Oggi, la medicina veterinaria è in grado di curare tantissime malattie del cane: l’efficacia dei metodi terapeutici non si limita ad alleviare la sintomatologia, ma si spinge fino alla risoluzione definitiva della condizione patologica.
Nonostante ciò, purtroppo, esistono ancora alcune malattie infettive che uniscono all’alto tasso di contagiosità una tenace resistenza alle terapie.
Tali infezioni portano il cane alla morte fra atroci sofferenze: contro i patogeni che le causano, l’unica difesa veramente efficiente consiste nella prevenzione tramite appositi vaccini.
A motivo del loro sistema immunitario ancora fragile, i cuccioli sono generalmente i soggetti più colpiti: per questo è fondamentale vaccinare il cane fin dalla più tenera età (generalmente, intorno ai 55 giorni di vita). Le vaccinazioni per i cani sono di due tipi: obbligatorie e non obbligatorie.
Sono obbligatori i quattro vaccini denominati “core” o vaccini di base, ovvero:
– Cimurro. Potenzialmente mortale, questa malattia provoca febbre, scolo nasale e oculare, problemi gastrointestinali, lesioni cutanee e disturbi neurologici;
– Epatite infettiva. I sintomi interessano il fegato, la funzionalità polmonare e il sistema renale. Ha esito spesso letale e, nella fase più acuta, la morte sopraggiunge nel giro di poche ore;
– Parvovirosi. Provoca vomito e diarrea con sangue e, come l’epatite infettiva, può portare alla morte in un brevissimo arco di tempo;
– Leptospirosi. L’urina del topi (nonchè quella dei cani già infetti) è uno dei maggiori veicoli di contagio; la malattia può manifestarsi con sintomi differenti da soggetto a soggetto e avere un esito letale. Essendo una zoonosi, la leptospirosi può contagiare anche l’essere umano.
A questi quattro vaccini, che devono essere somministrati obbligatoriamente a tutti i cani (anche a quelli che non escono mai di casa e che vivono in condizioni igieniche impeccabili) il veterinario può decidere, in determinate circostanze, di aggiungere uno o più piani vaccinali non obbligatori.
Tra questi vaccini facoltativi spiccano:
– l’antirabbica, obbligatoria all’estero e altamente consigliata nelle zone d’Italia ad alto rischio di contagio;
– il vaccino contro la leishmania, malattia trasmessa dalle zanzare;
– il vaccino contro la tosse dei canili, raccomandato ai cani che frequentano luoghi dove esiste un’elevata promiscuità (centri di addestramento, pensioni, ecc.).
L’efficacia di ogni vaccino è limitata nel tempo: affinché la copertura possa essere garantita in modo continuativo, è quindi importante rinnovarla attraverso i cosiddetti “richiami”, procedure con le quali, a cadenza regolare, il vaccino viene somministrato nuovamente.
Ogni richiamo richiede una sua periodicità: alcuni vaccini devono essere ripetuti ogni anno (è il caso della leptospirosi), mentre per altri può bastare un richiamo triennale.