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  • Roma, De Pierro annuncia l’opposizione ombra nella Città Metropolitana

    Il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, sulla scia di quanto già avviene nei comuni, nomina i consiglieri esterni per accendere i riflettori sulla gestione delle attività di competenza provinciale

    Antonello De Pierro
    Roma – Il 19 dicembre 2021 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale. Per l’importante appuntamento elettorale, che ha luogo, secondo le prescrizioni normative vigenti, dopo lo svolgimento dell’elezione diretta del sindaco capitolino, al quale spetta di diritto l’attribuzione del munus di sindaco metropolitano, e degli altri membri del consesso consiliare del Campidoglio, sono stati chiamati alle urne tutti gli amministratori dei comuni facenti parte dell’area metropolitana, l’ex territorio provinciale.
    Palazzo Valentini
    Tra questi ovviamente anche i 20 amministratori eletti sotto il simbolo del movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, i quali siedono sugli scranni di 9 comuni e fanno dell’IdD la compagine partitica col più alto numero di amministratori nel territorio provinciale romano se si considerano i comuni sotto i 15.000 abitanti. Una realtà politica di tutto rispetto che vede lo stesso presidente De Pierro capeggiare il gruppo Italia dei Diritti-De Pierro a Roccagiovine, dove lo affiancano Paolo Nanni e Graziella Pais e il segretario provinciale Carlo Spinelli a capo del gruppo a Capranica Prenestina. A Percile siedono in consiglio il responsabile per Vicovaro Giovanni Ziantoni, capogruppo, Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, a Vallepietra guida l’opposizione targata Italia dei Diritti-De Pierro Sandro Taraborrelli, coadiuvato dai consiglieri Massimo Pacico e Teresa Trerotola, a Vallinfreda a capeggiare la squadra, formata inoltre da Gregorio Gentile e Antonio Angelo Razzauti, è la docente Angela Malaspina, responsabile per Velletri e provinciale per la Scuola e l’Istruzione, mentre a Cineto Romano l’ispettore di polizia in quiescenza Francesco Palmisano coordina gli altri consiglieri Angelo Lori e Sabrina Ragucci. A occupare gli scranni ottenuti dal movimento a Rocca Canterano sono 2 dirigenti storici, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Dario Domenici, affermato commercialista, il quale è capogruppo, e Paola Torbidoni, da sempre responsabile per il X Municipio di Roma, sin da quando era ancora XIII. A Castel San Pietro Romano e Pisoniano rappresentano l’IdD rispettivamente il noto imprenditore nel campo dei trapianti tricologici Tony Gallo e Angelo Barnaba.

    Per contendersi i 24 posti disponibili in consiglio sono state presentate 3 liste, “Le città della Metropoli”, “Territorio e parteciapazione” e “Movimento 5 Stelle”, che hanno conquistato rispettivamente 14, 8 e 2 seggi. Nella fase preparatoria, partita subito dopo le consultazioni amministrative di ottobre scorso, il movimento che fa capo a De Pierro, che ha visto incrementare notevolmente il numero di eletti nelle assemblee consiliari dei comuni, si è inserito da protagonista per puntare a eleggere dei suoi rappresentanti a Palazzo Valentini. Dopo che da più parti erano giunte sollecitazioni da parte dei cittadini affinché fosse presentata una lista autonoma con il simbolo dell’Italia dei Diritti-DePierro, il leader, dopo essersi consultato con il segretario provinciale Spinelli e con i vice Dantina Salzano e Antonio Steggi, nonché con gli altri esponenti del direttivo provinciale, si è riservato la decisione. Una riserva sciolta dopo qualche giorno, che ha sancito la decisione di non correre da soli e di confluire eventualmente con un candidato in un’altra lista, in quota Italia dei Diritti-De Pierro e mantenendo pertanto la propria identità. Da parte di tutti i dirigenti l’indicazione del candidato era stata espressa all’unanimità e rispondeva al nome di Antonello De Pierro, il numero uno nazionale del movimento, ma con un’intensa attività istituzionale sul territorio provinciale, specie nell’area della Valle dell’Aniene, dove ricopre i ruoli di capogruppo dell’Italia dei Diritti in seno al consiglio comunale di Roccagiovine, consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo sempre dell’Italia dei Diritti nel consesso consiliare della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata. Dopo varie trattative non è stato trovato un accordo con alcuna lista e alla fine l’Italia dei Diritti non ha espresso alcuna candidatura. E ancorché siano stati molti i tentativi di convincimento da parte di alcuni candidati per accaparrarsi gli 80 voti di preferenza dei 20 consiglieri dell’IdD (un voto ne vale 4) ha prevalso la linea astensionistica dettata da De Pierro: i consiglieri del movimento non si sono recati alle urne. E’ lo stesso leader a spiegare le ragioni di questa scelta, che, al contrario di quanto si possa pensare, non taglia assolutamente fuori dall’impegno per il territorio metropolitano l’Italia dei Diritti-De Pierro, i cui esponenti si stanno già organizzando, in linea con le peculiarità basilari del movimento, per denunciare prontamente qualora ci fossero carenze operative nell’azione della nuova squadra targata Roberto Gualtieri.

