Mese: Luglio 2014

  • G DATA: Vacanze Last Minute: attenzione alle truffe informatiche

    Il mercato online dei viaggi e delle vacanze sta crescendo anno dopo anno. Secondo due studi pubblicati l’anno scorso da Trivago e da British Airways negli ultimi 10 anni il numero di chi prenota online sarebbe cresciuto del 67% soprattutto nell’ottica di ottenere un maggiore risparmio. I siti di viaggio consultati in media per prenotare un viaggio sarebbero dai 2 ai 5 per il 57% degli intervistati e, cosa importante, per il 73% il prezzo è la ragione discriminante. Molti utenti sono ormai diventati veri e propri cacciatori di offerte online alla ricerca di una vacanza da sogno last minute, soprattutto nel periodo estivo. Anche i criminali online però sono perfettamente a conoscenza di questo fatto e ogni anno ordiscono nuove trappole per trarne un profitto. Nelle prossime settimane gli esperti dei G DATA Security Labs si aspettano un aumento nelle email di spam mirate agli utenti Internet in cerca di offerte per le loro vacanze. Attenzione dunque a confermare le prenotazioni o alle allettanti offerte last minute che arrivano nella nostra casella email. Molte email arrivano con file allegati infetti o contengono link che puntano a siti non sicuri contenenti trappole malware. I cyber criminali non vanno in vacanza come gli esperti di G DATA hanno avuto modo di notare negli ultimi anni. Ma quali sono gli obbiettivi dei criminali? Essi sono interessati in particolare ai dati bancari e delle carte di credito che possono essere poi rivenduti nei forum underground o utilizzati in maniera illecita per altre attività criminali. “Oltre a utilizzare un software per la sicurezza informatica chi non vuole cadere vittima dei cyber criminali dovrebbe sempre tenere il proprio sistema aggiornato. Questo punto è di solito ignorato e spesso consente ai criminali di infettare i computer sfruttando falle di sicurezza ancora presenti nei programmi installati”, spiega Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs. “Chi prenota le proprie vacanze online dovrebbe controllare le offerte online e verificare la reputazione del fornitore nel modo più dettagliato possibile”. Le mail di spam con offerte per le vacanze dovrebbero essere sempre cancellate. In nessun caso i destinatari devono aprire i file allegati o cliccare sui link inclusi. Non bisogna neppure rispondere alle mail di spam: “Così facendo, infatti, si indica ai criminali che l’indirizzo email da loro utilizzato è effettivamente attivo” Alcuni semplici consigli per le prenotazioni online – Occhi aperti: gli utenti dovrebbero controllare attentamente le offerte e vedere in dettaglio se sono previsti costi addizionali di qualsiasi tipo. Offerte gratuite e molto convenienti contengono spesso dei costi nascosti – Controllare il fornitore del servizio: gli operatori, gli agenti di viaggio, gli hotel e le compagnie aeree possono offrire delle vacanze online. In ogni caso gli utenti Internet dovrebbero controllare se sono fornite informazioni sul nome, il profilo legale della società, il nome del rappresentante legale, l’indirizzo completo, i numeri di telefono e fax, la partita IVA e così via. – Direttamente nel cestino: la email di spam devono essere cancellate immediatamente. Gli allegati o i link contenuti nei messaggi provenienti da utenti sconosciuti non devono mai essere aperti. – Installare gli aggiornamenti: il sistema operativo e tutti i software in uso devono essere sempre aggiornati. Questo permette di bloccare falle di sicurezza che potrebbero essere sfruttate. – Installare un software per la sicurezza informatica: una soluzione completa è altamente raccomandata. Oltre alla protezione contro virus deve essere inclusa la protezione in tempo reale per quando si naviga in internet e un filtro antispam.

  • Farmaci biologici, la scelta terapeutica più sicura. Da Napoli medici e pazienti chiedono garanzie sull’alternativa biosimilare

    Tutelare le esigenze del paziente e il diritto ad avvalersi delle migliori terapie disponibili e al tempo stesso sfruttare un’opportunità di risparmio e razionalizzazione dei costi per il Servizio sanitario, “liberando” risorse da destinare all’innovazione e all’accesso alle terapie. È lungo questo difficile crinale che si gioca la partita dei farmaci biosimilari, l’opzione alternativa ai farmaci biologici di “marca” una volta che decade la copertura brevettuale. La possibilità di passare (switch) dai biologici ai corrispettivi biosimilari, più economici, se da una parte assicura un risparmio per la Sanità regionale dall’altra pone però alcuni inquietanti interrogativi sotto il profilo della sicurezza e dell’efficacia del biosimilare, della comparabilità clinica, dell’interscambiabilità tra biologico e biosimilare e, infine, del diritto alla libera scelta terapeutica.

