Tag: Valtellina

  • Conferenza Stampa Intersindacale dirigenti medici e sanitari ASST Valtellina ed Alto Lario

    Questo incontro con la Stampa fa seguito ad un precedente del gennaio 2017, non è dettato da esigenza di denuncia, non è un moto di protesta rivolto verso chicchessia abbia responsabilità nella gestione sanitaria della nostra provincia. È solo un atto dovuto: quello di rappresentare l’opinione degli operatori qualificati di un settore oggetto di fortissime criticità, un settore cruciale per le necessità di tutti i cittadini della nostra bellissima e mal servita Valle.

    La Dirigenza Medica e Sanitaria ha negli ultimi tempi ritenuto poco costruttivo assumere pubblicamente posizioni che illustrassero il proprio punto di vista riguardo la sanità provinciale, ma di fronte al susseguirsi di pubbliche dichiarazioni provenienti dal mondo della politica, dalla Direzione Aziendale e da varie associazioni di cittadini ritiene ora opportuno intervenire in qualità di intersindacale della dirigenza medica e sanitaria tutta con l’intenzione di offrire un contributo all’analisi della situazione intercorrente, illustrando gli aspetti, che a nostro avviso, sono alla base del malessere che sta coinvolgendo la cittadinanza ma anche in egual misura gli operatori sanitari.

     

    Contesto Nazionale 

    Dalla metà degli anni Ottanta ad oggi, si sono susseguite leggi nazionali e regionali che hanno determinato periodi di tagli lineari sulla spesa sanitaria, con conseguente progressiva diminuzione numerica di posti letto e di personale, in particolar modo nella sanità pubblica in Lombardia dove più forte è stata la spinta verso una sanità privata convenzionata. Da anni i Sindacati della Dirigenza Medica e Sanitaria denunciano la carenza numerica di nuovi laureati e soprattutto di nuovi specialisti medici; la politica nazionale avrebbe dovuto infatti prevedere l’uscita dal SSN dell’ enorme numero di medici specialisti che si sta verificando negli ultimi tempi; da anni, per mantenere le prestazioni da erogare, il personale medico e sanitario rinuncia a giorni di ferie e di riposo, accumulando milioni di ore di lavoro non retribuito. Questa condizione ha portato al progressivo allontanamento dei medici e dei sanitari dal servizio pubblico, non venendo più ritenuto sostenibile questo eccessivo carico di lavoro.

     

    Contesto locale 

    ASST Valtellina ed Alto Lario non si sottrae a queste dinamiche: dal 01/01/2019 al 31/07/2022 la dirigenza medica e sanitaria è passata da da 443 a 316 unità (127 unità, il 28,7% in meno) e sono già in previsione ulteriori uscite per pensionamenti e trasferimenti presso altre aziende ospedaliere. Il personale medico aziendale, al 31 maggio 2022 ha accumulato 256.127 ore lavorate non retribuite (più di 800 ore pro capite), al 31 dicembre 2021 ha accumulato 15522 giorni di ferie non godute (49 giorni pro capite). Tale situazione si è tradotta e si traduce nel fatto che i servizi al cittadino sono stati sempre garantiti solo grazie alla fattiva presenza e all’abnegazione del personale tutto, che è riuscito tra enormi difficoltà ad evitare interruzioni del pubblico servizio.

    A titolo esplicativo vi forniamo alcuni dati relativi ai medici presenti attualmente in Azienda, con riferimento al primo gennaio 2019.

     

    ANESTESIA E RIANIMAZIONE | 2019: 34 | 2022: 24

    CARDIOLOGIA | 2019: 16 | 2022: 8

    NEUROLOGIA | 2019: 10 | 2022: 2

    ORTOPEDIA | 2019: 14 | 2022: 10

    GINECOLOGIA OSTETRICIA | 2019: 24 | 2022: 15

    PNEUMOLOGIA | 2019: 8 | 2022: 2

    PRONTO SOCCORSO | 2019: 15 | 2022: 12

    RADIOLOGIA | 2019: 21 | 2022: 13

    UROLOGIA | 2019:10 | 2022: 5

     

    Non si può certo imputare alla alla Direzione Aziendale il fatto di non aver cercato di sanare la situazione; sono stati indetti molteplici concorsi pubblici, che nella maggior parte dei casi sono andati e vanno deserti; inoltre, la maggior parte dei pochi candidati vincitori di concorso e accettanti, appena ne ha la possibilità, si trasferisce presso altre destinazioni meno disagiate, dove l’attività lavorativa viene svolta in un unico presidio ospedaliero e non su più presidi distanti tra loro decine di chilometri.

