Tag: trasporto con bisarca

  • Autotrasporto: le principali misure della Legge di Bilancio 2020

    Dalla questione accise e DUC agli incentivi per il rinnovo parco mezzi, sono diverse le misure dedicate al trasporto merci su gomma e il trasporto con bisarca contenute nella Legge di Bilancio 2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.304 del 30/12/2019.

    Si comincia con importanti novità sul rimborso accise, per il quale sono stati modificati i parametri per accedere al beneficio: al fine di promuovere il principio di sostenibilità ambientale, dal 1° ottobre 2020 saranno esclusi dal rimborso tutti i veicoli Euro 3 o inferiore, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli Euro 4. A fare da contrappeso a queste penalizzazioni, il Decreto Fiscale collegato alla Manovra stabilisce nuove risorse per il rinnovo dei veicoli delle imprese di autotrasporto per investimenti effettuati fino al 30 settembre 2020 destinati all’acquisto di mezzi di nuova generazione. Il contributo varia da un minimo di 2 mila euro a un massimo di 20 mila euro.

    Strettamente collegato agli incentivi è il tema della transazione ecologica. Entro il 31 gennaio 2021 sarà istituita presso il Ministero dell’Ambiente una Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la riduzione dei sussidi ambientali dannosi allo scopo di ridefinire il sistema delle esenzioni in materia di trasporto merci entro il 31 ottobre 2020 e a partire dal 2021, e allo stesso tempo sostenere innovazione e investimenti per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030.

    Un obiettivo raggiungibile anche con lo sviluppo del trasporto intermodale. A tal proposito, sono previste ulteriori risorse per il trasporto combinato marittimo (Marebonus) per cui la spesa autorizzata per il 2021 è pari a 20 milioni di euro, e quello combinato su rotaia (Ferrobonus), per il quale sono stati stanziati 14 milioni di euro per il 2020 e 25 milioni per il 2021.

    Ci sono importanti novità anche per la concessione o esposizione pubblicitaria sui veicoli. Dal 2021 sarà istituito il canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione al fine di accorpare le entrate relative all’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari; resta invariata l’attuale disciplina sulla pubblicità dei veicoli per le impresse di trasporto.

    Infine, un altro tema fondamentale per l’autotrasporto, ovvero il Documento Unico di Circolazione (DUC): sarà il MIT con propri decreti a definire modalità e termini per la graduale utilizzazione, da completare entro il 31 ottobre 2020, delle procedure telematiche di rilascio

  • Mercato rimorchi e semirimorchi: il bilancio del 2019

    “Siamo di fronte a un anno critico”. È con queste parole che Sandro Mantella – Coordinatore Rimorchi, Semirimorchi e allestimenti UNRAE – ha commentato i dati 2019 del mercato di riferimento, che è parte integrante dell’intero sistema di autotrasporto.

    E in effetti, quello del 2019 è stato un mercato all’insegna del segno meno per rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 T. Le stime elaborate dal Centro Studi e Statistiche UNRAE su dati delle immatricolazioni forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono incontrovertibili: – 5,9% nei primi 11 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

    A spiegare i motivi di questa forte contrazione ci ha provato lo stesso Sandro Mantella, secondo il quale la situazione del parco rimorchi riceve ancora oggi scarsa attenzione da parte delle autorità politiche. Dal suo punto di vista, infatti, le iniziative per il sostegno all’autotrasporto riguardano soprattutto il tema della sostenibilità ambientale, mentre sono ancora insufficienti le misure a sostegno della sicurezza stradale.

    Per Mantella, continuare a legiferare in sicurezza stradale senza considerare la situazione del parco mezzi, caratterizzata dall’assenza di controlli sui veicoli circolanti e dalla lenta sostituzione dei mezzi obsoleti con unità moderne e dotate di tutti i dispositivi di sicurezza, rappresenta un forte paradosso in questo Paese; così come contraddittorio è il fatto di aumentare i costi del trasporto marittimo dei veicoli stradali destinati al trasporto merci (per via delle nuove regole imposte dall’IMO) e sostenere allo stesso tempo gli investimenti per lo shift modale: fattori che denotano una preoccupante difficoltà a gestire in modo coerente la politica dei trasporti, e in particolar modo i comparti della logistica merci e del trasporto con bisarca.

  • Autotrasporto, scongiurato il fermo. Cosa prevede l’accordo con il Governo

    La minaccia di un nuovo fermo nazionale dell’autotrasporto è stata per il momento accantonata. Governo e associazioni di categoria, infatti, hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa sulle principali questioni che interessano il settore: dallo sconto sulle accise ai fondi strutturali, fino a toccare quella sugli appalti. Ma procediamo per gradi.