    Proprio per affrontare a 360° queste tematiche complesse, la Fondazione Charta ha promosso in alcune città italiane una serie di incontri ad hoc dal titolo “Il valore del farmaco biologico tra continuità terapeutica e sostenibilità economica” nel quale si confrontano rappresentanti delle Istituzioni, clinici, farmacisti ospedalieri e farmacoeconomisti: a Napoli si è svolto il quinto e ultimo incontro di questo ciclo, con la presenza di diversi specialisti dei Presidi Ospedalieri di riferimento della Campania.

    Il nodo intorno al quale si confrontano da alcuni anni decisori pubblici, specialisti e Associazioni pazienti è se un farmaco biosimilare equivalga in tutto e per tutto al farmaco originatore. Le norme di EMA ed AIFA parlano chiaro: il farmaco biosimilare è simile (analogo), ma non uguale, al farmaco biologico di riferimento, il cosiddetto originatore. Di conseguenza i due non sono automaticamente interscambiabili e non vale per loro il principio della sostituibilità automatica.

    C’è poi il problema, non di poco conto, degli studi clinici sui biosimilari, anche se il regolamento dell’EMA stabilisce la possibilità di trasferire al biosimilare le indicazioni approvate per il biologico originatore, la cosiddetta estrapolazione.

    «Il biosimilare, per quanto simile all’originatore, non potrà mai essere identico, in quanto la procedura biotecnologica di produzione è diversa. Quello su cui ci si concentra è piuttosto l’effetto terapeutico, che deve essere lo stesso del farmaco originatore senza compromettere la sicurezza – afferma Raffaele Scarpa, Dirigente Responsabile Reparto di Reumatologia e Riabilitazione Reumatologica, Azienda Ospedaliero Universitaria “Federico II”, NapoliLe Agenzie regolatorie accettano la similarità dei due prodotti ma non transigono su tre aspetti: qualità, sicurezza di impiego ed efficacia. In tal senso il paziente è tutelato; tuttavia una cosa è trattare col biosimilare il paziente in prima prescrizione, altra è avere a che fare con un paziente già in trattamento con il biologico e al quale bisogna assicurare la continuità terapeutica. In questo caso il cambiamento pone problemi etici e medico-legali».

    Ciò su cui gli specialisti richiamano l’attenzione è la mancanza al momento di adeguate evidenze cliniche che legittimino e giustifichino il passaggio dal farmaco originatore al suo biosimilare.

    «Lo switch dal biologico al biosimilare potrebbe intervenire solo se il biologico ha cessato di agire o ha prodotto effetti collaterali – spiega Gabriele Valentini, Responsabile Unità Operativa Divisione Reumatologia, A.O.U. II Università degli Studi di Napoliperché se sta funzionando il biologico non può essere sostituito dal biosimilare. Se il paziente è già in cura con un farmaco, qualsivoglia esso sia, ed è in remissione, quel paziente non deve cambiare terapia e lo stesso vale per un farmaco biologico».

    Dal punto di vista delle regole lo scenario nazionale è quanto mai variegato: alcune Regioni, tra cui la Campania (Decreto 27/2013), hanno emanato delle Linee Guida di massima per la prescrizione dei biosimilari, indicando sulla scia delle raccomandazioni AIFA che il biosimilare diventi il farmaco di prima scelta per il trattamento dei pazienti naive; in particolare in Campania si prevede che il medico debba motivare la scelta di non prescrivere il farmaco biosimilare al paziente naive e che i Direttori Generali delle Aziende sanitarie sono tenuti a conseguire un tasso di utilizzo dei farmaci biosimilari pari almeno all’incidenza dei pazienti naive sul totale dei pazienti. Altre Regioni hanno emanato semplici documenti tecnici di valutazione clinica dei biosimilari; altre ancora non hanno preso alcun provvedimento in merito.

    «Non è nemmeno accettabile la sostituibilità automatica – osserva Raffaele Scarpa ­– perché un biosimilare non produce necessariamente una risposta identica all’originatore, o almeno non ne siamo sicuri: mancano le premesse, vale a dire gli studi clinici, per poterlo affermare. È evidente che i prodotti di prima e seconda generazione sono differenti ma per giustificarne l’impiego bisogna disporre di dati clinici. Ad esempio, l’immunogenicità potrebbe variare, non possiamo dire se ci sono o meno differenze adesso, bisogna dimostrarle nella pratica clinica».

    I farmaci biosimilari rappresentano un’ulteriore opzione terapeutica a disposizione dei medici ed è al medico che spetta la decisione ultima; su questo punto i criteri sono chiari. Sta ai medici decidere quale sia la strada da seguire: passare al biosimilare o scegliere il biologico.

