Mese: Luglio 2014

  • Partner delle mostre a “Spoleto Arte” la ditta trevigiana Illuxit

    Sta procedendo egregiamente “Spoleto Arte” l’osservatorio sull’arte contemporanea, curato da Vittorio Sgarbi e organizzato dal manager Salvo Nugnes, presso Palazzo Leti Sansi, nel cuore della città umbra. In esposizione, fino al 24 Luglio 2014, le opere del Premio Nobel Dario Fo, di Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, DI José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo, di numerosi artisti talentuosi e un omaggio al regista Pier Paolo Pasolini, nelle foto di Roberto Villa.

    Prestigioso sponsor della manifestazione artistica, la rinomata azienda Illuxit, sita a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, operante nel mondo delle onoranze funebri da decenni. L’esperta professionalità, la concreta assistenza 24 h su 24 h e l’alta qualità che propone, sono i punti di forza di questa Società diventata una realtà imprenditoriale affermata e in forte espansione. Illuxit è conosciuta per l’esemplare ed efficiente rete franchising creata. Come afferma l’Amministratore, nonché socio titolare, Gaetano Carbonara “Le agenzie sono tutte in formula franchising, la struttura è prettamente commerciale ed è semplicissimo aprirle. Facciamo tutto noi e l’affiliato deve solo fare il corso, da noi organizzato, e seguire la propria filiale in franchising” e continua “ I servizi funerari, senza la necessità di entrare in contatto con la salma da parte del nostro affiliato, sono il nostro servizio di punta. Superando così tutti i pregiudizi sul settore“.

    Pratiche di pensione e successione, centro cremazioni, servizi floreali, assistenza psicologica ai cari del defunto, e ancora l’esclusiva novità dei funerali per animali, sono solo una parte della vasta gamma di servizi offerti da Illuxit a prezzi decisamente competitivi e inferiori a quelli di mercato.

  • PRESENTATA OGGI LA “LEGGENDARIA CHARLY GAUL”, TRENTO E MONTE BONDONE GUARDANO AL MONDO

    Oggi a Trento il vernissage della nona edizione de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone”

    Elda Verones svela tutte le cifre e le novità della granfondo trentina

    Il saluto degli assessori Paolo Castelli e Michele Dallapiccola

    Tanti i campioni in sala con Antonio Rossi, Jury Chechi, Gilberto Simoni e Aldo Moser

    Si è svolta oggi a Trento presso il Salone di Rappresentanza del Comune di Trento a Palazzo Geremia la conferenza stampa di presentazione della nona edizione de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone-Trofeo Wilier Triestina”. L’evento sarà di scena a Trento, sul Monte Bondone e in Valle dei Laghi dal 17 al 20 luglio prossimi, con la cronometro di venerdì 18 luglio alle 17.00 e la gara su strada in programma domenica 20 luglio alle 8.00.

    Il primo a prendere la parola e a fare gli onori di casa, in una sala gremita di persone, è stato l’assessore allo sport del Comune di Trento Paolo Castelli: “Siamo orgogliosi di ospitare in questa sala la presentazione di una manifestazione come La Leggendaria Charly Gaul che dà lustro alla nostra città. Eventi come questo mostrano al mondo le capacità organizzative, gestionali e ricettive di Trento, che ogni anno accoglie manifestazioni di livello internazionale come La Leggendaria Charly Gaul. Il Comune è sempre a fianco dell’organizzazione: oltre ad essere azionisti dell’ApT offriamo anche appoggio logistico per quanto riguarda le strutture e la vigilanza sulle strade con la Polizia Locale. Questi eventi coniugano sport, turismo, cultura e rispetto per l’ambiente, per cui continueremo a rimanere al fianco degli organizzatori”.

    Dopo l’assessore ha preso la parola Elda Verones, direttrice dell’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e vero e proprio deus ex machina della struttura organizzativa de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone”: “É una grande emozione per me presentare la nona edizione di questa manifestazione, una gara internazionale nata solo nove anni fa e che adesso vede 42 nazioni coinvolte e ben 2200 partecipanti. Siamo arrivati su tutto il pianeta grazie al passaggio fatto nel 2012 come unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour e continuiamo a crescere ogni anno. La nostra strategia era quella di promuovere Trento, il Monte Bondone e la Valle dei Laghi in tutto il mondo attraverso questo grande evento internazionale. Possiamo dire di esserci riusciti, ma continuiamo a lavorare per migliorare sempre di più. I numeri sono importanti e ogni anno l’indotto turistico dell’evento per il territorio aumenta, con decine di migliaia di presenze a Trento e dintorni. Vogliamo promuovere la qualità del Trentino in tutto il mondo dando lustro alle aziende e ai prodotti trentini. La copertura mediatica sarà notevole dato che la gara verrà trasmessa in diretta da Raisport. Inoltre, non va dimenticato il lavoro che stiamo facendo sui social network con cui riusciamo a promuovere La Leggendaria Charly Gaul in tutto il mondo con un semplice click. Abbiamo rinnovato il contratto con l’UCI per altri tre anni e continuiamo a qualificare l’evento anche con iniziative come il Bike Tour Leggendario, il Trento Bike Expo e l’ingresso di tanti nuovi sponsor trentini e nazionali. Continuiamo a lavorare anche per la sicurezza dei corridori e la modifica della parte iniziale del percorso va proprio in questa direzione. Abbiamo anche ottenuto la chiusura totale al traffico di buona parte dei percorsi. Ringrazio tutte le persone che con grande entusiasmo e voglia di risultato ogni anno lavorano a quest’evento, in particolare tutto lo staff dell’ApT, i volontari e le istituzioni trentine che ci seguono. Il successo di questa manifestazione è anche un successo di tutti loro”.

