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  • Riciclo Oro 10 Miliardi nella Spazzatura Ogni Anno

    Il riciclo oro è una attività ancora tutta da sviluppare, secondo uno studio realizzato nientemeno che dall’ONU è di 10 miliardi il valore dell’oro e di altri metalli preziosi che finiscono ogni anno nella spazzatura.
    Se da un lato il riciclo oro usato da gioielli e altri oggetti in oro funziona molto bene ed è anche redditizio per chi si libera di tali oggetti vendendoli direttamente ad un qualsiasi compro oro Firenze o di altro luogo.
    L’anello debole del settore del riciclo oro è rappresentato da quella montagna di rifiuti elettronici che ogni hanno finiscono per essere gettati via perché rotti o obsoleti solo dopo pochi anni dall’acquisto.
    Si calcola che in tutto il mondo vengano ogni anno generati 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici come televisori, computer, smartphone e tanti alti dispositivi digitali ed elettronici di cui facciamo uso quotidiano.
    Attualmente di questa quantità enorme di rifiuti elettronici viene effettuato il riciclo di una quantità ben al di sotto del 20%, questo fatto provoca un danno gravissimo all’ambiente in quanto questi oggetti contengono materiali anche altamente inquinanti e nocivi direttamente anche alla salute dell’uomo come il mercurio.
    Queste sostanze finendo successivamente nelle acque e nel terreno finiscono per entrare in circolo in quella catena alimentare animale che poi viene in parte immessa anche nel cibo che mangiamo quotidianamente sotto forma di carni e pesci.
    Al grave danno ambientale si aggiunge anche la beffa economica in quanto in mezzo ai rifiuti elettronici si trova una vera e propria miniera d’oro che potrebbe portare ricchezza e lavoro se fosse riciclata completamente.
    In questo contesto non bisogna dimenticare il grande impegno che grandi aziende internazionali come Pandora, la prima produttrice di gioielli al mondo si è data come obbiettivo da raggiungere entro il 2025 il totale approvvigionamento di oro riciclato per la realizzazione dei propri gioielli che vengono venduti in tutto il mondo.
    Questi importante obbiettivo oltre allo scopo di incentivare il riciclo oro ha anche quello di evitare lo sfruttamento di nuovi giacimenti auriferi che in fatto di emissioni e di inquinamento hanno un impatto ambientale molto più dannoso e pesante.

  • Esercizi Commerciali, Cosa Fanno i Compro Oro ?

    I compro oro sono esercizi commerciali di cui spesso sentiamo parlare per fatti di cronaca, sono quotidiane le rapine che si verificano ai danni di questi commercianti.
    I compro oro si occupano di acquistare oro vecchio da privati per poi rivenderlo a banchi metalli che provvederanno alle lavorazioni necessarie per riportare l’oro usato in oro nuovo sotto forma di lingotti.
    I compro oro sono esercizi commerciali nei quali chiunque può recarsi e vendere i propri oggetti in oro che magari non usa più e non costituiscano alcun valore affettivo, i compro oro acquistano pagando a peso e in proporzione al costo aureo del momento qualsiasi oggetto purché in oro; gioielli, monili, monete o lingotti che siano tutti vengano valutati come rottami e acquistati in base al peso dell’oro contenuto in essi.
    Il costo dell’oro usato è stabilito in considerazione della quotazione dell’oro in borsa del momento, che varia quotidianamente più volte al giorno, anche se dal prezzo di acquisto dei compro oro viene tolta la quota necessaria a coprire i costi della sua rilavorazione oltre al margine di guadagno.
    Prima della diffusione di questi esercizi commerciali che si occupano del riciclo dell’oro vecchio chi voleva monetizzare il valore del proprio oro spesso si rivolgeva al monte dei pegni che nella maggioranza dei casi riusciva ad accaparrarsi oggetti preziosi per pochi soldi, oggi complice il periodo di crisi economica il numero dei compro oro si è moltiplicato in pochi anni, tra questi ci sono anche gioiellerie che visto il forte calo di vendite di gioielli si sono dedicate a questo genere di attività.
    Un aspetto importante anche da un punto di vista ambientale è che questi esercizi commerciali si occupano di raccogliere e rimettere in commercio come oro nuovo un metallo prezioso molto ricercato che per essere estratto necessita di complicate procedure che hanno un grosso impatto ambientale e implicano un rischio inquinamento molto elevato.

  • Il riciclo dell’oro dai rifiuti elettronici

    In tempi di crisi un’azienda Italiana che raddoppia il proprio fatturato fa sicuramente notizia, si tratta di una società Aretina del settore orafo che però non si occupa di realizzare e vendere i propri gioielli in oro sui mercati Asiatici bensì si occupa del riciclo d’oro dai rifiuti, un settore che in altri paesi si è già contraddistinto positivamente per i guadagni e i posti di lavoro creati oltre che per un opera di sicuro valore per quanto riguarda la salvaguardia ambientale.

    In una terra dove la lavorazione dell’oro ha origini così antichissime non poteva certo mancare il comparto più moderno del riciclo dell’oro che estrae oro da computer, cellulari, marmitte e da tutti quei componenti metallici che nascondano nelle loro leghe quantità anche infinitesimali del prezioso metallo giallo.

    L’aumento del prezzo dell’oro degli ultimi ani ha sicuramente favorito questo settore che tra l’altro in alcuni paesi come il Giappone gode di incentivi economici vista la sua importante opera di riciclo di materiali inquinanti di difficile smaltimento, da questo tipo di rifiuti vengano recuperati altri metalli altrettanto preziosi come il rodio, l’argento, il palladio e il platino.

    L’azienda Aretina in questione importa questi rifiuti industriali da tutte le parti del mondo ottenendo lingotti di oro puro che rivende sul mercato estero come oro grezzo che verrà poi rilavorato e venduto sotto forma di gioielli e altri manufatti se non addirittura lasciato in lingotti e destinato al mercato azionario, dove le richieste di comprare oro  sono costanti a prescindere dal prezzo dell’oro.

    In pochi anni questa azienda Italiana che ricicla oro ha più che raddoppiato il proprio fatturato, grazie anche alla buona intuizione del dirigente che ha capito che la costante domanda dell’oro avrebbe tenuto un prezzo aureo sufficientemente alto per giustificare le lavorazioni necessarie al suo riciclo anche in un paese come l’Italia dove non esistano incentivi economici per questo settore.