    “Noi guardiamo all’efficienza della Città Metropolitana di Roma Capitale con grande attenzione — spiega De Pierro—, in quanto l’alveo competenziale, ancorché limitato, tocca punti importantissimi per la qualità della vita dei corpi collettivi, il cui benessere è alla base di qualsiasi cosa noi dell’Italia dei Diritti poniamo in essere . Gli ultimi 5 anni hanno fatto registrare un’inerzia quasi imbarazzante. La fotografia più emblematica e scandalosa di questo immobilismo amministrativo è rappresentata dalle strade provinciali, la cui manutenzione è ascritta normativamente all’ente di Palazzo Valentini. Bastava percorrerne alcune a caso, anche tra quelle ad alta densità di circolazione, per rendersi conto ictu oculi che gli interventi strutturali e manutentivi non sono certo stati un punto ricorrente nell’agenda della scorsa amministrazione. Abbiamo atteso vari mesi prima di eseguire verifiche a campione sulla rete viaria,al fine di concedere alla nuova amministrazione un lasso temporale idoneo a invertire la rotta rispetto al passato. Solo negli ultimi mesi abbiamo riscontrato alcuni interventi manutentivi su alcuni percorsi stradali che ormai erano diventati più vicini agli standard di paesi del Terzo Mondo che di una nazione evoluta quale dovrebbe essere l’Italia, ma a nostro giudizio siamo ancora molto lontani dai livelli di funzionalità che dovrebbe far registrare un territorio così prestigioso come quello che si estende intorno alla Capitale . A questo punto la macchina burocratica guidata dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri dovrebbe essere partita a pieno regime e pertanto possiamo pretendere che risponda puntualmente alle esigenze del territorio, in afferenza alle aree tematiche di competenza. Pertanto possiamo da oggi annunciare un’iniziativa che è stata cantierizzata ed è rimasta in fase embrionale fin dal giorno in cui dalle urne sono usciti i nomi che sono andati a comporre il consesso consiliare metropolitano. Sto parlando dell’opposizione ombra, che dopo aver superato brillantemente il collaudo col controllo incessante sull’operato delle amministrazioni comunali,debutta con l’accensione dei riflettori anche sull’attività della Città Metropolitana. Infatti da oggi alcuni dei consiglieri ombra impegnati a denunciare le criticità gestionali che promanano dai comuni vigileranno, insieme al sottoscritto e al responsabile per la Politica Interna Carlo Spinelli, gli unici esponenti del nostro movimento legittimati a operare su tutto il territorio nazionale, sull’operato dell’ente provinciale di Palazzo Valentini. Pertanto tutte le strade, nonché altro, riconducibili alla sfera gestionale dell’ente in esame, saranno percorse dai nostri delegati, i quali puntualmente documenteranno ogni inefficienza strutturale e la sottoporranno al giudizio della pubblica opinione. In passato ci siamo sentiti dire più volte che la manutenzione delle strade era subordinata al traffico veicolare che insisteva su quelle carreggiate. Ebbene, noi rispediamo al mittente un assunto concettuale così discriminatorio, in quanto riteniamo che ogni cittadino abbia il diritto viaggiare in sicurezza, a prescindere se si trovi su un’arteria ad alta densità di circolazione come l’Ardeatina, che eleggo a esempio proprio perché è stata da poco oggetto di interventi manutentivi, dopo che il livello di degrado era giunto a picchi vergognosi più consoni al Burundi che all’Italia, oppure sulla provinciale 102 a, che conduce a Saracinesco, piccolo borgo con meno di 200 anime residenti, e pertanto con un passaggio di veicoli di poche unità al giorno. Come non abbiamo mai fatto sconti a nessuno nel monitorare i comuni e denunciare comportamenti non virtuosi non ne faremo neanche ora, qualora ce ne fosse bisogno. I corpi collettivi vanno tutelati. Questa è un nostro imprescindibile credo e visto che spesso ciò non avviene da parte di chi è investito dell’attribuzione mansionale idonea a farlo il nostro dnatico senso di giustizia ci spinge in questa direzione. La comunità ha diritto a fruire di servizi almeno in linea con gli standard minimi di civiltà e noi ci batteremo sempre affinché ciò avvenga. Da presidente del movimento rivolgo a tutti i consiglieri ombra, che da oggi saranno impegnati a denunciare eventuali carenze gestionali dell’ente provinciale, i migliori auguri di buon lavoro”.