    «Qualora l’Agenzia regolatoria, nella fattispecie l’AIFA, decida che per problemi di costo vanno utilizzati i biosimilari in prima scelta, noi potremmo adeguarci ma dovremmo sottoporre il paziente a una farmacovigilanza stretta spiega Gabriele Valentini ma se la scelta dovesse essere lasciata al medico, credo sia difficile che uno specialista possa decidere di intraprendere una strada inesplorata, utilizzando il farmaco biosimilare, piuttosto che decidere di continuare ad utilizzare un farmaco che ha alle spalle un percorso a volte anche decennale di esperienza diretta e di sperimentazione clinica».

    Per i pazienti affetti da patologie gravi e debilitanti, un biologico ha il valore di un farmaco salvavita e le Associazioni chiedono che si scelga l’eventuale passaggio dal biologico originatore al biosimilare su dati clinici che ne avvalorino efficacia e sicurezza piuttosto che sul risparmio.

    «Se per i farmaci biologici i dati di efficacia e sicurezza sono ormai consolidati da anni, non è così per i farmaci biosimilari che hanno fasi di studio molto brevi. Certamente i biosimilari permetteranno un migliore accesso alle cure, tuttavia abbiamo espressamente chiesto ad AIFA, nel corso di una libera consultazione aperta a maggio, di avviare studi osservazionali come avviene con i farmaci originatori sottolinea Antonella Celano, Presidente APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche un altro punto sul quale bisogna riflettere con molta attenzione ed essere prudenti riguarda l’estrapolazione delle indicazioni: servono studi anche in questo caso, come si fa con i farmaci biologici. Il fatto che un biosimilare costi meno non significa che vada bene per più indicazioni».

    «L’eventuale passaggio dal biologico al biosimilare continua Antonella Celano pone sempre una certa inquietudine e incertezza perché al momento non disponiamo di sufficienti dati clinici. L’impiego dei biosimilari ci riporta indietro di quattordici anni, quando si cominciò a usare i biologici e non si conoscevano ancora gli effetti di quei farmaci che in seguito sono stati chiariti dagli studi clinici; bisognerà procedere allo stesso modo con i biosimilari».

    Specialisti e Associazioni dei pazienti, uniti in una sorta di Alleanza, ritengono necessaria a questo punto la creazione di un Manifesto condiviso per tutelare il diritto del paziente alla continuità terapeutica e per coinvolgere il più possibile i malati nelle scelte terapeutiche, considerato che ad oggi il solo strumento a tutela del paziente resta il Consenso Informato, che rischia di venir assoggettato in parte, come paventano le Associazioni, alle decisioni delle politiche regionali.

  • Seconde case, quotazioni in calo

    Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nei primi 6 mesi del 2014 le quotazioni immobiliari delle seconde case nelle località turistiche hanno segnato una flessione media dei valori richiesti pari al -2,5%; queste svalutazioni non sono omogenee su tutta la penisola italiana ma, come per il mercato residenziale, sono più intense nelle zone meridionali: fra queste la Calabria e la Campania (-7,0%), la Sicilia e la Sardegna (-5,0%) e la Puglia (-4,0%) hanno fatto segnare i cali maggiori. Relativa stabilità si è riscontrata nella Riviera Romagnola (+0,2%), in Toscana (-0,2%) e Liguria (-0,4%). Unico trend positivo viene dall’Alto Adige, con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

    «Oggi è, in generale, un buon momento per comprare una seconda casa: l’offerta è sicuramente ampia e variegata, mentre la domanda resta ancora flebile, lasciando quindi buoni spazi di trattativahadichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. Assistiamo a ribassi anche superiori al 15% del prezzo richiesto inizialmente».

    Dall’analisi delle richieste fatta da Immobiliare.it è emerso chiaramente come il mercato sia oggi legato principalmente ad una domanda di seconda casa non spinta da fini di investimento o messa a reddito – per via dell’inasprimento delle imposizioni fiscali legate all’utilizzo degli immobili per locazione – ma dalla volontà di acquistare e goderne direttamente.

    Come variano, però, domanda, offerta e prezzi nelle diverse regioni italiane? Di seguito la sintesi di alcuni focus regionali condotti da Immobiliare.it.

