Mese: Giugno 2013

  • Cura della balbuzie, è necessario l’uso dei farmaci?

    La balbuzie è un disturbo del linguaggio, che diventa stentato e meno fluente. Ne è colpito l’1% della popolazione, compare nell’85% dei casi tra i 18 e i 42 mesi di età e i maschi ne sono soggetti quattro volte più delle femmine.

    Segni evidenti del problema sono: ripetizione di parti di parole o di intere frasi, prolungamenti di suoni, blocchi e interiezioni. Parlare implica il controllo e la coordinazione di oltre 100 muscoli contemporaneamente, per cui è bene non prendere sul serio tartagliamenti di un bambino sotto i sei anni, ma non trascurare tali sintomi se presenti in età successive, quando ciò la formazione e coordinazione di tali muscoli dovrebbe essere al completo e il coordinamento delle singole parti che, attivandosi nel momento giusto, funzionanti per permettere la comunicazione.

    Da sempre il fenomeno della balbuzie si distingue a causa dei suoni particolari emessi dai soggetti, ed anche dei comportamenti e degli atteggiamenti che vi sono associati, la balbuzie è stata oggetto d’interesse scientifico, curiosità, discriminazione e canzonamento.

    La balbuzie è stata, e in linea di massima ancora è, un argomento con una lunga storia d’interesse e speculazioni sulla sua causa e sulle possibili cure.

    E’ sempre possibile indirizzarsi alla cura della balbuzie escludendo l’uso dei farmaci, come benzodiazepine, farmaci anti-convulsioni, antidepressivi, antipsicotici, anti-ipertensivi e antagonisti della dopamina, perché studi a riguardo mostrano una riduzione nella frequenza dei blocchi fino a meno del 5% delle parole pronunciate e sono stati notati effetti collaterali potenzialmente gravi legati all’uso dei trattamenti farmacologici.

    Una terapia che implichi esercizi e un supporto emotivo permetterà al paziente di uscirne fuori senza alcun effetto collaterale, risolvendo non solo la balbuzie ma anche l’emarginazione provocata da quest’ultima, permettendogli una nuova vita sociale e lavorativa.

    Marinalogica

    www.psicodizione.it

  • Corsi Extension Ciglia a Roma: arrivano i workshop di XXL Lashes

    corso extension ciglia romaI prossimi 13 giugno e 20 luglio, la XXL Lashes sbarca in Italia con un workshop intensivo rivolto a tutti coloro che vogliono diventare professionisti dell’extension di ciglia. Il settore offre ottime prospettive di lavoro e guadagno visto che, nonostante la crisi, ha registrato un’impennata del 600% in soli 3 anni. Il corso, che prevede 8 ore di attività teorico-pratica e il rilascio di una certificazione, ha un costo totale di 524 euro, compreso di tutto il necessario per 200 trattamenti. Per info e prenotazioni, cliccare qui per consultare l’apposita pagina.

    Perché frequentare un corso di extension di ciglia? Perché, nonostante la crisi, il settore delle extension di ciglia ha registrato un’impennata del 600% negli ultimi 3 anni, raggiungendo la popolarità della ricostruzione per unghie. Questa crescita non è stata accompagnata da un altrettanto aumento dei professionisti di extension di ciglia. Questo vuol dire che al momento il mercato è scarso di professionisti del settore.

    A chi si rivolge il corso di extension di ciglia? A tutti coloro che vogliono diventare professionisti dell’extension di ciglia, ottenere una certificazione e imparare i trucchi e le tecniche del mestiere dai più bravi professionisti del settore.

    Perché frequentare un corso di extension di ciglia XXL Lashes? Perché la XXL Lashes è un brand leader nel campo dell’extension di ciglia e l’acquisizione di una certificazione di tale livello ti permette di differenziarti dagli altri extensionisti e di aumentare così le tue opportunità di lavoro.