  • Elezioni 2023, da Roccagiovine De Pierro guida l’esercito della legalità dell’Italia dei Diritti

    Il presidente del movimento è candidato a sindaco nel borgo della Valle Ustica. Nel Lazio l’IdD è presente in altri 6 comuni.
    Antonello De Pierro

    Roma – La campagna elettorale per le elezioni amministrative 2023 volge al termine e sono tanti i partiti e i movimenti che si stanno sfidando per intercettare il consenso necessario per permettere ai loro candidati di approdare agli scranni disponibili nei consessi consiliari dei comuni interessati dalla competizione.

    Tra questi c’è il movimento Italia dei Diritti – De Pierro, che anche quest’anno ha schierato un esercito di candidati i quali, sulle ali dell’entusiasmo, hanno sposato il progetto etico e legalitario da sempre propugnato dal fondatore e presidente Antonello De Pierro. L’esercito della legalità organizzato nel tempo dal noto giornalista romano ha raggiunto ha assunto ormai dimensioni ragguardevoli e, a prescindere dal numero di eletti (23 consiglieri solo nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale), sono numerosissimi i dirigenti e gli attivisti impegnati constantemente sul territorio a monitorare il rispetto delle norme, pronti a denunciare ogni distorsione rispetto ai canoni comportamentali dettati dalla legge.

    Il sistema dei consiglieri ombra, lanciato ormai da tempo da De Pierro e magistralmente coordinato da Carlo Spinelli, responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale romano, è un faro acceso sull’operato della Pubblica Amministrazione e in particolare sulla gestione politica di quegli enti locali, in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro, non ha eletti nei consigli. E se le maggioranze sono protagoniste di una gestione virtuosa della cosa pubblica, nell’interesse supremo dei corpi collettivi avranno sempre il favore della compagine che fa capo a De Pierro, nel caso contrario dovranno subire la critica dura da parte dei suoi esponenti, i quali si muovono nel solco tracciato dalla linea politica del loro leader, fedele sempre all’alveo concettuale della tolleranza zero, senza sconti per nessuno. Un sistema operativo ormai consolidato, che permette un’azione efficace a prescindere dal fatto che i consiglieri siano eletti o meno, dando in pasto all’opinione pubblica quegli amministratori non ritenuti adeguati a soddisfare le istanze dei cittadini. Una forza sempre crescente grazie alle numerose adesioni che quotidianamente si registrano, da parte di persone che vedono nell’IdD non una speranza di cambiamento, ma una certezza, come si nota ogni giorno nei fatti e non in una sterile retorica da propaganda, come accade per altre forze politiche, a cui i cittadini non credono più.

    In occasione delle elezioni amministrative di quest’anno i tanti candidati che hanno trovato posto nelle liste dell’Italia dei Diritti – De Pierro sono impegnati sui territori per le battute finali di una tornata elettorale avvincente, specie nel Lazio, dove le liste presentate sono 7, divise tra i territori provinciali di Roma, Latina, Frosinone e Rieti. A Cervara di Roma il movimento schiera Fabrizio Romano, medico di grande fama, originario di Affile, con un forte legame col territorio cervarolo. Nel Reatino sono 3 i comuni in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro è presente, Rocca Sinibalda, Belmonte in Sabina e Varco Sabino. Tutte donne le candidate a sindaco, che sono rispettivamente Paola Torbidoni, responsabile provinciale per la Tutela degli Animali e già consigliera a Rocca Canterano, Teresa Trerotola, storica esponente del movimento e già consigliera a Vallepietra, e Irene Pastore, elemento di spicco dell’IdD, nel cui organigramma ricopre il ruolo di responsabile provinciale per la Scuola e l’Istruzione, dove mette in campo tutta l’esperienza maturata come docente. A Filettino, in provincia di Frosinone, ad aspirare alla poltrona di sindaco per l’Italia dei Diritti è un’altra donna, Monica Persiani, nota per essere la cantante del gruppo Milk and Coffee, come a Campodimele, il paese dei centenari in provincia di Latina, dove è schierata la celebre hair stylist Andrea Paola Iannotti, la cui candidatura ha fatto molto parlare nel capoluogo pontino.