    Di conseguenza, alcune unità operative garantiscono tuttora i servizi su più presidi ospedalieri, pur avendo i numeri sufficienti per poterli garantire a malapena in uno solo di questi. Il lavorare costantemente a organico ridotto ha inevitabilmente pesanti ripercussioni sull’utenza:

     

    -allungamento delle liste d’attesa per visite ambulatoriali, prestazioni diagnostiche strumentali ed interventi chirurgici.

    -allungamento dei tempi di attesa nei PS e nei PPI

     

    Data la gravità della situazione, la Direzione Aziendale, per cercare di mantenere gli standard minimi di accreditamento dei presidi ospedalieri, si è vista costretta ad ingaggiare professionisti extraziendali (cooperative e liberi professionisti) attraverso onerosi appalti con ulteriore aggravio di spesa.

    Attualmente in ASST sono appaltati: i servizi di PS di Sondalo e Chiavenna, la Guardia di Ortopedia di Sondalo e di Sondrio, la Guardia di Cardiologia di Sondalo e di Sondrio, la Guardia di Pediatria di Sondalo, la Guardia di Ginecologia di Sondalo, parzialmente il servizio di Emodinamica a Sondrio; a breve si aggiungeranno la Radiologia e parzialmente la Guardia anestesiologica di Chiavenna.

    Malgrado ciò per alcune unità operative, come la Neurologia, neanche questa ricerca ha potuto garantire il reperimento del personale necessario al mantenimento delle prestazione precedentemente erogate (questo spiega la temporanea chiusura della stroke unit)

     

    Le nostre conclusioni

    In queste condizioni pare del tutto evidente come non ci sia alcuna possibilità, nella nostra provincia, di mantenere l’organizzazione ospedaliera attualmente esistente; a livello nazionale, le strategie messe in campo negli ultimi due anni (in primis l’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione) daranno i primi frutti non prima di 4-5 anni; a livello regionale, la tanto decantata “sanità di montagna” pare aver generato, fino ad ora, cittadini di serie B, ai quali non può venir garantito il rispetto dell’Art. 32 della Costituzione, che tutela come FONDAMENTALE il diritto alla salute; a livello locale, la mancanza di una vision comune tra tutte le istituzioni e i vari comitati nati negli ultimi anni, ha portato a nostro parere a prese di posizione che sono carenti di una progettualità razionalmente sostenibile, mancando una prospettiva globale che comprenda, in maniera aderente alla realtà, la medicina del territorio e il servizio di emergenza-urgenza; abbiamo ascoltato una sequela di dichiarazioni “politiche”, valide forse in una campagna elettorale ma totalmente destrutturate dalla realtà quotidiana, con promesse che rimandano alla creazione di nuovi servizi che appaiono al momento come scatole vuote, o che garantiscono una capillarità dei soccorsi extraospedalieri che nessuno può garantire. Se è comprensibile la richiesta dell’utente di avere il più vicino possibile a casa un “ospedale” con tutti i servizi, non è comprensibile nè giustificabile che chi ha un ruolo pubblico non spieghi alla popolazione che questa richiesta, pur legittima, non è, stante il momento, né razionale né percorribile.

    Certo, non sono ascrivibili ai medici ospedalieri e alle loro Organizzazioni Sindacali le decisioni da prendere per tentare di sanare un contesto ormai insostenibile; è nostro dovere fotografare “dal di dentro” la situazione: al momento, non vi è nè la forza politica, né la capacità organizzativa, nè la disponibilità di risorse professionali per mantenere l’esistente; ci ha fatto molto male leggere che i reparti chiudono “per ferie”; siamo passati, in meno di due anni dall’essere “eroi” (e non lo eravamo, nè lo volevamo essere), all’essere additati come “fannulloni” (e non lo siamo, nè mai lo saremo); siamo semplicemente professionisti della salute, orgogliosi della nostra mission, consapevoli del nostro ruolo, e chiediamo a gran voce di essere messi nelle condizioni di poter dare il nostro meglio, senza dover ricorrere a ritmi e modalità di lavoro insostenibili, che ci stanno trasformando a nostra volta in “pazienti”; il nostro grido di allarme riguarda la messa in sicurezza del sistema sanitario provinciale, un principio di buon senso per poter garantire la salute del cittadino e anche la salute, la sicurezza e la dignità degli operatori della sanità.