    L’incontro avvenuto al Mit tra il Ministro De Micheli e i rappresentanti del comparto non poteva non toccare il spinoso caso delle accise, per le quali il testo della prossima Legge di Bilancio prevede la cancellazione definitiva dello sconto per i mezzi Euro 3. L’impegno della ministra De Micheli è stato quello di proporre un emendamento a questa legge, durante la seconda lettura alla Camera, che ne consente il rinvio della misura da marzo a ottobre 2020, con la possibilità di un’ulteriore proroga della stessa al 1° gennaio 2021. Concreta è anche l’ipotesi di un rinvio anche per i camion Euro 4 al 1° giugno 2021.

    Altro punto importante è quello delle risorse strutturali per il settore, rimaste invariate per espressa richiesta del Mit (240 milioni annui). Risorse che sono già state trasferite su capitali di spesa che riguardano pedaggi, formazione, investimenti e deduzioni forfettarie delle spese non documentate.

    Ai fondi strutturali si aggiungono quelli per gli investimenti. Confermati nel verbale d’intesa gli importi: 12,9 milioni nel Decreto Fiscale più 18 milioni del Fondo Investimenti per il 2019; 30 milioni di euro per il 2020 e 37 milioni nel 2021. L’intesa, tuttavia, specifica che ulteriori richieste per circa 100 milioni per il triennio 2020/2022 sono state avanzate a valere sul fondo investimenti per il 2020.

    C’è poi il tema del miglioramento dell’efficacia delle norme, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento da parte della committenza: un punto che interessa molto da vicino anche il trasporto auto con bisarca e per il quale è stato attivato un tavolo che prevede anche la partecipazione del Mef.

    Infine, il tema Nuovo Codice degli Appalti: Mit si impegna a esprimere pare favorevole agli emendamenti presentati tesi a chiarire che la misura riguarda esclusivamente gli appalti e non i servizi di trasporto.

  • Sostenibilità economica ed ambientale: le sfide future della logistica

    Una riflessione generale sul processo di transizione energetica ed ambientale che l’Italia è chiamata ad approntare e al quale tutto l’autotrasporto può contribuire in maniera significativa. Di questo e delle prossime sfide della logistica dei trasporti si è parlato nel corso dell’evento organizzato a Roma da Anita – Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici – per celebrare i 75 anni dalla sua fondazione. Un settore senza il quale l’economia non girerebbe, ma che necessita un ammodernamento da tutti i punti di vista: economico, strutturale e della mobilità sostenibile.

    E il futuro è sempre stato l’obiettivo primario per Anita, da più di settant’anni vicino ai suoi associati nelle scelte riguardanti la politica dei trasporti. Un processo di transizione tecnologica e ambientale che è appena iniziato, perché se è vero che i nuovi motori Euro 6 hanno ridotto notevolmente le emissioni nell’aria, è altresì vero che tutto questo non basta.

    Importanti sono gli investimenti in grado di conferire alle imprese crescita e competitività ma che si inseriscono nel contesto di una green economy, il cui ruolo in questa fase storica è di primissimo livello. Non a caso, nel corso dell’evento sono intervenuti autorevoli relatori esperti in materia insieme alle istituzioni, rappresentate dal Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Sen. Margiotta, il quale ha ricordato come quello del trasporto è un settore in grado di fornire il contributo maggiore sotto il profilo della sostenibilità economica ed ambientale.

    Una sfida che non può cogliere impreparato neanche il comparto trasporto bisarca, che è parte integrante del sistema logistico su strada del nostro Paese e che, proprio per questo, è chiamato anch’esso a riflettere sull’inevitabile percorso di transizione all’innovazione.

  • Semplificazione logistica: presentate alla Camera tre proposte di legge

    Semplificare l’intero sistema normativo dell’autotrasporto e migliorare la competitività delle sue imprese: sono questi gli obiettivi racchiusi nelle tre proposte di legge annunciate in Aula alla Camera dal CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – ovvero modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci “Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci” e “Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci”.

    Il lavoro svolto dal CNEL, partito da un’iniziativa di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), è arrivato dopo un lungo ciclo di audizioni con 4 Pubbliche Amministrazioni, 4 organizzazioni sindacali del settore e ben 25 associazioni di categoria, tra le quali la stessa Confetra. Lo scopo principale è quello di elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l’appesantimento operativo della catena logistica italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo produttivo, dall’arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, spostando l’attenzione sui flussi import-export che sono quelli maggiormente problematici nella competizione internazionale.

    Per capire quanto sia urgente attuare un processo di semplificazione del sistema logistico italiano, è sufficiente guardare ai dati: ogni anno le inefficienze nelle procedure operative comportano una perdita di oltre 30 miliardi di euro, con gli operatori nazionali sempre più penalizzati nei mercati internazionali. Troppo per un settore che produce il 10% del Pil.