    I corsi XXL Lashes, inoltre, ti garantiscono un apprendimento profondo e dettagliato, in grado di assicurarti velocità ed efficienza di trattamento e quindi maggiori guadagni e più soddisfazione per i propri clienti, che decideranno di tornare da voi piuttosto che rischiare. Rispetto ad altri tipi di trattamento, infatti, quello dell’allungamento delle ciglia, per essere eseguito al meglio, richiede molta pratica, manualità e soprattutto tecnica, difficili da apprendere senza i consigli e gli insegnamenti di bravi esperti del settore.

    Come è strutturato il training? Il training è costituito da un workshop intensivo di 8 ore e prevede una parte teorica ed una pratica. Nel corso di quest’ultima, composta da 5 ore intensive, gli studenti imparano ad applicare le extension di ciglia servendosi di apposite ciglia finte, teste di manichino e modelli vivi. Le classi sono composte da piccoli gruppi, proprio per garantire agli alunni un affiancamento personalizzato da parte degli insegnanti. Al termine del corso è previsto un test di verifica teorico-pratico, dopo il quale verrà rilasciata la Certificazione XXL Lashes “Eylashes Stylist”.

    Che tipo di metodologia viene utilizzata nel corso? L’obiettivo dei nostri corsi di formazione è quello di far sì che gli studenti apprendano in maniera completa e semplice tutto ciò che serve per diventare un vero professionista delle extension. Per questo, i corsi non sono solo molto dettagliati e approfonditi, ma anche coinvolgenti ed interattivi grazie ad un’alternanza di sessioni teoriche ed un’intensa attività pratica. Questo metodo di insegnamento facilita ed ottimizza l’acquisizione delle competenze necessarie all’applicazione sicura e altamente professionale delle extension di ciglia.

    Quanto costa il corso? Il workshop costa 395 Euro (IVA esclusa) e dà agli studenti l’opportunità di acquistare, a soli 129 Euro, anziché 149, il Design Kit XXL Lashes, con il quale potrai iniziare già a lavorare. Il totale del costo del corso, incluso di kit, è di 524 Euro (IVA esclusa).

    Il kit contiene tutto quello che serve ad un professionista dell’extension cigliare ed è sufficiente per circa 200 trattamenti. Questo vuol dire che potrai ammortizzare l’intero costo del Workshop e della strumentazione già con le sole 2-3 prime applicazioni.

    Per prenotazioni ed info su sedi e date dei corsi, visitate la sezione “formazione” del sito web www.xxllashes.com oppure inviateci una e-mail all’indirizzo [email protected].

  • Agenzia Promoter: alla “Milano Art Gallery” rimangono in mostra fino al 18 Giugno i “Sogni di carta” di Antonella Staltari

    La “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano, ospita fino al 18 Giugno 2013 il prolungamento della mostra “Sogni di carta” di Antonella Staltari, organizzata dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte e agente di personaggi e artisti di spicco.

    La Staltari dice “Sogni di carta richiama il titolo di un mio libro dove evoco l’uso della carta come filo conduttore prioritario della mia ricerca e sperimentazione stilistica. La carta è una componente assolutamente imprescindibile e indispensabile del mio cammino nel mondo dell’arte. Con la carta ho un legame viscerale. Anche il colore bianco ha un’identità cromatica peculiare, è il colore simbolo di purezza per antonomasia, che rappresenta appieno il nirvana dello spirito. L’elemento del sogno indica la metafora della visione onirica e dell’afflato poetico, che guidano l’arte“. E spiega “L’arte è fondamentale per riuscire a cogliere e ascoltare il battito del cuore pulsante della società. E’ un propulsore sociale, come un simbolico elettrocardiogramma della società ed esprime anche un intenso messaggio esistenziale di riscatto, di rivalsa, di rivincita personale e collettiva“.