     

    ANAAO ASSOMED – Dott. M. Piavanini

    AAROI EMAC – Dott. B. Oria

    CGIL MEDICI – Dott. F. Di Giovanni

    CISL MEDICI Sondrio – Dott.ssa L. Santi

    FASSID – Dott.ssa D. Gianatti

    FESMED – Dott. G. Pedretti

    FM UIL FPL – Dott.ssa R. Salvi

    FVM FIALS MEDICI – Dott. S. Creta

     

  • Skyrace Alta Valtellina 2018

    Skyrace Alta ValtellinaLa Skyrace Alta Valtellina giunge nel 2018 alla 6a edizione: la data prevista per quest’anno è il 10 giugno. Si tratta di un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della corsa in montagna. Questa affascinante gara podistica si svolge come ogni anno all’interno dello splendido scenario della Val Viola, nel territorio di Valdidentro, ai piedi del ghiacciaio perenne della Cima Piazzi. Il percorso si snoda per 21 chilometri su pascoli, pietraie e sentieri. Un appuntamento per i veri appassionati, ma anche per tutti coloro che vogliono cimentarsi per la prima volta in questa specialità outdoor o magari allenarsi in vista di ulteriori obiettivi stagionali.
    Anche i più giovani, suddivisi in categorie in base all’età, potranno impegnarsi in questa disciplina lungo percorsi di lunghezza variabile, che vanno dai 200 mt ai 1600 mt. L’obiettivo è di avvicinare i bambini in età sempre più giovane all’affascinante e stimolante mondo del running off-road.
    Evento collaterale alla Skyrace è la camminata di 6 km per le famiglie e gli amanti delle passeggiate. La Camminata non competitiva è aperta a tutti e rappresenta l’occasione, anche per gli amatori, di scoprire gli splendidi scenari della Val Viola, cimentandosi in un percorso di circa 6 km. Sia gli sportivi, sia le famiglie potranno in questo modo vivere una giornata full immersion nella natura incontaminata del Parco Nazionale dello Stelvio e lontani dal caos cittadino, alla scoperta della flora e della fauna alpina.
    Valdidentro fa parte del consorzio internazionale Alpine Pearls, un network che riunisce 25 tra le più belle località alpine unite dal denominatore comune della sostenibilità e della mobilità dolce. L’obiettivo è offrire agli ospiti proposte turistiche consapevoli, senza stress e in piena armonia con la natura, per scoprire tutto il bello di una vacanza senza auto.
    [Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it]

    Info: www.skyracealtavaltellina.it

  • Insieme per vincere

    La località valtellinese di Valdidentro, appartenente al network internazionale Alpine Pearls ospita dal 12 al 14 febbraio 2016 “Insieme per vincere”, un’imperdibile appuntamento all’insegna degli sport sulla neve e della solidarietà: l’intero ricavato degli eventi sarà infatti devoluto per una serie di iniziative a favore dei malati di cancro e delle loro famiglie. Appassionanti sfide di sci di fondo, sci alpinismo, ciaspole e sci alpino. E alla sera tutti insieme per far festa.
    Si parte venerdì 12 con l’apertura e la presentazione ufficiale dell’evento, cui seguirà una conferenza e l’iniziativa “Oncologici al cioccolato”, con degustazioni a cura dei maitres chocolatiers.
    Sabato 13 alle 11 partirà la 7a edizione della 24 ore di fondo “Memorial Sergio Fiorelli”, alla quale si potrà partecipare anche con le fat bike fornite gratuitamente dall’organizzazione. Alle 17 seguirà la partenza della 9a edizione della gara scialpinistica “Cima Piazzi Mountain Raid”. In serata cena aperta a tutti, con la premiazione della gara di scialpinismo, danze e divertimento assicurato.
    Domenica 14 alle 9 partenza della “Ciaspolata delle frazioni” e della gara di slalom gigante lungo la pista Cunalta della ski area “Cima Piazzi Happy Mountain”, mentre alle 11 è previsto l’arrivo della 24 ore di fondo. Al pomeriggio, dopo la messa e il pranzo aperto a tutti, avranno luogo le premiazioni e le estrazioni dei premi della lotteria.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

    Pro Loco Valdidentro
    Piazza IV Novembre, 1 23038 – Valdidentro (SO)
    Tel.: 0342-985331 – www.valdidentro.net
    [email protected]

  • LATTERIA SOCIALE VALTELLINA INSIEME AL RISTORANTE “LA TRELA” ALL’ARTIGIANO IN FIERA A MILANO

    Un’occasione unica per degustare piatti tradizionali valtellinesi realizzati anche con prodotti caseari di Latteria Sociale Valtellina

