Tag: VICENZA

  • Cielo e Terra al Festival del Cinema di Venezia con le bollicine Maia

    Una kermesse tutta da gustare con i vini della nota cantina vicentina, dal Party di Novella 2000 al galà “Better World Fondation” con l’asta benefica a sostegno dell’emancipazione femminile attraverso l’arte, fino alla presenza nel Salotto delle Celebrità dal 28 agosto al 7 settembre.


    L’81esima edizione del Festival del Cinema di Venezia promette di essere un evento straordinario, non solo per gli amanti del cinema, ma anche per gli appassionati di enogastronomia. Quest’anno, dal 28 agosto al 7 settembre 2024, la Laguna si trasformerà in un palcoscenico di glamour e raffinatezza, dove la rinomata cantina vicentina Cielo e Terra sarà pronta a stupire con le sue selezioni.

    Dopo aver deliziato il pubblico di Cannes, infatti, Cielo e Terra approda a Venezia, portando con sé la sua eccellenza enologica per allietare le serate della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La prestigiosa cantina sarà presente al Salotto delle Celebrità, uno spazio esclusivo situato a pochi passi dal Red Carpet, all’interno di una villa dallo stile hollywoodiano. Questo angolo di paradiso, dal 28 agosto al 7 settembre, diventerà il punto d’incontro per VIP, addetti ai lavori, stampa e imprenditori, offrendo momenti di relax e condivisione.

    Nel Salotto delle Celebrità, gli ospiti potranno degustare alcune delle etichette più pregiate di Cielo e Terra, tra cui il Maia Blanc de Blancs, l’Appassionante Bianco e l’Appassionante Rosso di Famiglia Cielo 1908. Questi vini, frutto della tradizione e della passione dell’azienda, accompagneranno gli incontri e i party esclusivi che si terranno nella villa, aggiungendo un tocco di eleganza e raffinatezza ad ogni serata.

    Uno degli appuntamenti più attesi sarà il party organizzato da Novella 2000 il 4 settembre, dove gli invitati avranno l’opportunità di vivere una serata indimenticabile, allietata dalle proposte di Cielo e Terra. In questa cornice di charme, tra flash e sorrisi, il vino diventerà il fil rouge di una notte all’insegna della mondanità e del buon gusto.

    Il contributo di Cielo e Terra non si ferma qui. Maia Wine sarà lo sponsor ufficiale di uno degli eventi più glamour della kermesse veneziana, firmato Better World Fondation. Questo evento esclusivo che si terrà il 5 settembre presso il lussuoso Cipriani Hotel, vedrà la partecipazione di celebrità, registi, leader, aziende e filantropi provenienti da tutto il mondo, riuniti per sostenere cause umanitarie. La serata inizierà con un Red Carpet Cocktail, proseguirà con una cena di gala e gli Awards, per poi concludersi con un’asta benefica a sostegno dell’emancipazione femminile attraverso l’arte. Tra gli ospiti d’onore attesi al Better World Event, spiccano due stelle di Hollywood: Kevin Costner e Susan Sarandon che con la loro presenza illumineranno ulteriormente una serata già ricca di emozioni e solidarietà.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 80% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2023 ha superato i 65 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Famiglia Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua nelle aree più bisognose. L’azienda dal 2020 aderisce al movimento BCorp, nel 2021 è la volta di VIVA “la sostenibilità nel vino” con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Dal 2022 è anche Società Benefit e nel 2023 ha ottenuto la certificazione Equalitas. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • RC auto: Veneto +9,39% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Veneto sono aumentati del 9,39% su base annua arrivando a 512,91 euro, vale a dire circa 44 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province venete i valori hanno iniziato a scendere, con picchi del -4%, e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari all’1,7%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024, rispetto a 12 mesi prima, i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Belluno, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 15,36%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Treviso, dove le quotazioni sono aumentate del 13,06%, seguita da quella di Vicenza (+10,35%). Ai piedi del podio si posizionano Padova (+9,92%) e Rovigo (+8,80%).

    Chiudono la graduatoria le province di Venezia (+7,22%) e Verona (+6,60%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Verona (-1,3%) e Rovigo (-4,3%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia del Veneto in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Venezia, dove il premio medio è arrivato a 542,08 euro. Seguono le province di Treviso (515,20 euro), Padova (514,60 euro) e Vicenza (510,98 euro).

    Valori sotto la media regionale per Verona (495,09 euro) e Rovigo (468,40 euro); ultima in classifica Belluno con un premio medio pari a 465,84 euro.

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Cielo e Terra triplica la presenza a Cannes

    Dal 14 al 25 maggio in terra francese si beve italiano dal gusto e stile moderno con la celebre cantina vicentina, protagonista all’Italian e all’American Pavillion, animando anche la cena di gala del rinomato Hotel Carlton.

     

    Si beve italiano nella 77a edizione del Festival del Cinema di Cannes e sulla croisette l’arrivo delle celebrità sarà celebrato, dal 14 al 25 maggio, con e selezioni vinicole di Cielo e Terra.

    La cantina vicentina non è nuova a questo binomio tra arte cinematografica e il gusto tutto italiano del buon bere e del bien vivre, ma quest’anno ha scelto di condividere la passione per il cinema in ben due postazioni, all’Italian Pavillon e all’American Pavillon.

    L’animato Italian Pavillon avrà in degustazione il Prosecco Millesimato Maia, brand noto per la sua presenza attiva nel mondo della notte e degli eventi internazionali, accompagnate dai vini fermi Appassionante Rosso e Appassionante Bianco della linea Famiglia Cielo 1908, vini con uno stile unico, realizzate con l’intento di salvaguardare l’insieme delle varietà locali venete, non abbandonando quelle meno rinomate, in un armonico incontro capace di offrire un blend estremamente gradevole, presentato in due etichette che ne sottolineano il pregio del contenuto, la storicità della famiglia Cielo e il legame con la terra e il territorio attraverso l’artistica rappresentazione di scene in vigna.

    Non da meno la presenza di Cielo e Terra all’American Pavillon dove insieme al Prosecco Millesimato Maia e ad Appassionate Rosso, gli ospiti potranno sorseggiare la innovativa Cielo Blu Collection con il Pinot Grigio che ben si accompagna a un assaggio fresco e beverino, perfetto per un aperitivo ed il Pinot Grigio Rosé con un colore rosa tenue e un bouquet fruttato ed elegante, al pari del sapore, delicato, fruttato e persistente per ottimi aperitivi o in compagnia piatti leggeri, in perfetta sintonia con l’occasione.

    Tanto glamour, ma anche impegno nel sociale. I vini di Cielo e Terra sono stati infatti protagonisti anche di due importanti eventi legati a Better World Found, fondazione molto attiva nel sensibilizzate l’opinione pubblica su grandi tematiche globali, organizzando importanti eventi su sostenibilità e salute, supportata da star, imprenditori, filantropi di tutto il mondo, il dove gli eventi sono stati accompagnati dal Prosecco Millesimato Maia e dall’elegante binomio di Appassionante Rosso e Appassionante Bianco: https://www.betterworld.fund/cannes-2024

    Cinema e vino, due mondi affascinanti e intramontabili, si intrecciano in un legame profondo fatto di arte, passione e evasione. Questo legame – sottolinea Pierpaolo Cielo, Vicepresidente di Cielo e Terraè evidente nei valori che entrambi condividono: la capacità di emozionare, la ricchezza delle tradizioni e la bellezza dei luoghi che li ispirano. Un bicchiere di vino è un vero e proprio scrigno di emozioni, custode di secoli di storia e di territori in cui la natura ha tessuto racconti indimenticabili, proprio come le migliori pellicole cinematografiche. Partecipando a questo evento, ci proponiamo di celebrare non solo il nostro territorio e il suo ricco patrimonio enologico, ma anche l’umanità che si cela dietro ogni bottiglia. È grazie alla sinergia tra l’uomo e la natura che l’arte della vinificazione si è elevata a livelli di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo“.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 80% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2023 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Famiglia Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua  nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed è dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come

  • Cielo e Terra rivoluziona la presenza in GDO

    Con un mix di tradizione, innovazione e impegno sociale, la cantina vicentina lancia a Vinitaly, alla Hall 5 Stand E 6, nuove proposte a scaffale che rispondono alle nuove esigenze e desideri dei consumatori italiani

     

    C’è un’aria di rinnovamento nella Grande Distribuzione Organizzata italiana e il vento del cambiamento porta il marchio Cielo e Terra. L’azienda vicentina, già un punto di riferimento nel settore della GDO da diversi decenni, ha deciso di sollevare ancora una volta l’asticella, lanciando una serie di iniziative innovative e ambiziose che promettono di ridefinire i canoni del settore.

    Il cuore di questa rivoluzione è il restyling e il riposizionamento della linea Freschello, un “vino dai giusti valori” e un’autentica esperienza di gusto. Attraverso una solida alleanza con i soci viticoltori, Freschello si impegna a sostenere i vitigni meno celebrati, garantendo al contempo leggerezza, qualità costante e un ottimo rapporto qualità-prezzo da oltre 20 anni. Il concetto di innovazione nella tradizione è alla base dell’intrigante progetto “Ever Young / Sempre Giovane” che coinvolge giovani grafici nella creazione dei contenuti social, conferendo freschezza e dinamicità alla comunicazione del marchio.