    Migliorare la competitività significa soprattutto potenziare l’efficienza di ogni singolo anello della catena. Non a caso, lo stesso CNEL ha sottolineato l’esigenza di semplificazione per il settore dello shipping, considerata l’importanza del trasporto marittimo nell’economia italiana e il contributo che esso può dare allo sviluppo della logistica. Così come particolare attenzione merita anche il trasporto bisarca, il cui apporto non è importante solo per il comparto automotive ma per tutto il sistema del trasporto su gomma del Paese.

  • Autotrasporto italiano: la competitività non cresce, i costi sì

    Pensare a nuove soluzioni intermodali di trasporto merci per rilanciare un nuovo modello di sviluppo economico ed ecosostenibile, è oggi più che mai una esigenza per l’autotrasporto. Abbiamo spesso sottolineato l’importanza di creare condizioni appropriate per incrementare la competitività del settore e rispondere in maniera concreta alle continue sfide che tecnologia e mercato impongono alle nostre imprese.

    A ricordarlo ci pensa Contship – gruppo internazionale impegnato nello sviluppo di soluzioni intermodali intelligenti – presentando il “Libro Bianco” dell’autotrasporto, ovvero una sorta di documento programmatico che fotografa la situazione del trasporto merci in Italia e suggerisce alcune soluzioni alla crisi del comparto. Partendo dai dati Eurostat e Banca d’Italia, il Libro Bianco conferma ancora una volta come nel nostro Paese l’85% del traffico merci domestico – circa 880 milioni di tonnellate movimentate in anno – viaggia su gomma e appena il 17% su rotaia. Quasi del tutto inutilizzate le vie fluviali interne, poco attrezzate e mal collegate alle altre infrastrutture.

    Alla carenza di un modello intermodale di trasporto si aggiungono costi elevati. I costi del trasporto pesante su gomma sono tra i più alti d’Europa, con un saldo negativo di 3,2 miliardi di euro nel 2017, ovvero il 54,6% sul totale trasportato (basti pensare che nel 2008 era di 1,8 miliardi e cioè il 30,6% sul totale). Non sono da meno i costi del lavoro: dopo il Belgio l’Italia è il secondo paese in Europa, con costi più che raddoppiati rispetto a quelli dei paesi dell’est. Risultato? Tra il 2008 e il 2016 i nostri autotrasportatori hanno registrato un calo del 5% del volume d’affari a livello nazionale e del 10% a livello internazionale.

    Tra i più alti anche i costi d’esercizio, il cui costo medio è di 1,23 € per chilometro. Tra essi quelli del carburante (cresciuti del 26% nel periodo Gennaio 2016-Marzo 2019) e i rincari dei pedaggi autostradali sia sulle nostre strade che su quelle europee. Non da ultimo, infine, il problema legato alla mancanza di autisti qualificati, altro fattore incisivo nella perdita di competitività delle nostre imprese: in Italia si stima che sono almeno 15 mila quelli mancanti.

    La soluzione secondo Contship è seguire il modello svizzero, ovvero spostare sulla ferrovia una buona fetta di traffico pesante come ad esempio il trasporto bisarca, migliorando servizi ferroviari e tempi di percorrenza su rotaie. Ma per attuare una conversione del trasporto merci di questa portata diventano indispensabili politiche innovative per la movimentazione e soprattutto finanziamenti mirati.

  • Rilancio trasporto su gomma: lettera di Cna-Fita al Mit con 5 punti programmatici

    La ripresa del trasporto merci su strada è il contenuto della lettera che Cna-Fita – l’Unione che associa in Italia oltre 35 mila imprese di autotrasporto per conto terzi – ha inviato al ministro dei Trasporti Toninelli nei giorni scorsi. Cinque, in tutto, i punti programmatici della missiva finalizzati a superare le tantissime criticità di questo settore.

    Si comincia dalla Delega ai Trasporti. Allo stato attuale manca un Sottosegretario di riferimento e sono diversi gli impegni urgenti da affrontare. Un esempio è la conferma anche nel 2019 delle detrazioni forfettarie a 51 euro e l’avvio dei quattro tavoli di lavoro per la riforma del settore. Altro tema importante riguarda la riduzione del costo del lavoro. La richiesta di Cna-Fita è la reintroduzione della decurtazione del 16,8% sul premio Inail dovuto dalle imprese sulle retribuzioni dei propri autisti, nonché una riduzione sostanziale delle imposte sul gasolio per autotrazione.

    Annosa e rimasta ancora irrisolta è la questione dumping delle imprese estere, a causa della quale le nostre imprese, già alle prese con costi di gestione tra i più elevati, perdono quote importanti di mercato europeo e internazionale. Allo scopo di contrastarlo efficacemente, Cna-Fita chiede su di esse maggiori controlli e l’attuazione delle proposte di modifica al Reg. UE n. 1072/2009, che prevedono tra l’altro misure più restrittive sul cabotaggio stradale di merci su strada.