    Le seconde case in Liguria

    In controtendenza con le dinamiche nazionali, in Liguria resiste ancora una percentuale di acquisti con obiettivo di messa a reddito e non di utilizzo come seconda casa: pur in forte flessione rispetto al passato, è valutabile nell’ordine del 15% della domanda. Qui la maggior parte delle richieste proviene da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il taglio più cercato è il bilocale di 50-55 mq, magari con vista mare e posto auto, anche se non sempre le soluzioni con queste caratteristiche sono reperibili sul mercato o lo sono ad un premium price. Un buon usato costa in media 3.500-4.000€ al mq, con punte di 6.000€ al mq se l’immobile ha la vista mare; si cresce ovviamente cercando casa nelle cosiddette top location (Santa Margherita, Alassio etc.), dove si arriva anche a valori da 10.000-13.000€/mq. Gli immobili che costituiscono l’offerta di seconde case sono prevalentemente soluzioni degli anni ’60-’70 in buone condizioni esterne; interessante è anche l’offerta di appartamenti di nuova costruzione, a prezzi medi di 4.000-4.250€ al mq. Da segnalare anche la presenza di alberghi dismessi sul lungomare che potrebbero essere o recuperati in futuro e restituiti allo loro funzione ricettiva o trasformati in uso residenziale.

    Le seconde case in Trentino Alto Adige

    L’area montana esprime una crescita nella domanda grazie alla qualità costruttiva degli interventi e all’integrazione ambientale. Principali compratori delle seconde case qui sono Lombardi e Veneti, mentre la soluzione più richiesta è il bilocale in residence, con prezzi medi da 225.000€ a 265.000€.

    Le seconde case in Lombardia

    Nell’ultimo anno i lombardi sembrano avere riscoperto l’amore per la seconda casa in montagna e questo ha portato a notevoli incrementi di prezzo soprattutto in 3 località: Bormio, Livigno e Ponte di Legno. A Bormio, che riesce ad attirare anche gli amanti delle terme, gli importi richiesti da chi vende sono cresciuti anche del 7%; Ponte di Legno come Livigno hanno visto salire i prezzi in percentuali molto vicine al 4%. Per molti la casa in montagna non è più legata alla sola stagione invernale, ma sempre più spesso diventa meta anche per fine settimana o periodi estivi.

    Le seconde case in Emilia Romagna

    Pur avendo la regione una certa stabilità nei prezzi, l’indagine di Immobiliare.it ha registrato una diminuzione dell’1.6% nelle quotazioni immobiliari su Rimini. La disponibilità media di spesa, per chi decide di acquistare la seconda casa in questa regione, è di 100-150.000€. L’offerta immobiliare include appartamenti in residence degli anni ’70-’80 dove un buon usato costa dai 3.500 ai 4.300€ al mq. Il mercato immobiliare turistico vede protagonisti soprattutto acquirenti provenienti dell’Emilia (in particolare Modena, Bologna e Ferrara), ma è anche significativa la presenza lombarda e tedesca.

    Le seconde case in Toscana

    La costa toscana, soprattutto nella sua parte grossetana, è movimentata dalle compravendite di seconde case che vede protagonisti principalmente fiorentini, pratesi, senesi ed anche milanesi: investitori che scelgono le zone dell’Argentario o quelle immediatamente prossime ad esso per passare le vacanze. La tipologia più ricercata è il trilocale, possibilmente con posto auto. L’incremento dei prezzi nella zona di Orbetello è stato di poco inferiore al 3% e in questa zona un buon usato costa in media 4.000 € al mq, ma si raggiungono punte di 5.000-6.000€ al mq per le zone fronte mare. Se ci si sposta lontano dal mare e oltre l’Aurelia, le quotazioni scendono a 3.200€ al mq per un buon usato.

    Le seconde case nel Lazio

    A cercare la casa per le vacanze lungo la costa laziale sono acquirenti che arrivano da Roma, da Frosinone e dalla Campania, in particolare Caserta e Napoli. Ricercano soprattutto trilocali indipendenti, porzioni di ville a schiera, bifamiliari e trifamiliari con giardino. La disponibilità media del cliente tipo va da 180.000 a ad un massimo di 250.000€. Al momento la zona più richiesta è quella che va da San Felice Circeo a Terracina, visto che qui si registrano le quotazioni più basse e il miglior rapporto qualità/prezzo anche se, in virtù della forte domanda, i prezzi sono leggermente cresciuti, segnando un incremento dell’1,8% anno su anno; per una porzione di villa di 80 mq si possono spendere da 250 a 270.000€, con punte massime di 330-350.000€ quanto più ci si avvicina a San Felice Circeo.

    Le seconde case in Campania

    Quello campano è un mercato che è andato in difficoltà registrando una perdita di valore importante (-18% in tre anni e -7% da gennaio 2014). Fa eccezione Amalfi (+5% i prezzi), in espansione per via all’accresciuto interesse dei turisti stranieri nei confronti della località e, di conseguenza, nella profittabilità di un investimento volto alla messa a reddito. Apprezzate anche le località nelle immediate vicinanze (Maiori, Minori). Chi vuole una seconda casa in zona cerca soprattutto monolocali e bilocali, con vista panoramica, possibilmente sul mare, non lontano dal centro. La disponibilità di spesa media è di 300.000€.