    Importante il suo contributo rivolto a trasmettere la cultura del riciclo ai bambini, inteso anche come incipit all’arte-terapia sul quale racconta “Ho scritto appositamente un libro su uso e riuso della carta da giornale dedicato ai laboratori e giochi creativi per insegnare ai bambini l’utilizzo di oggetti originali realizzati con vecchie riviste, giornali e materiali di recupero per inculcare l’educazione al rispetto dell’ambiente nell’ambito ludico e didattico. I bambini possono imparare e divertirsi esprimendo il proprio estro e la propria fantasia, in modo arricchente e costruttivo“.

    Di notevole rilevanza l’impegno etico nella campagna sociale per sensibilizzare l’opinione pubblica al grave assillo ecologico del problema dei rifiuti, con il pericolo di una civiltà globalizzata nella corsa al consumo, con prospettive catastrofiche di un pianeta dove ormai le scarse aree incontaminate sono minacciate da immensi territori trasformati in deserti avvelenati. Da qui il progetto d’arte del riciclo creativo dove materie ed elementi di recupero vengono plasmati e rigenerati e diventano preziose risorse per dare voce al messaggio di rispetto e salvaguardia dell’eco-sistema ambientale e dell’ecosostenibile. La riconversione e riabilitazione degli scarti come prodotti e oggetti con una nuova identità connotativa, che li rende unici e inimitabili.

  • La crescita della tv online raccontata da Mainsoft

    tv online

    Milano, 7 giugno 2013 – Siamo in uno stato di convergenza. La gente trascorre in media 2,7 ore al giorno nella visualizzazione di contenuti video su qualsiasi dispositivo. Nel terzo trimestre del 2012 gli Americani hanno visto la tv online sette ore al mese (stima Nielsen), percentuale ancora lontana dalle 148 ore mensili trascorse davanti alla tv tradizionale; il dato, tuttavia, costituisce il 37% in più rispetto al 2011. Le connected tv, in questo ultimo anno, hanno maturato una significativa attenzione che è destinata a crescere sempre di più.

    Tale fenomeno dimostra come il video online sia destinato ad espandersi in maniera importante. Per questo motivo, Mainstreaming ha lavorato sin dall’inizio per la creazione di una propria Content Delivery Network capace di distribuire contenuti multimediali ad alta definizione in tempo reale in tutta Italia ed Europa. La struttura tecnologica con cui è stata progettata la piattaforma di video streaming funziona in modo tale che le richieste per i contenuti vengano automaticamente indirizzate alla posizione più vicina, in modo che il contenuto venga deliverato il più velocemente possibile e con le migliori prestazioni. La distribuzione avviene utilizzando i protocolli HTTP o HTTPS, mentre lo streaming del contenuto utilizza il protocollo RTMP.

    Grazie ad un’interfaccia semplice ed intuitiva, la piattaforma di video hosting di MainStreaming permette di iniziare a creare il proprio canale video online in pochi istanti.

    Se YouTube, nella storia del video online, ha stabilito una visione condivisa dell’esperienza, ora il video online si sposta dalla camera da letto alla sala riunioni, alzando la linea di importanza sul modo di comunicare. Le aziende cominciano a riconoscere la necessità di avere strumenti personalizzati in grado di supportarli: per questo Mainstreaming offre consulenza strategica per il coordinamento e la gestione di contenuti multimediali condivisi all’interno del sistema organizzativo. Supporta inoltre tutte le attività con cui il video può aumentare il valore del brand (awareness, audience engagement, conversione traffico, referral…).

    Per i brand, infatti, il video online sta diventando una componente integrata del marketing mix; le nuove tecnologie stanno costringendo le media agency a riconsiderare i loro modelli di business in quanto il pubblico sta migrando verso nuovi canali media. La crescita rapida di dispositivi connessi ad internet sta infatti aggiungendo una nuova dimensione alla pubblicità.

