NUOVEFRONTIERE ONLUS: NEWSLETTER OTTOBRE 2008

Nuove Frontiere onlus

“Se riesci ad immaginare un mondo diverso il mondo sta già cambiando”


Ilaria Ciancaleoni
Ufficio Stampa



Loredana Petrone
Sezione minori



Gabriele Felice
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NEWSLETTER OTTOBRE 2008


Cari amici,


in questo mese di ottobre, dopo la pausa estiva, sono riprese a pieno ritmo le attività della nostra associazione. Riparte dunque sia la newsletter mensile che il bimestrale di approfondi­mento e riprendono anche le attività della community. Oltre a questi servizi, che già conoscevate, ci sono però delle importanti novità nell’ambito dell’organigramma e dei servizi attivati.


Queste le principali novità:

NUOVE FRONTIERE: AL VIA NUOVI SERVIZI ON LINE


In questo mese hanno avuto inizio le collaborazioni con Nuove Frontiere della dott.ssa Loredana Petrone, psicoterapeuta, che ha scritto numerose pubblicazione sulle tematiche dei minori vittime di abusi, e della psicoterapeuta Laura Manca. Grazie alla collabo­razione di queste due psicologhe l’associazione ha aperto uno sportello on line di sostegno psicologico rivolto a minori e a famiglie in difficoltà.


A breve potrà aprire uno sportello di “Mediazione familiare” grazie alla collaborazione di avvocati con specifica qualificazione.


Tra i nuovi servizi attivati c’è anche l’ aper­tura di uno sportello on line di consulenza legale per minori, immi­grati e donne in difficoltà gestito della dott.sa Neria Mancini.


La dott.ssa Donika Lafratta è diventata Responsabile del Settore delle Relazioni Europee con il compito di far conoscere a livello europeo la realtà di Nuove Frontiere onlus, le sue proposte, i suoi progetti ed ottenerne i fondi.


Infine è on line una versione del sito completamente rinnovata e aggiornata nei contenuti. Non sono ancora scaricabili gli allegati in pdf ma è questione di giorni.


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NUOVE FRONTIERE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI LEGGE SULLA RIFORMA DELLE ADOZIONI.


All’inizio di ottobre l’associazione Nuove Frontiere ha presentato – ed è attualmente al vaglio di alcuni esponenti di diverse aree politi­che – un progetto di legge sulla riforma delle adozioni. Il pro­getto – i cui dettagli si possono trovare nell’home page del nostro sito – mira a garantire al minore l’effettivo diritto alla vita famiglia­re, allo studio e a una situazione stabile, snellendo le procedure necessarie per la dichiarazione di adottabilità.


Se questo progetto di legge fosse approvato il concetto di patria potestà non sarebbe più uno scudo infrangibile dietro al quale tolle­rare situazioni di abuso o abbandono. La patria potestà potrebbe, infatti, essere definitivamente tolta nel caso di abusi accertati e il minore dichiarato immediatamente adottabile e cominciare così una nuova vita con chi ha scelto di amarlo. Perché a fare un genitore non è un dato biologico ma l’amore e la cura che viene posto nella crescita e nella tutela dei figli.


La nostro proposta di legge, tuttavia, distingue tra le famiglie che non sono assolutamente in grado di provvedere ai figli e quelle che invece si trovano in questa condizione per degli impedimenti indi­pendenti dalla loro volontà: in questi casi non si chiede il decadi­mento della patria potestà ma, al contrario, un maggior intervento dello Stato a sostegno di questi nuclei familiari e se necessario l’affidamento temporaneo del minore, possibilmente ad una famiglia che risieda nella vicinanze del nucleo naturale.


Infine la proposta di legge mira ad allargare la platea dei possibili adottanti nella ferma convinzione che una famiglia – fosse anche monogenitoriale – è preferibile alla vita in istituto. Per questo si propone di inserire nella lista degli adottanti, oltre alle coppie sposa­te, anche le coppie eterossessuali conviventi e i single, fatti salvi naturalmente gli stessi accertamenti che si compiono sulle coppie sposate.


