Tag: truffe

  • Carte di debito e credito: 3,2 milioni di truffati in un anno

    Sono più di 3,2 milioni gli italiani che, in soli dodici mesi, hanno subito una truffa o un tentativo di truffa connesso alla propria carta di credito o debito; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*.

    E proprio durante il periodo estivo, considerando i molti italiani che trascorreranno le vacanze all’estero, l’utilizzo delle carte, e con esso il rischio frodi, aumenta. Per aiutare i viaggiatori a riconoscere i pericoli e evitare brutte sorprese, Facile.it ha stilato un vademecum in 10 punti.

    1. Le mie carte sono accettate all’estero? Le carte elettroniche, siano esse di debito, credito o prepagate, possono non essere accettate in tutto il mondo; per limitazioni della banca che le ha emesse o del circuito di pagamento cui si appoggiano. Per ovviare al primo caso, basta chiedere all’istituto di credito di abilitare la carta nel Paese in cui viaggerai; per ovviare al secondo… meglio dotarsi di una seconda carta accettata.
    2. Meglio prelevare con bancomat o carta di credito? La carta di credito solitamente ha commissioni più elevate (intorno al 4%) per il prelievo di denaro contante, mentre col bancomat più sovente vi è un costo fisso, il cui importo varia da banca a banca. A queste spese va sommata anche l’eventuale commissione per le operazioni effettuate con una valuta diversa dall’euro; per conoscere con precisione le condizioni applicata dall’istituto di credito, prima di partire meglio consultare i fascicoli informativi.
    3. E, anche, meglio pagare con bancomat o carta? Tutte le soluzioni – carte di credito, debito o prepagate – vanno bene per pagare al POS. Attenzione, però, ai limiti di spesa giornalieri; spesso le carte di debito e le prepagate hanno massimali più contenuti. Dal punto di vista dei costi, se l’operazione avviene in uno dei Paesi appartenenti all’area “Sepa” (Unione Europea e alcuni Stati extra UE ma aderenti), non ci sono commissioni; se invece ci si trova in uno Stato diverso da questi, potrebbero essere applicati dei costi aggiuntivi legati al cambio valuta.
    4. Scegli la valuta locale. In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di farlo in valuta locale anziché nella propria moneta; questo spesso consente di ottenere migliori condizioni di cambio valuta, evitando addebiti onerosi.
    5. E se mi obbligano a pagare con la carta di credito? In alcuni casi è obbligatorio pagare con una carta di credito, come ad esempio quando si noleggia un’automobile. Non si tratta di una truffa, ma di politiche aziendali; prima di scegliere con quale carta partire, assicurati che quella scelta sia accettata per i servizi che dovrai pagare.
    6. Furto o smarrimento carta, cosa fare? Nel caso ti rubassero o smarrissi la carta, ma anche se ti accorgessi di spese addebitate non effettuate da te, blocca immediatamente la carta. È possibile farlo telefonicamente contattando il proprio istituto di credito o, in alcuni casi, direttamente dall’app di Home Banking. Importante avere a portata di mano tutte le coordinate, a partire dal numero di telefono, per attivare la procedura di emergenza. Non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione. Importante da sapere è che, se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 50 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato interamente.
    7. Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, è fondamentale non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta. Se proprio avete bisogno di appuntarvelo da qualche parte, fate in modo di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile agli occhi dei malintenzionati.
    8. Un’app per tenere i conti sotto controllo… Oggi la maggior parte delle banche offre conti correnti e carte elettroniche che possono essere monitorati in tempo reale tramite app; questo vi permette di tenere sotto controllo movimenti e spese e intervenire tempestivamente in caso di necessità. Se vi trovate in Paesi esteri dove non potete contare su una connessione internet, potete attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, vi avviserà tramite SMS.
    9. La vacanza finisce, i rischi no! Una volta tornati a casa, il consiglio è di continuare a monitorare i propri conti e carte; i malfattori spesso agiscono anche a mesi di distanza dal furto dei dati, approfittando della distrazione dei legittimi proprietari.
    10. Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli?Affidare una carta di credito ad un ragazzo, magari al suo primo viaggio da solo, potrebbe essere pericoloso; come fare per limitare i rischi? La soluzione potrebbe essere una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori – da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe

    Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili.

    Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.

    «L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe», spiegano gli esperti di Facile.it. «Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone».

    I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

    «La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola – spiegano gli esperti di Facile.it – per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».

  • Bollette luce e gas: 4 milioni di italiani vittime di truffa

    Nell’ultimo anno 4 milioni di italiani sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell’ambito delle bollette luce e gas, ben il 28% in più rispetto all’anno precedente, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro, vale a dire oltre il doppio rispetto alla precedente rilevazione fatta a maggio 2022 (+152%). Numeri impressionanti, emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, che ha acceso i riflettori su un fenomeno in costante aumento e che ha spinto Facile.it e l’associazione Consumerismo No Profit a unire forze e competenze per dare vita al progetto Stop alle Truffe.

    L’iniziativa nasce proprio per offrire ai consumatori italiani un sito (www.stopalletruffe.it) dove trovare strumenti concreti per riconoscere i rischi ed evitare di cadere in trappola quando si è alle prese con il cambio di un fornitore luce e gas. Un contenitore ricco di contenuti che, attraverso articoli, video, guide, podcast e approfondimenti, spiega agli utenti quanto possa essere semplice individuare i segnali di pericolo e intervenire prima che sia troppo tardi.

    «Complici l’aumento dei prezzi e la voglia di risparmiare, sono sempre più frequenti i tentativi di truffa ai danni delle famiglie in ambito luce e gas; pertanto, insieme a Consumerismo No Profit, abbiamo voluto lanciare questo progetto che ha l’obiettivo di educare i consumatori e dare loro consigli concreti su come riconoscere e prevenire le truffe e, nel caso se ne sia già finiti vittima, denunciare l’accaduto e rimediare alla frode subita», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Luce e Gas di Facile.it «Mettiamo al servizio dei consumatori le nostre esperienze per dire, tutti insieme, Stop alle truffe.».