    Le seconde case in Puglia

    Pur con previsioni positive per la stagione estiva, il dato delle compravendite fa registrare una flessione delle quotazioni immobiliari (-4%). La regione beneficia di un turismo variegato, proveniente non solo dalla Puglia, ma anche dalle regioni settentrionali (la Lombardia è quella con il maggior numero di turisti, seguita da Piemonte e Veneto) e dall’estero, in particolare tedeschi, francesi e olandesi. Un flusso di così lungo raggio, però, comporta una bassa propensione all’acquisto. Nella zona di Gallipoli si possono acquistare bilocali e trilocali in condomini costruiti dopo gli anni ’70. Un buon usato si compravende a 1.100-1.200€ al mq, ma si possono raggiungere punte di 1.500€ al mq se c’è la vista mare. Si registra la richiesta di abitazioni da adibire a B&B, ma resta attività di piccola imprenditoria.

    Le seconde case in Calabria

    Le quotazioni immobiliari sono decisamente in difficoltà, in quanto i compratori sono prevalentemente calabresi e campani, mentre si è fortemente ridotta la presenza di acquirenti piemontesi e lombardi. Le tipologie più ricercate ad uso turistico sono il bilocale ed il trilocale, possibilmente con spazio esterno. Si preferiscono immobili situati sul lungomare, vale a dire condomini costruiti circa 25-30 anni fa, le cui quotazioni, se usati ed in buone condizioni, oscillano da 1.800 a 2.200€ al mq. Nel complesso il mercato delle seconde case ha visto una riduzione media del prezzo, dall’inizio dell’anno, pari al 7% circa.

    Le seconde case in Sardegna

    Se a livello complessivo la Regione ha visto diminuire del 5% il valore medio richiesto per l’acquisto di una seconda casa, le differenze fra nord e sud dell’isola sono notevoli, tanto per prezzi quanto per tipologie di immobili richiesti. Nell’area del Cagliaritano la richiesta di acquisto è principalmente locale e si orienta in primis verso soluzioni indipendenti, in genere piccole ville o palazzine con giardino, e a seguire appartamenti. Nell’area di Olbia e Sassari, invece, ad acquistare sono soprattutto lombardi e compratori internazionali. I primi prediligono gli appartamenti, i secondi invece puntano a soluzioni indipendenti anche nell’entroterra. Per un bilocale di 55 mq, nell’olbiese, si spendono circa 150.000€. La crescita di turismo straniero nella costa orientale – grazie all’intensificazione di voli low cost – ha determinato un maggiore interesse verso immobili meno costosi e non in luoghi in, anche se il mercato immobiliare d’élite della Costa Smeralda è sempre abbastanza stabile, con un turn over nella nazionalità degli acquirenti che ha visto gli arabi lasciare spazio ai russi. Per una soluzione indipendente non si spende meno di tre milioni.

    Le seconde case in Sicilia

    Bassa l’offerta di immobili sul mercato siciliano delle seconde case, anche perché non ci sono molte nuove costruzioni, se non quelle destinate ad essere utilizzate come prima casa. La tipologia più ricercata come casa vacanza in Sicilia è il bilocale, magari nei centri storici e vicino il lungomare. Nei centri si possono acquistare immobili d’epoca del XVII e del XVIII secolo, oppure case indipendenti su più livelli. Le soluzioni da ristrutturare costano 1.700-1.800€ al mq e quelle in buone condizioni 2200-2300€ al mq. Sul lungomare invece si possono trovare condomini degli anni ’60 e ’70, che, in buono stato, valgono 2.500€ al mq. Positiva la tenuta del prezzo per Taormina, dove rimane alta la domanda degli italiani ma anche di tedeschi e americani. In crescita le richieste di abitazioni per attività di B&B.

  • Per l’estate proteggete i vostri capelli: Kerastase online su GB Hair shop.

    L’estate è la stagione più attesa da tutte le donne che amano trascorrere le loro giornate al mare, rilassandosi sul lettino mentre la pelle acquista un po’ di tintarella.

    Spesso però ci si espone in modo scorretto, senza fare attenzione ai danni che il sole può provocare alla cute e ai capelli; finché arriva il momento in cui ci si rende conto che il calore e la salsedine hanno portato non pochi danni alla chioma, facendola diventare secca e sfibrata.

