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  • Al via la II edizione della scuola per la Pubblica amministrazione e il trasporto Locale

    L’Università di Milano-Bicocca organizza nell’anno accademico 2017/18 la II edizione dei Master di primo livello (post laurea triennale):

     

    • Gestione delle Autonomie Locali (MPA) – Direttore Prof. Ugo Arrigo

     

    • Gestione del Trasporto Locale (MTPL) – Direttore Prof. Massimo Beccarello

     

    La duplice iniziativa si avvale del coordinamento dell’Ing. Cesare Vaciago, già Direttore Generale di Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Comune di Torino, Toroc 2006 e padiglione Italia-Expo 2015, ed è realizzata in collaborazione con numerosi partner del settore privato e del settore pubblico. I principali sono Intesa Sanpaolo, INPS, Pirelli e Confindustria Assoconsult.

     

    Intesa Sanpaolo, il maggiore gruppo bancario italiano, sostiene il progetto finanziando con numerose borse di studio a studenti dei due Master, permettendo in tal modo di dimezzare il contributo d’iscrizione a carico di ogni beneficiario. L’accresciuto impegno della Banca nel sostegno delle borse di studio per l’Università Bicocca conferma l’elevato interesse di Intesa Sanpaolo verso l’iniziativa.

     

    L’INPS ha messo a disposizione nella I edizione 7 borse a totale copertura dei contributi d’iscrizione in favore di figli di dipendenti o pensionati di amministrazioni pubbliche (gestione ex Inpdap), iscritti al Master MTPL. Per la II edizione è atteso un numero equivalente di borse.

     

    Pirelli Spa ha messo a disposizione nella I edizione ulteriori 3 borse a parziale copertura dei contributi d’iscrizione di studenti del Master MPA e diversi posti in stage per i due Master. Altrettanto è previsto per la II edizione.

     

    Confindustria Assoconsult è l’associazione delle società di consulenza italiane (tra cui Accenture, BIP, Kpmg, ecc.) e rappresenta il principale partner dell’iniziativa per quanto riguarda il collocamento professionale degli allievi.

     

    I programmi didattici dei due Master sono stati concordati con le amministrazioni pubbliche e le imprese partner, le quali assicurano anche una vasta e qualificata presenza della loro dirigenza nel corpo docente. Nella I edizione del Master MPA oltre il 50% delle lezioni frontali sono state svolte da dirigenti delle grandi amministrazioni pubbliche lombarde, tra cui principalmente Regione Lombardia e Comune di Milano, i quali stanno ora ospitando in stage gli allievi. Per quanto riguarda invece il Master MTPL, circa metà delle lezioni frontali sono state svolte da dirigenti delle maggiori imprese milanesi di trasporto, degli organismi pubblici territoriali di programmazione e regolazione e da esperti con incarichi pubblici a livello nazionale.

     

     

     

    Gli studenti della I edizione sono tutti attualmente in stage, così ripartiti:

     

    –         MPA: 30% Regione Lombardia, 30% Pirelli Spa, 20% Comune di Milano, 10% Istituzioni culturali private, 10% Società di consulenza;

    –         MTPL: 38% ATM Spa, 23% TreNord, 23% Organismi pubblici di regolazione e pianificazione, 16% Altre imprese di trasporto.

     

     

    Requisito di ammissione per ognuno dei due master è l’aver conseguito la laurea triennale, senza restrizione di tipologia, entro la sessione autunnale. La sede dei corsi è Villa Di Breme Forno a Cinisello Balsamo, polo di alta formazione dell’Ateneo di Milano-Bicocca. Le borse di studio sono assegnate, per tutte le tipologie, in base alla graduatoria di ammissione che sarà così formulata:

     

    –         Precedente carriera universitaria (media esami e voto di laurea, regolarità del percorso) per il 30% del punteggio;

    –       Valutazione CV e titoli per il 40% del punteggio;

    –        Colloquio di ammissione per il 30% del punteggio.

     

    Le iscrizioni alla selezione dei Master sono aperte e scadono il 22 settembre 2016

  • Uil Polizia, finalmente la norma vince sulla prassi a Fiumicino

    L’organizzazione sindacale, che in passato aveva affrontato anche il pericolo amianto in caserma, è intervenuta per porre fine a un metodo procedurale in uso, ma senza legittimazione normativa