    Truffe bollette: i mezzi e le vittime prediletti

    L’indagine ha messo in evidenza come, all’interno delle principali voci di spesa familiare, le bollette luce e gas siano l’ambito più colpito dai malfattori che, per raggiungere le loro vittime, usano spesso il telefono o il porta a porta. Guardando alle modalità di truffa emerge che il finto call center è lo strumento più utilizzato per questo genere di frodi, con una percentuale che in un anno è passata dal 44% al 53%, mentre in un caso su cinque il truffatore ha bussato direttamente alla porta di casa della vittima (21%). Non mancano le frodi via web tanto è vero che, sempre secondo l’indagine, il 34% delle vittime è stato raggirato tramite una falsa e-mail, mentre il 14% attraverso un finto sito web, percentuale quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno (+90%). Cala, di contro, l’utilizzo da parte dei malfattori delle App di messaggistica istantanea e dei social network, che comunque rappresentano gli strumenti attraverso i quali sono stati truffati, rispettivamente, il 5% e il 4% dei rispondenti.

    «La buona notizia è che spesso basta davvero poco per non cadere in trappola. Le modalità con cui i truffatori cercano di raggirare le vittime sono sempre le stesse; pertanto, una volta individuati gli schemi ricorrenti, diventa semplice far scattare un campanello d’allarme prima che sia troppo tardi», spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. «Con questo progetto vogliamo dare ai consumatori gli strumenti per imparare a riconoscere i tentativi di truffa ed evitare di cadere in trappola».

    Dati interessanti sono emersi analizzando il profilo di chi è stato truffato o, comunque, ha subito un tentativo di frode: i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni si confermano essere la categoria prediletta dai malfattori, con una percentuale di vittime pari al 13,3% (a fronte di una media nazionale pari al 9,4%).

    Guardando al livello di istruzione di chi ha partecipato all’indagine, emerge che i più truffati sono, come nella precedente rilevazione, i rispondenti con un titolo di studio universitario, con una percentuale di vittime pari al 13%, valore in aumento del 31%.

    Suddividendo il campione su base territoriale, invece, emerge che se nella precedente rilevazione l’area più colpita dai truffatori era il Nord Est, quest’anno il triste primato spetta al Nord Ovest, con una percentuale pari all’11,6%.

    Come si comportano le vittime dopo una truffa? Quasi 6 su 10 hanno dichiarato di non aver denunciato l’accaduto (58%), percentuale pari ad oltre 2,3 milioni di individui; un dato che fa riflettere e che diventa ancor più preoccupante se si considera che il numero di persone che hanno adottato questo atteggiamento è aumentato (+37%) rispetto alla rilevazione precedente. Dietro alla scelta di non recarsi al commissariato di Polizia ci sono spesso ragioni legate all’importo della singola truffa, tanto è vero che il 35% ha dichiarato di non aver denunciato perché il danno economico subìto era contenuto, mentre il 25% perché era certo che non avrebbe comunque recuperato quanto perso.

    Fa riflettere vedere, invece, come sempre più vittime non denuncino la frode per ragioni psicologiche: il 19% perché “si sentiva ingenuo per esserci cascato” (in aumento del 27% rispetto alla precedente rilevazione), mentre il 10% perché “non voleva che i familiari lo scoprissero” (dato in crescita di oltre il 200%).

    «Se si cade in trappola non bisogna vergognarsi. Anzi, è fondamentale denunciare l’accaduto alle autorità, anche nel caso in cui il danno subìto sia contenuto», hanno dichiarato gli organizzatori dell’iniziativa. «La denuncia non solo può aiutare le vittime a recuperare i soldi persi, ma è anche un modo per fermare le truffe»

    La rilevanza del tema per i consumatori italiani ha fatto sì che le istituzioni sposassero l’iniziativa Stop alle Truffe, tanto che l’Onorevole Luciano Ciocchetti, deputato di FdI, ha così dichiarato:

    «È allarmante constatare che, nell’ultimo anno, il numero di italiani vittime di truffe legate alle bollette della luce e del gas sia cresciuto del 28%, con un danno economico che supera i 1,2 miliardi di euro. È un fenomeno in costante aumento che richiede l’attenzione di tutti noi. Sono quindi felice di sostenere l’iniziativa di Facile.it e Consumerismo No Profit, Stop alle Truffe, che offre ai cittadini italiani uno strumento concreto per riconoscere i pericoli e prevenirli. Grazie a questo progetto, i consumatori possono trovare informazioni utili su come evitare di cadere in trappola e denunciare eventuali truffe subite. Invito tutti i cittadini a fare la propria parte, educandosi e diffondendo le informazioni per dire insieme Stop alle truffe.».

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Carte elettroniche: oltre 2,8 milioni gli italiani truffati. Ecco come non cadere in trappola in vista degli acquisti natalizi

    Sono oltre 2,8 milioni gli italiani che, in soli 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito delle carte elettroniche e, con il Natale alle porte e i siti presi d’assalto, basta poco per cadere in trappola; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*.

    Per aiutare i consumatori a riconoscere i rischi quando si utilizzano carte di credito, debito o prepagate, il comparatore ha pubblicato un nuovo podcast (https://www.facile.it/podcast.html) con cinque semplici regole da seguire per mettersi al riparo dai malintenzionati:

    1.  La tecnologia può venire in nostro soccorso. Per tenere sempre sotto controllo i movimenti della carta è possibile attivare le notifiche SMS o quelle dell’App della banca così da ricevere un messaggio sul proprio smartphone nel momento in cui viene utilizzata una delle carte collegate al conto. Questo consente, in caso di furto, di intervenire immediatamente.
    2. L’estratto conto non è da sottovalutare. Il riepilogo delle spese, il cosiddetto estratto conto, è uno strumento molto importante, non solo per monitorare le uscite, ma anche per rilevare eventuali anomalie ed errori di pagamento come ad esempio un doppio addebito. In casi come questo, è bene sapere che normalmente si hanno a disposizione 60 giorni di tempo per disconoscere il pagamento.
    3. Attenzione ai pagamenti non tracciati. Quando fate acquisti online diffidate da richieste di pagamenti non tracciati come ad esempio la ricarica di una carta prepagata; è proprio questa la modalità preferita dai malfattori. Allo stesso modo, però, è bene fare attenzione anche a quei siti che non permettono metodi di pagamento alternativi alla carta di credito; la verità sta sempre nel mezzo.
    4. L’antivirus può fare la differenza. Che sia tramite smartphone o computer, quando si opera online è importante dotare il dispositivo di un antivirus così da proteggerlo da eventuali intrusioni. Bisogna evitare, inoltre, di scaricare programmi craccati o illegali perché possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del device… e per il nostro conto.
    5. Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, il consiglio è di non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta e, in ogni caso, di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile.