    Ma i riflettori sono puntati maggiormente su Roccagiovine, dove a scendere in campo è il numero uno dell’IdD Antonello De Pierro, che, dopo aver trascorso 5 anni molto produttivi da capogruppo, insieme a Paolo Nanni, Dantina Salzano e Aurelio Tartaglia, tra gli scranni consiliari, in cui un’opposizione a volte dura, ma costruttiva, ha sollecitato la maggioranza a realizzare molte delle proposte promananti dall’IdD, si ripresenta agli elettori candidandosi a guidare il grazioso borgo della Valle Ustica. Una candidatura a primo cittadino in afferenza alla quale è stata scelta la strada più difficile, sfidando le logiche del voto familiare, che sono dure a morire e sono un vero cancro, specie nei piccoli comuni, dove la competenza viene sacrificata sull’altare dei legami parentali. Infatti De Pierro è da sempre un acerrimo nemico di queste logiche, che puntano a una scelta delle candidature basata sull’ampiezza del parentado, con la conseguenza disastrosa di produrre delle maggioranze consiliari. i cui membri, spesso inadatti al munus, assumono il ruolo di meri figuranti, i quali si esibiscono in automatiche alzate di mano, senza che nel corso di una consiliatura abbiano mai proferito parola. E per coerenza, pur avendo ottenuto la disponibilità da parte di vari residenti a candidarsi nella lista dell’Italia dei Diritti, ha preferito proporre figure esterne, scelti per lo più tra gli esponenti provinciali del movimento. A iniziare dai vice segretari provinciali Marco Zoppini e Antonio Steggi, i quali figurano in lista rispettivamente al secondo e al terzo posto, dietro al capolista, il consigliere uscente Paolo Nanni, mentre nei posti successivi figura l’altro uscente Aurelio Tartaglia. A completare la squadra, Massimiliano Proietti, che è l’unico candidato originario di Roccagiovine, Enrico Pernié, originario di Vicovaro e vice responsabile del movimento per Tivoli e Guidonia Montecelio, Massimo d’Offizi, responsabile per Palestrina, la nota sindacalista Graziella Pais, attivista del movimento, e per chiudere Fabrizio Casciano e Giancarlo Pelorosso, molto vicini alla formazione politica capeggiata dal giornalista romano.

    Il leader dell’Italia dei Diritti – De Pierro, ancorché fortemente penalizzato dalle conseguenze fisiche della vile e grave aggressione subita lo scorso marzo a Roma mentre si recava in Campidoglio, a seguito della quale era stato trasportato in ospedale in codice giallo per trauma cranico occipitale, sta girando in lungo e in largo per sostenere i vari candidati seppure molto impegnato a Roccagiovine, dove si sta giocando una partita molto importante per l’intera Valle dell’Aniene, essendo il giornalista romano un punto di riferimento per molti amministratori locali.

    E proprio da Roccagiovine guida le liste composte da tanti esponenti di quello che chiama l’esercito della legalità, tra cui spiccano, oltre ai candidati a sindaco, Maria Condrò, già consigliera e responsabile per il I Municipio di Roma, Marina Tavano, responsabile epr il III Municipio di Roma, Emanuela Ranaldi, vice responsabile per il IX Municipio di Roma, Giancarlo Villani, vice responsabile per il V Municipio di Roma, Ylenia Massimini, responsabile per l’area del Lago di Bracciano, Alexsia Crialesi, vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio, Simona Zanella, vice responsabile per il VII Municipio di Roma, e i giovanissimi attivisti del movimento Federico Montalbotti e Christian Egidi, quest’ultimo ex calciatore del Frosinone, tutti naturalmente investiti del ruolo di consiglieri ombra e delegati a denunciare ogni distorsione riscontrata nell’espletamento delle attribuzioni mansionali da parte di chi gestisce la cosa pubblica .