    Una nuova formula, quella proposta da Cielo e Terra che punta anche alla creazione di diverse linee di vini premium e super-premium, destinate a fare la differenza sugli scaffali della GDO. La linea Bericanto rappresenta l’eccellenza del territorio vicentino, con una selezione di vini DOC locali e bottiglie speciali che esaltano la bellezza e la qualità unica della zona. Il Gran Bericanto, riserva DOC dei Colli Berici incarna al meglio questa filosofia, ottenuto da una sapiente combinazione di Merlot, Cabernet e Tai Rosso, vitigno autoctono locale che conferisce al vino un carattere unico, frutto di leggero appassimento e due anni di affinamento.

    Non da meno è l’azienda agricola Pradio, di proprietà della Famiglia Cielo sin dagli anni ’70 che propone le eccellenze della DOC Friuli in bottiglie personalizzate, frutto dell’esperienza del rinomato enologo Gianni Menotti. Due uvaggi di vitigni nobili e autoctoni, lavorati con maestria, danno vita a vini di straordinaria qualità e carattere.

    Una rivoluzione, quella presentata a Vinitaly che coinvolge anche il marchio Maia, noto per la sua presenza attiva nel mondo della notte e degli eventi internazionali. Per rispondere alle numerose richieste porta infatti la sua esperienza anche sugli scaffali della GDO, con un Prosecco millesimato e un Garda DOC Blanc de Blancs, Maia valorizza così le bollicine alternative, prodotte con passione e dedizione dai soci viticoltori.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 80% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2023 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Famiglia Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua  nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed è dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Freschello “Ever young, Sempre Giovane”: un nuovo look, con la campagna degli studenti in stage scuola-lavoro

    Un vino da oltre un decennio nella hit parade delle vendite in GDO che continua a coinvolgere consumatori di ogni età con uno spirito giovane, fresco e adatto ad ogni occasione. A presentarlo nella nuova veste grafica colorata e vivace, i contenuti digitali di ragazze e ragazzi impegnati nel loro percorso scuola lavoro.

     

    Per oltre un decennio, Freschello ha dominato il mercato dei vini in grande distribuzione, conquistando i consumatori con il suo carattere vivace e versatile. Il marchio si prepara oggi per un rilancio entusiasmante di quello che rappresenta un nuovo capitolo della sua storia, abbracciando sia l’innovazione che la funzionalità.

    Il motto di Freschello, “Ever Young, Sempre Giovane”, riflette non solo la freschezza e la vitalità del suo prodotto, ma anche la sua capacità di rinnovarsi e di adattarsi ai tempi moderni. Con un nuovo look Freschello si prepara a conquistare una nuova generazione di consumatori, mantenendo saldo il suo status di leader nel mercato dei vini in GDO.

    In un mercato sempre più competitivo, la capacità di adattarsi e di evolversi è essenziale. Freschello ha compreso questo principio fondamentale e ha deciso di affidarsi a una fonte di energia inesauribile: i giovani. Collaborando con studenti impegnati nel percorso scuola-lavoro, il marchio ha abbracciato una nuova forma di comunicazione fresca e frizzante, in perfetta sintonia con la sua stessa essenza.

    Il rilancio del marchio sarà ufficialmente presentato nel corso di Vinitaly 2024, dove un corner dedicato interamente a Freschello darà vita a un’esperienza coinvolgente, in cui i visitatori potranno immergersi nell’universo del marchio e scoprire tutte le novità in un un’esplosione di colori, post e selfie.

    Freschello è un compagno sempre presente sulle tavole di tutto il Belpaese e l’adozione del tappo a vite si dimostra estremamente funzionale, superando il sapore di tappo e facilitandone la conservazione, eliminando il rischio di ossidazione e alterazione della sua fragranza.

    Un’innovazione che è anche il segno del cambiamento, superando i preconcetti legati a questo tipo di sigillatura, dimostrando come il cambio generazionale accolga con favore una formula migliorativa, in linea con il concetto di smart&easy apprezzato dai giovani consumatori. Grazie ad un’indagine Doxa infatti si è evidenziato che la maggioranza del campione intervistato non vede negativamente l’utilizzo del tappo vite nella specifica categoria di riferimento.

    “Freschello nasce da una intuizione di mio padre, che ci ha lasciati pochi mesi fa che con i suoi fratelli ha cercato più di 25 anni fa un modo di svecchiare e semplificare il processo di acquisto dei consumatori italiani, offrendo un vino da tutti i giorni leggero e dall’ottimo rapporto prezzo qualità” sottolinea Pierpaolo Cielo, direttore commerciale e marketing. “Quella intuizione è valida ancora oggi, dato che si sente sempre più parlare del bisogno di recuperare i consumatori più giovani al mondo del vino, offrendo prodotti meno complessi e pesanti, ma orientati alla leggerezza e convivialità”.

    Freschello oggi sviluppa il 30% del suo giro d’affari nei mercati esteri, dove ha trovato spazio soprattutto nei mercati emergenti che cercano un prodotto economico per allargare la base di acquisto. Il marchio copre tre diverse linee: vivace, frizzante e spumante, per offrire una esperienza di bollicine a 360 gradi.

    Inoltre seguendo le scelte di responsabilità sociale dell’azienda, culminata con la certificazione B corp e la trasformazione in Benefit corporation negli ultimi anni, Freschello rilancia con il progetto “Ever Young” supportando e creando assieme a giovani studenti di grafica dei contenuti da comunicare sui social.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 80% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2023 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Famiglia Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua  nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed è dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Cielo e Terra per Murialdo World e.t.s.: solidarietà e inclusione a livello globale

    La storica cantina vicentina già B Corp® sostiene da quasi tre lustri l’associazione e i Giuseppini che attraverso il loro operato hanno un impatto significativo sulla vita di migliaia di persone nel mondo.

     

    Murialdo World e.t.s. è una realtà unica nel suo genere, fondata dalla Congregazione di San Giuseppe – Giuseppini del Murialdo, con l’obiettivo di promuovere la solidarietà e l’inclusione a livello nazionale e internazionale. Attraverso progetti innovativi e un impegno costante, l’associazione si dedica alla crescita e al supporto dei giovani in difficoltà e delle loro famiglie in tutto il mondo. Nel 2022, Murialdo World e.t.s. ha ottenuto l’iscrizione come Ente del Terzo Settore al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, un importante riconoscimento che ne attesta la serietà e l’impegno nelle attività di promozione sociale.

    Tra le partnership più significative si può annoverare quella con Cielo e Terra S.p.A. che sostiene i progetti di solidarietà e cooperazione dei Giuseppini del Murialdo da ben 14 anni. Con il contributo della storica cantina vicentina, questa collaborazione ha permesso di assistere migliaia di persone in varie nazioni, con un focus particolare su progetti che migliorano le condizioni di vita delle comunità locali e favoriscono l’istruzione e l’accesso alle cure mediche.

    Un rapporto pluriennale ben sintetizzato parafrasando la frase del fondatore Murialdo: BellaStoria Ekuò, vini BIO solidai creati appositamente con Murialdo per «fare il bene e farlo bene». La linea si compone di uno spumante, un merlot e un chardonnay, da uve coltivate biologicamente, di cui il 5% del prezzo netto viene destinato ai progetti solidali Murialdo.

    Tra i progetti realizzati con i Giuseppini del Murialdo, spiccano iniziative come “Un Pozzo per la Vita” in Sierra Leone che ha garantito accesso all’acqua potabile e ha aumentato la produttività agricola coinvolgendo 14.400 persone, “Oltre i Muri” in Messico che con l’aiuto di oltre 130 persone ha garantito cibo, istruzione e cure mediche ai bambini e alle rispettive famiglie in difficoltà contribuendo a mantenere uniti i nuclei famigliari senza strappare i piccoli dai propri affetti e territori. “Assieme contro il Covid-19” in Ecuador ha contribuito a contrastare la diffusione del virus nelle comunità più vulnerabili coinvolgendo 1.500 persone. In Colombia il progetto “Aggiungi un posto a tavola” ha sfamato, ma anche coinvolto in modo educativo e ricreativo circa 1480 giovani di Medellin.

    In Italia, Murialdo World e.t.s. si impegna attivamente nell’inserimento lavorativo giovanile attraverso progetti come “Borsa Lavoro” che offre opportunità e orientamento a giovani in difficoltà, promuovendo una cultura dell’inclusione e dell’equità, aiutando circa 280 giovani e 5 attività di impresa per l’orientamento e inserimento lavorativo di giovani più fragili e in difficoltà in Veneto. Con il progetto “Borsa Lavoro + Inclusione“, sono stati aiutati 52 giovani tra il 2022 e il 2023 e ne saranno sostenuti 43 nel 2024, per un totale di 95 giovani “fragili” in tre anni.

    Nell’ambito dell’attività dell’impresa formativa, gli obiettivi sono stati: promuovere l’inserimento socio lavorativo di giovani con vulnerabilità, con particolare attenzione alla disabilità, promuovere l’autonomia personale e sviluppare nel territorio una cultura dell’inclusione.

    Un punto di forza dei progetti di Murialdo World e.t.s. è la loro capacità di adattarsi alle esigenze locali e di coinvolgere attivamente le comunità beneficiarie. Attraverso l’impiego di tutor qualificati e percorsi personalizzati, l’associazione mira a favorire l’autonomia e lo sviluppo personale dei giovani coinvolti. Inoltre, grazie alle iniziative come le “Botteghe del Buono, del Bello e delle Idee”, Murialdo World e.t.s. offre esperienze pratiche e formative che preparano i giovani al mondo del lavoro, promuovendo al contempo il senso di appartenenza e la collaborazione.