    Il presidente del comitato provinciale della FCI Dario Broccardo ha portato i saluti a nome del presidente federale Renato Di Rocco. “Questa manifestazione è diventata punto di riferimento per il ciclismo italiano e mondiale. Voglio fare i complimenti a tutto lo staff organizzativo che in pochissimi anni è riuscito a cogliere risultati così importanti”. Nel corso della conferenza sono intervenuti anche i ciclisti trentini Aldo Moser, che ha vissuto in prima persona la tappa “leggendaria” Merano-Monte Bondone del Giro d’Italia 1956, e Gilberto Simoni.

    A “La Leggendaria Charly Gaul” non mancheranno nemmeno gli olimpionici Antonio Rossi e Jury Chechi, oramai aficionados della granfondo, presenti oggi alla conferenza stampa. Fra un siparietto e l’altro, Antonio Rossi, assessore allo sport della Regione Lombardia, si è soffermato anche sul valore turistico dell’evento: “Voglio fare i complimenti a Elda Verones perché l’organizzazione è davvero perfetta. Assieme all’assessore Dallapiccola sicuramente parleremo di sport e turismo quando ci riuniremo a Milano con i 46 presidenti della Macroregione Alpina. Il Trentino da anni è in prima fila su questo argomento e come Lombardia non vogliamo essere da meno, per cui vogliamo portare avanti strategie comuni su questo tema”.

    L’intervento dell’assessore al turismo della Provincia Autonoma di Trento Michele Dallapiccola ha affrontato il delicato tema del rapporto fra ente pubblico e organizzatori di eventi sportivi. “Oggi sono qui per parlare di Autonomia e del significato del marchio Trentino. La Leggendaria Charly Gaul fa parte di quei tanti eventi che danno lustro al nostro territorio. Attraverso lo sport contribuiamo ad arricchire la nostra popolazione sia dal punto di vista culturale e sociale, sia dal punto di vista economico grazie all’indotto turistico portato da queste manifestazioni. Molta gente arriva qui, ci conosce, ci permette di crescere e dà una mano alla nostra economia. Il ruolo della politica, sin dai tempi della polis greca, è quello di redistribuire la ricchezza e attraverso le regole dell’Autonomia puntiamo a far crescere i nostri territori sostenendo manifestazioni organizzate bene come La Leggendaria Charly Gaul. Gli operatori turistici contribuiscono in maniera decisiva alla creazione del PIL trentino e per questo motivo continueremo ad essere partner di queste iniziative, soprattutto se di respiro internazionale, che contribuiscono a far crescere e mantenere competitivo il Sistema Trentino nel mondo”.

    La conferenza si è chiusa con il divertente show dell’”inviato speciale” Jean Jacques (alias il comico trentino Lucio Gardin) che è entrato nella sala in sella ad una bicicletta ed è letteralmente atterrato fra le braccia di Elda Verones.

    Info: www.laleggendariacharlygaul.it

  • Gli hotel di Forte dei Marmi

    Forte dei Marmi è famosa oltre che per i negozi del centro storico e per gli stabilimenti balneari anche per gli storici hotel, le uniche strutture che incarnano ancora lo stile architettonico “liberty” della Versilia anni ’70, il periodo più bello e magico della nostra zona.
    Io sono nato nel 1984 e quindi non ho avuto la fortuna di vivere in quel periodo, ma i racconti dei miei genitori mi lasciano letteralmente a bocca aperta…!

    Tornando all’argomento di questo articolo, vedo spesso blog e siti di viaggi che cercano inutilmente di stilare complesse classifiche sugli alberghi migliori di Forte dei Marmi, ma sinceramente non riesco a vedere alcun criterio logico di giudizio. In qualsiasi struttura alberghiera di Forte dei Marmi le recensioni dei clienti superano gli 8/10 su ogni sito di viaggio, ciò significa che non è possibile compilare una classifica in base ai servizi offerti.

    In che modo quindi possiamo classificare gli alberghi del Forte? In nessuno! In questo articolo mi limito a parlare di alcuni di loro, dando la preferenza alle strutture dove ho conosciuto chi vi ha soggiornato e me ne ha parlato veramente bene.
    Tutte queste strutture alberghiere sono aperte tutto l’anno e lavorano al 90% della capienza 365 giorni all’anno, segno che quando c’è serietà e competenza non c’è crisi che tenga.


    Hotel Belvedere www.hotelbelvedere.inversilia.it
    Non notare l’hotel Belvedere è quasi impossibile anche per il più distratto osservatore: si trova nel cuore del centro storico di Forte dei Marmi dal 1930… una vera istituzione! Forse è l’hotel con la posizione migliore di tutta Forte.


    Grand Hotel Imperiale www.grandhotelimperiale.it
    Prenotare per una camera matrimoniale da sabato 2 agosto a sabato 9 agosto è impossibile, in quanto è già tutto prenotato!!
    Mi capita spesso, per lavoro e per semplice diletto, di passare davanti al parcheggio dell’Imperiale e ogni volta vedo un parco macchine che farebbe invidia al più accanito collezionista di auto!


    Hotel Il Negresco www.hotelilnegresco.com
    Anche l’hotel Negresco è un’istituzione di Forte dei Marmi, in quanto credo che sia antico come il Belvedere. Situato sul lungomare del Forte, a 3 minuti dal centro, l’hotel è una bellissima struttura dalle cui 40 camere si vedono il mare, le Cinque Terre e, nei giorni in cui non vi è troppa foschia, anche la Corsica.


    Hotel Villa Grey www.villagrey.com
    Situato accanto al Negresco, è un hotel di nuova concezione e nasce sul lungomare di Forte dei Marmi dalla ristrutturazione di un’elegante residenza versiliese di villeggiatura fin de siècle.
    L’hotel possiede anche la spiaggia antistante, il Bagno Villa Grey, provato personalmente e d’accordissimo con tutte le recensioni positive che ha ricevuto!


    Hotel Villa Roma Imperiale www.villaromaimperiale.com
    Situato in una delle zone più importanti di Forte dei Marmi (e non solo), il Villa Roma Imperiale è una lussuosa dimora immersa nella pineta di Roma Imperiale, circondata da ville abitate prevalentemente durante il periodo estivo da personaggi importanti.
    L’hotel porta avanti il programma “Amici del Mondo” per aiutare l’Africa. Una grande nota di merito.