    Da Sabato 5 dicembre a Domenica 13 dicembre 2015 – Dalle ore 10,00 alle ore 22,30
    Padiglione 3 stand R62-R70|P62-P70|R61-R69 – Fiera Milano Rho-Pero

    “La Trela”, noto ristorante situato a Verceia, in Valchiavenna anche quest’anno sarà presente dal 5 al 13 dicembre 2015 alla 20° edizione dell’Artigiano in Fiera, la manifestazione dedicata all’artigianato di tutto il mondo, diventata ormai un “must” per i milanesi e non, presso Fiera Milano Rho – Pero.
    Per nove giorni i visitatori troveranno il cuore e la tradizione della Valtellina e delle valli Bergamasche presso Fiera Milano Rho-Pero al ristorante Orobico “La Trela” (PADIGLIONE 3, STAND R62-R70|P62-P70|R61-R69). A “La Trela” i graditi visitatori avranno la possibilità di conoscere e degustare piatti preparati anche con i prodotti caseari di Latteria Sociale Valtellina ma non solo…

    Per l’occasione il ristorante aggiungerà al suo nome la parola “orobico” (Ristorante Orobico “La Trela”) perché preparerà piatti tipici della tradizione culinaria delle valli Orobiche, la Valtellina e le valli bergamasche.
    All’interno del gustoso menù presente, come prodotti tipici della Valtellina sono previsti Pizzoccheri e Sciatt oltre a formaggi, salumi, dessert e vini locali. A fare da protagonisti nella preparazione di Sciatt e Pizzoccheri saranno i tradizionali formaggi di Latteria Sociale Valtellina, in modo particolare la Pizzoccheraia, il Valtellina Casera DOP e il Bitto DOP.

    Le materie prime che saranno utilizzate verranno accuratamente scelte dallo Chef Mario Saligari che vanta un passato come chef professionista in tutto il mondo, viaggiando dalla Svizzera alla Germania, dalla costa romagnola alle navi da crociera in alto mare, fino ad oggi, imprenditore nel campo della ristorazione e proprietario di rinomati ristoranti e di un’azienda di produzione alimentare, sempre nel nome della versatilità e della tenacia.
    Obiettivo primario dello chef è quello di sottolineare il suo forte legame con il territorio, soprattutto vista la sua presenza ad una manifestazione importante come “L’Artigiano in fiera”, che vede proprio l’artigiano come colui che trasforma la materia rispettandone il contesto e i tempi senza forzature.

    Latteria Sociale Valtellina produce e commercializza ogni anno il 73% di Valtellina Casera DOP, circa 120.000 forme ed altrettante 9.000 di Bitto DOP, circa il 45% del totale prodotto. Si tratta di numeri molto importanti per una latteria di montagna.
    La storia della Latteria Sociale Valtellina è una storia di uomini e donne profondamente legati al territorio; è anche la storia di 120 aziende agricole socie e conferenti disseminate sull’intero territorio provinciale. Una cooperazione nata nel comparto lattiero caseario per valorizzare le risorse naturali, il mantenimento delle tradizioni casearie e non da ultimo il legame da parte di tutti i soci al territorio.

    Per ulteriori informazioni:

    LATTERIA SOCIALE VALTELLINA
    www.latteriavaltellina.it
    Digital pr di a cura di
    Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
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  • LATTERIA SOCIALE VALTELLINA APRE A MONACO DA EATALY

    Dopo Milano da dicembre tocca alla capitale della Baviera:
    i formaggi locali sulla passerella tedesca

    Da Milano a Monaco di Baviera il passo è relativamente breve, ma per Latteria Sociale Valtellina, dall’Italia alla Germania si tratta di un vero e proprio salto poiché comporta l’esordio su un mercato particolarmente importante per i prodotti lattiero-caseari con una lunga tradizione nel settore. E ancor più importante per Latteria Sociale Valtellina è che l’esordio in Germania è nel nuovo punto di vendita di Eataly.

    «La collaborazione con Eataly ha già prodotto risultati importanti sia sul fronte dell’immagine dell’azienda che della notorietà dei nostri formaggi – sottolinea il responsabile marketing Maurizio Giboli -. Riteniamo sia il contesto ideale nel quale valorizzare e promuovere i nostri prodotti in Italia ma anche all’estero poiché presentarsi sotto un’insegna così prestigiosa dà valore aggiunto. Milano è stato l’inizio, Monaco sarà una tappa importante ma certamente non l’ultima: Eataly nel mondo chiede i nostri formaggi e le nostre presentazioni, noi faremo il possibile per esserci».