    Murialdo World e.t.s. si conferma un punto di riferimento nel panorama della solidarietà internazionale, grazie alla sua missione centrata sull’inclusione e sulla promozione umana. Attraverso il costante impegno e il supporto di partner come Cielo e Terra S.p.A., l’associazione continua a cambiare la vita di migliaia di persone in tutto il mondo, dimostrando che un piccolo gesto di solidarietà può fare la differenza e testimoniando come si possano conciliare le esigenze aziendali con lo sviluppo di un modello di business che integri la sostenibilità e l’attenzione alle persone superando slogan e professioni di intenti.

    Un’azienda dal carattere internazionale che mira al futuro deve affrontare le realtà del presente e impegnarsi attivamente per migliorare non solo il valore dei suoi prodotti, ma anche l’impatto ambientale e sociale che genera nel territorio in cui opera e a livello globale. Solo attraverso azioni concrete può essere considerata un’azienda responsabile dal punto di vista sociale” segnala Pierpaolo Cielo, Vicepresidente di Cielo e Terra.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 75% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2022 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed è dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Cielo e Terra sempre più sostenibile

    La storica cantina vicentina già B Corp® ottiene anche la Certificazione Equalitas, a confermare un impegno nella sostenibilità sempre più concreto, già sancito da Viva Sustainable e SQNPI e condiviso nel Bilancio di Sostenibilità

     

    Impegno reale e risultati concreti sono nel DNA di Cielo e Terra, primaria realtà vitivinicola vicentina che ha fatto della sostenibilità un tema prioritario e conseguita, certificazione dopo certificazione, in modo esemplare e condivisa lo scorso anno nella presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità, attualmente in fase di riedizione e aggiornamento per la sua seconda edizione.

    Ultima, ma solo a livello temporale, è Equalitas, Marchio di Certificazione Europeo che non riguarda solo le nazioni UE ma che interessa ben 12 Paesi extraeuropei tra cui i mercati fondamentali come USA e UK. Un risultato importante che consente ai consumatori di individuare in maniera immediata una produzione che risponde per l’intero processo all’elevato standard relativo al sistema di gestione di sostenibilità di Cielo e Terra “EQUALITAS – Standard SOPD “Modulo Organizzazione Sostenibile – OS”.

    Una conferma in linea con lo standard B Corp® che prevede una valutazione puntuale e approfondita dell’azienda attraverso il B Impact Assessement e che Cielo e Terra può annoverare tra i suoi elementi distintivi, grazie all’attenzione su fattori chiave come Governance, Lavoratori, Comunità, Ambiente e Clienti. I progetti sviluppati da Cielo e Terra in questi ambiti, infatti, hanno permesso di arrivare ad essere la più grande azienda vitivinicola certificata in Europa, nonché una delle più grandi a livello globale. Cielo e Terra ha identificato tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU quelli più rilevanti per l’azienda e prevede l’autovalutazione mediante l’utilizzo del SDGs Action Manager costruito da BLab e UN Global Compact.

    Non solo, perché già nel 2021 Cielo e Terra ha colto la necessità di misurare l’impatto derivante dalle proprie attività adottando uno degli standard più riconosciuti del settore vino, già ottennuto e a inizio anno pienamente riconfermato: VIVA Sustainable. Si tratta del disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica per la misura delle prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino che permette di sviluppare un’analisi di quattro indicatori – Aria, Acqua, Territorio e Vigneto – e di far verificare tali studi da un Organismo di Certificazione accreditato.

    Altra importante riconferma arriva dal rinnovo del Sistema di Qualità Nazionale di produzione integrata (SQNPI) che sancisce il controllo e la certificazione da parte di organismi terzi ed indipendenti appositamente autorizzati (OdC). Tale certificazione prevede la definizione di Linee Guida Nazionali che rappresentano uno strumento di indirizzo volto ad una sempre maggiore armonizzazione delle “Norme Tecniche” regionali, nel rispetto delle peculiarità climatico/ambientali, colturali e fitosanitarie che contraddistinguono le diverse zone agrarie del territorio italiano. Indicano i criteri d’intervento, le soluzioni agronomiche e le strategie da adottare per la difesa delle colture ed il controllo delle infestanti, nell’ottica di un minor impatto verso l’uomo e l’ambiente, consentendo di ottenere produzioni economicamente sostenibili. Al fine di garantire il rispetto delle peculiarità climatico/ambientali, ogni Regione può differenziare le proprie Norme tecniche dalle linee guida, motivando le scelte l’adozione dei disciplinari di produzione integrata regionali (approvati dal MIPAAF) e l’implementazione di un rigoroso sistema di rintracciabilità volto a dimostrare che i prodotti certificati provengano da aziende agricole che applicano i succitati disciplinari.

    Il SQNPI prevede un doppio livello di controllo finalizzato a dimostrare l’applicazione dei disciplinari di produzione integrata regionali in varie fasi di produzione: dalla fase agricola, trasformazione, confezionamento ed identificazione del prodotto finito attraverso il segno distintivo “Qualità sostenibile”. Il segno distintivo ministeriale “Qualità sostenibile” è quindi in grado di assicurare al consumatore la coltivazione dei prodotti secondo tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo.

    Oltre alle tre importanti certificazioni, è notevole anche l’attenzione rivolta da Cielo e Terra alla filiera carta, con la certificazione FSC di tutti i materiali a base cellulosica utilizzati per l’imbottigliamento e la distribuzione del vino: tappi di sughero (Amorim Cork), etichette (UPM Raflatac) e cartoni (DS Smith). Dopo l’eliminazione dell’uso di tappi raso tecnici passando a tappi raso in sughero, dal 2021 la cantina vicentina acquista infatti il 100% di tappi certificati FSC. L’acquisto di tappi Amorim Cork, la cui impronta carbonica calcolata in uno studio LCA risulta negativa grazie alla CO2 sequestrata nella fase forestale, hanno permesso di evitare l’emissione di diverse migliaia di tonnellate di gas serra lungo l’intero ciclo di vita.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 75% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2022 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Cielo è infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua  nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed è dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Un inverno dal cuore caldo in Cielo e Terra

    La storica cantina vicentina si è resa protagonista di una serie di iniziative che pongono al centro la persona e l’ambiente, nel segno di una territorialità sostenuta in maniera concreta.

     

    Cielo e Terra ha saputo rendersi protagonista di numerose iniziative, mettendo al centro le persone e l’ambiente, in un’ottica di impegno concreto nella realizzazione di progetti che sposano pienamente i diversi aspetti della territorialità in cui è inserita e in cui opera quotidianamente. Se già in autunno aveva presenziato a ViWine Festival, l’evento sul vino della Città di Vicenza, per valorizzare la vocazione vitivinicola locale e la storia secolare della cantina, rimarcata anche a Gustus – Vini e Sapori di Vicenza, l’arrivo dell’inverno non ha raffreddato il desiderio di essere a pieno titolo una realtà ambasciatrice del territorio e delle persone dell’area vicentina, a partire dall’adesione al Banco Alimentare Veneto nell’anno del suo trentennale.

    Le persone sono al centro in Cielo e Terra, un concetto e un valore alla base di un’attività che pur sviluppandosi nel tempo, non ha mai dimenticato i fautori di questa crescita, i tanti lavoratori che con la propria dedizione hanno contribuito a portare la realtà vicentina alle dimensioni attuali e alla notorietà internazionale. In tal senso, in occasione del 50° della cooperativa Azove, la storica cantina vicentina non ha fatto mancare la propria testimonianza, con un intervento dedicato alla gestione delle risorse umane e il rapporto tra lavoro, persone e aziende. Così come in occasione di PMI DAY 2023, l’annuale appuntamento che dal 2010 vede coinvolte le piccole e medie imprese associate a Confindustria, lo scorso novembre, in cui gli studenti delle medie di Montorso sono stati ospiti per un giorno di Cielo e Terra. L’iniziativa mira a diffondere la conoscenza del tessuto produttivo, evidenziando le opportunità offerte e l’impegno verso la crescita posto dalle imprese. Il tour organizzato per questa edizione ha permesso quindi ai ragazzi di immergersi in questa realtà e conoscere diverse figure professionali che potrebbero un giorno essere parte integrante del loro percorso lavorativo.

    Altro tema sentito è la sostenibilità nell’ottica di un approccio socialmente responsabile, molto caro a Cielo e Terra, una cantina che ha affascinato il mondo intero con i suoi prodotti, ma anche per un approccio che l’ha resa una tra le aziende vitivinicole più grandi certificata in Europa.

    Un’attenzione all’ambiente e al territorio che è emersa anche in occasione dell’intervento dedicato al trentennale della scomparsa di Demetrio Zaccaria fondatore della Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza. Presso l’istituto culturale e di documentazione, specializzato nel settore delle scienze agrarie e della civiltà contadina, con particolare attenzione alla viticoltura e all’enologia, Cielo e Terra ha raccontato il percorso che l’ha condotto a diventare una società benefit e BCorp.

    Sul finire dell’anno è giunta anche l’attività di sostegno alla Fondazione Città della Speranza, realtà costituita nel 1994 nel vicentino per la raccolta fondi per la costruzione di un moderno reparto di oncoematologia pediatrica e oggi prestigiosa clinica di Padova collegata ai più importanti centri italiani e mondiali e centro di riferimento nazionale per la diagnosi delle leucemie acute e per la caratterizzazione molecolare di linfomi e sarcomi, oltre che centro di coordinamento di protocolli nazionali ed europei di diagnosi e cura di linfomi, sarcomi, tumori cerebrali ed epatici, tumori rari.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme al socio Collis Veneto Wine Group unitosi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999.  Oggi l’azienda con una quota di esportazione superiore al 75% è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2022 ha superato i 60 milioni di euro si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla solidarietà’, trasparenza e alla sostenibilità. Il marchio Cielo e’ infatti legato da anni alla Ong americana Winetowater, con la quale vengono donati sistemi di filtrazione d’acqua  nelle aree piu’ bisognose. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino ed e’ dal 2022 anche Societa’ Benefit. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Cielo e Terra supporta L.R. Vicenza con le eccellenze di Casa Defrà

    Le celebri etichette premium a corredo della squadra calcistica più antica del Veneto, per un campionato ricco di emozioni. I valori dello sport e quelli del lavoro per un territorio tutto da gustare.