    Chi è caduto in trappola

    Come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it, in appena dodici mesi, più di 2,8 milioni di nostri connazionali (6,5%) sono stati truffati nell’ambito delle carte elettroniche con un danno economico medio pari a 196 euro.

    Più di 1 frode su 3 (37,7%), nel caso delle carte, è passata tramite un’email, mentre il 28,8% attraverso un falso sito web. Il 26,7%, invece, è stata portata a termine con un sms.

    Come si comportano i truffati dopo aver subito una frode legata ad una carta di debito, credito o prepagata? Il 30,8% di chi è caduto in trappola ha deciso di non denunciare; molti (più di 2 su tre) lo hanno fatto per ragioni economiche (il danno era basso o erano sicuri di non recuperare quanto perso), mentre l’11% per motivi di natura psicologica: “si sentivano ingenui per esserci cascati” o “avevano paura di essere scoperti dai familiari”.

    Le vittime predilette dei truffatori nell’ambito delle carte elettroniche sono soprattutto gli uomini (7,2% rispetto al 5,9% del campione femminile), gli appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni (13,3%) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (7,1% rispetto al 6,2% rilevato tra i non laureati).

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

     

  • Truffe: oltre 3 miliardi di euro persi dagli italiani nell’ultimo anno

    Sono 8,3 milioni gli italiani che, negli ultimi 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito di una delle principali voci di spesa familiare, con un danno economico stimato di oltre 3 miliardi di euro; questi i primi dati emersi dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat e presentata in occasione del lancio della nuova sezione di podcast sulla sicurezza (https://www.facile.it/podcast.html) a cura del comparatore.

    Secondo l’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, il 7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa legata alle utenze luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile, mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra i campi analizzati quello dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%).

    I danni economici

    Complessivamente, come evidenziato dall’indagine, a seguito delle truffe gli italiani hanno perso oltre 3 miliardi di euro. E se, in media, il valore economico è di 365 euro, il danno è ben più elevato tra i prestiti personali, dove chi è caduto in trappola ha perso, sempre in media, 1.490 euro; 279 euro persi per truffe ai conti correnti e 268 euro per l’RC auto/moto.

    «La troppa sicurezza o la distrazione che ciascuno di noi può avere sono spesso i motivi principali per cui si cade in trappola», spiega Tobias Stuber, CEO di Facile.it. «In realtà prendere poche e semplici precauzioni ci può mettere al riparo dalle frodi consentendoci di godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Proprio per insegnare ai consumatori come riconoscere una truffa e difendersi da essa, abbiamo arricchito il nostro spazio sicurezza con un nuovo strumento, quello dei podcast, dove con 5 semplici consigli diamo a ciascuno i mezzi adatti per tutelarsi dai principali rischi.».

    I canali più usati dai malfattori

    I consigli di Facile.it nascono anche dall’analisi degli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi. Nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite SMS (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche). Va detto, però, che ogni settore ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%).

    La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle App di messaggistica istantanea, attraverso cui sono stati truffati, secondo le loro dichiarazioni, circa il 9% dei rispondenti.

    Più di 4 su 10 non denunciano

    Cosa accade dopo la truffa? Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode; il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali.

    Per quali motivi non si fa? Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso.

    Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica; il 15,1% ha detto che si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero.

    «Abbiamo una spiccata tendenza a preservare la nostra reputazione», spiega il prof. Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano «per cui denunciare una truffa di questo tipo può significare per alcuni ammettere, a sé stessi e agli altri, che non siamo stati “furbi” a sufficienza per difenderci da un malfattore che ha agito comunque anche grazie alla nostra involontaria “complicità”. Spesso una eccessiva paura di fare brutta figura, tema dominante oggi nella nostra società, agisce in favore dell’impunità.».

    La scelta di non denunciare risulta ancora meno comprensibile se si considera che il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

    «La buona notizia è che, secondo quanto emerso dall’analisi, oggi gli italiani cominciano a capire meglio come difendersi – continua Stuber – il 43,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver adottato anche semplici strategie, come ad esempio non rispondere a contatti sconosciuti o non dare informazioni sensibili a soggetti non verificati, solo dopo aver subito la truffa.».

    Identikit dei truffati

    Vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (22,5% rispetto al 15,7% del campione femminile) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (23,3% rispetto al 17% rilevato tra i non laureati).

    «Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – continua Castelnuovo – in quanto le truffe utilizzano raffinate tecniche di persuasione che agiscono su più piani (cognitivo, emotivo, ecc.). Se sulla parte cognitiva possiamo difenderci, quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati.».

    Dal punto di vista anagrafico emerge che, a cadere in trappola, sono più sovente i giovani nella fascia di età 18-24 anni (31,6% vs 15% fascia 65-74 anni) mentre, a livello territoriale, sono i residenti nel Nord Italia (Nord Est 22,3% – Nord Ovest 21%).

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

  • Bollette luce e gas: arrivano i rincari, occhio alle truffe

    A partire dal 1° ottobre le tariffe luce e gas del mercato tutelato sono aumentate sensibilmente, rispettivamente del 15,6% e del’11,4%; per evitare il salasso, quindi, molti italiani si attiveranno per cambiare operatore energetico, ma è proprio in periodi come questi che i tentativi di truffa si moltiplicano e, pertanto, è necessario prestare particolare attenzione. I costi energetici, in realtà, sono già da tempo tra le spese meno amate dagli italiani; come emerso da una recente indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, il 61% degli intervistati ha dichiarato di voler tagliare la bolletta elettrica mentre poco meno, il 52%, vorrebbe ridurre quella del gas. Percentuali destinate a salire alla luce dei recenti rincari tariffari del mercato tutelato che, secondo gli ultimi dati ufficiali, conta ancora circa 15.000.000 di clienti.