    Piccolo Hotel www.albergopiccolohotel.it
    Il Piccolo Hotel nasce nel 1952 sul viale Morin, in una delle zone più signorili di Forte dei Marmi. Nella descrizione sul loro sito adoro il passaggio “Chi va al Piccolo e riesce a entrare nel suo mondo ed a coglierne l’essenza non può fare a meno di tornarci e chi ci ritorna lo fa perché ama tuffarsi in quell’atmosfera di semplicità, di naturalezza, di normalità e di tranquillità che niente riesce a turbare.“. Chapeau!


    Hotel Atlantico www.atlantico-hotel.com
    Insieme al Byron, che vedremo tra poco, l’hotel Atlantico è l’hotel sul quale da piccolo ho sempre fantasticato. Non so il perché, ma sia il nome “Atlantico” sia la posizione in cui si trova (fronte mare), mi hanno sempre fatto impazzire. Ognuno di noi ha un luogo della propria infanzia sul quale ha sempre fantasticato ;-)


    Augustus Hotel & Resort www.augustus-hotel.it
    Questa struttura alberghiera è un vanto per Forte dei Marmi, ma credo per tutta la Versilia. Come il Villa Grey, anche l’hotel Augustus possiede una spiaggia privata con ben 100 tende perfettamente distanziate tra loro. Commentare una struttura come l’Augustus è abbastanza arduo, credo che ogni presentazione sia superflua.


    Hotel Byron www.hotelbyron.net
    Che scrivo sull’hotel Byron? Potrei dire che si tratta di un altro vanto di Forte dei Marmi? O che si tratta di una struttura extra lusso fronte mare, con ambienti ricreati perfettamente in stile Versilia Vecchia Marina?
    Il fascino di alberghi come il Byron non ha bisogno di presentazioni, è sufficiente compiere due passi sull’ingresso per rendersi conto in che tipo di ambiente meraviglioso siamo capitati!


    Hotel Areion www.hotelareion.com
    L’Areion si trova davanti alla famosissima Capannina di Franceschi: praticamente uscite dall’hotel, attraversate la strada e andate a ballare ;-) .
    Di questo hotel ho sempre apprezzato, oltre alla posizione, la scelta del colore blu che richiama il mare. Le tende delle camere, le colonne interne all’otel, le tovaglie del ristorante… davvero una scelta cromatica da perfetto “home staging”!

    Conclusioni

    Un hotel viene spesso giudicato per i servizi, per la disponibilità del personale e per la bellezza della struttura. Ci sono alberghi situati in varie parti d’Italia che non sono favoriti dal territorio, nel senso che tu esci dall’hotel, magari bellissimo, ma ti ritrovi immerso in un centro cittadino che ti riempie i polmoni di smog e le orecchie di rumori infernali, clacson ed improperi vari.

    Le strutture alberghiere di Forte dei Marmi, oltre ad essere bellissime e vantare un’esperienza smisurata nel settore turistico, sono immerse in uno dei comuni più famosi e più belli d’Italia. Immaginiamoci un hotel bellissimo, accessoriato, con personale disponibile e qualificato. Immaginiamo ora di uscire da questo hotel ed invece del centro cittadino con smog ed insulti, troviamo la spiaggia o un centro pedonale tranquillo pieno di negozi di marche famose. Ho detto tutto…!

  • Rolex Golf 2014. Ultima fermata: Asiago.

    A volte, quando le emozioni sono state troppo intense, mancano persino le parole per descriverle. Bisognerebbe trasferire le immagini, gli odori e i sapori di una gara diversa da ogni altra, perché diversi sono gli scenari che la incorniciano e la rendono bella e desiderabile. Per il secondo anno consecutivo il circuito Rolex Golf ha scelto questo luogo incantato, dove la natura dell’Altopiano domina incontrastata su qualsiasi altra cosa, per una tappa del suo tour e per il secondo anno consecutivo tutto è stato perfetto, anche il tempo che minacciava sovente la pioggia ma che si è inchinato anch’esso all’importanza dell’evento consegnando una giornata piacevole e spesso assolata. I 148 partecipanti si sono sfidati su un percorso affascinante e difficile al tempo stesso, tra buche che si affacciano sull’intera vallata e altre che si incuneano tra strette file di altissimi pini. Alla fine il campo ha decretato i nomi degli ultimi quattro finalisti che vanno a delineare il quadro definitivo di coloro che parteciperanno alla Finale del prossimo 4 ottobre al San Domenico Golf e sono: Teresa Bonato e Davide Longhini (anche lui qualificatosi per il secondo anno consecutivo), rispettivamente 1° netto e 1° lordo della I categoria, Michele Iuliani, 1° netto della II categoria e Federico Girardi, 1° netto della III categoria.

    Riconfermata anche per quest’anno la preziosa collaborazione con il Rivenditore Autorizzato Salvadori, storica gioielleria nata nel 1857 nel cuore di Venezia che poi ha ampliato i suoi punti vendita con l’apertura nel 1980 di quello di Vicenza. Il sodalizio commerciale con Rolex ha oltre 50 anni di storia e per rendere omaggio a questa esclusiva relazione Salvadori decide nel 2012 di aprire una Boutique Rolex in Piazza San Marco, nel cuore pulsante della storia, tra l’antica ala Napoleonica e la Biblioteca Marciana. Chiusura in bellezza anche con le tre aziende partner del circuito, Donnafugata, Lavazza e Pepino, che ancora una volta hanno saputo deliziare tutti con le loro apprezzate eccellenze enogastronomiche.

    Arrivederci alla Finale Nazionale del 4 ottobre presso il San Domenico Golf!

  • Per l’estate proteggete i vostri capelli: Kerastase online su GB Hair shop.