     

    L’azienda vicentina, nata nel 1908 e che oggi è composta dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici sigla la sponsorizzazione con L.R. Vicenza, altra storica realtà del territorio. La L.R. Vicenza è infatti il più antico club calcistico del Veneto e oggi milita in Serie C vantando il più alto numero di abbonati per una squadra di terza divisione.

    Il profondo legame con il territorio che l’ha vista nascere e svilupparsi fino a diventare un’azienda leader nella produzione e commercializzazione del vino nel rispetto dei principi etici e di sostenibilità integrata, ha spinto Cielo e Terra a supportare la rosa biancorossa per il campionato 2022-2023.

    L’amore per la propria terra e che ne caratterizza i prodotti di altissima qualità, ma anche l’attenzione all’area in cui opera, sono alla base della filosofia di Cielo e Terra che con Casa Defrà comparirà in foto, cartelloni a bordo campo, sul sito e negli eventi della società sportiva, oltre che nell’area hospitality delle partite casalinghe. Come supporter di L.R. Vicenza la nota cantina vicentina tra la propria ampia gamma ha scelto i vini premium di Casa Defrà con le selezioni Doc Colli Berici, Rosso Riserva, Bianco Superiore e Barbarano. Etichette ben note ben oltre i confini regionali e che in ambito locale sono presenti in diversi punti vendita del vicentino, tra cui i gruppi Alì, Conad, Eurospar, Famila e affianca la linea dei monovarietali doc, con un ottimo rapporto prezzo qualità, la linea premium, frutto della stretta collaborazioni ventennale con i viticoltori delle Cantine dei Colli Berici, unendo vitigni locali con quelli più importanti e rinomati per celebrare i momenti speciali.

    Gioco di squadra, dinamismo, passione e il desiderio di sottolineare con gusto i momenti di valore sono i fattori accomunanti tra le due espressioni di un’area geografica conosciuta per la qualità, declinata in molteplici aspetti, dalle bellezze naturali a quelle storico/artistiche, dalle eccellenze enogastronomiche a quelle imprenditoriali. Cielo è Terra è nota per i tanti interventi a favore della collettività, come il restauro della villa in stile palladiano “La Favorita”, le visite delle scolaresche, la partecipazione a eventi locali, caratterizzandosi non solo per il valore delle produzioni, ma anche per una mission che da anni promuove azioni rivolte alle persone e all’ambiente, come il progetto EKUÒ di Murialdo World onlus, con cui è stato prodotto il primo vino “biosolidale”, oltre alle numerose attività nel sociale di carattere internazionale. Un insieme di valori e atti concreti che hanno permesso a Cielo e Terra di diventare un punto di riferimento, non solo in termini produttivi, ma anche per essere una realtà certificata B Corp®, recentemente divenuta Società Benefit, nonché la più grande azienda vitivinicola certificata in Europa, nonché una delle più grandi a livello globale.

    Una sensibilità dimostrata anche su tematiche territoriali e nel mantenimento di un rapporto diretto con la società in cui si inserisce, fino alla sponsorizzazione di L.R. Vicenza, confermando come la concezione che anima la cantina vicentina sia quella di esse un’impresa intesa non solo come luogo produttivo, ma anche una realtà fatta di persone con le quali condividere vision e mission in un contesto lavorativo, ma prima ancora, umano e perché no, anche sportivo.

    In attesa di brindare ai prossimi risultati in campo, di certo a Vicenza già si festeggia per questo connubio tutto cittadino.

     

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    Cielo e Terra nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici unitisi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Attualmente conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona ed è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Con VIVA Sustainable Cielo e Terra disegna un futuro sempre più green

    Dopo l’ottenimento della certificazione Bcorp prosegue l’impegno della casa vicentina per la sostenibilità attraverso l’applicazione del disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni della filiera vite – vino

     

    Conciliare le esigenze commerciali di produzione con lo sviluppo di un modello di business sostenibile. È un impegno reale per Cielo e Terra, azienda vicentina nata nel 1908 e che oggi è composto dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici. L’azienda vicentina ha avviato da diversi anni un percorso orientato al rispetto dell’ambiente e dei consumatori finali.

    Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp che ne ha attestato l’operatività secondo i più alti standard di performance sociale e ambientale, Cielo e Terra

    ha anche aderito con il marchio premium Bericanto a 1% for the Planet, creata nel 2002 da Craig Mathews e Yvon Chouinard (fondatore di Patagonia), per favorire l’incontro e la cooperazione tra le organizzazioni attive nella difesa del pianeta. Un impegno, quello dell’azienda vicentina, verso la natura e la collettività che non si è arrestato ma che anzi prosegue con responsabilità attraverso l’adesione a Viva Sustainable, il disciplinare del Ministero della Transizione Ecologica sviluppato per misurare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola mediante il calcolo di indicatori specifici del settore. Nello specifico il disciplinare permette di sviluppare un’analisi a partire da 4 fattori – Aria, Acqua, Territorio e Vigneto – per poi definire le azioni da compiere per migliorare la sostenibilità dell’azienda.

    Cielo e Terra ha concluso la raccolta e analisi dei dati su 3 fattori – Aria, Acqua, Territorio – ottenendo, a marzo 2022, la certificazion di organizzazione che consentirà all’azienda di definire le azioni da compiere per migliorare la propria sostenibilità.

    La nostra aziendaspiega Giampietro Povolo, responsabile Finance e Operation – non gestendo direttamente le fasi di campagna, ha sviluppato solamente i primi tre indicatori ottenendo feedback interessanti che ci saranno molto utili nella pianificazione delle nostre strategie in termini di sostenibilità”. Il riscontro più positivo è stato registrato a livello di carbon footprint che ha confermato l’efficacia dell’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate e l’efficienza degli impianti di imbottigliamento. Le fasi più critiche invece sono risultate essere quelle legate alla distribuzione dovuta alla capillare presenza sul mercato estero e alla filiera degli acquisti con particolare riferimento al packaging. Aspetti su cui l’azienda è già al lavoro per ridurre l’impatto degli imballaggi dei prodotti di Cielo e Terra attraverso la selezione di carta, tappi in sughero FSC e altri materiali riciclabili.

    “La collaborazione con 1% for the planet – sottolinea Pierpaolo Cielo, responsabile commerciale marketing – nasce dalla volontà di legare i nostri marchi più rinomati a progetti solidali che valorizzino oltre ai nostri vini il nostro impegno verso le tematiche sociali più importanti dei nostri tempi; l’ambiente, l’acqua e la formazione delle nuove generazioni. Facilitare l’accesso all’acqua salva la vita e libera donne e bambini soprattutto da un gravame quotidiano”.

    Con queste strategie e questo approccio, Cielo e Terra, che ha sfiorato i 60 milioni di fatturato nel 2021 con oltre 37 milioni di bottiglie vendute, si afferma sempre di più come un player di mercato socialmente responsabile, consapevole del proprio ruolo strategico poiché da questo momento fino ai prossimi decenni, la prosperità della vita sul pianeta e la salute degli ecosistemi dipenderanno sempre di più dalla capacità delle aziende di operare un cambiamento profondo. Un percorso e un processo di cui l’azienda vicentina è da anni protagonista con i propri brand attraverso lo sviluppo e il sostegno di progetti solidali: Amref Health Africa (Defrà), Onepercentfortheplanet.org (Bericanto), Murialdo world onlus (Bellastoria), Winetowater.org (Cielo). Un progetto quest’ultimo attraverso cui l’azienda ha da poco donato 11.500 euro in Ucraina, sostenendo la popolazione colpita dalla guerra attraverso la fornitura di dispositivi di purificazione dell’acqua, indispensabili per evitare malattie ed epidemie.

     

     

    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici unitisi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Cielo e Terra pronta a inaugurare una nuova era con Villa Da Porto La “Favorita”

    La storica dimora veneta sarà sia showroom che sede direzionale, uno spazio polivalente ristrutturato e pensato per valorizzare la lunga tradizione vitivinicola dell’azienda vicentina, a partire da un legame indissolubile con il territorio e il suo patrimonio storico, artistico e umano

     

     

    Uno showroom, un luogo di rappresentanza pensato per accogliere il cliente e offrirgli un’esperienza nuova: una visione completa e immersiva dell’azienda a partire da una location nobile e d’eccezione, in cui storia e arte si intrecciano regalando il brivido e l’emozione di uno spazio fuori dal tempo.

    Per Cielo e Terra Spa, azienda vicentina nata nel 1999 dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici, ha inizio una nuova era con l’acquisto e la ristrutturazione di uno dei gioielli architettonici del vicentino: la settecentesca Villa Da Porto di Sarego battezzata “La Favorita”.

    La dimora, realizzata in stile palladiano, diventerà la sede direzionale e commerciale dell’azienda vitivinicola, ma fungerà anche da spazio espositivo e di incontro per raccontare i valori e la storia di un’azienda socialmente responsabile e chiamata a stringere un legame sempre più indissolubile con il territorio che rappresenta, attraverso la valorizzazione del suo patrimonio artistico, storico e umano.

