Tag: #rispetto

  • Ripristinare il Rispetto di sé in Adulti e Minori: Un programma per i professionisti del settore correttivo

    Le scorse settimane con le prime precauzioni adottate per il Coronavirus abbiamo assistito in Italia ad un’esplosione di violenza nelle carceri, un momento veramente difficile per queste realtà.

    Ripristinare il rispetto di sé, è uno degli obiettivi più importanti da raggiungere per ridurre la criminalità e la recidività, elementi che costituiscono una grave preoccupazione in tutto il campo della giustizia penale. 

    Come osservò nei suoi studi l’umanitario L. Ron Hubbard tra gli anni 70 ‘e l’inizio degli anni 80’, alla radice del crimine e del decadimento sociale troviamo la perdita dei valori morali fondamentali necessari a mantenere una cultura decorosa.

    Ma ecco che da tali studi emerse però uno strumento efficace per avere un effetto sul comportamento negativo e ripristinare il rispetto: La Via della Felicità, scritto dallo stesso L. Ron Hubbard nel 1981, un codice morale basato esclusivamente sul buon senso, adatto a tutte le razze, credi e culture. Oltre 100 milioni di copie sono state vendute in oltre 100 lingue in oltre 170 paesi.

    La Via della Felicità, aiuta funzionari correttivi di tutto il mondo ad assistere altri ad avere una seconda possibilità. Negli istituti penali, strutture giovanili e nei programmi comunitari di prevenzione della criminalità, questo notevole strumento si è rivelato avere un valore inestimabile.

    Migliaia di detenuti che sono venuti in contatto con La Via della Felicità hanno affermato qualcosa di straordinario: “Ho riacquisito il rispetto di me stesso”. Laico e adatto a tutte le etnie e credi, dà all’autore del reato gli strumenti necessari per ristrutturare il suo pensiero e raddrizzare la sua vita con fiducia, rispetto e onestà.

    Funzionari governativi, funzionari delle strutture penitenziarie ed ex detenuti sono tutti d’accordo sul fatto che La Via della Felicità è la soluzione per ridurre la criminalità e ripristinare il rispetto.

     

    “Nel carcere di Ensenada abbiamo lavorato con i detenuti più incorreggibili e peggiori di tutto lo stato e li abbiamo visti cambiare con i metodi di L. Ron Hubbard, riacquistano il rispetto di sé. Si sono trasformati in esseri produttivi. Sono sicuro che questi individui non imboccheranno mai più la strada buia e solitaria della criminalità e della droga.” -Capo della Polizia, Mexicali, Messico

     

    “I successi che ho avuto da La Via della Felicità mi hanno permesso di controllare le mie emozioni… ho imparato a soppesare e giudicare le mie decisioni prima di agire, e soprattutto ho imparato chi sono io, che è qualcosa che vorrei aver appreso prima di entrare nel sistema carcerario. Non ho avuto genitori che mi insegnassero la morale e i valori quand’ero un adolescente così l’ho imparato a mie spese, ma ora, grazie a questo corso, conosco un percorso migliore. Grazie.” – Detenuto, Prigione degli Stati Uniti

     

  • Educazione, rispetto, parità: giornata di approfondimento sulle differenze e gli stereotipi di genere

    Sabato 23 novembre
    ore 9.30-16
    Università degli Studi di Bergamo, Piazzale sant’Agostino 2

    Il fenomeno della violenza contro le donne o violenza di genere sta assumendo negli ultimi anni dimensioni sempre più allarmanti: per affrontare questa vera e propria emergenza contemporanea, occorre mettere in campo un approccio multi-strategico, entro il quale riveste un ruolo di primaria importanza l’attività di prevenzione che deve necessariamente affrontare i pregiudizi legati ai ruoli maschili e femminili e promuovere una cultura delle pari opportunità.

    Di tutto questo si parlerà sabato 23 novembre, in una giornata di approfondimento – organizzata dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo, in partnership con l’Associazione Aiuto Donna Uscire dalla Violenza Onlus – sul tema delle differenze e degli stereotipi di genere.

    “Il nostro obiettivo – spiega Roberta Di Pasquale, docente del Dipartimento e coordinatrice dell’evento – è divulgare ad un pubblico eterogeneo strumenti riflessivo-operativi per decodificare e decostruire gli stereotipi di genere e, quindi, per educare alla parità ed al rispetto tra uomini e donne nella vita familiare, sociale, e lavorativa.”

    “Anche come centro Antiviolenza – dichiara la presidente Oliana Maccarini – sentiamo l’esigenza di combattere il fenomeno, non solo intervenendo a posteriori – fornendo un sostegno alle donne vittime di violenza – ma anche avviando un’indispensabile attività di prevenzione. Dobbiamo intervenire prima, affinché nessuna donna sia più vittima, e quindi agire già dall’infanzia per diffondere la cultura del rispetto”.