    Fiumicino – Dopo tanti anni, in cui la memoria si perde, durante i quali, presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino, si è assistito a un’applicazione consuetudinaria e orfana di legittimazione normativa, degli iter procedurali afferenti all’espletazione burocratica di alcuni istituti di diritto per i poliziotti, grazie al deciso intervento del dottor Tiziano Vetro, direttore della V Zona, che, con commendevole e impeccabile professionalità, ha immediatamente accolto le doglianze della Uil Polizia, il sindacato della Polizia di Stato sempre in prima linea nel coniugare i diritti dei dipendenti senza mai tralasciare gli interessi della Pubblica Amministrazione e della sicurezza dei cittadini.
    Infatti, l’attivissima organizzazione sindacale, facente capo a livello nazionale allo storico sindacalista Oronzo Cosi e in ambito provinciale capitolino all’indefesso Antonio Costa, ha portato, negli ultimi anni, all’attenzione della dirigenza Polaria e della direzione V Zona, varie problematiche e criticità, sempre affrontate con estrema sensibilità e spesso brillantemente risolte dagli interlocutori, nello spirito della più proficua collaborazione tra le parti.
    Almeno un paio di queste azioni sindacali possono essere elette a casi emblematici, che hanno segnato traguardi importantissimi riconducibili nell’alveo dei diritti, i cui meriti sono ascrivibili in capo all’ex dirigente dell’Ufficio di Polizia di Frontiera, il dottor Rosario Testaiuti.
    In primis l’abolizione della cosiddetta “forza assente”, un istituto “fantasma” non confortato da alcuna prescrizione normativa o regolamentare, che dava all’amministrazione una potestà arbitraria, gravata da lunghe ombre di incostituzionalità, inficiante il diritto alla salute (art. 32), in quanto comprimente la libertà di cura del cittadino poliziotto e conseguentemente incidente la sicurezza dei corpi collettivi. Infatti il dipendente che rientrava da un periodo di assenza per malattia, causato da qualsivoglia tipologia clinica, travalicante il limite temporale di tre mesi, in virtù di tale applicazione, che non si comprende dove affondasse le radici e da dove traesse il suo fondamento giuridico, poteva essere trasferito ad altro ufficio. Pertanto poteva capitare che il poliziotto che aveva avuto il “torto” di scontrarsi con la malasorte e di ammalarsi, pur di non imbattersi nell’incognita di un trasferimento, previsto da tale prassi, che si correva costantemente il rischio potesse diventare un formidabile strumento di ricatto, cercasse di forzare il suo rientro in servizio, con il pericolo di una ripresa dell’attività istituzionale in condizioni fisiche ancora precarie, che, viste la peculiarità e la delicatezza delle attribuzioni mansionali espletate, potevano tradursi nella trasformazione dello stesso in una fonte di detrimento per sé e per gli altri. Conseguenze rilevanti che sono state colte immantinente dal dottor Testaiuti, il quale, con spiccata sensibilità professionale, volta sempre alla tutela dell’integrità psicofisica del personale da lui gestito e al conseguente grado di sicurezza da offrire all’utenza del parenchima sociale, ha posto fine all’assurda pratica.
    Il medesimo senso di responsabilità esplicitato quando la Uil Polizia ha segnalato il problema della presenza di eternit in un manufatto ubicato proprio a ridosso della mensa di servizio, chiedendone l’immediata rimozione, nutrendo una martellante preoccupazione per i possibili pregiudizi alla salute di chiunque ivi transitasse, in relazione ai rischi clinici di patologie asbesto-correlate, specie dopo l’apparizione di un improbabile cartello che annunciava un “pericolo amianto”, che tradotto suonava pressappoco come “attenzione a non respirare”. Un intervento avviato con subitanea determinazione e capace di giungere a una soluzione in tempi piuttosto contenuti, nonostante i numerosi elementi ostativi in termini procedurali, dovuti al fatto che la proprietà del manufatto de quo è della società Aeroporti di Roma e la gestione appartiene alla Guardia di Finanza.