    L’estate è la stagione più attesa da tutte le donne che amano trascorrere le loro giornate al mare, rilassandosi sul lettino mentre la pelle acquista un po’ di tintarella.

    Spesso però ci si espone in modo scorretto, senza fare attenzione ai danni che il sole può provocare alla cute e ai capelli; finché arriva il momento in cui ci si rende conto che il calore e la salsedine hanno portato non pochi danni alla chioma, facendola diventare secca e sfibrata.

    Come rimediare?

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    Un toccasana a cui non potrai più rinunciare.

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  • Seconde case, quotazioni in calo

    Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nei primi 6 mesi del 2014 le quotazioni immobiliari delle seconde case nelle località turistiche hanno segnato una flessione media dei valori richiesti pari al -2,5%; queste svalutazioni non sono omogenee su tutta la penisola italiana ma, come per il mercato residenziale, sono più intense nelle zone meridionali: fra queste la Calabria e la Campania (-7,0%), la Sicilia e la Sardegna (-5,0%) e la Puglia (-4,0%) hanno fatto segnare i cali maggiori. Relativa stabilità si è riscontrata nella Riviera Romagnola (+0,2%), in Toscana (-0,2%) e Liguria (-0,4%). Unico trend positivo viene dall’Alto Adige, con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

    «Oggi è, in generale, un buon momento per comprare una seconda casa: l’offerta è sicuramente ampia e variegata, mentre la domanda resta ancora flebile, lasciando quindi buoni spazi di trattativahadichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. Assistiamo a ribassi anche superiori al 15% del prezzo richiesto inizialmente».

    Dall’analisi delle richieste fatta da Immobiliare.it è emerso chiaramente come il mercato sia oggi legato principalmente ad una domanda di seconda casa non spinta da fini di investimento o messa a reddito – per via dell’inasprimento delle imposizioni fiscali legate all’utilizzo degli immobili per locazione – ma dalla volontà di acquistare e goderne direttamente.

    Come variano, però, domanda, offerta e prezzi nelle diverse regioni italiane? Di seguito la sintesi di alcuni focus regionali condotti da Immobiliare.it.

    Le seconde case in Liguria

    In controtendenza con le dinamiche nazionali, in Liguria resiste ancora una percentuale di acquisti con obiettivo di messa a reddito e non di utilizzo come seconda casa: pur in forte flessione rispetto al passato, è valutabile nell’ordine del 15% della domanda. Qui la maggior parte delle richieste proviene da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il taglio più cercato è il bilocale di 50-55 mq, magari con vista mare e posto auto, anche se non sempre le soluzioni con queste caratteristiche sono reperibili sul mercato o lo sono ad un premium price. Un buon usato costa in media 3.500-4.000€ al mq, con punte di 6.000€ al mq se l’immobile ha la vista mare; si cresce ovviamente cercando casa nelle cosiddette top location (Santa Margherita, Alassio etc.), dove si arriva anche a valori da 10.000-13.000€/mq. Gli immobili che costituiscono l’offerta di seconde case sono prevalentemente soluzioni degli anni ’60-’70 in buone condizioni esterne; interessante è anche l’offerta di appartamenti di nuova costruzione, a prezzi medi di 4.000-4.250€ al mq. Da segnalare anche la presenza di alberghi dismessi sul lungomare che potrebbero essere o recuperati in futuro e restituiti allo loro funzione ricettiva o trasformati in uso residenziale.

    Le seconde case in Trentino Alto Adige

    L’area montana esprime una crescita nella domanda grazie alla qualità costruttiva degli interventi e all’integrazione ambientale. Principali compratori delle seconde case qui sono Lombardi e Veneti, mentre la soluzione più richiesta è il bilocale in residence, con prezzi medi da 225.000€ a 265.000€.

    Le seconde case in Lombardia

    Nell’ultimo anno i lombardi sembrano avere riscoperto l’amore per la seconda casa in montagna e questo ha portato a notevoli incrementi di prezzo soprattutto in 3 località: Bormio, Livigno e Ponte di Legno. A Bormio, che riesce ad attirare anche gli amanti delle terme, gli importi richiesti da chi vende sono cresciuti anche del 7%; Ponte di Legno come Livigno hanno visto salire i prezzi in percentuali molto vicine al 4%. Per molti la casa in montagna non è più legata alla sola stagione invernale, ma sempre più spesso diventa meta anche per fine settimana o periodi estivi.

    Le seconde case in Emilia Romagna

    Pur avendo la regione una certa stabilità nei prezzi, l’indagine di Immobiliare.it ha registrato una diminuzione dell’1.6% nelle quotazioni immobiliari su Rimini. La disponibilità media di spesa, per chi decide di acquistare la seconda casa in questa regione, è di 100-150.000€. L’offerta immobiliare include appartamenti in residence degli anni ’70-’80 dove un buon usato costa dai 3.500 ai 4.300€ al mq. Il mercato immobiliare turistico vede protagonisti soprattutto acquirenti provenienti dell’Emilia (in particolare Modena, Bologna e Ferrara), ma è anche significativa la presenza lombarda e tedesca.

    Le seconde case in Toscana

    La costa toscana, soprattutto nella sua parte grossetana, è movimentata dalle compravendite di seconde case che vede protagonisti principalmente fiorentini, pratesi, senesi ed anche milanesi: investitori che scelgono le zone dell’Argentario o quelle immediatamente prossime ad esso per passare le vacanze. La tipologia più ricercata è il trilocale, possibilmente con posto auto. L’incremento dei prezzi nella zona di Orbetello è stato di poco inferiore al 3% e in questa zona un buon usato costa in media 4.000 € al mq, ma si raggiungono punte di 5.000-6.000€ al mq per le zone fronte mare. Se ci si sposta lontano dal mare e oltre l’Aurelia, le quotazioni scendono a 3.200€ al mq per un buon usato.

