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  • Rifugiati: Alto commissario Onu Filippo Grandi nella casa del “Papa Buono” lancia un appello per la pace

    Il conflitto in Siria rende ancora più urgente rispondere ai fenomeni dei rifugiati in un modo rispettoso del diritto internazionale, concreto e organizzato. Purtroppo i civili in fuga ora sono più di 100 mila e questo nuovo conflitto, che provoca fughe forzate di popolazioni sottolinea ancora più questo legame tra conflitto e rifugiati, che nel mondo sono circa 71 milioni. Da qui, dalla casa del “Papa buono”, l’appello per la pace è ancora più importante perché assume un significato storico e simbolico. Pacem in Terris è un manifesto straordinario su tutto quello che conta oggi in materia di politica pubblica, sul rapporto tra le persone e l’autorità, sulla prudenza della diplomazia. E’ straordinario l’aspetto lungimirante, con ben 40 capitoli sul Diritto al Migrare, una carta delle Nazioni unite scritta con un empito spirituale”.

     

    Con queste parole Filippo Grandi, che dal 2016 ricopre il ruolo di Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati,si è appellato alla pace nel corso dell’incontro al Teatro Giovanni XXIII di Sotto il Monte “Medesima origine, Medesimi destini”, una riflessione sui diritti umani che ha visto dialogare l’Alto Commissario ONU, il direttore della Caritas Diocesana di Bergamo, don Roberto Trussardi, con la moderazione del direttore de L’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli. Con loro, l’attore Mario Spallino che ha interpretato un passaggio tratto da «Viaggio Italiano» di Emergency Ong Onlus. 

     

    L’incontro con Filippo Grandi, a capo dell’UNHCR, l’agenzia della Nazioni Unite per i Rifugiati, che ha vinto per due volte il Premio Nobel per la pace, apre la prima stagione del teatro, inaugurato lo scorso mese di giugno, dopo circa 2 anni di lavori iniziati per volere di mons. Claudio Dolcini e realizzati con il contributo di Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di creare uno spazio aperto in cui confrontarsi oltre ogni diffidenza e differenza. Un luogo di ritrovo in cui condividere pensieri e riflessioni attraverso mostre, spettacoli, rassegne, convegni, seguendo gli insegnamenti di Papa Giovanni XXIII, grande amico dei popoli e straordinario pacificatore. 

    Il programma della stagione è consultabile sul sito www.papagiovannisottoilmonte.org

  • THE MIGRATORY COOKS: CUOCHI E RIFUGIATI? DAVVERO?

    CUOCHI E RIFUGIATI?… DAVVERO?

    Il nostro obiettivo è quello di cambiare la narrazione sulla crisi migratoria creando ed offrendo nuovi colori e sapori al panorama della gastronomia

    E se ci sbarazzassimo della solita retorica che riduce i rifugiati a delle vittime, statistiche oppure peggio ancora a una minaccia? I rifugiati sono i nostri vicini, persone come tutti noi, persone con una storia, una famiglia, dei sogni, persone che ora però a causa di gravi motivi e non per colpa propria sono in difficoltà nel costruire il proprio futuro. Ciascuno di loro porta con sé competenze e conoscenze che devono essere valorizzate, incluso ad esempio, la loro cucina e tutti i nuovi sapori ad essa collegati. Una campagna di crowdfunding con la collaborazione della piattaforma Ulule è nata per appoggiare l’iniziativa e permettere di passare da un’attività di piccole consegne a domicilio alla creazione di una struttura vera e propria, per diffondere la cultura culinaria di paesi lontani e offrire ad altri migranti contratti a lungo termine.

    https://it.ulule.com/les-cuistots-migrateurs/

     

    TANTI NUOVI SAPORI

    The Migratory Cooks dispone attualmente di un team di 6 cuochi, tutti e sei rifugiati originari di diversi Paesi: Siria, Etiopia, India, Iran e la Cecenia. Ognuno di loro arriva quindi con una cultura, un percorso e una religione diversa. Insieme collaborano dietro le quinte della cucina per creare e condividere la cultura gastronomica e i sapori dei propri Paesi.

    Ad oggi abbiamo raggruppato oltre 100 ricette originali per mettere in luce e offrire più ricchezza,  autenticità e diversità al panorama della gastronomia in Francia:  muammarah (caviale di peperoncino rosso – Siria), fesenjan (stufato di pollo con noci e melograno – Iran), hingalsh (frittella dolce cecena con zucca e timo), … abbastanza diversità da far venire l’acquolina in bocca pure ai più difficili!

    PIù di 8.000 persone hanno già assaggiato la nostra cucina per accompagnare cocktail, durante eventi di catering, ad una fiera di street food l’estate scorsa oppure durante i nostri pop-up brunch / le nostre pop-up cene in collaborazione con vari ristoranti. Abbiamo anche co-organizzato il primo Refugee Food Festival a Parigi a Giugno (con posti esauriti poco tempo dopo l’apertura della biglietteria).

    Più di 20 giornali nazionali francesi e media internazionali hanno parlato di noi, dal giornale francese Paris Match al New York Times 🙂  e tante aziende ci hanno già dato fiducia per l’organizzazione dei loro eventi.