    Glossario

    RTMP
    La stringa RTMP (default) permette l’erogazione di contenuti Live e/ On Demand secondo il protocollo tradizionale sulla porta 1935 TCP, mentre la stringa RTMPT permette di erogare il flusso streaming direttamente sulla porta 80 TCP al pari di un flusso HTTP; ciò si rende utile nel caso di reti aziendali protette da firewall che non consentono di raggiungere la porta 1935 del protocollo RTMP. Il protocollo RTMPE invece consente l’”encryption” dei dati e dei flussi audio/video in streaming rendendo impossibile il download di filmati e/o audio protetti da copyright. Infine il protocollo RTMPTE consente di utilizzare il “tunneling” sulla porta 80 in aggiunta all’”encryption” dei dati.

  • Le opere di Giovanni Manzo in mostra a Place des Vosges

    Napoli 7 Giugno 2013- Quattro oli su tela raffiguranti Marrakesh, Parigi, Venezia e Napoli saranno in esposizione nelle due sedi (20, Places des Vosges e 4,ruedu Pas dela Mule) della Galleria Artima a Parigi.

    Come nasce la collaborazione con questa storica ed importante galleria parigina?

    G.Manzo– “é da ottobre 2008 che, regolarmente, ogni anno, sono a Parigi per partecipare a fiere d’ arte e a competere nel difficilissimo mercato francese, o meglio parigino. Ho un ricordo indelebile degli anni passati al Carousel du Louvre ad Art Shopping (fiera d’ arte contemporanea per artisti emergenti, che si svolge due volte l’ anno) dove entrai in contatto con Editions Braun (Casa editrice specializzata in stampe d’ arte) che tutt’ oggi detiene i diritti di alcune immagini di miei quadri; fino ad approdare alla Bastiglia, dove si svolge la piu’ grande fiera dell’ arte in Europa, con piu’ di 900 artisti partecipanti e relativi stands: una vera e propria battaglia all’ ultimo sangue, attuale scena artistica emergente francese. Non dimentico “Chatou” a nord di Parigi o “Frenchement Art” nella bellissima Villafranche sur mer. Insomma sono stati anni bellissimi, di duro lavoro, sacrifici, lunghissimi viaggi ed amicizie che ancora oggi coltivo. Fu nel 2011 che conobbi, tra i tanti galleristi che visitarono il mio stand, un signore alto e gentile (Nicolas Waltman) che, alla fine del dialogo, mi diede il suo biglietto da visita, rivelandosi il titolare di Galleria Artima.Il resto e’ storia recente”

    Cosa ti aspetti da questa collaborazione ?

    G.Manzo- Spero, prima di tutto, che la mia tecnica pittorica coivolga i collezionisti della galleria; e confido in una collaborazione lunga e duratura, al fine di ottenere un punto importante per la distribuzione dei miei dipinti a Parigi, citta’ che considero centro nevralgico e di prima importanza per l’ arte contemporanea nel mondo.

    Parigi e’ la prima ed unica citta’ europea che ospita i tuoi dipinti?

    G.Manzo- La mia prima esperienza con una galleria estera fu nel 2010 ad Innsbruck Art Fair, dove siglai un contratto con i compratori europei di una galleria americana di Atlanta (DE Fine-Art); inoltre sono rappresentato a Napoli,Ginevra,Zurigo, Barcellona e Bonn; attualmente a Parigi.

    Programmi futuri?

    G.Manzo- E’ appena terminata una personale a Napoli e mi attende, a giorni, una collettiva, di nuovo a Napoli, con due vecchi amici e colleghi.

    Info: www.giovannimanzoarte.com

    [email protected]

  • La Cucina nella storia

    La cucina è da sempre il regno della produzione del cibo e simbolo della cura della famiglia, centro vitale e metaforico della casa. La cucina quindi è vista da un lato “focolare” domestico, simbolo caldo e accogliente; dall’altro luogo di razionalizzazione della preparazione dei pasti, dotato di un sistema di tecnologie efficienti e moderne.