  • De Pierro, Italia dei Diritti a Marcetelli per vincere

    Il presidente del movimento, che schiera Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco, ritorna sulla polemica delle “liste civetta” e spiega perché i cittadini del borgo reatino non possono perdere questa “straordinaria opportunità” per far rinascere il paese

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo la polemica sollevata nei giorni scorsi circa la definizione di “lista civetta” da parte di alcuni quotidiani, in riferimento alla presentazione della candidatura di Giuliana Rainaldi a sindaco di Marcetelli, sostenuta da dieci aspiranti consiglieri, il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro è ritornato sull’argomento, rivendicando con decisione la scelta di concorrere per amministrare il comune più piccolo del Lazio, in provincia di Rieti.

    Giuliana Rainaldi

    “Come ho già avuto modo di chiarire — esordisce De Pierro — la nostra candidatura a Marcetelli non nasce per caso. Da presidente dell’Italia dei Diritti seguo personalmente, molto spesso, o delego a tale scopo i segretari provinciali, persone di estrema fiducia, il vaglio delle candidature nei territori, prediligendo sempre l’inserimento nelle liste di persone residenti in loco, e solo quando ciò non risulta possibile ci orientiamo verso uomini e donne non dimoranti in ambito comunale, ma sempre con un legame molto forte con la zona e un marcato impulso motivazionale a impegnarsi nelle istituzioni, espletando con tutti i crismi l’attribuzione mansionale affidata loro dall’espressione consensuale degli elettori, sempre nell’interesse supremo dei corpi collettivi. Così è avvenuto con Giuliana Rainaldi, per la cui designazione mi assumo ogni responsabilità, avendone appurato personalmente le qualità professionali e morali idonee per chi aspira a rivestire cariche elettive sotto l’egida del nostro movimento. E non solo. Giuliana, residente a Riofreddo, a soli 35 chilometri, da sempre frequenta il territorio di Marcetelli e dintorni, a cui è legatissima e ha deciso di scendere in campo proprio per colmare quelle lacune amministrative che chi ha occupato finora gli scranni decisionali ha permesso che si producessero, lasciando orfani i cittadini, i pochi che sono rimasti, di elementi fondamentali atti a soddisfare le esigenze più ovvie del divenire fenomenico della quotidiana esistenza”.

    Poi il leader del movimento tiene a fugare ogni dubbio circa gli obiettivi della lista “Italia dei Diritti a Marcetelli: “Se a qualcuno non è ancora chiaro voglio puntualizzare che noi siamo qui per vincere. Marcetelli è un paese che fa registrare uno spopolamento di circa l’81%, un record in Italia. A nostro avviso chi ha amministrato finora non ha saputo rispondere pienamente alle esigenze gestionali di cui la realtà locale aveva bisogno. E se una maggioranza non riesce a soddisfare le istanze territoriali è giusto che lasci il posto a chi ha una competenza maggiore per assicurare il corretto espletamento delle attribuzioni mansionali che l’ordinamento giuridico pretende da chi riceve la fiducia mandataria da parte degli elettori .D’altronde se una maggioranza che ha gestito per cinque anni la macchina istituzionale di Marcetelli si sfalda a fine mandato con il risultato di dividersi e ripresentarsi all’elettorato con ben tre liste e pertanto tre nuove proposte politiche il fallimento è lapalissiano. Dal sindaco uscente, come dalle altre due liste che fanno riferimento a candidati del posto e, come già detto, a esponenti dell’ormai defunta maggioranza, francamente non vedo margini di miglioramento rispetto alla situazione attuale .Ciò mi preoccupa maggiormente perché significa che l’offerta politica nel paese è molto limitata .In pratica i cittadini si sono dovuti accontentare di ciò che si sono trovati a valutare senza poter optare per una valida alternativa