    Il 2 e il 3 dicembre, da Eataly a Monaco di Baviera (che già si prevede affollata di appassionati tedeschi del buon bere e del buon mangiare italiano) la Latteria Sociale Valtellina, che è già presente dall’apertura dello scorso 26 novembre u.s. nello store con i suoi prodotti, proporrà in degustazione le sue punte di diamante: il Valtellina Casera e il Bitto, i due formaggi dop della provincia di Sondrio, eccellenze insuperabili della tradizione locale.
    Una scintillante vetrina per la più importante realtà del settore lattiero-caseario provinciale in un Paese verso il quale già da alcuni anni esporta i suoi prodotti, seppure in quantitativi limitati, ma anche per la Valtellina, sia agroalimentare che turistica, che avrà l’opportunità di farsi conoscere e apprezzare per il tramite, molto efficace, del gusto.

    La storia della Latteria Sociale Valtellina è una storia di uomini e donne profondamente legati al territorio; è anche la storia di 120 aziende agricole socie e conferenti disseminate sull’intero territorio provinciale. Una cooperazione nata nel comparto lattiero caseario per valorizzare le risorse naturali, il mantenimento delle tradizioni casearie e non da ultimo il legame da parte di tutti i soci al territorio.

    Per ulteriori informazioni:

    LATTERIA SOCIALE VALTELLINA
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  • LATTERIA SOCIALE VALTELLINA: NUMERI DA PRIMATO

    DAL SISTEMA DELLE COOPERATIVE LA RISPOSTA PIÙ EFFICACE ALLE DIFFICOLTÀ DEGLI ALLEVATORI

    Il sistema cooperativistico, di cui la Latteria Sociale Valtellina, con i 120 conferenti, i 100 dipendenti e i 30 milioni di fatturato, rappresenta la realtà più sviluppata in Valtellina, ha sin qui tenuto al riparo gli allevatori locali dalla progressiva diminuzione del prezzo del latte alla stalla, stimata nel 25% in meno di un anno, ma quanto sta avvenendo a livello nazionale crea forti preoccupazioni. La Valtellina rimane un’isola felice ma non è neppure così distante per ritenersi immune. «La trattativa in corso sul prezzo del latte non è un segnale positivo per il settore zootecnico – sottolinea il presidente Armando Acquistapace – anche se soltanto una minima parte degli allevatori della provincia di Sondrio risulta coinvolto. Perlopiù le aziende agricole conferiscono a cooperative come la nostra che assicurano il giusto prezzo e pagamenti regolari: due aspetti fondamentali che garantiscono non soltanto la sopravvivenza ma anche la redditività dell’attività. In montagna o in pianura l’allevamento richiede sacrifici che al prezzo proposto dall’industria non vengono in alcun modo ripagati: la svalutazione di una materia prima di qualità qual è il latte italiano ci lascia perplessi e aumenta i nostri timori per il futuro».

    La persistenza di questa situazione di squilibrio, infatti, nel lungo periodo, potrebbe avere conseguenze negative sul mercato e sui prezzi dei prodotti lattiero-caseari. Sul bilancio della Latteria Sociale Valtellina, che chiuderà il 2015 sui livelli dell’anno passato, nel quale aveva raggiunto la cifra record di 30 milioni di euro, la riduzione del prezzo del latte ha già prodotto una consistente perdita secca per la riduzione del prezzo del latte sfuso e del siero: nell’ultimo anno, il prezzo è sceso da 22 a 10 euro alla tonnellata più che dimezzando il ricavo.
    Il mantenimento del fatturato sui livelli del 2014 rappresenta un risultato importante considerata la congiuntura negativa. “Non è così scontato: la concorrenza è agguerrita e il mercato è sempre più difficile.” – spiega il direttore Marco Deghi -“Per affermarsi bisogna eccellere e noi siamo impegnati a migliorare costantemente la qualità dei nostri prodotti. Ciò che ci aiuta è l’essere riusciti a lanciare sul mercato formaggi di qualità con una loro storia e un loro marchio: dall’affermazione di Valtellina Casera e Bitto innanzitutto ma anche dei nostri formaggi molli quali il Piattone deriva la migliore remunerazione del latte, che non è altro che il giusto prezzo, che riconosciamo ai nostri conferenti. Diversamente non potremmo, perciò risulta fondamentale la promozione dei nostri formaggi, sia a livello aziendale che di sistema agroalimentare e anche di territorio».