    Non è certo fondamentale conoscerla, ma quando c’è da andare a scegliere la nuova cucina, forse dare un occhiata veloce alla sua storia può aiutarci ad aggiungere quella nota di personalità alle nostre compere, e quindi alla nostra casa.

    La cucina e la società si sono evolute parallelamente. Fin da quando l’homo erectus divenne carnivoro, l’uomo si è sempre posto il problema di creare uno spazio adibito alla cottura dei cibi. Nel Neolitico la cucina consisteva in un buco nel pavimento al centro dell’alloggio, in quel periodo nascono i primi utensili da cucina quali sacche in pelle per contenere l’acqua, ciotole fatte di terra e canne per cuocere il pesce.

    In epoca romana la cucina era chiamata Culina, ed era piuttosto piccola e angusta, posizionata in zone periferiche della casa e nei suoi pressi si trovava un locale adibito alla conservazione degli alimenti. La cottura dei cibi avveniva a fuoco vivo su un banco in mattoni con una parte cava sottostante in cui conservare la legna, vennero introdotte sulle tavole bottiglie in vetro, brocche in legno e ceramiche decorate.

    Nel periodo medievale la cucina diventa uno degli ambienti più importanti della casa in quanto il focolare veniva utilizzato anche per riscaldare le abitazioni. La casa degli artigiani aveva la bottega sulla strada e dietro una stanza sul cortile in cui abitare e mangiare, che serviva anche da cucina. Questa cucina-pranzo aveva il camino addossato alla parete (una novità dell’epoca, con la canna fumaria e il comignolo), dove si cucinava sul fuoco e si teneva il paiolo dell’acqua calda appeso alla catena. La stanza multiuso rimase per più di cinque secoli il cuore della casa per la gente comune.

    Nei secoli successi vi rimase prevalentemente un ambiente separato dal resto dell’abitazione a causa dei disagi provocati dal fumo e dai cattivi odori; gli alimenti venivano cotti in grossi camini a volte con l’ausilio di treppiedi.

    Dal XIII secolo si introducono stufe e tavoli, e nelle famiglie più ricche forni e fornelli. Dal 1750 appaiono le prime cucine di metallo, nasce lo stile rustico in Europa mentre in America abbiamo lo stile coloniale. Nel secolo successivo appaiono le prime cucine a gas che vanno a sostituire quelle a carbone, anche dopo oltre cinquant’anni erano ancora in commercio cucine miste gas-carbone. Dopo il 1870 furono costruiti nelle grandi città i palazzi di appartamenti per la media borghesia. La cucina divenne una stanza autonoma, separata dal pranzo: aveva il blocco forno e fornelli.

    Dagli anni ’50 in poi, la crescita dell’importanza della cucina nelle abitazioni è stata esponenziale. La cucina aveva il tavolo posto al centro dove si mangiava tutti i giorni, che serviva anche come piano di lavoro. Per andare alla credenza, al fornello, o all’acquaio si doveva sempre girare intorno al tavolo. La diffusione del frigorifero ha fatto sì che la cucina inglobasse la funzione di conservazione dei cibi e inoltre l’aumento del mercato immobiliare ha dato maggior spunto alla necessità di incorporare alla cucina altre attività come: consumare i cibi, ricevere gli ospiti, lavorare, studiare e rilassarsi!

    Ora che abbiamo scoperto qualcosa in più sulla stanza da cucina, vi ricordiamo che, se siete in procinto si scegliere o rinnovare la vostra, negli showroom Frattali vi aspettano tante idea e uno staff pronto a progettarla proprio per voi.

    www.frattali.org

  • Confortevoli, tranquilli e a due passi dal Campus: ecco i migliori monolocali in affitto a Parma

    Quali sono le migliori università italiane nelle quali studiare? Ogni anno sono migliaia i ragazzi che si pongono questa domanda, al momento di decidere a quale corso di laurea iscriversi, magari in una città lontana.

    Secondo la classifica 2012/2013 elaborata dal Censis, l’ateneo di Parma è al terzo posto nel raggruppamento di università “grandi”, i cui iscritti vanno dai 20 ai 40 mila.