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  • Business and Regulation of Medical Devices

    ENTE: Ca’ Foscari Challenge School – MD24

    SETTORE: economia-statistica

    TIPO: corso di alta formazione

    OBIETTIVO: Il mercato dei dispositivi medici risulta sempre più complesso e richiede alle aziende che operano nel settore di possedere professionalità specifiche e competenze multidisciplinari. L’entrata in vigore dei nuovi Regolamenti Europei sui dispositivi medici e IVD introdurrà l’obbligo per le aziende che producono e/o commercializzano dispositivi medici di avere al loro interno una Qualified Person i cui requisiti verranno definiti sia in relazione all’esperienza sia al background di conoscenze. Business and Regulation of Medical Devices – Imprese e regolazione nel mercato dei dispositivi medici è un progetto promosso da Fondazione Università Ca’ Foscari – Challenge School in collaborazione con MD24 sotto la direzione scientifica del Professor Salvatore Russo, frutto di una sinergia vincente tra le competenze economico-manageriali dei docenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia e le conoscenze tecniche messe in campo da MD24 e Thema, leader nel settore regolatorio. Si tratta della prima proposta formativa destinata all’aggiornamento dei professionisti del settore ma anche alla formazione di coloro che desiderano iniziare ad operare in un mercato in forte crescita che presenta ottime prospettive occupazionali. Il corso offre l’opportunità di entrare concretamente in contatto con importanti realtà del settore che hanno sede sul territorio nazionale e che ospiteranno gli studenti del corso per una esperienza di stage.

    PROGRAMMA: Il corso è strutturato nei seguenti moduli: Economico-manageriale, Relazionale, Legale-Regolatorio, Tecnico-clinico

    A CHI E’ RIVOLTO: Il corso è rivolto a laureati/e triennali e magistrali in Ingegneria biomedicale, Ingegneria clinica, Biotecnologie, Giurisprudenza, Economia oppure a diplomati che operino già nel settore come Regulatory Affairs Advisor (Specialist o Manager).

    DURATA: Il corso ha una durata complessiva di 316 ore (da Ottobre 2104 a Luglio 2015), che comprendono 268 ore d’aula (di cui una Learning Week a febbraio 2015) e 48 ore in e-learning. È previsto uno stage formativo in azienda della durata di 4 mesi.

    INIZIO: Ottobre 2014

    CITTA’: Venezia

    COSTO: Contributo d’iscrizione: € 3.500,00 + IVA Coloro che avranno presentato la scheda di iscrizione entro il 31 luglio 2014 potranno beneficiare di una riduzione di € 200,00 sulla quota di iscrizione.

    INDRIZZO: Palazzo Moro, Cannaregio 2978, 30123 Venezia

    E-MAIL: [email protected]

    SITO WEB: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=176129

    TERMINE: 2014-08-31

  • Clinica dermatologica Roma: una piccola guida

    La pelle è la superficie esterna che separa l’interno del nostro corpo dall’ambiente esterno; essendo superficiali, le malattie dermatologiche, anche se fonte di prurito, bruciore e disagio emotivo, sono relativamente innocue poiché non disturbano le funzioni vitali. Le malattie dermatologiche sono centinaia e molte hanno manifestazioni simili, per cui la diagnosi è di competenza dermatologica. In tutta Italia ci sono importanti centri dermatologici che studiano con tecnologie avanzate queste particolari malattie. I centri dermatologici a Roma sono tra i più avanzati d’Italia e disposti in modo omogeneo in tutti i municipi della capitale. Roma inoltre si caratterizza all’interno delle Università di Medicina di Scuole di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia in grado di preparare degli ottimi professionisti nel settore. Le cliniche dermatologiche a Roma forniscono un servizio completo per la diagnostica e il trattamento delle patologie dermatologiche. Lo screening dermatologico prevede la visita specialistica con il dermatologo e la mappatura dei nei in una stessa seduta. Le analisi sono molto dettagliate in quanto le malattie della pelle non sono solo causate da agenti esterni (per esempio i raggi solari) o da scarsa igiene. La pelle risente anche delle abitudini alimentari, voluttuarie, lavorative e dell’assunzione di farmaci. Per questo motivo per arrivare a una corretta diagnosi è necessaria una anamnesi approfondita e dettagliata. I fattori da considerare sono molti, i più importanti sono la familiarità, perché alcune malattie dermatologiche hanno un substrato ereditario, e i fattori di rischio come per esempio la sovraesposizione ai raggi ultravioletti o a onde radio, l’abitudine al fumo, l’abuso di alcolici, l’ipercolesterolemia ecc. È poi importante conoscere la durata, le caratteristiche iniziali e l’evoluzione della lesione, la velocità di accrescimento, l’esposizione a fattori lesivi, le abitudini alimentari e voluttuarie, la presenza di allergie, i luoghi frequentati (centri sportivi, piscine, caserme, ostelli), le notizie su altre persone possibili fonti di contagio, l’esistenza di altre malattie coesistenti, tutte informazioni preziose che possono talvolta essere decisive.