    Un altro punto importante a tutela degli autotrasportatori italiani e degli operatori del trasporto con bisarca è un Piano straordinario della mobilità. L’obiettivo è garantire la circolazione regolare dei veicoli pesanti e una velocità commerciale in linea con quella europea in grado di portare vantaggi economici e dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. Un’idea concreta è, ad esempio, la realizzazione di un archivio nazionale delle strade che dia la possibilità agli autisti di individuare i percorsi più adatti per il proprio mezzo e consenta una programmazione delle manutenzioni.

  • Autotrasporto: inizia l’era del tachigrafo intelligente

    Ancora pochi giorni e il Regolamento Ue 2018/502 entrerà in vigore. Dal 15 giugno 2019, infatti, diventerà obbligatorio il tachigrafo intelligente su tutti i mezzi di nuova immatricolazione adibiti al trasporto merci con massa superiore a 3,5 T, e quindi anche per i veicoli che effettuano trasporto con bisarca.

    Stiamo parlando di un apparecchio digitale di nuova generazione dotato di connessione al sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), comunicazione remota per una diagnosi precoce e, in maniera facoltativa, di un’interfaccia con i sistemi di trasporto intelligenti. Lo scopo è quello di aumentare i livelli di sicurezza sulle strade e di consentire alle forze di polizia di individuare tempestivamente chi non è in regola. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità.

    Con la dotazione del GNSS è possibile registrare la posizione del veicolo in maniera automatica ogni 3 ore, partendo dal luogo di inizio del periodo di lavoro giornaliero, passando da quello raggiunto ogni tre ore, fino a quello di destinazione. Grazie alla connessione da remoto, inoltre, sarà possibile scambiare informazioni con i sistemi di gestione della flotta. In sostanza, le autorità di polizia, dotate di apposita apparecchiatura, potranno interrogare il tachigrafo dei mezzi e verificare direttamente la presenza di eventuali anomalie previste dall’art. 94 del Regolamento 165/2014, ovvero un chiaro tentativo di violazione di sicurezza, l’assenza alla guida della carta del conducente valida, l’inserimento della stessa durante la guida, velocità e numero di immatricolazione del camion.

    Tuttavia, i dati del conducente sono coperti da privacy: le sanzioni a suo carico non potranno essere comminate automaticamente ma solo dopo aver fermato il veicolo e a seguito di un normale accertamento della polizia stradale.

    Facoltativa, dicevamo, è invece l’interfaccia con i sistemi di trasporto intelligenti, un servizio che consente di implementare il tachigrafo intelligente di funzioni come ad esempio la pesatura dei veicoli in movimento, la ricezione dei dati sul consumo del carburante e i dati utili per il controllo delle operazioni di cabotaggio o distacco degli autisti.

    Il tachigrafo intelligente è comunque una rivoluzione parziale per l’autotrasporto. L’obbligo di integrarlo, infatti, non è previsto per tutti i mezzi già immatricolati alla data del 14 giugno 2019, a condizione che svolgano trasporti nazionali e che lo Stato membro di loro prima immatricolazione non disponga diversamente. Contrariamente, l’obbligo è previsto anche per i tir circolanti. Quest’ultimi avranno tempo di adeguarsi entro giugno 2034, anche se l’impegno dell’Ue è quello di anticipare tale termine al 2024.

  • Sicurezza autotrasporto, i sindacati a imprese e istituzioni: “Subito un incontro”

    Dieci casi di decesso sui camion nell’ultimo mese: un bilancio pesantissimo che è bastato a far scattare l’ennesimo campanello d’allarme sulla sicurezza stradale nell’autotrasporto italiano e che ha spinto i sindacati di categoria a mobilitarsi. Lo scorso 14 maggio, infatti, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto con urgenza un incontro a imprese e istituzioni.

    Le questioni sul tavolo riguardano le annose problematiche, ovvero tempi di guida, ritmi di lavoro e impegni della prestazione. Un confronto che – si legge nella nota congiunta – non è più rinviabile e deve partire proprio dai ministeri competenti. Dietro gli incidenti mortali sui tir ci sono diversi fattori, a cominciare da una concorrenza sfrenata delle imprese incentrata più sui costi di produzione che sulla qualità dei prodotti, che ha portato a un aumento dei tempi di guida e di lavoro.

    Una condizione di precarietà che spesso e volentieri non consente di effettuare un riposo o, in caso contrario, di non godere di servizi adeguati di riposo nei luoghi di sosta. A questo si aggiunge un sistema infrastrutturale ancora inadeguato nel nostro Paese, nel quale si continua ad allestire cantieri interminabili sulla stessa arteria stradale, e dove le segnalazioni sono molto spesso insufficienti.

