Tag: richieste

  • Fondo di garanzia: serve un ponte tra banche e imprese per fronteggiare la crisi

    Quasi un milione e mezzo di domande e più di 115 miliardi di euro di finanziamenti erogati dal 17 marzo al 9 dicembre 2020. Sono i numeri del Fondo di Garanzia che – potenziato dal DL “Cura Italia” e dal DL “Liquidità” – sta supportando le piccole e medie imprese italiane nel fronteggiare i mesi più bui della pandemia. Uno strumento che solo in provincia di Bergamo – tra le più colpite dall’emergenza sanitaria – è stato oggetto di oltre 28 mila operazioni con più 3 miliardi e 200 mila euro finanziati. Bergamo è stata, infatti, dopo Brescia e Milano, la provincia che in Lombardia ha fatto maggior uso del Fondo di Garanzia. E anche a livello nazionale, si è posizionata subito dopo i centri più grandi come Roma, Torino e Napoli. A dimostrazione di quanto il tessuto imprenditoriale locale sia stato scosso dalla crisi da Coronavirus.

    Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, infatti, l’impatto della crisi sulle imprese italiane è stato di intensità e rapidità straordinarie: solo nella fase 1 dell’emergenza sanitaria (tra il 9 marzo e il 4 maggio), il 45,0% delle imprese con 3 e più addetti (458 mila, che assorbono il 27,5% degli addetti e realizzano il 18,0% del fatturato) ha sospeso l’attività e oltre la metà delle imprese (37,8% di occupati) ha previsto una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020. Il 38,0% (con il 27,1% di occupati) ha segnalato rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito (DL 18/2020 e DL 23/2020).

    Un impatto fortissimo, condizionato – secondo quanto evidenziato da Commissione EU, Bankitalia e ISTAT -, da diversi fattori: uno shock dell’offerta dovuto alla perturbazione delle catene di approvvigionamento, uno shock determinato da una minore domanda da parte dei consumatori, l’effetto negativo dell’incertezza sui piani di investimento e l’impatto sulla liquidità per le imprese, sia quelle solvibili che meno solvibili. Da qui, il ruolo fondamentale delle banche e degli altri intermediari finanziari nel far fronte agli effetti a di Covid-19 per mantenere il flusso di credito all’economia.

    «Il Fondo di Garanzia è stato uno strumento da sempre molto richiesto, ma con la pandemia gli accessi sono cresciuti esponenzialmente, anche grazie alle nuove modalità di erogazione e alle modifiche apportate nelle tempistiche, diventate più snelle. Il DL Liquidità inoltre ha previsto l’ammissibilità di micro, small e mid cap, ovvero imprese con un numero di dipendenti fino a 499, e, limitatamente ai finanziamenti fino a 30 mila euro, anche di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, broker, agenti e subagenti di assicurazione, ed enti del Terzo settore, che prima erano esclusi. Delle novità importanti specie per un territorio come quello di Bergamo, da sempre contraddistinto per uno spiccato tasso di imprenditorialità» – commenta Giorgio Berta, socio fondatore di BNC, Studio associato Berta, Nembrini, Colombini specializzato in consulenza societaria, fiscale e del lavoro che al tema ha dedicato un webinar richiedendo l’intervento degli esperti di Soluzioni Bancarie, consulenti che supportano le imprese nel rapporto con gli istituti di credito.

    L’accesso al Fondo di Garanzia, infatti, non può avvenire in modo diretto da parte di imprese e professionisti, ma quest’ultimi devono rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia da parte del Fondo. Sarà la banca stessa a occuparsi della conduzione della pratica di finanziamento e di ottenimento della garanzia. In alternativa, ci si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. In questo contesto diventa quindi fondamentale poter contare su esperti del settore chiamati a valutare, insieme a Banche e Imprese, la miglior struttura della pratica per essere compliance con la normativa vigente e per assicurarne la sostenibilità nel medio e lungo termine, valutazione basata sulla stima dei flussi di cassa e sugli investimenti programmati.

    «I decreti che si sono susseguiti negli ultimi mesi hanno più volte cambiato le regole del gioco, le modalità di applicazione dello strumento e le finalità ammesse. Per le aziende non è semplice districarsi in questo contesto. Per questo, negli ultimi mesi abbiamo capito ancora più chiaramente quanto ci sia bisogno di un ponte tra banca e imprese, non in ottica di “mediazione creditizia” ma di affiancamento costante nelle scelte di natura finanziaria, a tutela di Banche e Imprese. Il Fondo di Garanzia, così come è oggi, è uno strumento utile e interessante, ma permane la questione della complessità che rischia di bloccare quelle realtà che non hanno una competenza finanziaria specifica. Una condizione molto diffusa tra le imprese italiane, sulla quale dovremo riflettere seriamente in futuro» – commentano Andrea Foini e Cristian Fusili, amministratori di Soluzioni Bancarie.