  • Bulbi Estivi: una piccola guida

    Una caratteristica dei bulbi e’ che devi pensare con anticipo a piantarli, quindi li pianti in inverno se vuoi fiorirli in estate, in autunno se vuoi vederli fiorire in primavera.

    La maggior parte delle bulbose più comuni, che si trovano abitualmente nei giardini, producono la gran parte dei loro fiori a fine inverno o inizio primavera; per questo motivo spesso le bulbose vengono considerate soltanto come riempitivi delle aiole o dei vasi per i mesi di marzo-aprile, quando il clima è ancora fresco, e non ci è possibile porre a dimora le piccole piante a fioritura estiva. In effetti i bulbi più conosciuti, quali crocus, tulipani, narcisi, fioriscono tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

    In realtà le piante bulbose sono molto numerose, e ci sono moltissimi bulbi estivi che fioriscono in estate o in autunno. Alcune sono molto diffusi, altre invece un po’ meno.

    Il maggiore successo in giardino delle bulbose a fioritura primaverile è dovuto al fatto che gran parte di esse è molto resistente al freddo, e quindi ci permette di lasciarle inselvatichire in giardino, senza dovercene preoccupare; alcune bulbose a fioritura estiva invece sono abbastanza delicate, e quindi debbono essere poste a dimora in primavera, e poi dissotterrate, o comunque riparate, durante i mesi invernali. Questo “difetto”, che è particolarmente problematico nelle zone con inverni decisamente rigidi, passa in secondo piano quando si osservano i fiori delle bulbose estive, veri capolavori della natura.

    Puoi piantare i bulbi dei Narcisi estivi non appena li ricevi, sia a terra che in vaso. Quando pianti i bulbi, assicurati la buca di piantagione sia profonda il doppio dell’altezza del bulbo: un bulbo di 5 cm ha quindi bisogno di essere piantato in una buca profonda 10 cm. Distanzia i Narcisi estivi di circa 10-15 cm. Pianta i bulbi nel terreno sciolto e riempi la buca col terriccio. Puoi piantare i bulbi del Narciso estivo usando una paletta o uno specialo piantabulbi.

  • Vendita materiale elettrico online

    Centro Forniture Elettriche, con sede in Formia, da anni si occupa della vendita di una vasta gamma di materiale elettrico delle marche più prestigiose come Philips, Bticino, Urmet ,Vimar, Gewiss e molte altre.


    L’assortimento consta di circa 20000 articoli in continua espansione, e spazia da prodotti indispensabili nella quotidianità come ad esempio quelli utili per l’illuminazione (lampade, placche, prese),a quelli utili per determinare aperture o chiusure di tapparelle o serrande, a prodotti per la sicurezza dell’ambiente (tenere sotto controllo evitando così pericoli come fughe di gas e allagamenti, black-out, intrusioni da parte di ladri), e prodotti d’arredamento (lampade decorative, lampade con personaggi per bambini).


    L’esperienza acquisita, insieme alla qualità dei prodotti offerti, ha dato la spinta necessaria per affrontare questa nuova avventura: l’apertura di un sito e-commerce.
    Con l’evolversi delle tendenze del mercato, questo è stato il passo successivo per la crescita dell’azienda.
    Il sito e-commerce offre tutti i prodotti che l’azienda conosce da sempre, e che la clientela sceglie ogni giorno, con il vantaggio per gli utenti di beneficiare di tutti i lati positivi insiti nella vendita online, tra cui: la possibilità di poter acquistare comodamente da casa quando si vuole ed evitando sposamenti, un acquisto veloce e semplice (bastano pochi click), l’avere a disposizione un elenco di prodotti in offerta, e la garanzia di un servizio di trasporto efficiente e rapido.

    Il sito è dotato di un’ apposita sezione “Prodotti in offerta” dove potrete trovare molti prodotti a prezzi vantaggiosi, inoltre è possibile, oltre un limite di spesa, disporre delle spese di spedizione gratuite.

    Vai a visitare il sito per scoprire tutti i prodotti e le offerte disponibili!
    http://www.centroforniturelettriche.com/it/

  • Mons. dal Covolo, presentato volume sul cardinale August Hlond

    Roma, all’Accademia Polacca delle Scienze, si è svolta la presentazione del volume “Il Primate di Polonia card. August Hlond di fronte ai grandi conflitti dell’epoca: la seconda guerra mondiale e la guerra fredda”. A presentare il libro, Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense, che ha approfondito i rapporti intercorsi tra il Primate Hlond e i papi Pio XI e Pio XII, evidenziando la portata storica di questi legami e la loro reale incidenza nelle dolorose vicende del Novecento.