    Le seconde case nel Lazio

    A cercare la casa per le vacanze lungo la costa laziale sono acquirenti che arrivano da Roma, da Frosinone e dalla Campania, in particolare Caserta e Napoli. Ricercano soprattutto trilocali indipendenti, porzioni di ville a schiera, bifamiliari e trifamiliari con giardino. La disponibilità media del cliente tipo va da 180.000 a ad un massimo di 250.000€. Al momento la zona più richiesta è quella che va da San Felice Circeo a Terracina, visto che qui si registrano le quotazioni più basse e il miglior rapporto qualità/prezzo anche se, in virtù della forte domanda, i prezzi sono leggermente cresciuti, segnando un incremento dell’1,8% anno su anno; per una porzione di villa di 80 mq si possono spendere da 250 a 270.000€, con punte massime di 330-350.000€ quanto più ci si avvicina a San Felice Circeo.

    Le seconde case in Campania

    Quello campano è un mercato che è andato in difficoltà registrando una perdita di valore importante (-18% in tre anni e -7% da gennaio 2014). Fa eccezione Amalfi (+5% i prezzi), in espansione per via all’accresciuto interesse dei turisti stranieri nei confronti della località e, di conseguenza, nella profittabilità di un investimento volto alla messa a reddito. Apprezzate anche le località nelle immediate vicinanze (Maiori, Minori). Chi vuole una seconda casa in zona cerca soprattutto monolocali e bilocali, con vista panoramica, possibilmente sul mare, non lontano dal centro. La disponibilità di spesa media è di 300.000€.

    Le seconde case in Puglia

    Pur con previsioni positive per la stagione estiva, il dato delle compravendite fa registrare una flessione delle quotazioni immobiliari (-4%). La regione beneficia di un turismo variegato, proveniente non solo dalla Puglia, ma anche dalle regioni settentrionali (la Lombardia è quella con il maggior numero di turisti, seguita da Piemonte e Veneto) e dall’estero, in particolare tedeschi, francesi e olandesi. Un flusso di così lungo raggio, però, comporta una bassa propensione all’acquisto. Nella zona di Gallipoli si possono acquistare bilocali e trilocali in condomini costruiti dopo gli anni ’70. Un buon usato si compravende a 1.100-1.200€ al mq, ma si possono raggiungere punte di 1.500€ al mq se c’è la vista mare. Si registra la richiesta di abitazioni da adibire a B&B, ma resta attività di piccola imprenditoria.

    Le seconde case in Calabria

    Le quotazioni immobiliari sono decisamente in difficoltà, in quanto i compratori sono prevalentemente calabresi e campani, mentre si è fortemente ridotta la presenza di acquirenti piemontesi e lombardi. Le tipologie più ricercate ad uso turistico sono il bilocale ed il trilocale, possibilmente con spazio esterno. Si preferiscono immobili situati sul lungomare, vale a dire condomini costruiti circa 25-30 anni fa, le cui quotazioni, se usati ed in buone condizioni, oscillano da 1.800 a 2.200€ al mq. Nel complesso il mercato delle seconde case ha visto una riduzione media del prezzo, dall’inizio dell’anno, pari al 7% circa.

    Le seconde case in Sardegna

    Se a livello complessivo la Regione ha visto diminuire del 5% il valore medio richiesto per l’acquisto di una seconda casa, le differenze fra nord e sud dell’isola sono notevoli, tanto per prezzi quanto per tipologie di immobili richiesti. Nell’area del Cagliaritano la richiesta di acquisto è principalmente locale e si orienta in primis verso soluzioni indipendenti, in genere piccole ville o palazzine con giardino, e a seguire appartamenti. Nell’area di Olbia e Sassari, invece, ad acquistare sono soprattutto lombardi e compratori internazionali. I primi prediligono gli appartamenti, i secondi invece puntano a soluzioni indipendenti anche nell’entroterra. Per un bilocale di 55 mq, nell’olbiese, si spendono circa 150.000€. La crescita di turismo straniero nella costa orientale – grazie all’intensificazione di voli low cost – ha determinato un maggiore interesse verso immobili meno costosi e non in luoghi in, anche se il mercato immobiliare d’élite della Costa Smeralda è sempre abbastanza stabile, con un turn over nella nazionalità degli acquirenti che ha visto gli arabi lasciare spazio ai russi. Per una soluzione indipendente non si spende meno di tre milioni.

    Le seconde case in Sicilia

    Bassa l’offerta di immobili sul mercato siciliano delle seconde case, anche perché non ci sono molte nuove costruzioni, se non quelle destinate ad essere utilizzate come prima casa. La tipologia più ricercata come casa vacanza in Sicilia è il bilocale, magari nei centri storici e vicino il lungomare. Nei centri si possono acquistare immobili d’epoca del XVII e del XVIII secolo, oppure case indipendenti su più livelli. Le soluzioni da ristrutturare costano 1.700-1.800€ al mq e quelle in buone condizioni 2200-2300€ al mq. Sul lungomare invece si possono trovare condomini degli anni ’60 e ’70, che, in buono stato, valgono 2.500€ al mq. Positiva la tenuta del prezzo per Taormina, dove rimane alta la domanda degli italiani ma anche di tedeschi e americani. In crescita le richieste di abitazioni per attività di B&B.

  • Farmaci biologici, la scelta terapeutica più sicura. Da Napoli medici e pazienti chiedono garanzie sull’alternativa biosimilare

    Tutelare le esigenze del paziente e il diritto ad avvalersi delle migliori terapie disponibili e al tempo stesso sfruttare un’opportunità di risparmio e razionalizzazione dei costi per il Servizio sanitario, “liberando” risorse da destinare all’innovazione e all’accesso alle terapie. È lungo questo difficile crinale che si gioca la partita dei farmaci biosimilari, l’opzione alternativa ai farmaci biologici di “marca” una volta che decade la copertura brevettuale. La possibilità di passare (switch) dai biologici ai corrispettivi biosimilari, più economici, se da una parte assicura un risparmio per la Sanità regionale dall’altra pone però alcuni inquietanti interrogativi sotto il profilo della sicurezza e dell’efficacia del biosimilare, della comparabilità clinica, dell’interscambiabilità tra biologico e biosimilare e, infine, del diritto alla libera scelta terapeutica.