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    Noi, con la candidatura a sindaco di Giuliana Rainaldi, proponiamo quell’alternativa che a Marcetelli è finora mancata e un modo nuovo di fare politica, pressoché sconosciuto da quelle parti. Un’amministrazione comunale che si ritrova a fare i conti con uno spopolamento di queste dimensioni ha fallito sotto il profilo socioculturale e degli impulsi occupazionali. Per di più ci troviamo a dover prendere atto di una rete viaria stritolata dal degrado e pertanto pressoché impraticabile, che produce una sorta di semiisolamento di uno dei borghi più belli della provincia di Rieti. Mi riferisco alla strada provinciale Sp 29, che da tempo immemore non conosce attività manutentiva e impone a chi vuole recarsi a Marcetelli o a chi vuole raggiungere da Marcetelli l’autostrada A24 di cercare percorsi alternativi, con conseguente dilatazione dei tempi di percorrenza. E’ chiaro che sono tutti elementi ostativi che scoraggiano gli automobilisti. Ciò vale sia per i turisti che vogliono visitare il borgo, ma anche per tanti residenti che, desolati, optano per andare a stabilire altrove la propria dimora abituale. A me personalmente è stato sconsigliato da più parti di percorrere la Sp 29 a meno che non l’avessi fatto con un suv. E’ incredibile. Non siamo in Africa. I cittadini di Marcetelli, che pagano regolarmente le imposte, hanno tutto il diritto di raggiungere agevolmente e in sicurezza il loro paese. Qualcuno obietterà che la competenza amministrativa della provinciale 29 non è comunale. Certamente. Ma un’amministrazione comunale che, dopo tanti anni, non riesce a ottenere la messa in sicurezza di una strada nodale per la vita della comunità che è chiamata a governare, vuol dire che non è in grado di dialogare esaustivamente con gli altri enti per garantire i bisogni basilari della cittadinanza. Quest’anno i cittadini di Marcetelli hanno una straordinaria opportunità. In passato non era mai avvenuto. Possono scegliere la nuova linfa vitale rappresentata dall’Italia dei Diritti, con Giuliana Rainaldi sindaco, e pertanto un radicale cambiamento che possa donare al paese opportunità insperate finora, esprimendo il loro consenso con l’apertura di profonde e lunghe parentesi riflessive e affidandolo alla razionalità e non alla logica del voto familiare. Altrimenti potranno scegliere di accontentarsi, come hanno fatto in passato, e condannare il paese in cui vivono all’immobilismo a cui l’amministrazione uscente li ha abituati. Per quanto il sindaco abbia criminalizzato l’ingresso in consiglio di ‘forestieri’, posso solo affermare che nei molti paesi in cui sediamo in consiglio comunale stiamo facendo soffiare il vento del cambiamento e demolendo sistemi dall’antico sapore feudale fornendo il nostro contributo ad adiuvandum per rendere più efficace la macchina amministrativa, con un enorme vantaggio per la cittadinanza”.

  • “Liste civetta” a Marcetelli, De Pierro contro il Messaggero e il Corriere di Rieti

    Il presidente dell’Italia dei Diritti rispedisce al mittente la definizione formulata dai due quotidiani in riferimento al movimento che presiede

    Antonello De Pierro
    Roma – In occasione delle consultazioni elettorali 2020 per il rinnovo dei consigli comunali, rinviate dalla scorsa primavera al 20 e 21 settembre a causa dell’emergenza Covid 19, il movimento politico nazionale Italia dei Diritti, come di consueto, ha presentato anche quest’anno le sue liste in diversi comuni.

    Tra questi figura anche Marcetelli, graziosissimo borgo in provincia di Rieti,ai margini della Valle del Salto,che le statistiche anagrafiche indicano come il più piccolo del Lazio per numero di abitanti. Ha fatto notizia su diversi organi di stampa il fatto che a contendersi lo scranno di primo cittadino siano ben cinque candidati, come Il Messaggero, a firma di Samuele Annibaldi, e Il Corriere di Rieti, che gridano addirittura all’incredibile puntando il dito contro quelle che individuano come “liste civetta”, tra cui, chi legge, può agevolmente scorgere il riferimento all’Italia dei Diritti, cosa su cui non sembra possano nutrirsi dubbi di sorta.

    Non ci sta Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e giornalista di lungo corso, a vedere etichettato in questo modo il movimento che presiede e dissotterra l’ascia di guerra della polemica, scendendo in campo in prima persone e rispondendo al mittente la definizione formulata.