    In sostanza, il trasporto merci su strada in Italia, compreso il trasporto con bisarca, è in serio pericolo e pertanto si rende necessario, oggi più che mai, fermare l’emorragia di morti sul lavoro. Per farlo le tre sigle sindacali chiedono al Governo e alle istituzioni non solo di rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo, ma soprattutto un piano di investimenti concreto e tangibile.

  • Autotrasporto e digitalizzazione: sperimentato l’uso dell’e-CMR

    Il processo di transizione alla tecnologia digitale messo in atto dall’autotrasporto europeo segna un altro passo decisivo. A inizio 2019 è stato sperimentato in tre paesi del vecchio continente l’uso dell’e-Cmr, ovvero della lettera di vettura elettronica.

    Ad annunciarlo è stata IRU – l’organizzazione mondiale dell’autotrasporto – con l’avvio di un progetto pilota tra Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi, che ha visto la collaborazione delle rispettive società di trasporto Transport Fiolet, Brian Yeardley Continental e International Road Ferry, sotto la supervisione del ministero britannico dei trasporti e delle associazioni di categoria FNTR, FTA, TIN/BEURTVAARTADRES. Con questo esperimento si dà il via ufficialmente all’introduzione dell’e-Cmr per il trasporto merci su strada transfrontaliero su suolo europeo.

    Con la digitalizzazione degli scambi commerciali sono notevoli i vantaggi per gli operatori di settore. L’e-Cmr, infatti, consente di registrare e scambiare in tempo reale tutte le informazioni riguardanti le merci trasportate, nonché fatturare elettronicamente e agire legalmente in merito a danni subiti dalla merce al momento della consegna a costi nettamente inferiori.

    Ma i vantaggi non riducono solo all’efficienza, perché interessano anche l’impatto ambientale degli scambi in virtù di un limitato utilizzo della carta. La convenzione e-Cmr rappresenta sicuramente un passo importante per la digitalizzazione della logistica dei paesi europei così come per il trasporto bisarca. Se Francia e Paesi Bassi sono stati i primi a riconoscerla e adottarla, la Gran Bretagna è pronta a ratificarla e a farla entrare in vigore entro la fine di quest’anno.

  • Trasporto su strada: il Parlamento Ue approva il Pacchetto Mobilità

    Con l’approvazione del primo “Pacchetto Mobilità” il Parlamento europeo riscrive integralmente le norme sul trasporto merci su strada in Europa, accogliendo gran parte delle istanze di associazioni e sindacati di autotrasporto occidentali. Il provvedimento contiene norme finalizzate a combattere l’illegalità e a migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti nel trasporto stradale.

    E in effetti, i punti principali del testo riguardano proprio le norme relative alla retribuzione e ai tempi di riposo dei conducenti, il limite di 3 giorni per i trasporti di cabotaggio, ed i controlli, meno frequenti ma più efficaci e su strada. La scelta della maggioranza degli eurodeputati, insomma, sembra fortemente orientata a combattere la concorrenza sleale dei paesi dell’est Europa e quella messa in atto dai trasportatori che utilizzano società fittizie. Tuttavia, la decisione finale spetterà al prossimo Parlamento, che avrà il compito di emanare le disposizioni attuative.

    Partiamo dal cabotaggio. L’obiettivo del Parlamento Ue è sostituire l’attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio (ovvero le operazioni di trasporto in un altro Paese comunitario effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera) con un limite temporale di 3 giorni, registrando i passaggi di frontiera tramite tachigrafi. Importante è anche l’obbligo dei tir di passare almeno 60 ore nello stato di provenienza dopo 3 giorni in un paese estero.

    Le imprese di trasporto, inoltre, dovrebbero avere la parte sostanziale delle proprie attività nello stato membro in cui sono registrate. Stop anche al riposo settimanale in cabina lungo le strade. Al fine di evitare orari di lavoro degli autisti più lunghi rispetto a quelli previsti dalla legge e garantire la sicurezza stradale, sarà anticipata l’applicazione del tachigrafo intelligente su camion, furgoni e autobus a lunga percorrenza, nonché delle bisarche adibite al trasporto autoveicoli.

    La votazione del Parlamento europeo del primo “Pacchetto Mobilità” ha riscosso l’approvazione di sindacati e associazioni di categoria, in primis Eft – la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti – che per mesi si è battuta affinché queste misure trovassero attuazione, ma anche da Conftrasporto-Confcommercio.

  • Autotrasporto di qualità: Fiap promuove un rating di valutazione delle imprese

    Combattere ogni forma di irregolarità nell’autotrasporto anche attraverso un sistema di valutazione in grado di conferire alle imprese del settore un punteggio di qualità. È l’idea lanciata da Fiap – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali – nel corso di Transpotec 2019, la manifestazione della logistica organizzata da Fiera Milano nella città di Verona.