    Proprio per affrontare a 360° queste tematiche complesse, la Fondazione Charta ha promosso in alcune città italiane una serie di incontri ad hoc dal titolo “Il valore del farmaco biologico tra continuità terapeutica e sostenibilità economica” nel quale si confrontano rappresentanti delle Istituzioni, clinici, farmacisti ospedalieri e farmacoeconomisti: a Napoli si è svolto il quinto e ultimo incontro di questo ciclo, con la presenza di diversi specialisti dei Presidi Ospedalieri di riferimento della Campania.

    Il nodo intorno al quale si confrontano da alcuni anni decisori pubblici, specialisti e Associazioni pazienti è se un farmaco biosimilare equivalga in tutto e per tutto al farmaco originatore. Le norme di EMA ed AIFA parlano chiaro: il farmaco biosimilare è simile (analogo), ma non uguale, al farmaco biologico di riferimento, il cosiddetto originatore. Di conseguenza i due non sono automaticamente interscambiabili e non vale per loro il principio della sostituibilità automatica.

    C’è poi il problema, non di poco conto, degli studi clinici sui biosimilari, anche se il regolamento dell’EMA stabilisce la possibilità di trasferire al biosimilare le indicazioni approvate per il biologico originatore, la cosiddetta estrapolazione.

    «Il biosimilare, per quanto simile all’originatore, non potrà mai essere identico, in quanto la procedura biotecnologica di produzione è diversa. Quello su cui ci si concentra è piuttosto l’effetto terapeutico, che deve essere lo stesso del farmaco originatore senza compromettere la sicurezza – afferma Raffaele Scarpa, Dirigente Responsabile Reparto di Reumatologia e Riabilitazione Reumatologica, Azienda Ospedaliero Universitaria “Federico II”, NapoliLe Agenzie regolatorie accettano la similarità dei due prodotti ma non transigono su tre aspetti: qualità, sicurezza di impiego ed efficacia. In tal senso il paziente è tutelato; tuttavia una cosa è trattare col biosimilare il paziente in prima prescrizione, altra è avere a che fare con un paziente già in trattamento con il biologico e al quale bisogna assicurare la continuità terapeutica. In questo caso il cambiamento pone problemi etici e medico-legali».

    Ciò su cui gli specialisti richiamano l’attenzione è la mancanza al momento di adeguate evidenze cliniche che legittimino e giustifichino il passaggio dal farmaco originatore al suo biosimilare.

    «Lo switch dal biologico al biosimilare potrebbe intervenire solo se il biologico ha cessato di agire o ha prodotto effetti collaterali – spiega Gabriele Valentini, Responsabile Unità Operativa Divisione Reumatologia, A.O.U. II Università degli Studi di Napoliperché se sta funzionando il biologico non può essere sostituito dal biosimilare. Se il paziente è già in cura con un farmaco, qualsivoglia esso sia, ed è in remissione, quel paziente non deve cambiare terapia e lo stesso vale per un farmaco biologico».

    Dal punto di vista delle regole lo scenario nazionale è quanto mai variegato: alcune Regioni, tra cui la Campania (Decreto 27/2013), hanno emanato delle Linee Guida di massima per la prescrizione dei biosimilari, indicando sulla scia delle raccomandazioni AIFA che il biosimilare diventi il farmaco di prima scelta per il trattamento dei pazienti naive; in particolare in Campania si prevede che il medico debba motivare la scelta di non prescrivere il farmaco biosimilare al paziente naive e che i Direttori Generali delle Aziende sanitarie sono tenuti a conseguire un tasso di utilizzo dei farmaci biosimilari pari almeno all’incidenza dei pazienti naive sul totale dei pazienti. Altre Regioni hanno emanato semplici documenti tecnici di valutazione clinica dei biosimilari; altre ancora non hanno preso alcun provvedimento in merito.

    «Non è nemmeno accettabile la sostituibilità automatica – osserva Raffaele Scarpa ­– perché un biosimilare non produce necessariamente una risposta identica all’originatore, o almeno non ne siamo sicuri: mancano le premesse, vale a dire gli studi clinici, per poterlo affermare. È evidente che i prodotti di prima e seconda generazione sono differenti ma per giustificarne l’impiego bisogna disporre di dati clinici. Ad esempio, l’immunogenicità potrebbe variare, non possiamo dire se ci sono o meno differenze adesso, bisogna dimostrarle nella pratica clinica».

    I farmaci biosimilari rappresentano un’ulteriore opzione terapeutica a disposizione dei medici ed è al medico che spetta la decisione ultima; su questo punto i criteri sono chiari. Sta ai medici decidere quale sia la strada da seguire: passare al biosimilare o scegliere il biologico.

    «Qualora l’Agenzia regolatoria, nella fattispecie l’AIFA, decida che per problemi di costo vanno utilizzati i biosimilari in prima scelta, noi potremmo adeguarci ma dovremmo sottoporre il paziente a una farmacovigilanza stretta spiega Gabriele Valentini ma se la scelta dovesse essere lasciata al medico, credo sia difficile che uno specialista possa decidere di intraprendere una strada inesplorata, utilizzando il farmaco biosimilare, piuttosto che decidere di continuare ad utilizzare un farmaco che ha alle spalle un percorso a volte anche decennale di esperienza diretta e di sperimentazione clinica».

    Per i pazienti affetti da patologie gravi e debilitanti, un biologico ha il valore di un farmaco salvavita e le Associazioni chiedono che si scelga l’eventuale passaggio dal biologico originatore al biosimilare su dati clinici che ne avvalorino efficacia e sicurezza piuttosto che sul risparmio.