    La Latteria Sociale Valtellina è oggi una realtà molto articolata che raccoglie il latte in Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario, con i due caseifici di Delebio e Postalesio, le latterie di Albaredo e di Dongo, gli alpeggi della Valle Spluga e il Crotto Ombra a Chiavenna. Raccoglie oltre 34 milioni di litri di latte, pari a circa il 60% della produzione provinciale, da 120 aziende agricole con cinquemila bovini da latte. Produce quasi 120 mila forme di Valtellina Casera, circa i due terzi di quelle marchiate dal Consorzio di tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto ed è costantemente impegnata sul fronte della promozione per allargare il mercato.

     

    La storia della Latteria Sociale Valtellina è una storia di uomini e donne profondamente legati al territorio; è anche la storia di 120 aziende agricole socie e conferenti disseminate sull’intero territorio provinciale. Una cooperazione nata nel comparto lattiero caseario per valorizzare le risorse naturali, il mantenimento delle tradizioni casearie e non da ultimo il legame da parte di tutti i soci al territorio.

     

    Per ulteriori informazioni:

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  • Latteria Sociale Valtellina offre un weekend lungo da Eataly Milano Smeraldo

    UN WEEKEND LUNGO ALL’INSEGNA DEL GUSTO E DELLA TRADIZIONE OFFERTO DA LATTERIA SOCIALE VALTELLINA PRESSO EATALY MILANO SMERALDO

    27 novembre dalle ore 16,00 alle ore 20,00 – 28 novembre dalle ore 10,00 alle ore 21,00 – 29 novembre dalle ore 10,00 alle ore 20,00 presso Eataly Milano Smeraldo – Piazza XXV Aprile, 10

    Latteria Sociale Valtellina sarà presente il 27, 28 e 29 novembre 2015 al weekend lungo organizzato presso Eataly Milano Smeraldo con l’obiettivo di far conoscere e deliziare i palati milanesi con i sapori tipici della sua terra.
    Una tre giorni all’insegna della tradizione che partirà venerdì 27 novembre alle 16,00 fino alle 20,00 per proseguire sabato 28 novembre dalle 10,00 alle 21,00 fino a domenica 29 novembre dalle 10,00 alle 20,00. All’interno di Eataly Milano Smeraldo i clienti potranno assaporare il gusto e la tipicità degli intramontabili formaggi della tradizione nel corner valtellinese allestito ad hoc. Tra i formaggi che verranno proposti saranno presenti i tre prodotti più rappresentativi di Latteria Sociale Valtellina (due dei quali a marchio DOP della Provincia di Sondrio) e più precisamente: il rinomato Valtellina Casera Dop Stagionato, vincitore del 1°Premio alla Mostra Del Bitto 2015, il leggendario Bitto Dop d’ Annata, che si è aggiudicato il 2° Premio della “Giuria Popolare”, e lo Scimudin, primo assoluto nella categoria dei formaggi a pasta morbida.
    Non è la prima volta che Eataly sceglie Latteria Sociale Valtellina come partner per la realizzazione dei suoi eventi food. Alcuni mesi fa presso il Temporary Restaurant di Eataly è andato infatti già in scena un bellissimo weekend di Show-Cooking e in contemporanea ai gentili ospiti è stata offerta la degustazione di due piatti simbolo della tradizione culinaria valtellinese, gli sciatt e i pizzoccheri.
    Importante ricordare che Latteria Sociale Valtellina è già presente negli Store di Eataly Milano Smeraldo e Eataly Monaco con i suoi principali prodotti, tra cui il latte fresco di montagna 100% Valtellina, la panna fresca e da cucina, gli yogurt, il burro e non da ultimi, i formaggi della tradizione.

    Latteria Sociale Valtellina produce e commercializza ogni anno il 73% di Valtellina Casera DOP, circa 120.000 forme ed altrettante 9.000 di Bitto DOP, circa il 45% del totale prodotto. Si tratta di numeri molto importanti per una latteria di montagna.
    La storia della Latteria Sociale Valtellina è una storia di uomini e donne profondamente legati al territorio; è anche la storia di 120 aziende agricole socie e conferenti disseminate sull’intero territorio provinciale. Una cooperazione nata nel comparto lattiero caseario per valorizzare le risorse naturali, il mantenimento delle tradizioni casearie e non da ultimo il legame da parte di tutti i soci al territorio.

    Per ulteriori informazioni:
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