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NUOVE FRONTIERE: APPUNTAMENTI


Il prossimo 13 novembre il presidente di Nuove Frontiere, Gabriele Felice, terrà una lezione sul tema “Una possibile politica di integra­zione” presso il Master in ‘Protezione civile, emergenze ed aiuti umanitari’ attivato dall’Università La Sapienza di Roma. L’appuntamento è presso l’ateneo alle ore 10.00.


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MINORI: IV Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.


La Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e Adolescenza è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.



L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con la legge n.176.Per verificare che i principi sanciti dall’importante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni stato di redigere e presentare un rapporto ogni 5 anni.


Inoltre per dare voce anche al punto di vista della società civile le organizzazioni non governative e del terzo settore hanno la possibilità di elaborarne uno supplementare. Il gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti (CRC) composto da 73 associazioni è un network aperto a tutte le associazioni ONG che si occupano della promozione e tutela dell’infanzia e dell’individuo. Il gruppo di lavoro si è costituito con l’obiettivo prioritario di preparare un rapporto sulla condizione dell’infanzia in Italia supplementare a quello presentato dal governo italiano da sottoporre al comitato sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.


Il prossimo rapporto periodico del Governo Italiano al comitato ONU sui Diritti del Fanciullo è calendarizzato per ottobre 2008. Il nostro Paese sarà chiamato a relazionare sulle azioni intraprese in questi anni per migliorare i diritti dell’infanzia.


In Italia non esiste un piano nazionale per l’Infanzia nonostante le sollecitazioni del Comitato ONU e contrariamente a quanto previsto dalla normativa che ne stabilisce l’adozione ogni due anni. L’ultimo risale al biennio 2002-2004. Nemmeno nel corso della XV legislatura il Parlamento italiano ha approvato una legge istitutiva del Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Unici passi avanti nel corso dell’ultimo anno sono stati fatti su base locale: pur persistendo disomogeneità tra le leggi istitutive altre due regioni Lazio e Molise hanno formalmente nominato un garante regionale andando ad aggiungersi a Marche, Friuli-Venzia-Giulia e Veneto mentre la provincia autonoma di Trento ne ha approvato la legge istitutiva.


Preoccupante è la correlazione forte che emerge dal 4° Rapporto CRC tra il rischio di povertà minorile e l’investimento percentuale in spesa sociale: facendo riferimento al Prodotto Interno Lordo la media europea di investimento sociale si attesta intorno al 14% ed ad essa corrisponde un 19% di rischi di povertà minorile; nel nostro Paese dove si investe meno del 10% il rischio di povertà minorile balza al 24%. Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti particolarmente vulnerabili si denota una carenza di dati relativi ai numerosi fenomeni di sfruttamento e abuso che pertanto rimangono sommersi rendendo più difficile l’adozione di politiche di contrasto. Nel 2007 ad esempio non è stata fatta nessuna rilevazione sul lavoro minorile pertanto continua a mancare una rappresentazione quantitativa attendibile del lavoro minorile in Italia.


Il gruppo CRC raccomanda: la nomina in tempi brevi della Commissione Parlamentare per l’infanzia e la promozione di un maggior coordinamento in merito alle politiche dell’infanzia nonché la continuità dei lavori dell’Osservatorio Nazionale Infanzia come organismo principe deputato all’indirizzo e promozione generale delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza;


l’adozione in tempi brevi del Piano Nazionale Infanzia;


l’approvazione immediata della legge istitutiva del Garante Nazionale Infanzia;


la previsione di un sistema di monitoraggio delle risorse destinate all’infanzia a livello nazionale e regionale che venga reso pubblico annualmente;


un’attenzione trasversale alla non discriminazione in modo che tutti i diritti siano garantiti a tutti i minori presenti sul territorio italiano indipendentemente dall’etnia,nazionalità,dallo status socio-economico;


la promozione di un’effettiva partecipazione dei minori in tutti i contesti che li riguardano in particolar modo scolastico e istituzionale sia locale che nazionale con la previsione di adeguati strumenti di consultazione adeguati;


La versione integrale del Rapporto è scaricabile dal link : www.savethechildren.it


MINORI: Pedofilia cresce l’impegno nella battaglia contro quella ‘virtuale’.