    In un’epoca caratterizzata da un’accentuata concorrenza sleale soprattutto da parte di vettori stranieri, molto spesso accusati di offrire servizi sottocosto a discapito del rispetto delle norme di sicurezza, la proposta di Fiap può rappresentare una valida alternativa all’adozione di provvedimenti normativi antidumping che rimangono comunque necessari. Per questo, la federazione ha pensato a un rating che sia in grado di attestare il livello di qualità degli autotrasportatori in termini di affidabilità, sicurezza stradale e delle condizioni lavorative, e sostenibilità intesa come tecnologia a basso impatto ambientale impiegata.

    Un punteggio, assegnato da un ente certificatore terzo, che tenga in considerazione diversi parametri, da una scala da 1 a 100, e che si pone un obiettivo molto chiaro: consentire al committente di scegliere il vettore più idoneo alle proprie esigenze produttive e organizzative. Ma il rating pensato da Fiap ha anche la finalità di incentivare i suoi affiliati ad innalzare il proprio livello di qualità puntando in particolare su tecnologia e sicurezza allo scopo di offrire un servizio estremamente affidabile.

    In sostanza, il rating si prefigura come un modello di classificazione degli autotrasportatori che può essere esteso anche ad altri ambiti in materia di movimentazione merci come ad esempio il trasporto auto con bisarca.

  • Trasporto merci, in calo nel 2018. Bene il trasporto su gomma

    Il 2018 si conferma un anno di rallentamento non solo per l’economia ma anche per il trasporto merci. Secondo il report realizzato dall’Osservatorio Congiunturale Trasporti di Confcommercio in collaborazione con Conftrasporto, lo scorso anno il trasporto merci ha registrato una frenata della crescita generale pur chiudendo col segno positivo: +1,9% rispetto al 3,4% del 2017 e al 4,1% del 2016. Un trend che, come dicevamo, pare essere stato condizionato dall’andamento macroeconomico, che nel 2018 ha segnato certamente una crescita del Pil ma al di sotto dell’1%. Ciononostante, l’autotrasporto rimane la prima modalità di trasporto in Italia con una crescita considerevole del 3% anche se in lieve calo rispetto al biennio precedente (rispettivamente 3,3% nel 2017 e 3,8% nel 2016).

    E in effetti, il trasporto su gomma si conferma ancora di vitale importanza per la nostra economia con oltre il 60% del valore della merce trasportata in Italia, nonostante le aspettative degli operatori di settore non siano tra le più ottimistiche a causa delle tante problematiche di natura economica e finanziaria che hanno costretto migliaia di piccole e medie imprese a chiudere i battenti negli ultimi anni.

    Tornando alle modalità di trasporto, bene anche quello su rotaia (+3,3%) e aereo (+0,7%), mentre quello marittimo chiude con un -0,2%. Insomma, se da un lato l’autotrasporto resta la prima scelta nel nostro Paese sotto il profilo della movimentazione merci, e il trasporto con bisarca per il settore automotive, dall’altro il livello delle infrastrutture è tutt’oggi ancora deficitario e spesso affiancato da un trasporto intermodale inefficiente e inadeguato agli standard di altri Paesi europei.

  • Associazioni autotrasporto: “Misure urgenti per il rinnovo parco mezzi”

    Le sigle rappresentative dell’autotrasporto nazionale si sono riunite nei giorni scorsi per chiedere al governo, attraverso una nota congiunta, misure urgenti per il rinnovo del parco circolante. La richiesta consiste nella conferma dell’investimento di 50 milioni destinato a rinnovare un parco mezzi che è il più vecchio d’Europa (età media 13,5 anni) di cui appena l’ 11,9% dei veicoli è dotato dei dispositivi di sicurezza frenata autonoma di emergenza e mantenimento della corsia, obbligatori dal 1° Novembre 2015.

    Insomma, continuando così l’intero settore rischia di perdere ulteriore terreno nei confronti delle imprese del resto d’Europa dal punto di vista della sostenibilità, sicurezza e competitività. L’impressione generalizzata degli operatori del comparto è che tutto il trasporto su gomma non venga ancora considerato strategico per l’economia nazionale, nonostante un’altissima quota di Pil viaggi proprio sui camion.

    In effetti, tutte le associazioni di categoria sono concordi nel giudicare gli interventi adottati negli ultimi 20 anni non solo inefficaci, ma addirittura peggiorativi delle condizioni economico-lavorative degli autotrasportatori, già alle prese con pressione fiscale e costi di gestione elevati, oltre a una burocrazia eccessivamente rigorosa e alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Ma danni economici e fiscali li hanno subiti anche lo Stato, perdendo 105 milioni di euro di mancato gettito fiscale, e le case costruttrici con circa 1,5 miliardi di fatturato in meno.