    Mons Dal Covolo
    Mons Enrico Dal Covolo, Rettore lateranense

    Testo integrale dell’articolo apparso su Ans il 14 giugno 2013

    Martedì 11 giugno, presso l’Accademia Polacca delle Scienze a Roma, si è svolta la presentazione del volume “Il Primate di Polonia card. August Hlond di fronte ai grandi conflitti dell’epoca: la seconda guerra mondiale e la guerra fredda”, curato dal prof. Leszek Kuk, Direttore dell’Accademia Polacca, insieme al prof. Stanisław Zimniak, sdb, Membro dell’Istituto Storico Salesiano.

    A presentare il libro sono stati, mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense (PUL); ed Alberto Monticone, già professore ordinario di storia moderna, ex senatore e Presidente emerito dell’Azione Cattolica. Ai due relatori si è aggiunta la testimonianza di Stanisław August Morawski, Presidente della “Fondazione Romana J. S. Umiastowska”, cofondatore e membro del Direttivo del Centro per gli Studi e le Relazioni Internazionali e del Centro Incontri e Studi Europei.

    Il volume 127° della serie “Conferenze”, pubblicata dall’Accademia Polacca di Roma, raccoglie gli atti del convegno internazionale tenutosi nella sede dell’Accademia il 14 dicembre 2009, dedicato alla figura del cardinale August Hlond, salesiano, primate di Polonia negli anni 1926-1948.

    Mons. dal Covolo ha approfondito i rapporti intercorsi tra il Primate Hlond e i papi Pio XI e Pio XII, evidenziando la portata storica di questi legami e la loro reale incidenza nelle dolorose vicende del Novecento. Il Rettore della PUL ha anche messo in luce la capacità dei tre ecclesiastici di vivere e praticare senza cedimenti la missione propria della Chiesa: difendere la verità sull’uomo dalle tentazioni del potere, anche quando questo produce realtà disumane come quelle create dai regimi totalitari tedesco e sovietico del XX secolo.

    Il prof. Monticone, da parte sua, ha delineato la cornice storica del tutto particolare nella quale si trovò ad agire il card. Hlond. Personaggio molto apprezzato sia negli ambienti ecclesiastici, sia in quelli della società civile – ritenuto addirittura papabile da alcuni – si trovò ad essere Primate della Polonia in un periodo estremamente complicato, quando, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale i paesi vittoriosi imposero un nuovo ordine geopolitico che comportava spostamenti forzati di enormi masse di popolazione, senza badare alle ferite provocate dalla guerra e dagli stermini etnici.

    L’analisi sulla sua figura richiede perciò un’attenta analisi delle risorse archivistiche. Grazie a tale procedimento si è potuto, tra l’altro, verificare la delicata questione delle facoltà pontificie che furono concesse al Primate, le quali già contemplavano il nuovo ordine politico prodotto in Europa dalle Conferenze di Yalta e Potsdam (febbraio e luglio-agosto 1945), anche se questo non venne mai garantito in modo definitivo dai trattati di pace.

    Concludendo, il prof. Monticone ha evidenziato l’importanza di questo volume che completa il quadro storiografico, offerto dal volume pubblicato nel 1999, contribuendo notevolmente al recupero della figura del cardinale Hlond nella storiografia europea. Rimangano, tuttavia, ancora molti campi degni di essere esplorati, per poter descrivere sempre meglio il peso avuto dal cardinale salesiano August Hlond nella storia della Chiesa e della società del Novecento.

    FONTE: Ans

  • MUSICA PER ORGANI CALDI: WE ARE POP è il primo singolo estratto dall’EP “69”

    Un’esplosione di citazioni, controsensi, rapidissimi cambi di genere ed atmosfera, il tutto immerso in un assurdo contesto Nonsense/Dadaista.

    Il bassista/cantante Andrea Ra, il producer/cantante Emiliano Ra-B, Marco La Fratta (chitarrista di Piotta, Lemmings etc.) e Alessandro Inolti (già batterista dei Kutso) suonano assieme e fondano il Dada Rock.

    O Dada Pop. O Dada Punk. O Dada Dance.

    Il loro primo singolo Pigneto Chic, programmatissimo a Roma da tutte le radio, diventa immediatamente un “caso” e viene preso da Warner Chappell per essere inserito nella colonna sonora del film “Psychomentary” (RED CARPET/in uscita). Qui il video di Pigneto Chic: http://www.youtube.com/watch?v=Wo99SoPUlDI.

    L’EP “69”, in uscita il 27 Maggio, preceduto dal singolo WE ARE POP, è il passo successivo.

    Il citazionismo continuo, l’attitudine “nonsense/dadaista”, il gusto per la mescolanza di generi musicali (provenienti possibilmente da epoche e contesti diversi), acquisisce nuovi, impropri ed imprevisti significati.

    Ma in fondo è tutto POP, anche quando non sembra.

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