Sempre più spesso i pedofili utilizzano le nuove tecnologie per adescare i minori. In particolare gli Sms e gli Mms (messaggi con immagini) vengono utilizzati per entrare in contatto con i minori. All’inizio si chiede solo una foto in cambio di una piccola ricarica telefonica ma via via le pretese aumentano: il pedofilo vuole foto e filmati osè in cambio di ricariche sempre più costose e, dall’altro lato, ricatta il minore minacciando di diffondere le immagini o di farle pervenire ai genitori. Consapevole di questo fenomeno in crescita la Polizia postale ha ritenuto opportuno mettere maggiore impegno nel contrastarlo e, a questo scopo, ha firmato un protocollo di intesa con il Moige – Movimento Italiano Genitori. L’accordo prevede una collaborazione stabile per lo sviluppo di campagne di informazione rivolte sia ai minori che ai loro genitori. La prima campagna è già partita e si chiama ‘Dite ai vostri figli di non accettare Sms dagli sconociuti’ ed ha come testimonial Milly Carlucci.


Info sulla campagna al link http://www.genitori.it/documento.asp?sotto=413


Se la battaglia contro la pedofilia e la pedopornografia on line o via cellulare sta dando buoni frutti è anche grazie all’impegno di Telefono Azzurro; è proprio grazie a una denuncia giunta attraverso il sito di questa associazione – www.hot114.it – se la Polizia Postale da molti mesi sta conducendo un’indagine che ha già portati a diversi arresti e sequestro di materiale pedopornografico. Questo sito permette così come il numero verde 114, di segnalare la presenza di video o immagini pornografiche. Il lavoro di Hot 114 è potenziato grazie alla partecipazione attiva al network Inhope, l’associazione internazionale, cofinanziata dall’Unione europea che vi partecipa con tutti i 27 Stati membri, ramificata in 28 hotlines in tutto il mondo. Ulteriori informazioni sul progetto al link http://www.azzurro.it/site/news_sicurezza_rete_2.html


MINORI: Le dichiarazioni del Ministro Carfagna: ‘Sfruttamento dei bambini è emergenza sociale’


“Lo sfruttamento sessuale dei bambini e degli adolescenti, oltre ad essere una delle forme più drammatiche di violazione della loro integrità fisica e psicologica è espressione di una patologia sociale vera e propria”. Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il 9 ottobre scorso, durante l’audizione in Commissione bicamerale per l’Infanzia, dove ha illustrato gli aspetti del ddl sulla prostituzione. Lo sfruttamento sessuale, ha ribadito il ministro, “crea un’emergenza sociale che investe oltre alle vittime anche la società nel suo insieme”. Il ministro ha sottolineato inoltre che il fenomeno della prostituzione minorile, in preoccupante aumento, interessa bambini e bambine, italiani e stranieri, con un abbassamento generale dell’età dei soggetti sfruttati, in risposta “alla logica di mercato sia sul piano dell’offerta che su quello della domanda”. Per leggere il testo integrale dell’intervento del Ministro Carfagna


http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2039


DONNE: Eugenia Roccella ribadisce il ticket per le donne che rinunciano all’aborto.


Una circolare sulla questione del pagamento del ticket in relazione all’interruzione volontaria di gravidanza è stata inviata alle Regioni per ribadire la gratuità degli accertamenti diagnostici necessari per quelle donne che decidono di rinunciare all’ivg e proseguono la gravidanza. Lo ha annunciato il sottosegretario al welfare Eugenia Roccella “La cronaca recente – rileva la Roccella in una nota- ha denunciato una prassi adottata in alcune strutture sanitarie italiane per esempio in Piemonte e in Emilia Romagna le quali chiedono il pagamento del ticket alle donne quando, dopo gli accertamenti preliminari all’interruzione volontaria della gravidanza decidono di non sottoporsi più all’aborto”. Dopo un’indagine del ministro “per accertare i fatti-prosegue – ho firmato il 25 settembre una circolare in proposito. Nel documento, inviato agli assessori alla sanità delle Regioni e delle Province autonome, si precisa che la procedura secondo la quale le prestazioni finalizzate al ricovero diventano a pagamento se poi il ricovero non avviene, non può essere applicato all’ivg perché in contrasto con lo spirito e la lettera della 194”. Infatti se messa in atto, sottolinea Roccella si tradurrebbe in una penalizzazione della scelta di proseguire la gravidanza mentre la legge 194 contempla una serie di misure finalizzate proprio alla prevenzione dell’aborto. “Importante quindi-conclude il sottosegretario-che il comportamento delle strutture sanitarie pubbliche sia sempre in linea con le disposizioni che in Italia garantiscono la tutela della maternità anche sotto il profilo della gratuità degli accertamenti diagnostici necessari”.