    «Se per i farmaci biologici i dati di efficacia e sicurezza sono ormai consolidati da anni, non è così per i farmaci biosimilari che hanno fasi di studio molto brevi. Certamente i biosimilari permetteranno un migliore accesso alle cure, tuttavia abbiamo espressamente chiesto ad AIFA, nel corso di una libera consultazione aperta a maggio, di avviare studi osservazionali come avviene con i farmaci originatori sottolinea Antonella Celano, Presidente APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche un altro punto sul quale bisogna riflettere con molta attenzione ed essere prudenti riguarda l’estrapolazione delle indicazioni: servono studi anche in questo caso, come si fa con i farmaci biologici. Il fatto che un biosimilare costi meno non significa che vada bene per più indicazioni».

    «L’eventuale passaggio dal biologico al biosimilare continua Antonella Celano pone sempre una certa inquietudine e incertezza perché al momento non disponiamo di sufficienti dati clinici. L’impiego dei biosimilari ci riporta indietro di quattordici anni, quando si cominciò a usare i biologici e non si conoscevano ancora gli effetti di quei farmaci che in seguito sono stati chiariti dagli studi clinici; bisognerà procedere allo stesso modo con i biosimilari».

    Specialisti e Associazioni dei pazienti, uniti in una sorta di Alleanza, ritengono necessaria a questo punto la creazione di un Manifesto condiviso per tutelare il diritto del paziente alla continuità terapeutica e per coinvolgere il più possibile i malati nelle scelte terapeutiche, considerato che ad oggi il solo strumento a tutela del paziente resta il Consenso Informato, che rischia di venir assoggettato in parte, come paventano le Associazioni, alle decisioni delle politiche regionali.

  • G DATA: Vacanze Last Minute: attenzione alle truffe informatiche

    Il mercato online dei viaggi e delle vacanze sta crescendo anno dopo anno. Secondo due studi pubblicati l’anno scorso da Trivago e da British Airways negli ultimi 10 anni il numero di chi prenota online sarebbe cresciuto del 67% soprattutto nell’ottica di ottenere un maggiore risparmio. I siti di viaggio consultati in media per prenotare un viaggio sarebbero dai 2 ai 5 per il 57% degli intervistati e, cosa importante, per il 73% il prezzo è la ragione discriminante. Molti utenti sono ormai diventati veri e propri cacciatori di offerte online alla ricerca di una vacanza da sogno last minute, soprattutto nel periodo estivo. Anche i criminali online però sono perfettamente a conoscenza di questo fatto e ogni anno ordiscono nuove trappole per trarne un profitto. Nelle prossime settimane gli esperti dei G DATA Security Labs si aspettano un aumento nelle email di spam mirate agli utenti Internet in cerca di offerte per le loro vacanze. Attenzione dunque a confermare le prenotazioni o alle allettanti offerte last minute che arrivano nella nostra casella email. Molte email arrivano con file allegati infetti o contengono link che puntano a siti non sicuri contenenti trappole malware. I cyber criminali non vanno in vacanza come gli esperti di G DATA hanno avuto modo di notare negli ultimi anni. Ma quali sono gli obbiettivi dei criminali? Essi sono interessati in particolare ai dati bancari e delle carte di credito che possono essere poi rivenduti nei forum underground o utilizzati in maniera illecita per altre attività criminali. “Oltre a utilizzare un software per la sicurezza informatica chi non vuole cadere vittima dei cyber criminali dovrebbe sempre tenere il proprio sistema aggiornato. Questo punto è di solito ignorato e spesso consente ai criminali di infettare i computer sfruttando falle di sicurezza ancora presenti nei programmi installati”, spiega Ralf Benzmüller, Head of G DATA SecurityLabs. “Chi prenota le proprie vacanze online dovrebbe controllare le offerte online e verificare la reputazione del fornitore nel modo più dettagliato possibile”. Le mail di spam con offerte per le vacanze dovrebbero essere sempre cancellate. In nessun caso i destinatari devono aprire i file allegati o cliccare sui link inclusi. Non bisogna neppure rispondere alle mail di spam: “Così facendo, infatti, si indica ai criminali che l’indirizzo email da loro utilizzato è effettivamente attivo” Alcuni semplici consigli per le prenotazioni online – Occhi aperti: gli utenti dovrebbero controllare attentamente le offerte e vedere in dettaglio se sono previsti costi addizionali di qualsiasi tipo. Offerte gratuite e molto convenienti contengono spesso dei costi nascosti – Controllare il fornitore del servizio: gli operatori, gli agenti di viaggio, gli hotel e le compagnie aeree possono offrire delle vacanze online. In ogni caso gli utenti Internet dovrebbero controllare se sono fornite informazioni sul nome, il profilo legale della società, il nome del rappresentante legale, l’indirizzo completo, i numeri di telefono e fax, la partita IVA e così via. – Direttamente nel cestino: la email di spam devono essere cancellate immediatamente. Gli allegati o i link contenuti nei messaggi provenienti da utenti sconosciuti non devono mai essere aperti. – Installare gli aggiornamenti: il sistema operativo e tutti i software in uso devono essere sempre aggiornati. Questo permette di bloccare falle di sicurezza che potrebbero essere sfruttate. – Installare un software per la sicurezza informatica: una soluzione completa è altamente raccomandata. Oltre alla protezione contro virus deve essere inclusa la protezione in tempo reale per quando si naviga in internet e un filtro antispam.

  • La carriera di Silvia Jaramillo nella gestione delle risorse umane

    Silvia Jaramillo è una Life & Business Coach appassionata delle risorse umane e della qualità del servizio turistico offerto nei grandi alberghi in cui ha lavorato. Silvia Jaramillo ha lavorato per anni come direttore delle risorse umane in un albergo 5 stelle di Lusso in Colombia. Tramite l’esperienza lavorativa Silvia Jaramillo ha capito che nelle aziende di servizio il capitale più importante che si può avere è quello umano. Silvia Jaramillo è stata leader di squadre di lavoro in diverse occasioni e in numerose strutture aziendali. La soddisfazione più importante per Silvia Jaramillo come lei racconta è “vedere i membri dei miei team diventare le mie mani nel raggiungimento del traguardo di produttività, servizio e qualità”. Per Silvia Jaramillo il leader di una squadra di lavoro è molto simile al leader di una squadra sportiva.