    Il Temporary Framework è stato infatti esteso e integrato più volte negli ultimi mesi dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di consentire alle singole economie nazionali di sostenere il tessuto imprenditoriale anche in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. La vera scommessa, ora, è capire quali scenari si prospettano in futuro e come le imprese potranno riposizionarsi, alla luce di una situazione sempre più deteriorata. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti stimato una riduzione del PIL, a livello globale per il 2020, del – 4,4%, con una ripresa, nel 2021, del +5,2%. E per quanto attiene al nostro Paese, le stime FMI indicano un calo del prodotto interno lordo del –10,6% nel 2020, con una parziale ripresa nel 2021 (+5,2%). La recessione più severa, assieme a quella della Spagna, prospettata dal Fondo di Garanzia per i principali Stati membri dell’UE.

  • In Liguria si usa il web soprattutto per imparare: gli insegnanti di inglese sono i più cercati online

    Gli italiani sono sempre più connessi, ogni giorno vengono cercati online centinaia di servizi e ProntoPro.it , marketplace che permette agli italiani di trovare il professionista più adatto alle proprie esigenze in modo semplice e veloce attraverso un’offerta di oltre 430 tipi di servizi diversi, ha voluto fotografare e rilevare quali siano stati i servizi e i professionisti più cercati in Liguria nell’ultimo anno.

    Dall’analisi è emerso che la ricerca preferita dai liguri riguarda lo studio dell’inglese. Il 24% dei liguri ha infatti usato internet nell’ultimo anno per trovare insegnanti della lingua di Shakespeare.

    Dallo studio è emerso anche che interessi e necessità cambiano al variare della provincia di riferimento e per questo motivo ProntoPro.it ha voluto analizzare il proprio database distinguendo quali siano stati i servizi più cercati nel capoluogo e nelle province liguri.

    Lo studio nelle province: Genova

    Così come accade a livello macro-regionale, anche nel capoluogo vince la voglia di imparare: il 17% delle ricerche effettuate tramite ProntoPro.it riguarda la scelta di imparare e i corsi di inglese sono i più scelti. Al secondo posto, gli specialisti della forma fisica perfetta: i personal trainer che hanno ottenuto il 15% delle richieste. La sistematicità dei controlli e la sensibilità sempre maggiore nei confronti dell’ambiente in cui viviamo hanno contribuito a determinare il terzo posto per le richieste di certificati energetici (13%). Quarto e quinto posto a pari merito per le richieste di imbiancatura e tinteggiatura pareti e per quelle di catering che raggiungono l’11% delle ricerche: attenzione alla bellezza della casa e al buon cibo sembrano priorità a cui i genovesi non intendono rinunciare.

    Imperia

    Ad Imperia sembrerebbe che il bisogno di cambiare sia il più sentito: le ricerche per trasloco conquistano il primo posto con una percentuale pari al 25%. Il secondo posto è dei personal trainer (15%): evidentemente anche gli imperiesi, come gli altri abitanti della regione, sono molto interessati a prendersi cura della propria forma fisica. Terzo e quarto posto dimostrano l’interesse nei confronti delle proprie abitazioni: le richieste per l’ottenimento dell’attestato di prestazione energetica e quelle per ristrutturazioni conquistano l’11% delle ricerche totali. Al quinto posto tutti quelli che desiderano imparare a suonare la chitarra: il 10% delle richieste è rivolto all’incontro di musicisti esperti nell’insegnamento.

    Savona

    A Savona, come a Genova, al primo posto spiccano le richieste per i corsi d’inglese (12%). Per proteggersi da eventuali ladri a Savona sono molti quelli che desiderano installare sistemi di antifurto e di allarme: al secondo posto, le richieste in questo ambito corrispondono all’11% del totale. I personal trainer e gli imbianchini ottengono il terzo e quarto posto della classifica provinciale con il 9% delle richieste.

    Al quinto posto ancora i professionisti legati al mondo della casa: le ricerche per traslocatori corrispondono all’8% del totale.

    La Spezia

    La Spezia è la città in cui la voglia di imparare trionfa: accanto alle consuete ricerche per i corsi di inglese che conquistano anche qui il primo posto (12%), spiccano le ricerche per i corsi di canto (8%) e per quelli di chitarra (7%) che conquistano rispettivamente il terzo e il quarto posto. Al

    secondo e al quinto posto della classifica si trovano i professionisti che si occupano di traslochi e di ristrutturazioni con rispettivamente il 10% e il 7% delle richieste.

     

    Di seguito la classifica delle 5 professioni più cercate online nell’ultimo anno in Liguria:

    Genova   Imperia  
           
    Lezioni di inglese 17% Trasloco 25%
    Personal trainer 15% Personal trainer 15%
    Certificazione energetica 13% Certificazione energetica 11%
    Imbiancatura e tinteggiatura 11% Ristrutturazione casa 11%
    Catering e banqueting 11% Lezioni di chitarra 10%

     

    Savona   La Spezia  
           
    Lezioni di inglese 12% Lezioni di inglese 12%
    Antifurto e allarme 11% Trasloco 10%
    Imbiancatura e tinteggiatura 9% Lezioni di canto 8%
    Personal trainer 9% Lezioni di chitarra 7%
    Trasloco 8% Ristrutturazione casa 7%