    “Un orgoglio per l’azienda e per i soci viticoltori delle Cantine dei Colli Bericidichiara Luca Cielo, Direttore Generale di Cielo e Terraun’operazione immobiliare che riporterà all’antico splendore la villa e che saprà, al tempo stesso, rappresentare con la dovuta eleganza i vini di un territorio di lunga tradizione vitivinicola”.

    Chiamata “La Favorita” dal nome dell’antico toponimo del luogo in cui è sorta tra il 1714 e il 1715 per volere del nobile locale Giovanni Battista da Porto, la villa viene attribuita all’architetto Francesco Muttoni mentre l’intero complesso scultoreo si riconduce alla bottega di Orazio Marinali, una delle più importanti del tempo.

    Passata di proprietà agli inizi dell’Ottocento ad alcune famiglie venete fra cui Balbi, Ziggiotti, Manin, prima di ritornare fra i possedimenti del nobile da Porto venne acquistata nel 1879 dal Pascià Ismail ex Khedivè d’Egitto che qui vi trascorse il proprio esilio. A lui si devono le decorazioni in stile arabeggiante di alcuni ambienti.

    “Il piano di sviluppo siglato nel 1999 ha segnato una svolta, l’acquisto della partecipazione nella società Cielo S.p.A. È così nata la Cielo e Terra S.p.A., con l’obiettivo di valorizzare i prodotti della filiera corta, avvicinando di più la produzione ai mercati, una filiera capace di remunerare equamente i soci e di distribuire con successo i nostri vini in Italia e nel mondoqueste le parole del Presidente della Cielo e Terra S.p.A Ivano Tadiello.L’acquisto di Villa da Porto “La Favorita” rappresenta per noi un punto di arrivo, ci ha offerto l’opportunità di restituire al territorio un’opera di pregio pur se ci vorranno due anni di restauro per recuperare la villa in tutta la sua bellezza. Diventerà la nostra sede direzionale e commerciale e sarà aperta a visite guidate con degustazione ed eventi culturali, dando un nuovo impulso anche all’indotto”.

    Un’acquisizione che sancisce anche la giusta esaltazione di un territorio che nel duro lavoro in vigneto ha trovato un’espressione di successo. La villa padronale è dunque il riscatto sociale di generazioni di persone che hanno saputo far conoscere al mondo l’eccellenza di un territorio e l’espressione dell’arte vitivinicola che in queste aree raggiunge livelli altissimi e pienamente riconosciuti a livello internazionale.

     

    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici. Nel 1999, infatti, dall’unione tra la famiglia Cielo e i viticoltori delle Cantine Colli Berici. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Cielo e Terra acquisisce il 50% del marchio Maia

    Il gruppo vicentino che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni di fatturato con oltre 37 milioni di bottiglie vendute, punta al settore premium siglando una partnership strategica con il brand del Garda, nuova espressione della spumantistica italiana Maia, rispondendo pienamente anche alla richiesta di vini leggeri per momenti speciali della generazione Millennial

     

    Prosegue il percorso di Cielo e Terra volto alla scoperta e alla valorizzazione delle denominazioni meno note del territorio ma con potenzialità intrinseche.

    Frutto di questa strategia la scelta quindi di acquistare il 50% del brand Maia. Una bollicina protagonista di un lifestyle tipicamente italiano, fatto di eventi, appuntamenti glamour, partnership con global brand del mondo del lusso ed experience esclusive, che incontra perfettamente il gusto di un consumatore moderno ed internazionale, rispondendo pienamente anche alla richiesta di vini leggeri per momenti speciali della generazione Millennial.

    Si afferma sul mercato quindi un brand dalla visione estremamente attuale, pioniere del segmento Soft Luxury nel segmento degli spumanti metodo charmat e che vive in una presenza esclusiva nel canale Ho.Re.Ca.

    Maia nasce dalla ferma volontà di trasmettere e diffondere l’Italian Style nel Mondo, attraverso un prodotto identificativo di uno dei territori più amati dal turista Nord Europeo: il Lago di Garda. L’obiettivo della maison diventa quindi quello di raggiungere in pochi anni la posizione di leader di mercato per la denominazione Garda Doc.

    Partendo da una distribuzione selettiva, l’azienda intenda sviluppare Maia a livello nazionale e poi mondiale, sempre con un posizionamento premium in linea con le aspettative del target di consumatori identificato. Un pubblico alla ricerca di prodotti di nicchia ed esclusivi del settore Ho.Re.Ca.

    Un binomio quello tra qualità e stile che ha portato oggi il marchio veneto ad un sold out inaspettato e ad uscire con la propria rete vendita già in pre ordine per la prossima produzione 2022.

    La casa vicentina oltre all’acquisto del brand del Garda, ha siglato un accordo di partnership anche con l’agenzia United Studio, fondatrice dello stesso brand, con il fine di dar vita ad un vero e proprio HUB creativo all’interno della stessa Cielo e Terra.

    Una partnership che porterà Cielo e Terra a diventare una delle poche realtà italiane, forse l’unica, ad integrare all’interno della propria filiera un vero e proprio Team dedicato esclusivamente allo studio del mercato, delle tendenze e del gusto del consumatore.

     

    DICHIARAZIONI

     

    “Negli ultimi 20 anni, insieme ai nostri soci, abbiamo dato vita ad un profondo lavoro di rivalutazione sia del nostro territorio che delle sue denominazioni. Abbiamo portato il nostro fatturato a quasi 60 milioni di euro, oltre 37 milioni di bottiglie vendute, grazie anche ad un incremento dell’ 80% delle vendite estero in 5 anni in oltre 65 paesi”.

    PIERPAOLO CIELO, Vice Presidente e Direttore Commerciale Marketing del gruppo Cielo e Terra

     

    “Abbiamo investito fortemente sul binomio qualità e stile italiano. Una scelta che ha portato oggi MAIA ad un sold out inaspettato ed ad uscire con rete vendita già in pre ordine per la produzione 2022. Con l’arrivo di Cielo e Terra si aprono risvolti impensati per il nostro marchio. Una mossa strategica e necessaria che da oggi ci consente di guardare ad una diffusione delle nostre etichette in tutto il mondo. Grazie ad una struttura moderna ed innovativa siamo certi che potremo mantenere la qualità ed il gusto a cui sono legati i nostri consumatori ed allo stesso tempo saremo un grado di incrementare i volumi produttivi per accontentare l’incremento di richieste di prodotto in forte crescita”.

    ANGELO LELLA, Fondatore e Marketing Manager del marchio MAIA

      

    “Oggi vogliamo coprire a 360 gradi i bisogni dei nostri clienti, che si tratti di un utilizzo quotidiano o di stappare una bottiglia per un’occasione speciale. Per questo oltre alle storiche etichette e produzioni legate al mondo GDO stiamo lanciando nuovi prodotti di alta gamma, con il fine di valorizzare le eccellenze del territorio nel canale Ho.Re.Ca., su un segmento medio alto e, con l’ultimo acquisto, anche nel segmento Premium. Un progetto che non poteva che passare da competenze ed esperienze di grande valore e dal taglio globale. Per questo abbiamo fortemente voluto ampliare le competenze manageriali del nostro gruppo con l’integrazione di tre nuovi area manager che seguiranno lo sviluppo del progetto Ho.Re.Ca sia in Italia che all’estero”.

    PIERPAOLO CIELO, Vice Presidente e Direttore Commerciale Marketing del gruppo Cielo e Terra

     

    “Nonostante un lungo periodo di pandemia e vari lock down, il nostro gruppo ha mantenuto salde le proprie posizioni su mercati, grazie ai marchi storici Cielo, Freschello e Casa Defrà. Ha anche compiuto due operazioni fondamentali per ripartire di slancio verso il nuovo disegno strategico: l’acquisto di “Villa Favorita” e l’acquisizione del 50% del marchio Maia.

    La nuova visione e l’orientamento alla creazione di importanti brand nazionali ed esteri non può che passare dall’experience legata al prodotto. Oggi il consumatore è alla ricerca di espressioni autentiche, vuole conoscere la storia e percepire i valori che danno vita al prodotto. Per questo in meno di due anni, sarà pronta la nuova sede direzionale del gruppo, location che sarà strutturata per offrire a visitatori di tutto il mondo momenti unici legati alle nostre etichette, rafforzando il rapporto azienda-consumatore”.

    LUCA CIELO, Direttore Generale Cielo e Terra SpA

     

    “Il futuro delle nostre produzioni sarà sempre più legato a progetti di marca e valorizzazione, uscendo dalla pura e semplice dinamica del prezzo. Una logica fondamentale per creare maggior valore aggiunto da distribuire equamente lungo la filiera. Da anni con la famiglia Cielo abbiamo capito che le alleanze di filiera orizzontali e verticali portano sinergie fondamentali per crescere ed aprirsi ad esperienze nuove e stimolanti”.

    IVANO TADIELLO, Presidente Cielo e Terra SpA

     

    “Siamo convinti che, per qualsiasi prodotto oggi, la qualità sia la base e non un valore aggiunto. Tra un buon ed un ottimo prodotto il filo è sottile. Quello che fa la differenza per la vita di un marchio è, sempre più, l’Experience legata al prodotto, quel fascino sensoriale che da vita allo spirito d’appartenenza ad un brand fortemente rappresentativo del lifestyle, della visione e del comportamento del cliente; un comportamento che si esprime dal modo in cui ci vestiamo, da quello che facciamo fino a che etichetta scegliamo per brindare ai nostri successi o alle nostre occasioni di festa. Per questo motivo diventa fondamentale essere presenti in momenti ed eventi in linea con la nostra visione di marca”.