    L’auspicio del comparto della logistica e del trasporto bisarca è che la misura relativa al rinnovo degli investimenti del parco mezzi venga introdotta in via definitiva nella Legge di Stabilità 2019 che verrà sottoposta al voto del Parlamento in questi giorni.

     

  • FLX, la nuova sfida del trasporto bisarca lanciata da Rolfo

    Flessibilità, leggerezza ed innovazione, ovvero i punti cardine sui cui si basa l’intera nuova gamma di veicoli della Rolfo, la casa costruttrice piemontese specializzata nella produzione di veicoli dedicati al trasporto con bisarca. Una sfida coraggiosa quella della Rolfo, tornata a crescere dopo anni di crisi, ma dettata dalla sempre più incalzante richiesta di bisarche nel mondo.

    Per questo il gruppo piemontese ha voluto essere protagonista nel corso dell’ultimo Salone IAA di Hannover presentando la serie FLX, le nuove bisarche leggere (18/40 tonnellate), più veloci e manovrabili e quindi pensate per gli autisti con qualche anno di esperienza in meno alle spalle.

    Insieme alla gamma FLX, Rolfo ha presentato anche la nuova versione Ego (EGO R3), sintesi perfetta di ottimizzazione dei costi operativi e dei consumi extra di carburante, dotata di un sistema di movimentazione delle pedane facile e sicuro, e il modello CENTAURUS NXT, la bisarca semirimorchio per mezzi over-size adatta per i camionisti che già gestiscono flotte di motrici per semirimorchi Iso. Ultima, me non per ordine di importanza, è AURIGA DELUXE 121, l’unico semirimorchio chiuso in Europa in grado di trasportare qualsiasi veicolo speciale (anche le auto da corsa) con un carico di sei vetture e con altezza e lunghezza che rispettano in pieno i parametri previsti dalle normative comunitarie.

    Rolfo, dunque, è tornata a rivoluzionare il trasporto bisarca sotto il profilo dell’innovazione legata all’automotive, scommettendo su strategie commerciali che puntano con decisione non solo al mercato europeo ma anche ai nuovi mercati intercontinentali, con particolare attenzione rivolta a Paesi come Cina e Brasile.

  • Fermo autotrasporto italiano: tutto rinviato a settembre!

    Gli italiani e i milioni di turisti stranieri in Italia in questo periodo possono tirare un sospiro di sollievo: l’autotrasporto italiano ha deciso di revocare lo sciopero previsto per i giorni 6-9 agosto indetto inizialmente dalle principali associazioni di categoria per la questione deduzioni forfettarie e per la scarsa disponibilità del Governo a sedersi a un tavolo di concertazione.

    Scongiurato quindi il rischio del mancato approvvigionamento dei beni di prima necessità in questo periodo particolarmente affollato per le nostre località turistiche ma attenzione: tutto è stato rinviato all’ultima settimana di settembre. A sbloccare la situazione di stallo è stato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli, che si è impegnato a incontrare in prima persona i rappresentanti del comparto a settembre per discutere delle tante problematiche che affliggono soprattutto le piccole e medie imprese.

    Il tema principale, come detto, riguarda gli importi delle deduzioni forfettarie relative ai redditi 2017: l’obiettivo è riportare gli attuali 38 euro ogni giorno ai 51 euro degli anni scorsi, e per questo l’impegno del Governo sarà quello di reperire risorse aggiuntive prima della scadenza del termine di pagamento delle tasse fissato al 20 agosto 2018. Ma le questioni sulla quale bisognerà discutere sono molteplici e tutte ugualmente importanti, a partire dalle accise sul gasolio per le quali si chiede una riduzione ragionevole al fine di garantire competitività alle imprese italiane del trasporto merci su gomma e dello stesso trasporto auto.

    In sostanza, l’iniziativa delle associazioni di categoria di posticipare il fermo nazionale può essere considerata una tregua tra le parti ma che somiglia molto a una sorta di ultimatum per il Governo, al quale è stato affidato il non facile compito di stabilire regole precise in grado di rilanciare un comparto fondamentale per il bene della nostra economia: in caso contrario, i camionisti saranno pronti a incrociare le braccia con notevoli disagi per milioni di cittadini.

     

  • Autotrasporto, ad agosto proclamato nuovo sciopero nazionale

    Nuovo fermo per l’autotrasporto italiano: proclamato per agosto un nuovo sciopero nazionale dei servizi trasporto su gomma conto terzi. Ad annunciarlo sono state le associazioni di categoria Confartigianato Trasporti e Unatras per i giorni dal 6 al 9 agosto. La comunicazione, inviata regolarmente alla Commissione di Garanzia degli scioperi nei servizi pubblici essenziali (CGSSE), ha ricevuto il sostegno anche delle altre sigle, ovvero Assotir, CNA FITA, FIAP, SNA Casartigiani e UNITAI.