    Un risultato di tutto rispetto, dunque, conquistato soprattutto grazie ai servizi, alle strutture e all’informatizzazione che contraddistinguono l’Università degli Studi di Parma.

    Qui sono a disposizione degli studenti cinque corsi di laurea a ciclo unico, 35 di laurea triennale e una quarantina di corsi di laurea magistrale, in un’offerta formativa che spazia dall’agraria alla farmacia, dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche, senza dimenticare medicina, veterinaria, giurisprudenza, ingegneria e molte altre ancora.

    Chi sceglie di studiare a Parma in una delle facoltà scientifiche ospitate presso il Campus, situato nella zona sud della città, potrà prendere in affitto monolocali a Parma in un luogo davvero accogliente e situato in posizione strategica: le Residenze del Campus.

    In queste strutture di recente costruzione si trovano appartamenti per due studenti da 50 mq dotati di ogni comfort, e con tanti servizi sotto casa come piscina, palestra, supermercato, multisala e locali. In più, in soli cinque minuti a piedi si possono raggiungere le facoltà del Campus “Parco Area delle Scienze”!

    Per saperne di più sugli alloggi per studenti delle Residenze del Campus è possibile contattare lo 0521 208959.

  • Fai più belli i tuoi capelli!

    Pelle visibilmente sana e capelli forti e splendenti, un desiderio di molti che si cerca di realizzare, nei migliori dei casi, utilizzando prodotti chimici, creme, detergenti, shampoo e balsamo. Oltre a questi accorgimenti, è bene tenere a mente che anche una nutrizione corretta può rivelarsi una chiave fondamentale per il benessere di pelle e capelli.

    In particolare rispetto ai capelli, bisogna sapere che il processo di formazione del fusto, noto come “cheratinizzazione”, dipende sì dall’azione di ormoni e vitamine, ma anche da fattori metabolici. L’alimentazione incide quindi notevolmente sulla salute dei nostri capelli e, non a caso, quando non forniamo al nostro organismo i principi nutritivi essenziali, il loro aspetto generale ne risente, soprattutto a livello di lucentezza.

    Una sana alimentazione può comunque non essere sufficiente se l’equilibrio della flora batterica risulta alterato. La normalizzazione della flora batterica dell’intestino è dunque il presupposto anche per la normalizzazione del cuoio capelluto. I probiotici possono contribuire significativamente al benessere della nostra pelle e dei nostri capelli a cui sembrano proprio far bene quanto all’intestino.

    Allora ricordiamo che per la salute dei nostri capelli può essere importante utilizzare con moderazione i prodotti chimici e il phon, non esagerare con i lavaggi, tamponarli delicatamente con l’asciugamano quando sono bagnati, evitare acconciature che possano stressarli e causarne la rottura e assumere un integratore probiotico come Floretrix, che con oltre 50 miliardi di lattobacilli vivi e vitamine del gruppo B è adatto a tutta la famiglia e può quindi far più belli i capelli di mamme e bambini.

    www.floretrix.it

  • liquido sigaretta elettronica

    liquido sigaretta elettronica Il passaparola è stato il più grande mezzo di conoscenza delle sigarette elettroniche: grazie ai suoi benefici, chiunque lo abbia provato ne parla, entusiasta del cambiamento apportato nella sua vita.Potrete cambiare gusti ogni volta che vorrete, provando essenze nuovi, sapori mai assaggiati, per un’esperienza sempre nuova e creativa. La sigaretta elettronica sarà la tua compagna per i viaggi, aiuto nella quotidianità.Un’alternativa fantastica alla “bionda” di uso fin troppo comune, purtroppo.