    “Definire ‘civetta’ una lista che fa capo alla nostra compagine politica — tuona De Pierro — è quantomeno inappropriato e non risponde ai canoni più elementari della logica deduttiva, risultando in insanabile conflitto con essa. Chi lo fa, o manca di onestà intellettuale oppure è poco aggiornato sulla nostra storia politica. Delle due l’una. Se i colleghi che hanno redatto gli articoli usciti nelle ultime ore si fossero informati meglio sono certo che non avrebbero scritto una castroneria del genere”.

    L’ex direttore e voce storica di Radio Roma e direttore di Italymedia.it ha edificato negli anni l’Italia dei Diritti su fondamenta aventi come pilastri i principi di legalità, giustizia ed etica e oggi conta ben 63.000 follower sul suo profilo Twitter e figura con oltre 160.000 like al 60° posto nazionale nella classifica dei politici italiani più seguiti sulle pagine Facebook, aggiornata quotidianamente all’indirizzo www.politicasufacebook.it/politici/. E’ stato lui stesso a scegliere Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco di Marcetelli e l’ha accompagnata personalmente a presentare la sua lista.

    “La scelta di Giuliana non è casuale — spiega il leader del movimento —. Abita a Riofreddo, non molto distante da Marcetelli, e conosce bene il territorio e le sue problematiche. Per di più ha un’ottima competenza circa la macchina amministrativa, sia per formazione personale e professionale, sia per tradizione familiare. Per di più è una donna ed è nota la nostra posizione a sostegno delle quote rosa, tanto che lo scorso anno a Sambuci e Saracinesco abbiamo presentato liste di sole donne. Non avremmo potuto scegliere meglio. A Marcetelli c’è una maggioranza uscente che si è trovata in disaccordo nella gestione di un comune piccolissimo, grande quanto una scala di una palazzina di Roma. L’ultimo amministratore di condominio avrebbe forse fatto di meglio. Non è un caso che una tra i neo candidati a sindaco sia stata eletta proprio nella lista del sindaco uscente. E non ci risulta che si sia nemmeno dimessa. Addirittura, a quanto è dato sapere, sembra essere ancora consigliera nelle file della lista contro cui si batterà. Ora tocca ai cittadini decidere se orientare la propria espressione consensuale verso personaggi che sul proscenio politico di Marcetelli non possono certo definirsi politicamente affidabili o scegliere la via del cambiamento, rifuggendo dalle logiche del voto familiare, tanto dure a morire nei piccoli centri. Anche gli altri posti in lista sono stati scelti con cura. La capolista Monica Persiani e la seconda Morena Rosini sono le cantanti del noto gruppo musicale Milk & Coffe e vantano una lunga militanza politica e un notevole impegno nel propugnare la crescita culturale italiana. Al terzo posto ho voluto fortemente la presenza di Francesco Palmisano, che possiede una cultura giuridico-amministrativa di tutto rispetto. Pertanto muovete verso di noi tutte le critiche che volete, ma non chiamateci ‘lista civetta’. Questo non l’accetto. Abbiamo 22 eletti nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale, tra cui un sindaco e siamo la lista con più amministratori pubblici nei paesi sotto i 15.000 abitanti. Io stesso sono capogruppo dell’Italia dei Diritti presso il Comune di Roccagiovine e in seno al consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene (attualmente in corso di trasformazione in Unione dei Comuni Montani) di un gruppo di ben 8 consiglieri, oltre che consigliere dell’Unione dei Comuni “Valle Ustica”. I risultati ottenuti in comuni come Ariccia, che non è proprio un paesino, nel 2016 e la partecipazione alle competizioni elettorali nazionali può fugare ogni dubbio sull’inopportunità della definizione di ‘lista civetta’. Non è un caso che ieri la presidente della commissione elettorale di Rieti, in sede di valutazione dell’ammissione delle liste, abbia richiesto al sottoscritto l’autorizzazione scritta all’uso del simbolo, prevista per i partiti nazionali rappresentati in Parlamento, in quanto la lista è stata presentata dalla candidata a sindaco Rainaldi. Non credo che sia stata avanzata un’istanza similare per gli altri candidati .Pertanto chiedo a tutti i miei colleghi, ma in particolare a quelli del Messaggero e del Corriere di Rieti, di rimodulare l’assunto concettuale espresso circa le liste civetta, riferito alla nostra squadra in campo a Marcetelli e in tutti gli altri comuni, tra cui mi piace ricordare Roiate, Marano Equo e Percile”.