    Per evitare che gli italiani alla ricerca di un nuovo operatore energetico cadano vittima di raggiri, Facile.it ha redatto un breve vademecum per riconoscere i principali pericoli e mettersi al riparo dai tentativi di truffa.

    • Il pericolo ha mille volti

    Quando si parla di bollette luce e gas, è bene prestare attenzione su più fronti perché le frodi possono colpirci in modi, e attraverso canali, molto diversi tra loro. Ci sono truffatori che tentano il primo approccio attraverso un’e-mail che, in risposta ad essa o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali; ci sono altri malintenzionati che provano a carpire informazioni telefonandovi a casa o sul cellulare o, addirittura, frodatori che si presentano alla porta di casa suonandovi il campanello.

    In ogni caso, ponete attenzione a come il presunto addetto si interfaccia con voi: prima di tutto deve qualificarsi in modo tale che voi possiate verificarne l’identità e l’effettiva appartenenza allo staff dell’azienda per la quale dice di contattarvi.

    Dovete poi rifiutare nel momento in cui qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento chiedendovi di entrare; non è così che operano le aziende del settore e, mai ed in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono ai propri addetti di riscuotere denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio. Se dovesse succedere…metteteli fuori dalla porta.

    • Non sempre la fretta porta a vantaggi

    Più di 1 volta su 2 (60% dei casi), come emerge dalla ricerca di mUp Research per Facile.it, il motivo che spinge i clienti a cercare un nuovo fornitore di luce e gas è la ricerca di un prezzo migliore rispetto a quello che si sta pagando. I truffatori sfruttano questa opportunità per attirare l’attenzione dei clienti insoddisfatti, cercando di convincerli che l’azienda con cui hanno in essere il contratto stia per aumentare le tariffe applicate o che sia ormai prossima al fallimento, portando a danni economici e pratici molto gravi.

    In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi mai prendere dalla fretta. Qualsiasi proposta vi venga fatta deve essere accompagnata da un contratto scritto, che vi deve essere inviato in modo tale da analizzarlo con calma e verificare, grazie anche agli sportelli di aiuto dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), sia la correttezza delle informazioni offerte, sia che la società proponente abbia l’autorizzazione ad operare e sia regolarmente riconosciuta dall’autorità.

    In cima ad ogni bolletta si trova sempre lo stesso codice alfanumerico, anche se nel corso del tempo avete cambiato fornitore.

    Questo codice, che si chiama POD per l’energia elettrica e PDR per il gas, identifica in modo univoco la fornitura e, in qualche maniera, è ciò che protegge la vostra utenza: dato che senza di esso nessuno può procedere ad un cambio di operatore, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire all’ignaro cliente.

    Chi vi fornisce l’energia non ha senso che vi chieda di dargli il vostro codice POD o PDR perché dovrebbe già conoscerlo, quindi nel momento in cui si dovesse presentare un presunto rappresentante dell’azienda a richiedere questa informazione, fate subito suonare il campanello di allarme e chiudete ogni tipo di relazione.

    • Attenzione alle voci della bolletta e a quello che dite

    In primo luogo, ricordatevi sempre che un contratto di utenza è valido soltanto nel momento in cui esiste una doppia conferma da parte vostra; conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici, (Sì, No, Lo confermo) se dovessero chiamarvi da un call center che vi insospettisce, perché queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.

    In secondo luogo, fate molta attenzione quando ricevete la bolletta: non limitatevi a guardare l’importo da pagare, ma osservate anche le voci che concorrono al totale; se appaiono diciture come “cessazione contratto” o altre che vi insospettiscono contattate subito il fornitore e, se il caso, sia l’autorità Garante della concorrenza sia l’ARERA.

    • Se avete sbagliato, non abbiate paura; si può sempre rimediare

    Se siete già caduti nella trappola, per ingenuità o distrazione, non perdetevi d’animo perché ci sono diversi modi per uscirne. Prima di tutto potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo nel caso in cui abbiate modo di dimostrare che la firma sul contratto non è vostra o vi sia stata estorta con l’inganno. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo, inoltre, che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente.

    Nel caso in cui, invece, abbiate semplicemente cambiato idea, potete recedere dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della vostra scelta, avvalendovi del cosiddetto “diritto di ripensamento”. Attenti, però, che in questi casi ci sono tempi ben definiti da rispettare: massimo 14 giorni dalla firma dell’accettazione della proposta se si tratta di una vendita a domicilio o dall’invio della conferma scritta o della registrazione della conferma vocale con ricezione dei codici di accesso al sito del venditore se la vendita è avvenuta tramite telefono. Nel caso in cui, invece, il nuovo fornitore ometta di comunicare le modalità di esercizio del diritto di ripensamento il termine sarà di 12 mesi.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • 8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nel 2019

    Dall’RC auto alle carte di credito, dalle utenze domestiche ai conti correnti; sono molti gli italiani che cercano di risparmiare e molti anche i tentativi di truffa ai danni dei consumatori; secondo l’indagine che Facile.it, in occasione del lancio del progetto Spazio Sicurezza ha commissionato a mUp Research, nel 2019 addirittura il 19% dei rispondenti, pari a circa 8,3 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto vittima di una truffa, on o offline.

    L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*, ha analizzato gli ambiti più comunemente presi di mira dai malintenzionati: le assicurazioni auto e moto, le tariffe di telefonia mobile e fissa, la fornitura di energia elettrica e di gas, i prestiti personali, i conti correnti e le carte elettroniche.

    «Oggi è possibile trovare moltissime opportunità di risparmio, ma per goderne appieno bisogna saper riconoscere i rischi così da evitare le truffe», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «La buona notizia è che per proteggersi dagli attacchi molto spesso basta applicare alcuni semplici accorgimenti per non cadere in trappola. Per questo motivo abbiamo lanciato il progetto Spazio Sicurezza, una nuova sezione del sito Facile.it che racchiude guide e consigli su come riconoscere i tentativi di raggiro ed evitare brutte sorprese.».

