTUARE UNA EFFICACE POLITICA
DI CONTROLLO DEL
RANDAGISMO.
Pochi giorni fa 15 cani sono stati avvelenati nel giro di 48
ore a Lampedusa, la scorsa settimana altri randagi sono morti per avvelenamento
a Piedimonte Etneo (CT). Lo spargimento di veleno per eliminare i randagi
purtroppo è diventata una pratica diffusa in Sicilia, sia nei piccoli centri che
nelle grandi città. In questi ultimi due casi si trattava di cani randagi
accuditi da alcuni cittadini del posto e in località dove poco o niente è stato
fatto dalle Istituzioni per controllare il fenomeno del randagismo e scongiurare
siffatti casi di maltrattamento ed uccisione di animali. La LAV ha scritto alle
autorità locali per chiedere dei provvedimenti urgenti che mettano in sicurezza
gli animali, ma anche gli stessi cittadini. Infatti, la LAV ricorda che i casi
di avvelenamento di randagi non sono solo un esempio di intolleranza e
maltrattamento, perseguibile per legge, nei confronti di animali inermi, ma costituiscono anche un serio problema di
sicurezza pubblica poiché il veleno distribuito non causa solo la morte di cani
e gatti ma mette in pericolo la stessa incolumità dei
cittadini.
“Disseminare bocconi avvelenati è illegale e
oltre a costare la vita a un numero considerevole di animali, mette a
repentaglio la salute pubblica, l’ecosistema e l’ambiente – dichiara Ilaria Innocenti del
Settore nazionale cani e gatti LAV- . Le
esche avvelenate danneggiano infatti seriamente l’ecosistema poiché non
colpiscono solo la specie per la quale vengono approntate, ma tutti gli
individui legati nella stessa catena alimentare. I micidiali preparati oltre ad
uccidere moltissimi animali, rappresentano un rischio per l’uomo, in particolare
per i bambini che, inconsapevoli del pericolo che si cela dentro le esche
confezionate talvolta in maniera appetibile, potrebbero toccarle e poi portare
le mani alla bocca”.
Considerato il ripetersi degli episodi di avvelenamento e le gravi
conseguenze che possono derivarne, la LAV chiede dunque interventi urgenti per
fermare le stragi di animali e garantire la salute pubblica e la difesa
dell’ambiente e invita i cittadini e turisti a denunciare alle autorità
competenti i casi di avvelenamento. “Questi scellerati atti di intolleranza e
crudeltà nei confronti degli animali – dichiara Marcella Porpora
Coordinatrice regionale LAV Sicilia – sono il vergognoso risvolto della
mancanza di una politica di prevenzione del
randagismo. Oggi, più che mai, anche in ottemperanza delle Leggi nazionali e
regionali che tutelano gli animali, risulta prioritario per
tutti i Comuni siciliani attivare degli interventi mirati al controllo del
randagismo,
quali le sterilizzazioni, l’anagrafe canina, l’istituzione del cane di
quartiere
e non ultima una massiccia campagna di sensibilizzazione rivolta
alla cittadinanza.”
La LAV ricorda come recentemente la Legge Finanziaria 2008,
Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) ha accolto importanti novità in materia
di randagismo, da tempo sollecitate dalla LAV. In particolare, ha sottolineato
come “I comuni,
singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad
attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle
risorse di cui all’articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al
risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel
rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse
di cui all’articolo 3, comma 6”.
Palermo,
18.03.2008
www.lav.it –
FOTO DEI CANI AVVELENATI SUL SITO www.lavsicilia.it
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