    ANGELO LELLA, Fondatore e Marketing Manager del marchio MAIA

     

    “Il successo di questo approccio si realizza grazie ad una strategia omnichannel grazia alla quale per il consumatore non esiste più una distinzione tra spazio fisico e spazio online, ma qualsiasi manifestazione del brand lavora in modo integrato, sia in relazione alle leve attivate che per tutte le funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo del brand. Ne deriva così una visione chiara e condivisa che trasmette, a tutti i livelli, un messaggio chiaro e condiviso che attraverso una gestione sinergica dei canali di comunicazione d’impresa che si muovono tra il fisico e il digitale da vita ad una vero e proprio mondo. Un lifestyle in cui il cliente può riconoscersi e attraverso il quale comunica un’immagine di se in linea con i propri valori e la propria personalità”.

    ISABEL TONELLI RODRIGUEZ, Brand Ambassador.

     

     

    CIELO E TERRA nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici. Nel 1999, infatti, dall’unione tra la famiglia Cielo e i viticoltori delle Cantine Colli Berici. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

    Cielo e Terra SpA – Via IV Novembre, 39 – 36050 – Montorso Vicentino (VI) – www.cieloeterravini.com

  • Leo Cabid , Assenzio

    Vicenza sforna un altro talento

    Scoperto dalla discografica Maria Totaro e prodotto da Yorick.
    L’uscita del suo primo singolo il 24 gennaio.

    Esce per Jericho Records “Assenzio”, il singolo di Leo Cabid scritto interamente dall’autrice Giorgia Brunello, autrice Vicentina della Jericho Records e prodotto dal produttore dell’artista, Yorick.

    Leonardo Cabiddu, in arte Leo Cabid, nasce l’11 marzo del 2003 ad Arzignano, in provincia di Vicenza di origini Sarde ( da parte del padre)
    La musica è una delle sue più grandi passioni, come anche la fotografia.
    Studia all’istituto “Bartolomeo Montagna” di Vicenza, cui indirizzo audiovisivo.
    Viene scoperto nell’ottobre 2021 dalla Discografica e Manager Maria Totaro, in un contest radiofonico, “Talento al Centro”, organizzato in Puglia da Gianluca Zizza direttore artistico di una radio molto importante, Radio Ciccio Riccio.
    Leo vince in ex aequo con Kvstrid e firma un contratto di produzione e di management con il Produttore Yorick e Maria Totaro per Jericho Records.
    Esce con il il singolo “Assenzio”, che ne anticipa un progetto molto ambizioso.

    Leo, un ragazzo molto sensibile ma ironico, spiega in prima persona:
    “La musica, per me, è la ragione per cui vado avanti, senza questa forse non saprei veramente cosa fare della mia vita.
    Lo so che è grave quello che dico, ma mi ha aiutato tanto, perché mi aiuta quando sono stressato, oppure moralmente triste.
    Per molto tempo penso di essermi protetto con questa, mi ha fatto da scudo in molte situazioni spiacevoli e mi ha fatto accettare alcune parti di me, che forse prima non credevo giuste.
    Un mio problema è quello della balbuzie, nei periodi di agitazione o ansia quest’ultima prende il sopravvento su di me, è una cosa che mi crea tanto imbarazzo.
    Ma l’unica strategia, perché io non mi renda conto di ciò, è cantarci sopra.”

    Leo ha affrontato varie competizioni canore, la più importante è Sanremo Young nel 2019, la prima esperienza televisiva, che gli ha fatto capire, dall’interno, com’è il mondo della musica dal punto di vista televisivo.
    Dopo di che ha fatto una pausa da ciò che riguarda concorsi e talent, perché ha voluto intraprendere un percorso di crescita, sia tecnico, che personale.
    “Io, dei talent, penso che siano un trampolino di lancio, un’esperienza che ti fa affacciare al mondo della musica, in campo lavorativo, a 360°.
    da quest’ultimi, che un domani ti potranno sempre servire.
    Nel mio futuro spero che ciò diventi il mio pane quotidiano, voglio farne di questo un lavoro, perché penso che non ci sia altra cosa che mi esca bene come questa.
    Vorrei calcare palchi, incidere molte canzoni e far vedere la mia essenza.”

    L’autrice del brano, Giorgia Brunello, ha voluto lasciar trasparire che, qualsiasi amore, per essere definito tale, non potrà mai essere del tutto sano, ma dovrà sempre contenere un briciolo di pazzia.
    Il testo racconta, infatti, di un amore malato.
    Un amore che, a causa di questa piccola pazzia, non ha saputo resistere.
    In questo brano, l’amore viene paragonato all’assenzio, un distillato ad alta gradazione alcolica che, in alcuni casi, può addirittura causare allucinazioni.
    Proprio come l’amore, che ti fa viaggiare con la mente in luoghi meravigliosi e ti copre gli occhi con le mani, mentre fuori c’è la guerra.
    La storia è ambientata a Roma, una città grande, ma allo stesso tempo soffocante.
    Soprattutto se ti trovi a passeggiare di notte, da solo, senza nessuno a cui stringere la mano, proprio come accade al protagonista del testo.
    I suoi pensieri vanno all’altra persona, che chissà dov’è in questo momento.
    Anche se sarà sicuramente coperta dallo stesso cielo e bagnata dalla stessa pioggia.
    Dunque, pensa il ragazzo, “l’asfalto che bagna le suole si prende cura di te”, visto che lui, ora, non potrà più farlo.

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Federico Marchioro: conversazioni pittoriche intime e informali

    “È davvero importante delineare con profondità quanto è racchiuso e custodito nelle sfaccettate pagine di narrazioni pittoriche realizzate dalla mano e dal gesto creativo di Federico Marchioro artista vicentino contemporaneo di grande versatilità espressiva e comunicativa. Io darei una definizione, che ritengo molto calzante e pertinente facendo confluire la sua corposa produzione all’interno di simboliche conversazioni pittoriche intime e informali, fornendo una prospettiva volutamente non convenzionale, che rispecchia l’intento primario di Federico di uscire dai binari canonici già determinati e decisi a monte e a priori”. La Dott.ssa Elena Gollini dimostra particolare compiacimento verso il percorso di sperimentazione che sta compiendo Marchioro e si sofferma su alcune specifiche caratteristiche salienti distintive e qualificanti per offrire una completezza e una compiutezza di riflessione esaustiva. E ancora ha rimarcato: “Federico trova nella pittura la metafora di un diario di vita, un diario autobiografico con virtuali pagine bianche pronte per essere riempite e messe a disposizione del fruitore. Le sue rappresentazioni esulano da moduli obsoleti e acquistano una struttura in continuo e in costante moto di trasformazione, proprio come la sua vulcanica personalità camaleontica. Su questo diario Federico imprime se stesso, tutto il suo mondo emerso e sommerso intavolando delle stimolanti conversazioni intime e informali, composte tramite una dialettica semantica fluida e scorrevole, che si rende da subito impattante per il fruitore. Dipingere per Federico equivale a redigere e a impaginare stralci e frammenti, che appartengono al suo sentire, al suo pensiero, alle sue concezioni talvolta ancora inespresse. Fare arte così come e altrettanto fare musica diventa così esternazione e manifestazione di un insieme corposo e variegato di conversazioni, che iniziano da dentro, nell’ego più intimo e profondo e sfociano e si palesano al di fuori diventando ben visibili e ben tangibili. Le opere acquistano dunque essenza metaforica paradigmatica e servono per dare voce e sentimento, per descrivere e raccontare pensieri, emozioni, che affiorano in superficie e si palesano all’esterno. Federico artista di metodo e di pensiero imposta queste conversazioni in modo libero e spontaneo, edifica un proprio particolare registro linguistico con una propria genesi stilistica e riesce perfettamente a conciliare e coniugare le esigenze compositive della forma con il bisogno di matrice animista, che è radicato dentro di lui e lo guida e lo accompagna sempre con virtuosa ispirazione”.

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  • Federico Marchioro: dimensione pittorica in progressione

    “Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.

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  • Federico Marchioro: dipingere il proprio pensiero sensibile

    Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.

     

  • Vicenza: ecco quanto spendono le famiglie per le spese di casa

    Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio per le spese familiari, ha aperto il suo primo negozio fisico a Vicenza (https://www.facile.it/store/vicenza.html), il quinto in Veneto.

    In occasione dell’apertura del nuovo Store, Facile.it ha voluto analizzare alcune tra le spese domestiche che più incidono sul budget delle famiglie di Vicenza. Ecco cosa è emerso.

    RC Auto, Rc moto e mutui: ecco quanto spendono i vicentini

    La prima voce finita sotto la lente è l’RC auto; secondo l’osservatorio di Facile.it*, a giugno 2021, per assicurare un veicolo a quattro ruote a Vicenza e provincia occorrevano, in media, 345,89 euro, vale a dire il 16,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Una buona notizia se si considera che, dati alla mano, assicurare un veicolo in provincia di Vicenza costa, in media, il 5,5% in meno rispetto alla media regionale e addirittura il 24,1% in meno rispetto a quella rilevata in Italia.

    Notizie positive arrivano anche dal fronte dell’RC moto*; a giugno 2021, per assicurare una due ruote a Vicenza e provincia servivano, in media, 235,20 euro, vale a dire il 7,9% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La tariffa media rilevata nella provincia veneta risulta il 36,7% più bassa rispetto al premio medio nazionale.

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è il mutuo; secondo l’osservatorio Facile.it – Mutui.it*, nel corso del primo semestre 2021, gli aspiranti mutuatari residenti a Vicenza e provincia hanno chiesto, mediamente, 127.528 euro.