    Ecco a quali ambiti prestare più attenzione

    Analizzando i dati a livello complessivo si scopre che se ad essere truffati sono stati in misura identica uomini e donne (19%), i risultati variano significativamente a livello territoriale; al Sud e nelle Isole la percentuale di rispondenti che ha dichiarato di aver subito una truffa lo scorso anno è pari al 21%, mentre i più attenti risultano essere stati i residenti nelle regioni del Centro Italia (16%).

    L’ambito in cui i consumatori sembrano cadere più frequentemente vittima di frodi, è quello della telefonia mobile; secondo l’indagine, il 6% degli intervistati ha ammesso di aver subito una truffa in questo campo.

    Al secondo posto, parimerito, ci sono le carte elettroniche e le utenze luce e gas, ambiti nei quali il 5% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato. Guardando più da vicino le carte elettroniche emerge che ad essere caduti in trappola sono stati, in percentuale, più gli uomini (6% rispetto al 5% del campione femminile) e i residenti al Sud e nelle Isole (7%).

    Seguono i servizi di telefonia fissa e internet casa; nel 2019 sono caduti vittima di truffe in questo ambito il 4% dei rispondenti, ancora una volta in percentuale più alta gli uomini (5% rispetto al 4% delle donne) e i residenti al Meridione (5%).

    Percentuale più bassa, ma non per questo da sottovalutare, per gli altri settori analizzati; nelle assicurazioni auto e moto, nei conti correnti e nei prestiti personali solo l’1% degli intervistati ha ammesso di essere stato raggirato.

     

     

    * Metodologia: n. 937 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 14 e il 15 gennaio 2020.

     

  • Truffe e ADSL: dalla bolletta non pagata al finto consulente. Ecco come difendersi

    Secondo un’indagine* condotta da mUp Research eNorstat per Facile.it, nel 2018 il 38,9% dei consumatori italiani con età compresa fra i 18 ed i 74 anni ha dichiarato che desidererebbe risparmiare sui costi di telefonia ADSL e fibra ottica eppure, sempre secondo la stessa analisi, solo il 15,7% è effettivamente riuscito a farlo.

    Un desiderio così forte porta troppo spesso ad abbassare le difese, magari abbagliati da un’offerta che, sulla carta, ci pare irrinunciabile, ma poi si rivela tutt’altro. È proprio così che riescono a far breccia (anche nel portafogli) i maleintenzionati; per difendersi da loro, e anche per capire se realmente stiamo usufruendo del servizio per cui paghiamo, Facile.it ha creato un breve vademecum in 5 punti a tutela di chi è alla ricerca di un nuovo contratto di telefonia ADSL o fibra ottica.

     

    1) Non dare mai soldi a tecnici o simili

    La prima e più comune truffa del mondo ADSL riguarda la richiesta di pagamenti aggiuntivi da parte di tecnici, o presunti tali, che bussano alla porta di chi ha appena richiesto l’attivazione di una nuova linea ADSL. In realtà, le compagnie di telecomunicazione, al fine di evitare queste truffe, non prevedono il pagamento dei servizi in loco, ma gestiscono tutto centralmente attraverso il pagamento con bollettino, Iban o carta di credito. Se qualcuno vi dovesse chiedere un pagamento in contanti o comunque attraverso metodi diversi da quelli tracciabili…mettetelo alla porta!

     

    2) La bolletta non pagata e il codice di migrazione

    Se un misterioso operatore telefonico vi contatta sostenendo che al vostro fornitore risultano diverse bollette non pagate, ma voi sapete il contrario, probabilmente si tratta di una truffa. Negli ultimi anni si sono purtroppo registrati molti casi di consulenti telefonici che sostenevano di chiamare per conto dell’operatore del cliente e, con la scusa di dover verificare il corretto pagamento delle bollette, chiedevano IBAN e codice di migrazione (il codice di cui l’utente dispone per cambiare operatore telefonico). Agli occhi dell’ignaro consumatore, la credibilità di chi telefona è solitamente accresciuta dal fatto che questi disponga di tutti o alcuni dati della linea ADSL del cliente e prontamente, per convincere l’utente, glieli comunicano telefonicamente.

    Ricordate che la telefonata che state vivendo è di sicuro registrata, fate attenzione a quello che dite perché, con un abile lavoro di taglio delle vostre risposte, potreste trovarvi ad aver sottoscritto un nuovo contratto senza saperne nulla. Se avete davvero il dubbio di non aver saldato alcuni conti, collegatevi alla vostra area riservata sul sito dell’operatore o anche, semplicemente, chiamatelo voi.

     

    3) Il finto consulente

    Lo schema tipico di questa frode comincia con l’utente che riceve una telefonata da un soggetto che si presenta come dipendente dell’azienda di telefonia con cui il cliente ha il contratto e che, senza un reale motivo valido, insiste per concordare un incontro di persona.

    Spesso ad essere presi di mira in questo caso sono le persone anziane con cui il finto consulente fa uso smodato di anglicismi, gergo tecnico e informazioni nebulose. La vittima, confuso da quelle parole ed ingolosito dalla possibilità di accedere ad offerte vantaggiose, potrebbe cascare nella truffa e comunicare il numero di carta di credito, oppure accettare un appuntamento di persona presso il proprio domicilio. In questo ultimo caso, i truffatori con tutta probabilità si presenteranno con documenti falsi e distrarranno il proprietario per compiere dei furti. Ancora una volta, mai accettare di incontrare persone che si fingono consulenti; le compagnie telefoniche prediligono sempre il canale a distanza, se avete dei dubbi potete verificare l’effettiva esistenza dell’offerta che vi viene proposta attraverso il sito internet dell’azienda.

     

    4) Occhio ai costi nascosti!

    In questo caso non si tratta di una vera e propria truffa, ma può capitare che alcuni operatori telefonici tendano a presentare il proprio prezzo in maniera fumosa e non chiara, magari omettendo i cosiddetti costi nascosti, che in sede di pagamento gonfiano notevolmente la bolletta.
    Questi possono assumere la forma, ad esempio, di costi di attivazione, costi di invioo noleggio del modem o, ancora, partecipazione ad alcuni servizi a pagamento. Prima di sottoscrivere con entusiasmo un nuovo contratto, quindi, prendetevi il tempo di leggere con attenzione tutte le clausole e se ancora avete dubbi, fate tutte le domand che ritenete opportune; è un vostro assoluto diritto.