    Quegli stessi senso del dovere e spiccata coscienza professionale, coniugati con una rara e profonda moralità, mostrati dal dottor Vetro a seguito della messa a fuoco da parte della Uil Polizia di alcune distorsioni procedurali nel trattamento di alcuni istituti di diritto spettanti ai poliziotti, peraltro afflitti dalla cosiddetta diuturnitas, ossia dalla reiterazione nel tempo dei comportamenti individuati, e dall’aggravante dell’opinio iuris ac necessitatis, ovvero della convinzione diffusa che tali comportamenti fossero giusti, ma soprattutto giuridicamente cogenti. Stiamo parlando della concessione, de iure condito, del congedo straordinario di diritto per esami e per matrimonio e di quello per ottemperare, da parte di un poliziotto, all’obbligo di rispondere a una citazione promanante dall’Autorità Giudiziaria, al fine di essere escusso, in qualità di teste, per circostanze fattuali non afferenti al servizio. Infatti in quest’ultima ipotesi l’appartenente alle forze di polizia si reca in tribunale svolgendo l’attività lavorativa a tutti gli effetti. Fino a quando la Uil Polizia non si è fatta portavoce presso il dottor Vetro delle istanze di categoria, volte a ricondurre l’istituto in questione nell’alveo assegnatogli dalla codifica normativa e regolamentare, senza affidarlo a distorsioni procedurali non godenti di legittimità dispositiva, i poliziotti di Fiumicino erano costretti a formulare un’istanza per ottenere la concessione del congedo ordinario per i giorni previsti dalle varie fattispecie, e solo successivamente, dopo essere stati fruiti, questi venivano “tramutati” in congedo straordinario, e i giorni di congedo ordinario riassegnati al dipendente. L’ottimo direttore della V Zona della Polizia di Frontiera, dimostrando le sue indubbie doti gestionali e la sua competenza ineccepibile nell’applicazione del diritto positivo, ha emanato due circolari che fissano, fugando ogni margine di dubbio, il giusto e logico modus attuativo per gli istituti in esame, ponendo fine a una pratica tanto consolidata, quanto orfana di fondamenti giuridici. Un iter metodologico che, non solo imponeva percorsi distanti dai riferimenti parametrali dell’impianto legislativo in vigenza, ma produceva anche un inutile aggravio lavorativo per le risorse umane impiegate e un maggior consumo di materiale cartaceo, nonostante l’esistenza di una circolare esplicativa emessa dal Dipartimento della P.S. nel lontano 15 aprile 1986, che prevedeva l’autorizzazione ad assentarsi previa formulazione di un’istanza concessiva di congedo ordinario in casi di urgenza e solo in riferimento all’istituto del congedo straordinario per gravi motivi nei casi in cui non fosse possibile, per ovvii motivi temporali, espletare la relativa istruttoria valutativa del caso. Quella che avrebbe dovuto essere un’eccezionale eventualità si è radicata nel tempo trasformandosi in una prassi consolidata, ancorché i due istituti, il congedo ordinario e quello straordinario di diritto, siano in insanabile contrasto tra loro, essendo il primo fruibile su base discrezionale e il secondo appunto di diritto. Ed è paradossale quanto si verificava, per esempio, nel caso in cui un poliziotto doveva sostenere un esame universitario. Questi, se voleva accedere all’istituto, veniva obbligato a presentare una richiesta di concessione di un giorno di congedo ordinario per la data della prova da sostenere e al rientro, previa presentazione della relativa attestazione, per ottenere la restituzione del giorno di congedo ordinario fruito e tramutarlo in congedo straordinario, era costretto a compilare un modello predisposto in cui chiedeva ex post un giorno di congedo straordinario da fruire in una data antecedente alla richiesta stessa, mentre il giorno di congedo ordinario (ferie) fruito e la sua commutazione non venivano mai menzionati. Una grottesca contorsione procedurale nella trattazione di una pratica d’ufficio, che non trovava giustificazione alcuna a una disamina logico-concettuale e che l’impegno della Uil Polizia ha fatto cessare, grazie soprattutto all’incontro e al confronto con un irreprensibile uomo dello stato qual è il dottor Vetro, il quale tra l’altro sta supportando significativamente l’ottimo lavoro che sta svolgendo da alcuni mesi la tenace e indefessa dottoressa Rosa Tabarro, neodirigente dell’Ufficio della Polizia di Frontiera di Fiumicino.

  • E-Procurement nella P.A.

    La Pubblica Amministrazione avvia le consultazioni per le regole tecniche dell’E-Procurement.

    Il comma 10 dell’art. 58 del Decreto Legislativo N.50/2016 prescrive che: “L’Agenzia per l’Italia Digitale emana regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisito e di negoziazione” in merito al recepimento delle direttive europee volte a standardizzare i processi e le procedure per
    l’ E-Procurement della P.A. Italiana.

    Anche dEDIcated, in quanto facente parte dei soggetti “che erogano servizi di aggregazione dei dati che possono essere coinvolti nel processo di acquisto e negoziazione”, fornirà il proprio contributo alla bozza di lavoro redatta dall’Agenzia per l’Italia digitale.

    In particolare, nel public procurement si distinguono due ambiti con relativi processi: pre-aggiudicazione e post-aggiudicazione.

    A prescindere dagli aspetti tecnici, emergono alcune considerazioni.

    In primo luogo è evidente che lo scenario evolutivo tracciato in sede comunitaria per rendere efficienti le PA europee avrà effetti rivoluzionari nel rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, soprattutto in paesi arretrati come l’Italia. Si pensi alle opportunità di miglioramento del livello di servizio, es. nel lead time di evasione di una pratica, o di maggior controllo del processo amministrativo da parte di cittadini ed enti centrali.

    Un ulteriore considerazione riguarda la riduzione della spesa pubblica. E’ infatti dimostrato che il processo digitale ha costi diretti ed indiretti di gestione un ordine di grandezza inferiori rispetto al flusso cartaceo. Benefici significativi per quantità e qualità a favore dell’intera economia.

    Una ultima considerazione riguarda la competitività del sistema Italia nei mercati internazionali. Pensiamo alle lungaggini burocratiche, alle infrastrutture carenti, ai costi per bolli, permessi, autorizzazioni, ed in generale alla fiscalità penalizzante e talvolta ingiusta, ai costi connessi alla tutela di marchi e brevetti, ed in generale a tutte le procedure amministrative che penalizzano le nostre imprese rispetto al contesto internazionale.
    Da sottolineare che questo aspetto riguarda in particolare il sistema industriale, ma ha nei fatti ricadute importanti sull’occupazione e lo stato di salute del Paese.

    dEDIcated è piattaforma di integrazione 100% digitale che supporta le aziende nella sfida alla competitività e nell’affrontare i mercati internazionali.

    Per maggiori informazioni sul tema contatta il nostro team a [email protected] o visita il sito www.dedicated.world