DONNE: Violenza sulle donne, confermato il progetto Arianna.



Il ‘Progetto Arianna’ – attuato all’interno del Dipartimento per la Pari Opportunità e finalizzato alla prevenzione della violenza sulle donne – e di cui vi avevamo parlato nelle precedenti newsletter, è stato riconfermato per tutto il biennio 2008/2009. L’intervento svilupperà alcune delle azioni, messa a punto a livello sperimentale nei primi due anni di attività sul territorio nazionale, per il sostegno all’emersione ed al contrasto del fenomeno della violenza di genere verso le donne, inteso in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica, o di coercizione o riduzione della libertà, sia in contesto familiare che extrafamiliare, sia in forma di stalking). Il progetto porrà in essere azioni di supporto tecnico/scientifico allo sviluppo di una rete nazionale antiviolenza, il miglioramento del Servizio di accoglienza telefonica nazionale 1522 e l’allargamento della Rete Antiviolenza Nazionale ad altre realtà italiane. Per il primo biennio (2006-2007) infatti il progetto pilota si era concentrato sui territori di Bologna, Catania, Cosenza, Isernia, Napoli, Nuoro, Palermo, Pescara, Potenza, Prato, Ravenna, Trieste, Venezia, e le province di Ancona, Bari e Genova. Con la firma del nuovo protocollo di rinnovo si aggiungono al progetto 4 nuove città: Agrigento, Aosta, Latina e Torino. Per maggiori informazioni sul progetto e in particolare sugli obiettivi per il biennio 2008-2009 si consiglia il link:


http://www.antiviolenzadonna.it/menu_servizio/progetto/Arianna2008_2009.pdf



IMMIGRATI: Tar: riconoscimento status rifugiato non esclude il permesso di soggiorno per asilo politico.


Negare il riconoscimento status rifugiato non esclude il permesso di soggiorno per asilo politico. TAR Lazio Roma Sezione II sentenza n 8831 dell’8 ottobre 2008.


Accolto il ricorso del cittadino colombiano che aveva chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato politico, dichiarando di essere stato perseguitato nel proprio paese di origine. Nella specie la Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato aveva respinto la sua domanda ed in seguito a tale decisione la Questura di Roma adottava il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno per asilo politico impugnato con il ricorso.


Riguardo il merito, il ricorrente sostiene l’illegittimità del provvedimento di diniego del permesso di soggiorno in conseguenza del rigetto della domanda di protezione come rifugiato, sostenendo che l’Amministrazione non avrebbe tenuto in alcun conto del pericolo che correrebbe rientrando nel paese di origine.


Sostiene altresì che l’Amministrazione avrebbe dovuto valutare i rischi connessi al respingimento nel paese di origine consentendogli- attraverso la concessione di un termine – di trovare quanto meno un altro paese ospitante nel quale recarsi senza rischi per la propria persona.


In sostanza il ricorrente lamenta la carenza di motivazione del provvedimento del Questore il quale avrebbe respinto la sua domanda in via automatica, considerando il diniego di permesso di soggiorno per asilo politico come meramente consequenziale al diniego del riconoscimento dello status di rifugiato politico, senza considerare, invece, se potesse essere accolta la sua domanda ,tenendo conto della particolare situazione nella quale egli si sarebbe venuto a trovare una volta rientrato nel suo paese e tenendo altresì conto del fatto che in Italia egli non sarebbe privo di mezzi di sostentamento. La censura di difetto di motivazione è accolta.


Infatti ai sensi dell’art. 19, comma1,del d.lgs. n. 286/1998 “In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato nel quale lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso,di lingua,di cittadinanza,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali o sociali ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro stato nel quale non sia protetto dalle persecuzioni.