    L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione al corpo docente, ai genitori, agli studenti ed alle studentesse, agli operatori, alle operatrici, ai volontari ed alle volontarie dei servizi sociali, educativi, di ascolto e dei Centri Anti Violenza.

    Al mattino sono previsti contributi volti ad inquadrare il tema delle differenze e degli stereotipi di genere in alcuni degli ambiti più rilevanti dell’esperienza individuale e collettiva. Nel pomeriggio verranno proposte attività laboratoriali in piccolo gruppo, finalizzate al coinvolgimento diretto dei partecipanti sui temi affrontati durante la sessione del mattino.

    L’evento è organizzato in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano.

  • In rete contro le discriminazioni all’Università degli Studi di Bergamo

    Nell’ambito del ciclo di incontri “In rete contro le discriminazioni: diffondere le buone pratiche per promuovere una cultura della diversità / del rispetto” promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo, va segnalato che mercoledì 30 ottobre alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Bergamo (Piazza G. Matteotti 27) con  “Prospettiva di genere nell’ambito lavorativo”, si terrà il secondo di tre appuntamenti (ultima data: 22 novembre) focalizzati sulla discriminazione di genere nel mondo del lavoro.

    Grazie alla partecipazione di esperti – anche internazionali – si rifletterà su come nella società odierna, le discriminazioni basate sul genere sono ancora molto frequenti e trovano incerte risposte sul piano giudiziario, sebbene vi sia una normativa ben consolidata.

    Interverranno tra gli altri, Barbara Pezzini, Prorettrice delegata (Politiche di equità e diversità) dell’Università degli studi di Bergamo, Claudia Callegari, ILO International Training Centre di Torino, Manuela Manera, CIRSDe, M. Carmen López Aniorte, Universidad de Murcia, M. Monserrate Rodriguez, Universidad de Murcia, Marzia Marchesi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bergamo, Isabel Perletti, Consigliera di parità della provincia di Bergamo e Rita Pescatore, Università degli studi di Bergamo. Introdurrà la Prof.ssa Elena Signorini, responsabile del progetto.

    L’incontro si incardina nel più ampio progetto volto a creare una rete fra istituzioni e territorio, per valorizzare conoscenze e opportunità di sviluppo sociale e culturale favorendo la comprensione delle prospettive di genere in ambito lavorativo anche alla luce dei più recenti strumenti internazionali adottati dall’ILO nel 2019. L’evento intende affrontare il tema delle prospettive di genere nell’ambito lavorativo ponendo un focus anche sul ruolo che il linguaggio ricopre nella lotta alle discriminazioni, Le riflessioni affronteranno e svilupperanno i punti cardini alla base di questo progetto, patrocinato da ILO, e realizzato in collaborazione con enti, istituzioni e Università nazionali ed internazionali come Consigliera di Parità della Provincia di Bergamo, Provincia di Bergamo, Confcooperative Bergamo, Facoltà di Scienze del Lavoro Università di Murcia, Gruppo di Innovazione Docente, Università di Murcia, Comune di Treviglio, Comune di Bergamo, CGIL e CISL.

    La partecipazione al convegno è gratuita, previa registrazione obbligatoria inviando una mail all’indirizzo [email protected].

    Per informazioni sul ciclo di incontri: www.unibg.it.

  • “Puliamo il mondo” | a San Martino Buon Albergo doppio appuntamento con Legambiente

    Educare ad aver cura del nostro Pianeta, partendo dal rispetto per l’ambiente in cui viviamo e che tutti i giorni frequentiamo. L’umanità fa grandi passi quando i singoli fanno piccoli passi. Anche i più piccoli. E così, l’Assessorato all’ecologia del Comune di San Martino Buon Albergo invita i giovani e i giovanissimi del territorio a scendere in campo a fianco di Legambiente aderendo all’iniziativa “Puliamo il mondo”, nelle giornate di venerdì 20 e domenica 22 settembre.

    La prima giornata è dedicata agli alunni di 4 classi della scuola primaria di secondo grado di San Martino Buon Albergo, che, armati di kit per la raccolta dei rifiuti, insieme agli insegnanti capiranno il valore di poter frequentare aree verdi sane, pulite e rispettate.

    Ai giovani del territorio, della Consulta e del gruppo scout di San Martino Buon Albergo è dedicato invece l’appuntamento della domenica al Parco Pontocello, organizzato in collaborazione con San Giovanni Lupatoto e Zevio, grazie al protocollo d’intesa per le Politiche Giovanili sottoscritto dai tre Comuni. Il ritrovo per i giovani di San Martino Buon Albergo è previsto in località Giaron, dove verrà rilasciato il kit per la pulizia del parco. Iniziativa gratuita previa iscrizione tramite e-mail all’indirizzo [email protected].