     

    5) La velocità di connessione…è davvero quella che immagino?

    La velocità garantita della connessione internet è un altro tema che a volte assume caratteri e contorni fumosi. Per fare chiarezza, distinguiamo tre terminologie utili a comprendere la questione:

    –  Velocità dichiarata, è la velocità dichiarata dall’operatore telefonico per una determinata offerta internet.
    – Velocità minima garantita, è la velocità minima che per legge l’operatore deve garantire all’utente per una determinata offerta.
    – Velocità effettiva, è la velocità effettiva con la quale l’utente naviga. Esistono numerosi strumenti online per verificare la velocità di upload e di download della propria connessione. Il software ufficiale, raccomandato da AGcom per la verifica della connessione è scaricabile al seguente sito: https://www.misurainternet.it/.

    Può capitare che la velocità dichiarata sia molto superiore alle prestazioni della connessione; se attraverso uno speedtest si rileva che la velocità minima garantita non viene raggiunta ripetute volte, il contratto può essere impugnato per ottenere migliori condizioni dall’operatore o, nel caso, la rescissione del vincolo.

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Trading online: attenzione alle truffe telefoniche

    Risultano sempre più in aumento i casi di persone che denunciano di essere stati truffati dopo aver investito denaro in piattaforme di trading online.

    Il comune denominatore di queste denunce è il modo in cui i truffatori abbiano adescato le proprie vittime. In tutti i casi i malcapitati sono stati contattati telefonicamente da improbabili broker che si sono offerti come consulenti finanziari e hanno offerto guadagni enormi in poche settimane.

    Se il chiamante riesce a convincere la persona contattata, la vittima del raggiro verserà il denaro sul conto indicato, che non sarà investito ma sarà fatto sparire immediatamente dal truffatore.

    È importante investire solo in piattaforme riconosciute e regolamentate, a tal proposito sul sito della Consob è possibile visualizzare l’elenco aggiornato.

    Oltretutto difficilmente le piattaforme serie telefonano senza prima essere state contattate dal cliente. Nella maggior parte dei casi quindi, se si riceve una telefonata da un broker sconosciuto, è molto facile si tratti di un impostore.

    A tal proposito sul sito tellows.it sono molti i numeri segnalati dagli utenti come trader truffatori.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2019/05/trading-online-attenzione-alle-truffe/

     

     

     

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

     

    Contatti:

    Christian Anton

    tellows ltd.

    Eschenring 6

    04828 Bennewitz

    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Come disattivare abbonamenti indesiderati sul proprio cellulare

    Gli abbonamenti indesiderati che vengono attivati sul cellulare possono risultare, oltre che fastidiosi, anche molto onerosi in quanto possono costare fino a 5 euro a settimana.

    È possibile però disattivare questi servizi a pagamento e richiedere il rimborso del totale speso.

    Per verificare se ci siano abbonamenti attivi, il consiglio di tellows, noto sito web che da anni combatte contro le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche, è quello di chiamare il proprio operatore telefonico e chiedere se ci siano o meno sottoscrizioni a pagamento.

    In caso di risposta affermativa dell’operatore, sarà sufficiente chiedere la disattivazione del servizio in abbonamento. È possibile inoltre chiedere il blocco completo, in modo da non trovarsi, in futuro, di nuovo abbonati ad altri servizi.

    Il rimborso da parte dell’operatore telefonico spetta di diritto al consumatore, quando la richiesta viene effettuata entro breve tempo dall’attivazione, generalmente entro 7/10 giorni.

    Per richiedere invece un rimborso per abbonamenti attivati meno recentemente, qualora questo non venga concesso per intero dal proprio operatore, sarà necessario contattare l’AGCOM al numero verde 800185060 ed un operatore indicherà come procedere.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2019/05/come-scoprire-se-ci-sono-abbonamenti-attivi-sul-cellulare-e-come-disattivarli/

     

     

     

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

     

    Contatti:

    Christian Anton

    tellows ltd.

    Eschenring 6

    04828 Bennewitz

    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • La truffa del Postamat, come funziona e come prevenirla

    Sembra che nell’ultimo periodo, in Italia, sia molto diffusa un nuovo tipo di truffa legata al mondo delle vendite online.  La particolarità sta nel fatto che la persona truffata durante l’atto di compravendita sia il venditore e non il compratore.

    Aumentano infatti di giorno in giorno le segnalazioni e le denunce di malcapitati che sono rimasti vittime di questo raggiro.

     

    Come funziona nel dettaglio:

    Dopo aver messo in vendita un oggetto, il venditore viene contattato dal fino compratore che pattuita la cifra di vendita, lo invita a recarsi ad uno sportello Postamat per ricevere il denaro tramite vaglia postale online. Seguendo però le istruzioni dettate telefonicamente dall’acquirente, il venditore inserirà la sua carta nello sportello e invierà il denaro sulla postepay del truffatore, anziché riceverlo.

     

    Come prevenire la truffa:

    Non utilizzare metodi di pagamento sconosciuti e nel caso informarsi con il proprio istituto di credito sulla veridicità dell’operazione. È importante, da questo lato, evitare di concludere vendite frettolose e durante la sera o il fine settimana, quando quindi le banche e gli sportelli postali sono chiusi.  È possibile anche controllare su tellows il numero di telefono da cui si è stati contattati e verificare quindi eventuali segnalazioni in merito.

     

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2019/04/truffa-del-postamat-come-prevenirla/

     

     

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

     

    Contatti:

    Christian Anton

    tellows ltd.

    Eschenring 6

    04828 Bennewitz

     

    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Difendersi dalle Ping Call grazie a tellows

    Tra le telefonate indesiderate che ogni giorno disturbano gli italiani, ci sono senza dubbio anche quelle che hanno come scopo quello di rubare il denaro della vittima in diversi modi: le cosiddette Ping Call.

    Si tratta di telefonate che arrivano da numeri stranieri, principalmente da Tunisa, Kosovo e Macedonia, che se portate a termine azzerano il credito del raggirato.

    Come funziona nel dettaglio?