    Analizzando l’identikit del richiedente vicentino emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo durante i primi sei mesi dell’anno aveva, all’atto della firma, 39 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento da restituire in quasi 23 anni.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 97,6% dei richiedenti vicentini ha optato per quello fisso, mentre solo il 2,4% ha cercato di ottenere il variabile.

    Facile.it apre il suo primo Store a Vicenza

    Dopo lo straordinario successo ottenuto dagli altri Facile.it Store presenti in tutta Italia, la web company ha scelto di inaugurare il nuovo punto vendita fisico nel cuore della città di Vicenza, in Corso Andrea Palladio, 61.

    All’interno del Facile.it Store di Vicenza i cittadini possono incontrare consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, di finanziamento e utenze domestiche.

    Quello dei Facile.it Store è un progetto unico nel suo genere in Italia, lanciato nel 2017 e cresciuto rapidamente sino a tagliare, con la nuova apertura, il traguardo di 26 negozi; oggi i punti vendita del comparatore sono presenti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio, Mestre, Legnano, Ravenna, Verona e Ferrara. A questi si aggiungeranno le altre inaugurazioni in programma entro fine 2021.

     

    * Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto e moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 113.538 preventivi auto e 14.377 preventivi moto effettuati a Vicenza e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 giugno 2020 e il 30 giugno 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 1.700 richieste di mutuo presentate da gennaio 2021 a giugno 2021 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti a Vicenza.

     

  • Federico Marchioro: comunicare con la pittura

    L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.

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  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

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  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • Federico Marchioro: arte dell’anima e verso l’anima

    “La pittura di Federico Marchioro trasmette e sprigiona senza dubbio un flusso energetico proveniente dal moto della sua anima e contestualmente diretto e rivolto verso l’anima del fruitore con una corrispondenza ideale che si identifica con il desiderio di dare vita a una formula pittorica intrisa di pathos e di autentico trasporto animista”. La Dott.ssa Elena Gollini rimarca la pregevolezza sostanziale della produzione artistica di Marchioro e lascia emergere la rilevanza della componente interiore e introspettiva, che lo guida e lo orienta, lo stimola e lo spinge a generare una sintesi semantica profonda, che emana energia spirituale benefica per il cuore e per la mente. Nel proseguire con le sue considerazioni in merito ha aggiunto: “Federico è un artista a tutto tondo, un artista che con la musica ha aperto al massimo le sue intuizioni e percezioni sensoriali e le ha poi trasferite nella pittura amplificandole ulteriormente. Quando Federico suona e canta la sua anima si manifesta in modo limpido e autentico. Allo stesso modo nella pittura l’anima di Federico diventa un’entità che possiede vita propria e alimenta la narrazione rappresentativa con degli input speciali, la rende unica e sui generis, esclusiva e distintiva. Federico evoca attraverso la pittura il suo personale universo visionario, lo rende eterno ed etereo e al contempo lo trasforma e lo rinnova per dare sempre al fruitore delle nuove stupefacenti proiezioni e prospettive interpretative. Federico dipinge per dare voce alla profondità dell’anima, per trovarsi e ritrovarsi in perfetta comunione con lo spettatore, per vincere ogni inibizione, ogni paura, ogni remora, ogni titubanza, per uscire allo scoperto e rivelare tutto se stesso senza incertezze. La pittura come la musica è per Federico uno strumento indispensabile per sentirsi accolto, per sentirsi compreso, per sentirsi accettato fino in fondo e per essere parte attiva integrante a livello sociale e collettivo. Arte e musica sono due linguaggi portentosi, due linguaggi universali che l’uomo considera necessari e imprescindibili. Federico sceglie di avvalersi di entrambi per essere ancora più sferzante e incisivo, per essere sempre più funzionale alle esigenze e al bisogno collettivo di benessere totalizzante e totalitario. Adesso più che mai Federico vuole fare la differenza, non con spirito edonistico e tanto meno con velleità di protagonismo e di esibizionismo fini a se stesse, ma bensì piuttosto invece con quella sua riservata e connaturata modestia e umiltà che lo fanno essere autenticamente vero e sincero. La sua arte e la sua musica sono un inno simbolico al bene universale, che appartiene a tutti noi e che dev’essere protetto e tutelato da tutti noi, dev’essere sempre alimentato anche nei momenti più difficili e più sofferti. Così Federico offre tutto se stesso e ci offre il suo contributo ammirevole per il bene comune”.

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  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

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  • A Vicenza arriva NOWR, la piattaforma digitale per promuovere e gestire eventi in città

    A Vicenza arriva NOWR, la piattaforma digitale che permette di vendere via app, gestire l’affluenza gratuitamente e mettere in vista la propria attività in città. Con il patrocinio del Comune di Vicenza e la collaborazione di Vicenza for Children.

    NOWR nasce per promuovere e gestire eventi e attività con l’obiettivo di mettere le persone faccia a faccia, ma l’attuale situazione ha imposto un cambiamento. NOWR vuole comunque essere lo strumento attraverso cui comunicare quello che si può fare, anche in questo momento: dal salto al negozio per fare un acquisto alla lezione di yoga al parco in sicurezza.

    Creare un punto di riferimento incentrato su tutto quello che una persona può fare una volta varcata la soglia di casa. Un’app e una piattaforma web che puntano a sfruttare il digitale per migliorare la vita reale: è questa l’idea dietro a NOWR, la nuova app lanciata a Vicenza dal 3 giugno iniziando il suo percorso dalla città natale dei due fondatori.
    “L’app è stata originariamente pensata per gli eventi e gestendo anche affluenza e vendita di prodotti e servizi agli eventi, si adatta a questo momento mettendo gli stessi servizi a disposizione del territorio e dei suoi attori economici e sociali” spiega Filippo Riello, CEO di Officina Srl proprietaria del marchio NOWR.
    Qualunque tipologia di attività (dal ristorante alla palestra fino al museo o il bar), troverà in NOWR (app e piattaforma web www.nowr.in) un valido aiuto per affrontare al meglio la fase 2. Il servizio di ticketing digitale, ideato per la vendita di accessi, prodotti e servizi agli eventi si adatta perfettamente alla gestione dell’affluenza e alla vendita online “take away” per una qualsiasi attività commerciale aperta al pubblico. Un cliente può comprare via app o sito e recarsi al negozio solo per ritirare il prodotto, evitando permanenze prolungate in spazi pubblici.

    La funzionalità dei ticket, fruibile previa registrazione gratuita, può fornire un concreto supporto digitale per la gestione degli accessi, la messa in vendita e distribuzione di prodotti (una pizza, un panino), o per gestire iniziative a sfondo sociale come raccolte fondi e distribuzione aiuti, in attesa che ritornino gli eventi con la E maiuscola.
    Il servizio di ticketing è senza costi fissi e nel caso di vendità di un biglietto a pagamento, per il servizio ricevuto l’attività corrisponderà a NOWR una piccola fee solo sul venduto.

    “NOWR nasce per comunicare cosa c’è da fare e vorremmo mantenere questo scopo nonostante il momento imponga dei cambiamenti; uniamo questo nostro intento con qualcosa che possa servire anche al territorio e per questo ci impegniamo a dare forte voce a tutte quelle iniziative sociali, aprendo un canale di focus all’interno dell’app”, continua lo startupper.
    Dopo tre test (nelle città di Bologna, Lido di Savio (RV) e Milano) volti a consolidare il prodotto dal punto di vista concettuale e strutturale, dove ha raccolto più di 50mila download, NOWR si appresta ora a fare il lancio definitivo a Vicenza.

    “Lo faremo con entusiasmo e grinta, attuando un’importante campagna marketing sia sui social media che in città, pronti a partecipare pro-attivamente alla vita di Vicenza supportando con diversi programmi le migliori iniziative. Inoltre, le quote di guadagno di NOWR sulle transazioni che avverranno nei canali dedicati all’affluenza e al sociale, verranno interamente donate alla Fondazione Vicenza for Children per il progetto “Polo per la famiglia” aggiunge Giovanni Riello, co-founder della start up.

    L’app è stata progettata sia per dispositivi iOS che Android ed è disponibile per il download gratuito su Apple Store e su Google Play Store oltre che nella versione web raggiungibile all’indirizzo www.nowr.in.
    Il progetto gode del patrocinio del Comune di Vicenza.

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    Website: https://app.nowr.in/
    Store: bit.ly/Scaricanowr
    Instagram: https://www.instagram.com/nowr_app/
    Facebook https://www.facebook.com/livenowr/
    Email: [email protected] 
    #againsthedigital

  • Da circa una settimana il nostro paese vive nel panico

    Scopri il corso online “Soluzioni per un ambiente pericoloso”.

    Viviamo in un mondo pieno di rischi, un ambiente pericoloso. I telegiornali e i quotidiani ci propinano ogni giorno una dieta a base di rapine, stupri, sommosse, omicidi, incendi, terremoti, inondazioni, carestie e in questo ultimo periodo un virus internazionale.

    Vi capita, a volte, di essere messi in agitazione da quel che accade intorno a voi? Vi sentite inermi, incapaci di controllare questi avvenimenti? Vi capita, talvolta, di provare persino paura?

    Nel corso SOLUZIONI PER UN AMBIENTE PERICOLO, il filosofo e umanitario  L. Ron Hubbard, prende in esame il fenomeno dell’ambiente pericoloso e fornisce alcuni metodi che non solo vi consentiranno di superare le vostre paure, ma anche di aiutare gli altri. Se venissero utilizzate su vasta scala, queste informazioni avrebbero l’effetto di dar tranquillità e aiuterebbero la gente a vivere un’esistenza più felice. Mentre su un piano individuale, vi permetteranno di rendere migliori i vostri rapporti con i familiari, gli amici e i colleghi.