    liquido sigaretta elettronica Un’innovazione che gioverà a molti! La sigaretta elettronica uno strumento dotato di batteria che trasforma i liquidi in vapore, una soluzione composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina- in differenti dosaggi, aromi alimentari, la soluzione per aiutare i più incalliti fumatori a smettere di fumare. Dei portali sempre attivi dove potrai ordinare tutti le ricariche che vorrai, scegliendo i gusti, la concentrazione di nicotina presente o l’assenza completa. Potrai scegliere in completa tranquillità, comprandoli tranquillamente da casa. Moltissime scelte, opzioni, per un prodotto sicuro e salutare. Un mercato in espansione, dove tu sei il protagonista.! Potrete cambiare gusti ogni volta che vorrete, provando essenze nuovi, sapori mai assaggiati, per un’esperienza sempre nuova e creativa. La sigaretta elettronica sarà la tua compagna per i viaggi, aiuto nella quotidianità. Grazie ai suoi aromi, ai suoi sapori alla sua praticità, chiunque vuole provare la sigaretta elettronica. Un avvento che ha spiazzato il mercato mondiale del tabacco.

    le Sigarette Elettroniche, chiamate anche e-cigarettes. Sono uno strumento dotato di batteria che trasforma i liquidi in vapore, una soluzione composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina- in differenti dosaggi, aromi alimentari. Un’invenzione incredibile, che ha fatto vedere i risultati al mondo intero nel duemiladodici. Nel duemilatredici moltissime persone hanno deciso di incominciare questa loro esperienza, entusiasti. Il tam tam, la pubblicità fatta dagli utenti ha generato una vera caccia alla sigaretta. Un’innovazione che gioverà a molti!

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  • PIU’ DONNE MANAGER NELLE AZIENDE ITALIANE

    Milano, Per il settanta per cento dei lavoratori, le donne sono piu’ calzanti degli uomini per il ruolo dirigenziale in un’azienda; mentre per l’ottanta per cento dei lavoratori, il sesso cosiddetto “debole” e’ imprescindibile se si vuol creare un team ad alto profilo qualitativo. Questo e’ quanto emerso da una ricerca sul mondo lavorativo condotta da Randstad, gruppo leader nel mercato del lavoro interinale. Il problema e’ che, secondo il 69% dei lavoratori, per le donne ci sarebbero maggiori impedimenti ad accedere ai posti di comando. Inoltre, la maggior parte degli italiani e’ favorevole ad aumentare anche a livello legislativo la presenza di donne in azienda.

    La ricerca, che si e’ focalizzata sulla parita’ di genere nella leadership, fa emergere in Italia la consapevolezza dei lavoratori circa l’arretratezza del mercato della formazione lavoro su questo tema. Gli italiani, se da un lato evidenziano gli ostacoli delle donne nel raggiungere posizioni dirigenziali, dall’altro giudicano la componente femminile maggiormente adatta rispetto a quella maschile a posizioni di leadership nella propria organizzazione. E cosi’ si dicono disponibili alle “quote rosa” per consentire alle donne di superare il tetto di cristallo. Opinioni condivise da entrambi i generi, anche se le lavoratrici – che si sentono piu’ preparare alla leadership di quanto le giudichino i colleghi i maschi – appaiono scoraggiate nella battaglia per l’emancipazione professionale, in cui ai problemi storici si aggiungono gli ostacoli della crisi economica.

    Nel resto del mondo, non e’ cosi’ spiccato come in Italia il fatto che i lavoratori indichino le donne piu’ propense a ricoprire i ruoli manageriali. Negli altri paesi, infatti, viene preferita una leadership prevalentemente maschile. In Italia, pero’, l’input alla carriera femminile e’ molto basso; e, in tal senso, il Bel Paese si colloca al 29esimo posto in una graduatoria totale di 32 paesi. Per quanto riguarda la presenza maschile nei ruoli chiave, invece, il nostro paese si colloca al sesto posto. Come detto precedentemente, tutte queste analisi e statistiche provengono da uno studio portato avanti da Randstad, azienda che si occupa di chi cerca lavoro.

    Luther Blissett