    Il chiamante effettua una telefonata, solitamente da un numero internazionale, per poi riattaccare dopo pochi secondi; chi riceve la chiamata sarà indotto a pensare che sia caduta la linea oppure, nel caso non fosse veloce a rispondere, troverà una chiamata senza risposta sul proprio cellulare.

    Lo scopo è quindi quello di invitare la potenziale vittima a richiamare il numero e in questo modo si attiverà la vera e propria truffa; il credito telefonico viene infatti scalato in pochi secondi, attraverso l’attivazione di costosi abbonamenti.

    Gli utenti di www.tellows.it riportano ogni giorno nuovi numeri che effettuano questo tipo di chiamate, sottolineando che è possibile riceverne diverse nel giro di poche ore, anche da numeri diversi. Grazie a queste segnalazioni, tutti i membri della community possono controllare in tempo reale l’affidabilità di un numero prima di richiamarlo.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2019/03/allarme-ping-call-richiami-e-sei-truffato/

     

     

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

     

    Contatti:

    Christian Anton

    tellows ltd.

    Eschenring 6

    04828 Bennewitz

     

    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Studio tellows – La pubblicità aggressiva rimane un grosso problema in molti paesi

    Le chiamate indesiderate da numeri sconosciuti rappresentano ancora un grosso problema in molti paesi. Ogni giorno nuovi numeri di telefono vengono riportati dai nostri utenti sulla piattaforma online tellows.it con lo scopo di avvertirsi reciprocamente di eventuali chiamate a rischio. Di recente tellows ha condotto uno studio per analizzare i vari tipi di chiamata nei differenti paesi. Come comunità online che fornisce informazioni sui numeri di telefono, tellows ha lo scopo di scoprire quali tipo di chiamate sono spesso segnalate nei diversi paesi.

    I vari tipi di chiamate includono terrorismo telefonico, pubblicità aggressiva, telemarketing, indagini di mercato, ping call, aziende di recupero crediti, giochi a premi e sconosciuti. Ogni categoria indica lo scopo della chiamata per ogni numero. Nove paesi, in cui tellows ha un numero elevato di utenti, sono stati analizzati e confrontati tra loro.

    Come risultato, la pubblicità aggressiva rappresenta il tipo di chiamata più frequentemente segnalato in 3 paesi su 9, inclusa l’Italia. Anche il telemarketing ha una percentuale alta, essendo uno dei motivi per cui i numeri vengono maggiormente segnalati. Al contrario, il telemarketing non è un problema in Spagna, Messico e Brasile. In questi tre paesi la maggior parte dei numeri segnalati sono riportati come truffe telefoniche. Questo significa che chi chiama cerca di rubare il denaro degli utenti in vari modi.

    Solo in Italia le chiamate segnalate come pubblicità aggressiva sono ben il 43% del totale. A seguire troviamo le chiamate segnalate come truffa con una percentuale del 18%. Anche le società di recupero crediti mostrano un’alta percentuale con il 12% dell’intero grafico.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo https://blog.tellows.it/2019/03/studio-tellows-ii-la-pubblicita-aggressiva-colpisce-l-italia/

    Ulteriori Links:
    Website: https://www.tellows.it
    Blog: https://blog.tellows.it
    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/
    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows
    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

    Contatti:
    Christian Anton
    tellows ltd.
    Eschenring 6
    04828 Bennewitz

    Tel.: +49 341- 35540902
    Mobil: 0152 – 28754986
    Fax: +49 341 – 35540902
    E-Mail: [email protected]
    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291
    Managing director: Stefan Rick

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Vishing: evitare truffe non fornendo dati personali

    Il mese di Ottobre è stato scelto dall’UE come European Cyber Security Month (ECSM) con lo scopo di avviare una campagna di consapevolezza tra i cittadini e le organizzazioni per promuovere la sicurezza informatica e per evitare che sempre a più utenti vengano sottratti dati personali, finanziari e professionali.
    Ultimamente si sente parlare sempre di più dei fenomeni di Phishing, Smishing e Vishing che oggigiorno danno non pochi problemi a molti utenti.

    Con Phishing si intende una pratica utilizzata per sottrarre agli utenti dati personali, come ad esempio nome e cognome, indirizzo, numero di telefono e email, e dati finanziari come il codice iban e pin personali. L’utente riceve delle email che riportano come mittente il nome di organizzazioni accreditate nelle quali viene richiesto l’invio di dati oppure di inserirli dopo aver cliccato a un link.

    Con Smishing si intende una pratica ancora più utilizzata per rubare i dati personali attraverso gli smartphone; la pratica è simile, in questo caso però vengono inviati agli utenti sms, messaggi Whatsapp o messaggi privati su piattaforme telematiche in cui si richiede l’invio di dati privati.

    L’ultimo fenomeno è Il Vishing o frode telefonica. Gli utenti ricevono delle email in cui si richiedono i propri dettagli finanziari e viene allegato un numero telefonico da contattare. Le vittime dunque chiamano al numero indicato fornendo i dati richiesti.

    Si consiglia pertanto di stare sempre attenti e verificare l’identità del chiamante, non fornire i propri dati personali, professionali o finanziari per telefono e non trasferire mai soldi ad altri conti correnti.

    Molti utenti lasciano commenti riguardo alle loro esperienze sull´App tellows, dove è possibile conoscere la pericolosità e l’identità di un numero per evitare di essere truffati e raggirati.