    L’amore di Silvia Jaramillo per il Mental Coaching e la conquista del titolo di Certified Mental Coach

    Silvia Jaramillo sostiene che l’allenamento mentale è fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo nella vita privata e in quella professionale. Lo scopo di Silvia Jaramillo è aiutare le persone a diventare migliori, a scoprire il tesoro che vive nella loro interiorità nascosta. Silvia Jaramillo vuole accompagnare le persone nel lungo loro cammino di crescita personale per aiutarle a scovare i valori e i punti di forza. Il mental coach è per Silvia Jaramillo un prezioso aiuto per allenare la mente. Silvia Jaramillo considera la mente umana come un potente motore d’azione tra il mondo interiore e quello esteriore. Solo allenando la mente si ottengono risultati sempre migliori nel modo più efficace. Silvia Jaramillo ha recentemente ottenuto la certificazione CMC Italia ed è ora a tutti gli effetti una Certified Mental Coach.

    Caratteristiche e Competenze di Silvia Jaramillo

    Silvia Jaramillo è una grande appassionata del fattore umano. Dopo aver conseguito la Laurea in Gestione Aziende di Servizio e del Benessere, Silvia Jaramillo ottiene la certificazione di Gestione del Fattore Umano. In seguito Silvia Jaramillo ottiene un’ulteriore certificazione relativa al fattore umano: Selezione del Personale. Dopo anni di esperienza nel campo delle risorse umane Silvia Jaramillo è diventata una Life & Business Coach capace di individuare i propri valori e la propria filosofia. Silvia Jaramillo ha sempre lavorato con rispetto, professionalità e coerenza ed ha maturato grandi competenze nella comunicazione e nella motivazione delle risorse umane. Silvia Jaramillo è un mental coach aperto, disponibile e attento alle necessità dei suoi allievi. La soddisfazione più importante per Silvia Jaramillo nel rapporto con i suoi cochee è vedere sorgere in loro un sorriso. Silvia Jaramillo è molto abile nella gestione del proprio stato emotivo e dello stress.

  • Dal Covolo, giovani statunitensi alla PUL, progetto Outskirt con IOYC

    Roma, una delegazione di giovani statunitensi, provenienti dall’arcidiocesi di New York, hanno visitato la Capitale, recandosi prima alla Pontificia Università Lateranense e successivamente al Vicariato di Roma. La delegazione americana, costituita da circa 25 ragazzi e ragazze è stata accolta e guidata da S.E. Mons. Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico dell’Ateneo, che ha stimolato i ragazzi a proseguire in questo loro cammino, soprattutto per incrementare la formazione universitaria e post-universitaria dei giovani e creare legami comunitari anche tra i vari Paesi, prendendo come modello le parole di Papa Francesco, sempre attento alle periferie del Mondo.

    Dal Covolo_Progetto Outskirt
    Mons Enrico Dal Covolo, Rettore lateranense

    Questa mattina una delegazione di giovani statunitensi, provenienti dall’arcidiocesi di New York, hanno visitato la Capitale, recandosi prima alla Pontificia Università Lateranense e successivamente al Vicariato di Roma.
    I giovani newyorkesi, guidati da Fr. Agustino Torres e da Fr. Solano, francescani del rinnovamento, fanno parte dell’organizzazione Corazon Puro e, in particolare, hanno intrapreso il progetto “Outskirt”, per aiutare, prendersi cura, assistere e attuare processi di evangelizzazione tra gli immigrati, i poveri e le persone disagiate nelle periferie economiche ed esistenziali di New York. Il progetto, inoltre, è stato portato avanti in collaborazione con l’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici, di cui Fr. Agustino è membro e referente nella città statunitense, in linea con il progetto “Outskirt of Souls” che l’Osservatorio sta portando avanti in diversi paesi.
    La delegazione americana, costituita da circa 25 ragazzi e ragazze, ha visitato la Pontificia Università Lateranense, accolta e guidata da S.E. Mons. Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico dell’Ateneo, che ha stimolato i ragazzi a proseguire in questo loro cammino, soprattutto per incrementare la formazione universitaria e post-universitaria dei giovani e creare legami comunitari anche tra i vari Paesi, prendendo come modello le parole di Papa Francesco, sempre attento alle periferie del Mondo.

    giovani alla pul

    Subito dopo i giovani americani si sono spostati nella vicina sede del Vicariato della Diocesi di Roma, ricevuti da S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma e responsabile per la Pastorale Universitaria. Il Vescovo, all’interno della cappella del Vicariato, ha incoraggiato i giovani a sviluppare il loro progetto anche fuori New York, continuando la loro collaborazione con l’IOYC e a proseguire nella loro opera di evangelizzazione delle periferie, per poter contribuire a formare veri e buoni “credenti cristiani”. Infatti, come lo stesso Vescovo ha sottolineato, citando le parole del Santo Padre, troppo spesso, purtroppo, si vedono dei credenti non cristiani, ovvero che si professano tali ma poi non portano gli insegnamenti Evangelici nel proprio lavoro, nella propria vita e nell’operato all’interno della società civile.

    Due incontri, quindi, emozionanti e dal grande carattere formativo e spirituale, proprio con quell’energia che ha spinto questi giovani a intraprendere i loro progetti, caratterizzati dalla doppia valenza di evangelizzazione delle periferie e attivismo nella società. Inoltre, tra i due incontri, una breve ma intensa visita nella Basilica di San Giovanni in Laterano guidata dai ragazzi dell’Osservatorio di Roma, tra preghiera ed ammirazione per le bellezze storiche e architettoniche, per immergersi ancora di più in quella spiritualità e in quel forte senso della Fede che muove questi e tanti altri progetti di questi giovani e dell’IOYC.

    FONTE: Da Porta Sant’Anna