     

    Negli ultimi giorni siamo stati “bombardati”, letteralmente, dalla diffusione di notizie allarmanti riguardo al virus , creando il panico i cittadini italiani che per paura si sono rinchiusi nelle loro abitazioni e cittadini europei e del resto del mondo che hanno indicato il nostro paese come un luogo dove stare lontano. Tutto ad un tratto il notro paese è divenuto un ambiente insicuro e  immobilitato.

    Il Programma dei Ministri Volontari (VM) è stato lanciato più di trent’anni fa, in risposta ad un appello fatto da L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology. Avendo notato un tremendo calo del livello di etica e moralità nella società ed un conseguente aumento di droga e criminalità, L. Ron Hubbard ha scritto: “Se a qualcuno non piacciono il crimine, la crudeltà, l’ingiustizia e la violenza di questa società, può fare qualcosa per porvi rimedio. Può diventare un MINISTRO VOLONTARIO ed aiutare a civilizzarla, portando coscienza, gentilezza, amore, libertà dalle sofferenze, instillandovi fiducia, decenza, onestà e tolleranza”. Di conseguenza, oltre a recarsi ovunque vi sia un disastro, i Ministri Volontari lavorano con gli enti pubblici delle città, aiutando a migliorare le condizioni nei luoghi in cui risiedono.

     

    Per questo i volontari vogliono invitare chiunque a fare il corso online gratuito relativamente all’ambiente pericoloso al sito https://www.ministrovolontario.it/training/solutions/overview.html o visitare una sede della Chiesa di Scientology per visionare il video relativo nelle città di Vicenza, Padova, Ravenna, Senigallia, Macerata; Napoli e Barletta.

     

    Per maggiori informazioni o per trovare la sede più vicina a te visita il sito: https://www.scientology.it/churches/locator.html

     

    Ufficio Stampa

    Chiesa di Scientology

  • Alcol: una moda che distrugge giovani vite

    I volontari continuano a fare prevenzione per le strade di Vicenza.

    Anche questa volta i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno fatto prevenzione sull’alcol e sulle altre sostanze stupefacenti nel centro storico di Vicenza. Nel week-end erano presenti nel cuore della città e hanno distribuito a tutti i ragazzi e ai commercianti l’opuscolo informativo gratuito “LA VERITA’ SULLA DROGA”.

    Il perché di questa iniziativa è sotto i nostri occhi; specie nei fine settimana dove masse di giovani si ritrovano con il bicchiere in mano tanto per fare qualcosa in compagnia senza neanche rendersi conto della quantità di alcol ingerita.

     

    Sono proprio gli alcolici i “numeri uno” delle classifiche distruttive, attualmente punto di realtà della maggior parte dei giovani.  Dopotutto è legale, è parte della vita sociale ed è perfino consigliato da alcuni medici come salutare se preso a piccole dosi.

     

    Questo opuscolo contiene le statistiche internazionali, spiega chiaramente che cos’è l’alcolismo e la dipendenza, inoltre numerose testimonianze rendono chiara l’idea dei danni che l’alcol può causare.

     

    Ogni anno in Italia circa 40 mila persone muoiono per malattie correlate all’alcol: cirrosi epatica, cancro, infarto, incidenti stradali o sul lavoro, suicidi e omicidi e dato ancora più allarmante sono gli 8,6 milioni a rischio dipendenza.

     

    L’alcol viene assorbito nel sistema circolatorio attraverso dei piccoli vasi sanguigni nelle pareti dello stomaco e dell’intestino tenue. Entro pochi minuti dall’assunzione di alcol, viaggia dallo stomaco al cervello, dove produce velocemente i suoi effetti, rallentando l’azione delle cellule nervose.

     

    Cosa succede se insieme all’alcol vengono usate altre droghe?

     

    I volontari ispirati da anni dalle parole dell’umanitario L. Ron Hubbard, che scrisse: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”, svolgono attività di prevenzione tramite la corretta informazione consegnando opuscoli informativi ai giovani e materiale didattico ad educatori e insegnanti gratuitamente.

     

    Per maggiori informazioni visita il sito www.noalladroga.it o scrivi a [email protected] .

  • Spoleto Arte ospite a Villa Rezzonico di Bassano del Grappa con una mostra internazionale

    Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi è sempre alla ricerca di location suggestive per i suoi eventi. Arte in Villa, lo speciale appuntamento che apre la stagione estiva, si terrà in una sede prestigiosa: Villa Rezzonico. Dal primo all’11 giugno in via Ca’ Rezzonico 68/72 l’arte tornerà ad animare i locali dell’edificio secentesco di Bassano del Grappa.

    Organizzata e presentata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, manager di personaggi illustri del mondo della cultura e dello spettacolo, la mostra avrà il contributo di Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, e del prof. Francesco Alberoni. Invitati anche il prefetto di Vicenza, i sindaci del comprensorio bassanese e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

    Il noto sociologo, le cui pubblicazioni hanno fatto il giro del mondo, inaugurerà l’esposizione con una conferenza sull’amore e sulle sfumature che questo profondo sentimento ha acquisito con il passare del tempo, facendo il punto sul concetto che ne abbiamo oggi. Il tutto all’interno di una villa che è crocevia di pulsioni storiche e innovative, che rimane intensamente legata alla cultura e che si propone come punto d’unione tra passioni, in primis quella artistica.

    Amore, arte, musica, una villa storica. La cornice perfetta per una mostra che, come vuole l’etica di Spoleto Arte, si cura di promuovere artisti affermati ed emergenti del panorama artistico italiano e non, valorizzandone le creazioni in un contesto cucito su misura. Villa Rezzonico è rinomata infatti per aver ospitato personaggi che hanno fatto la storia d’Italia e d’Europa. Da Ugo Foscolo ad Alessandro Manzoni, da Giuseppe Garibaldi a Giovanni Giolitti, da Francesco Crispi a Napoleone Bonaparte, tanti sono gli uomini e gli artisti che hanno fatto tappa qui. E non è un caso che la villa continui ad essere l’anima di manifestazioni ed eventi contemporanei, vuoi per la posizione strategica, vuoi per la sua struttura, architettata da Baldassare Longhena, Giorgio Massari e Antonio Gaidon. Un’ultima chicca? All’interno sono presenti stucchi e statue di Antonio Canova.

    Ma la voglia di sorprendere non si limita a questo. Il giorno dell’inaugurazione, si sa, è un giorno di festa. Per questo motivo la serata si chiuderà in bellezza, includendo un concerto e uno spettacolo per i presenti.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito di Spoleto Arte, www.spoletoarte.it.

  • Dentix apre la sua nuova clinica a Vicenza, la terza in Veneto

    Diventano 34 i centri ad alta specializzazione avviati in tutta italia, con un totale di 350 nuovi posti di lavoro creati. L’inaugurazione della nuova clinica sarà il 4 luglio con l’assunzione di 10 professionisti del territorio.

    Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale fondata da un odontoiatra, si prepara ad aprire il suo terzo centro ad alta specializzazione in Veneto, il primo a Vicenza. La nuova clinica sarà inaugurata il 4 luglio e porterà all’assunzione di 10 professionisti del territorio. Dentix arriva così alla sua 34° clinica di proprietà, non in franchising, aperta in Italia, con un totale di 350 nuovi posti di lavoro creati.

    A Vicenza, Dentix aprirà in piazzale De Gasperi 18, all’angolo con Corso Palladio 1, in pieno centro, in un locale da 350 mq dove prima aveva sede la Banca Anton Veneta. Uno spazio invidiabile, ai piedi di una torre medioevale affacciata sulle mura della città che conferma l’attenzione di Dentix per i centri storici delle province italiane e per la prossimità territoriale con i pazienti. La clinica sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    Con la nuova apertura di Vicenza, i centri aperti in Veneto diventano 3 con un totale di 40 professionisti del territorio assunti. In tutta Italia, invece, il numero delle cliniche sale a 34 con più di 300 nuovi posti di lavoro creati. Una cifra che continuerà a crescere visto che Dentix ha in programma di aprire entro dicembre 2018 altri 11 centri arrivando a un totale di 45 cliniche diffuse su tutto il territorio italiano. Un obiettivo che è già stato anticipato dal raggiungimento di un altro importante traguardo: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro fine 2018 30 cliniche in Italia, risultato che ha raggiunto con largo anticipo, guardando già a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con cliniche di proprietà e non in franchising. E tutte caratterizzate da un servizio ad alta specializzazione con professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Ogni paziente, infatti, viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili.

    Una formula molto apprezzata dagli italiani visto che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano. Non stupisce dunque che su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si sia ritenuto soddisfatto. Tutto questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

    «Siamo molto felici di questa nuova apertura. Con Vicenza consolidiamo ulteriormente la nostra presenza in Veneto, nell’ottica di offrire un servizio di alta qualità in maniera assolutamente capillare in tutte le province italiane. Un impegno che viviamo come una vera e propria missione. Vogliamo, infatti, riavvicinare gli italiani alle cure odontoiatriche, portanto anche chi a causa della crisi economica è stato costretto a fare delle rinunce, a tornare a prendersi cura della propria salute. – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix Entro la fine dell’anno puntiamo ad aprire altri 11 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà non in franchising, aperte in Italia, con un totale di oltre 500 professionisti assunti, lavorando sempre con professionalità e passione, affinchè tutti possano tornare a sorridere».