Quando la legge dispone il divieto di espulsione, il Questore rilascia il permesso di soggiorno per motivi umanitari, negli altri casi, salvo che possa disporsi l’allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare un protezione analoga contro le persecuzioni di cui all’art.19 comma 1 del Testo Unico.


Sulla base di questi presupposti normativi il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato politico,dovendo il Questore verificare ai sensi della normativa suindicata la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art.5 comma 6 del d.lgs n.286/1988 e dell’art.28 comma 1 lett. D) del d.p.r. n.394/1999.


Il Questore prima di respingere la domanda di rilascio del permesso di soggiorno è tenuto a svolgere la verifica sulla particolare situazione di fatto nella quale versa il richiedente, verificando l’insussistenza di elementi impeditivi all’espulsione o respingimento verso lo stato di appartenenza.



IMMIGRATI: Assistenza sanitaria agli immigrati, preoccupazione diffusa per l’emendamento dalla Lega al ‘pacchetto sicurezza’.


In questi giorni è in discussione alla commissione Affari Costituzionali e Giustizia del Senato il ‘pacchetto sicurezza’ ovvero il disegno di legge 733 in materia di sicurezza pubblica che tanto aveva scatenato polemiche già nei mesi passati.


A destare ancora maggiore preoccupazione è in particolare un emendamento dalla Lega che, pur non toccando l’uguale diritto di tutti (costituzionalmente sancito) ad essere curati, prevede che i clandestini vengano segnalati agli uffici competenti. In sostanza si intende sopprimere il punto fondamentale del decreto 286/1998 che dice: “l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano” (comma 5, articolo 35). Tale mutamento della legge potrebbe plausibilmente avere l’effetto di ‘tenere alla larga’ queste persone dagli ospedali anche in presenza di patologie gravi o magari nel momento parto, per la paura dell’espulsione.


Così in molti sono intervenuti per segnalare i rischi di questo emendamento, prima tra tutti Medici Senza Frontiere (http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=1838) che chiede che ‘venga mantenuto il principio di ‘non segnalazione all’autorità’ degli stranieri privi di permesso di soggiorno che chiedono assistenza sanitaria, per evitare di porre barriere all’accesso alle cure mediche e di condannare queste persone ad una pericolosa marginalizzazione sanitaria”. Preoccupazione è stata espressa, oltre che dall’opposizione parlamentare, anche dalla Chiese Evangeliche (http://www.fedevangelica.it/), dall’Associazione Dossetti (http://www.cybermed.it/index.php?option=com_content&task=view&id=19818&Itemid=134), e anche dall’Ordine dei Medici di Roma che si è dichiarato pronto a disobbedire se questo emendamento entrasse in vigore (http://www.medici-oggi.it/archives/0005802.html) e dalla Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm) che ne ha chiesto il ritiro (http://www.meltingpot.org/articolo13490.html)


IMMIGRATI: Dal Ministero del Lavoro un manuale di integrazione per immigrati.


Gli stranieri che vivono o hanno intenzione di venire a vivere nel nostro paese oggi hanno a disposizione uno strumento nuovo in grado di spiegare, in maniera molto pratica e sintetica, alcuni elementi fondamentali per una buona integrazione.


Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha infatti promosso e realizzato, in collaborazione con l’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali, un ‘manuale di integrazione’. Questa guida è stata pensata sia per chi deve ancora arrivare in Italia ed ha bisogno di capire come si possa entrare, sia per chi già vi si trova. Anche i datori di lavoro, italiani e stranieri, possono trovare qui indicazioni utili ad accompagnare il lavoratore nel suo percorso d’integrazione.


E’ una guida che può aiutare a risolvere anche i problemi quotidiani: dal contratto di lavoro all’iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all’apertura di un conto corrente in banca. Prossimamente saranno pubblicate le versioni nelle seguenti lingue: Albanese, Arabo, Cinese, Francese, Inglese, Russo e Spagnolo. La guida in italiano è al link: http://www.solidarietasociale.gov.it/NR/rdonlyres/9C487793-1ED0-4F8D-B52B-ADF3EFABB465/0/Vademecun2008inItaliano.pdf

Nuove Frontiere onlus – sede legale: Via Aldo Banzi 135, 00128 Roma – [email protected]www.nuovefrontiere.net


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