    Una decisione univoca, motivata soprattutto da ragioni di carattere fiscale, perché a far scatenare il “casus belli” è stata l’impossibilità di fruire delle deduzioni forfetarie per le spese non documentate in occasione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2017. In effetti, nonostante sia ampiamente scaduto il termine per la denuncia dei redditi 2018, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora provveduto a pubblicare gli importi delle deduzioni, costringendo le imprese a rimandare il pagamento delle tasse.

    Ma questa non è l’unica motivazione che ha spinto il comparto a proclamare lo sciopero nazionale, perché le associazioni di categoria denunciano una certa indifferenza nei loro confronti da parte del governo, più volte invitato formalmente a riceverle senza mai avere un riscontro. Ci sono poi ancora questioni pendenti come la ripubblicazione dei costi minimi di sicurezza e il rispetto dei tempi di pagamento.

    La decisione di fermare i servizi di autotrasporto merci per conto terzi ad agosto, che riguarda ovviamente anche il trasporto bisarca, avrà sicuramente conseguenze pesanti per i cittadini italiani ma anche per i tanti turisti in visita nel nostro Paese, considerata la particolarità e l’importanza del periodo dal punto di vista economico.

     

  • Nuove norme UE autotrasporto: si punta a maggiore flessibilità e sicurezza

    La Commissione Trasporti del Parlamento Ue ha approvato nei giorni scorsi il pacchetto di proposte contenente nuove norme riguardanti aspetti strategici per l’intero autotrasporto europeo. L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole senza pregiudicare il principio fondamentale della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai tempi di guida e di riposo dei conducenti.

    E in effetti la nuova riforma prevede la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti al termine delle ore di guida. Per quel che concerne il riposo lungo in cabina, la nuova proposta ne conferma il divieto ma apre alla possibilità di riposare a bordo del mezzo in aree attrezzate sia dal punto di vista della sicurezza che da quello igienico.

    Ma di particolare interesse è anche la norma che vieta nuove operazioni di cabotaggio prima che siano trascorse 72 ore, ovvero un periodo di “raffreddamento”. Le norme sul distacco del personale, che prevedono la stessa retribuzione degli autisti residenti, si estendono non solo al cabotaggio ma anche alle tratte stradali dei trasporti combinati.

    In materia di cabotaggio, introdotte precise limitazioni in riferimento al tempo trascorso nel Paese ospitante, nonché il limite di 2 giorni di permanenza in altro Stato a seguito dello scarico di merci in un trasporto internazionale, punto quest’ultimo molto interessante per il comparto trasporto bisarca.

  • Costi minimi autotrasporto, la Consulta dichiara la loro legittimità

    Uno dei temi più controversi e dibattuti nell’ambito del trasporto su gomma e del trasporto bisarca riguarda i cosidetti costi minimi e la loro liceità. Ad entrare nel merito della questione è stata ancora una volta la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 47 del 2 Marzo 2018 ne ha definitivamente sancito la loro legittimità e conformità alla Costituzione Italiana.

    Previsti dall’art. 83-bis del D.L. n. 112 del 2008 a tutela degli operatori del settore, i corrispettivi minimi sono sempre stati considerati da una parte consistente della committenza uno strumento di forte limitazione alla libertà economica privata, nonché dalla stessa Corte di Giustizia Europea, al punto da essere abrogati in via definitiva nel 2014 con la L. 190.

    La decisione della Consulta rimette tutto in gioco, sottolineandone la loro conformità nei confronti del dettato della nostra Costituzione e dello stesso diritto comunitario. La sentenza emessa lo scorso 2 marzo, infatti, stabilisce che i costi minimi non solo non limitano il principio di libertà negoziale di iniziativa economica delle parti, non compromettendo in alcun modo la trasparenza del mercato e la concorrenza leale, ma rappresentano anche un valido strumento di salvaguardia dei livelli di sicurezza nella circolazione stradale in quanto evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse umane e dei materiali da parte delle imprese di trasporto.

    Inoltre, essendo basati su costi incomprimibili ed essenziali, essi lasciano alle parti una maggiore autonomia negoziale rispetto alle tariffe a forcella, non ostacolando l’accesso all’attività di trasporto per conto terzi: è quanto stabilisce proprio l’art. 83-bis del D.L. 112/2008. Articolo che tutto il mondo dell’autotrasporto chiede a gran voce di ripristinare quanto prima, a cominciare dal presidente di Confartigianato Trasporti – Amedeo Genedani – che ha richiesto la ripubblicazione immediata dei costi minimi sul sito ufficiale del Ministero dei Trasporti.