    Per maggiori informazioni: https://blog.tellows.it/2018/10/vishing-come-evitare-di-fornire-i-propri-dati-a-chi-vuole-solo-truffarti/

    Ulteriori Links:
    Website: https://www.tellows.it
    Blog: https://blog.tellows.it
    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/
    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows
    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

    Contatti:
    Christian Anton
    tellows ltd.
    Eschenring 6
    04828 Bennewitz

    Tel.: +49 341- 35540902
    Mobil: 0152 – 28754986
    Fax: +49 341 – 35540902
    E-Mail: [email protected]
    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291
    Managing director: Stefan Rick

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Riforma telemarketing, quanto dobbiamo aspettare

    Nella giornata di ieri il Garante della Privacy ha comunicato al quotidiano “La Repubblica”, di essere in ritardo con il decreto che regolerà le chiamate pubblicitarie. La riforma in questione è infatti bloccata a Palazzo Chigi da mesi in attesa dell’attuazione della legge “Nuove norme sul telemarketing”, approvata al parlamento nel dicembre 2017.
    Andiamo a vedere nello specifico cosa andrebbe a modificare questa riforma.
    Innanzitutto sarebbe finalmente possibile iscrivere al Registro delle Opposizioni anche i numeri privati e quelli di telefonia mobile mentre attualmente lo si può fare solo con i numeri dei telefoni fissi. Questo significherebbe una maggiore protezione degli utenti e dei loro dati personali.
    Cosa succede quando ci si iscrive al Registro delle Opposizioni? Molto semplice, si ottiene immediatamente la revoca di tutti i consensi precedentemente espressi dall’utente in materia di trattamento dei propri recapiti telefonici.
    Inoltre in caso di violazione della riforma sarebbero previste pesanti sanzioni per i trasgressori fino alla sospensione o cessione dell’attività. La legge prevede anche il divieto stretto di trasferire a terzi i dati personali degli iscritti al registro per scopi pubblicitari o di vendita e verrà vietato utilizzo di compositori telefonici per la ricerca automatica di numeri non presenti negli elenchi degli abbonati.
    Purtroppo però a volte neanche la legge riesce a fermare i call center o i venditori online che continuano a disturbarci senza sosta.
    Ecco perché tramite un lavoro costante, noi di tellows ci impegniamo per proteggere i nostri utenti da telefonate pericolose, telemarketing aggressivo e truffe telefoniche che sono sempre più frequenti. Proprio per questo motivo chiediamo il vostro aiuto, solo con un lavoro di gruppo e grazie alle vostre segnalazioni possiamo proteggerci a vicenda da coloro che vogliono solo disturbarci o prendere i nostri dati o i nostri soldi!
    Per maggiori informazioni: https://blog.tellows.it/2018/10/riforma-telemarketing-quanto-dobbiamo-aspettare/

    Ulteriori Links:
    Website: https://www.tellows.it
    Blog: https://blog.tellows.it
    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/
    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows
    iPhone App: https://itunes.apple.com/it/app/tellows-caller-id-block/id1166263660?mt=8

    Contatti:
    Christian Anton
    tellows ltd.
    Eschenring 6
    04828 Bennewitz

    Tel.: +49 341- 35540902
    Mobil: 0152 – 28754986
    Fax: +49 341 – 35540902
    E-Mail: [email protected]
    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291
    Managing director: Stefan Rick

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • la lotta in difesa dei lavoratori continua !!!

    Il SIULC, da anni e in tempi non sospetti, ha sempre denunciato ai vari Governi e Prefetture le centinaia di scandali che stavano per accadere all’interno della Vigilanza Privata che portava a migliaia di licenziamenti e a miliardari danni alle casse dello Stato con l’arricchimento dei “soliti” IMPRENDITORI D’ASSALTO.

    Miliardi e miliardi di euro che sono stati oggetto delle numerose nostre denunce alla Procura della Repubblica, che hanno portato a casi eclatanti e scoperte di truffe plurimilionarie e con le Prefetture che sembrano totalmente obnubilate ed, “apparentemente”, incapaci di mettere ordine alla lunga sequela di quelle truffe ingegnerizzate che, dopo un ventennio, continuano senza nessuna sosta ed intervento se non quello della Magistratura da noi adita.

    Le sempre piu’ obnubilate Prefetture non riescono nemmeno a far applicare il cd. Decreto Maroni. In quanto ad attività prevenzione, “determinate Prefetture”, in questo ambito, sembra, non sappiano nemmeno cosia sia.

    E’ uno scandalo al sole, sistematico e ben rodato, quello del prosciugamento di risorse pubbliche tramite gli Istituti di Vigilanza, che hanno stra-arricchito alcuni “personaggi” sempre in “auge” che si servono di prestanomi, forse della mafia e/o della camorra?,  che hanno sempre, e sempre piu’ stranamente, le porte degli Enti pubblici “sempre aperte” nonostante si sia aggiunta la dichiarazione del Ministro dell’Interno che certifica che il 70% degli Istituti di Vigilanza non sono in regola con la Legge.

    Ma alcune Prefetture sembrano affette dalla malattia del “non interventismo” che sta portando a collassi sempre piu’ miliardari delle casse dello Stato.

    Oggi, il SIULC ed i lavoratori della Vigilanza Privata, le ennesime vittime del SISTEMA SICUREZZA PRIVATA”, sono all’esterno della sede Rai di Napoli in un sit-in permanente affinchè questo scandalo che investe l’Italia veda una fine e che i Lavoratori  – vittime defraudate possano, finalmente, vedere i loro diritti salvaguardati come i livelli occupazionali.

    Avevamo anche chiesto l’Istituzione del Registro delle Guardie Giurate, da dove fare assunzioni da parte dei “nuovi” Istituti di Vigilanza, ma invece si preferisce rilasciare migliaia e migliaia di nuovi porta d’arma facendo girare, per tutta l’Italia, un numero impressionante di armi che potrebbe armare almeno due eserciti.

    Tutto questo sempre, da venti anni, sotto gli occhi dei “soliti” Enti Pubblici che, stante questi scandali multimilionari, e per il loro “atteggiamento accanitamente non interventista” avrebbero bisogno di essere “radiografati ed esaminati” molto a fondo da parte della Magistratura perché, ormai e da troppo tempo, si sente puzza di bruciato tanto che sembra ci sia un incendio in atto.

    Basta alla truffa dei diritti dei lavoratori!!! Questo miliardario teatrino ultraventennale quando finirà???

    La lotta continua, affinchè i diritti degli onesti possano essere, finalmente, riconosciuti in questa Italia moralmente ed istituzionalmente apparentemente corrotta e alla deriva.

    Quarto, 22 dicembre 2016                                                                         il Segretario Nazionale

    DI BONITO Salvatore

    www.siulc.it – e-mail: [email protected]  – PEC  [email protected]

    Tel. 329.4218633 – 081.8761988  –  Fax  081.8060617 – 081.4620252