    «Si parla sempre di più di emergenza e della necessità di urgenti di azioni per salvare il nostro Pianeta. Ecco perché abbiamo deciso di aderire all’iniziativa di Legambiente, che ringrazio per aver ideato giornate utili a ricordare che vivere in un ambiente pulito dipende in primis dal nostro senso civico. In particolare, mi rivolgo ai più giovani che frequentano i numerosi parchi del nostro comune invitandoli ad essere più attenti e rispettosi della cosa pubblica, evitando di gettare rifiuti per terra e imbrattare giochi o segnaletica con scritte. Per incrementare la sensibilizzazione del cittadino, è nostra intenzione posizionare nelle aree verdi dei cartelli che ricordano il tempo di degradazione dei rifiuti, nella speranza di non trovare più mozziconi di sigarette o lattine» – sottolinea Mauro Gaspari, Assessore all’ecologia del Comune di San Martino Buon Albergo.

  • Bracca Acque Minerali porta in tavola i valori del progetto “Save The Mountains” per far rivivere le Orobie Bergamasche

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca è al fianco di “Save the mountains” per educare e sensibilizzare sul rispetto delle montagne e di coloro che le vivono nel quotidiano. In occasione della giornata di sensibilizzazione in programma domenica 7 luglio 2019, prende il via la distribuzione di 2.000.000 di bottiglie personalizzate di vetro che entreranno nelle case degli italiani con ill progetto “Save the mountains”, ideato da CAI Bergamo, sezione degli Alpini di Bergamo, Provincia e Osservatorio per le Montagne Bergamasche. il tavolo di lavoro che raggruppa anche la Provincia di Bergamo, le 5 comunità montane, i 2 consorzi BIM e il Parco delle Orobie Bergamasche si fonda su tre direttrici principali: educazione alla montagna, creazione di un fondo per la “sostenibilità generazionale” che vada a sostenere i giovani che vogliono vivere la montagna e la promozione di un percorso condiviso che non si esaurisca a luglio, ma che prosegua coinvolgendo rifugi e operatori d’alta quota.

    La volontà di consapevolezza e di attenzione nuova al ruolo fondamentale che ognuno gioca nella sostenibilità ambientale, culturale, economica delle Orobie sono il legame tra il messaggio di “Save the mountains” e l’impegno del Gruppo Acque Minerali Bracca alla costante ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate che permettano di minimizzare l’impatto sull’ambiente e contenere gli sprechi di plastica.

    Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo Bracca spiega: “Il messaggio di “Save the Mountains” porta con sé degli aspetti di particolare importanza per il Gruppo Acque Minerali Bracca. Per questo abbiamo deciso di condividerli sulle nostre bottiglie in vetro al fine di sensibilizzare il pubblico sul rispetto della montagna e la salvaguardia dell’ambiente naturale e della sua straordinarietà”.

    Il Gruppo Bracca sta portando avanti numerosi progetti legati alla sostenibilità, per realizzare imballaggi sempre pù ecologici e innovativi. E’ in prima linea su questi temi sin dall’Oscar per il miglior imballaggio 2012 attribuita a Bracca dall’Istituto Italiano Imballaggio per il brevetto dell’imballaggio “LitePac”, frutto di un macchinario unico e rivoluzionario, posseduto nel mondo solo dalla società bergamasca leader nella produzione di acqua minerale. L’imballo invisibile, costituito da due fili dal peso di tre grammi ciascuno, uno orizzontale per tenere unite le bottiglie e uno verticale per il trasporto, sostituisce il tradizionale imballo in pellicola di plastica termoretraibile riducendo del 12,4% il consumo di energia necessaria per il confezionamento, dell’85% la quantità di materiale utilizzato e del 14,8% la quantità di plastica da smaltire. Inoltre, negli ultimi 10 anni Bracca Acque Minerali ha investito oltre 10 milioni di euro per l’acquisto di linee di imbottigliamento che consentissero oltre a produzioni maggiori anche l’utilizzo di bottigliette più leggere per ridurre il consumo di pet. In 5 anni il peso medio delle bottigliette si è ridotto di oltre il 20% arrivando a risparmiare fino a 200.000 kg di plastica all’anno.

    Questa scelta volta alla riduzione dell’utilizzo della plastica nell’imbottigliamento a favore del vetro a rendere si concretizza sia con la distribuzione a casa, attraverso un servizio a domiclio gestito in sinergia con una rete di distributori, che al ristorante. Un impegno che l’azienda porta avanti sollecitando l’Associazione dei produttori al fine di mettere in campo inziative a favore del riciclo delle bottiglie usate prendendo ispirazione dai modelli di successo di Germania e Nord Europa.